Il latte di mandorla è solo uno dei possibili latti di origine vegetale, insieme a quello di riso, di soia, d’avena, di noci e di cocco, che oggi, sempre più spesso troviamo sulle tavole degli italiani.
Per molti sostituire il latte vaccino è assolutamente necessario a causa di intolleranze alimentari, ma sono molti anche coloro che per altre motivazioni, vuoi perchè vegani o vegetariani, vuoi solo per motivi prettamente di gusto, preferiscono optare per delle alternative vegetali.
Il latte di mandorla, ha origine antichissime, nel sud Italia e soprattutto in Sicilia, viene preparato fin da Medioevo. A dispetto di quanto si possa pensare, non è un alimento grasso, non contiene né lattosio, né colesterolo, possiede meno proteine del latte vaccino, ma è ricco di fibre, vitamina E, magnesio, selenio, manganese, zinco, potassio, ferro, fosforo, calcio e favorisce la digestione.
Un vero toccasano! Perchè non provarlo allora, almeno una volta?
Molte sono le ricette possibili per prepararsi, da soli ,a casa, questa gustosa bevanda. Di certo, se disponete di un estrattore tutto sarà più semplice e sopratttutto più genuino perché grazie al procedimento di estrazione a freddo i nutrienti e gli acidi grassi contenuti nelle mandorle, che sono molto sensibili al calore, si preservano al meglio.

Vediamo dunque di capire come fare a preparare un estratto di mandorla genuino e salutare. Noi vi forniamo la ricetta standard, a voi poi la facoltà di attuare le eventuali personalizzazioni del caso per produrre un latte in tutto e per tutto come piace a voi!
Ricetta latte di mandorle con l’estrattore

Per quanto riguarda le quantità tenete conto che per ogni 100 grammi di frutta secca dovrete aggiunge dai 300 ai 500 ml d’acqua, a seconda dei vostri gusti personali: ovviamente meno acqua aggiungete più intendi sarà il gusto della bevanda che otterrete. Le mandorle migliori da utilizzare per questa ricetta sono quelle non pelate e non tostate, meglio ancora se biologiche, così sarete certi di avere a che fare con prodotti dall’alto livello nutritivo.
Procedimento

Ora sono pronte per essere inserite nel vostro estrattore, insieme all’acqua a basso residuo fisso, secondo il rapporto che più si confà ai vostri gusti e con l’aggiunta o meno del dolcificante. Chiaramente le prime volte dovrete procedere per tentativi, ma dopo poco vi sarà chiaro quali sono le dosi che preferite ed andrete a colpo sicuro!
Se volete è possibile lasciare le mandorle con la buccia, tenete conto soltanto che in questo caso la bevanda che ne risulterà sarà leggermente più scura.
Conservazione
Quando si prepara il latte di mandorla con l’estrattore il consiglio è di consumarlo immediatamente. Se dovesse avanzare però nessuna paura perché, come tutti gli estratti, può essere conservato in frigorifero per 48 ore.
Come utilizzare il latte di mandorla

Senza contare che il latte di mandorla è molto utilizzato anche per fare dolci: dalla classica granita siciliana, ai dessert al cucchiaio, come creme, budini, gelati e i semifreddi.

Il residuo secco non è da buttare, anzi!
Esso rappresenta un’ottima risorsa che può essere impiegata per preparare dolci, biscotti o anche una specie di ricotta vegetale, anche in questo caso non c’è che l’imbarazzo della scelta e potrete sbizzarrirvi sperimentando via via una delle tantissime ricette che si trovano in giro.
Non vi resta che provare, vedrete che non rimarrete delusi del risultato e d’ora in poi non potrete più fare a meno del vostro latte di mandorla fatto in casa!
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