Si definisce genericamente comignolo la parte terminale di una canna fumaria. Lo scopo di un manufatto del genere è quello di disperdere, in maniera ottimale, i fumi provenienti dalla canna stessa, favorendone il tiraggio ed evitando che la presenza di vento o di altri agenti atmosferici possa influire negativamente sulla dispersione dei fumi.

Vengono definiti, poi, comignoli antivento quei modelli appositamente pensati per aumentare il tiraggio ed ovviare a situazioni di ristagno che sovente sono causate dalla presenza dei venti (ma non solo!).

Esistono numerosi frangenti in cui la canna fumaria non sembra funzionare a dovere e le ragioni possono davvero essere le più disparate. Ecco, allora, che in alcuni di questi casi il ricorso ad un comignolo antivento può rivelarsi risolutivo, ripristinando un tiraggio ottimale.

In commercio, oggi è possibile trovare svariati modelli di comignoli antivento e non; senza contare il fatto che alcuni sono prefabbricati e dunque si acquistano bell’e pronti per essere installati, mentre altri vengono – realizzati direttamente in opera.

Anche forme e dimensioni sono le più disparate.

A parte questo, però, vediamo di capire innanzitutto quando è il caso di installare un comignolo antivento e quali sono le regole ben precise da seguire che riguardano questo tipo di manufatti, ma anche le canne fumarie.

– Il comignolo ed il tiraggio della canna fumaria

Un camino, o comignolo, costituisce la parte terminale di ogni canna fumaria ed il suo scopo è quello di consentire un agevole deflusso dei fumi provenienti dalla canna stessa. Perché funzioni perfettamente è necessario che la canna fumaria abbia un corretto tiraggio. Ma cosa si intende con questo termine?

Si definisce “tiraggio” quel fenomeno per cui l’aria prodotta dalla combustione, essendo più calda di quella circostante e dunque più leggera e dotata di minor pressione, tende naturalmente a salire verso l’alto. I fumi, però, durante il tragitto che li porta verso l’uscita dal comignolo, a mano a mano che salgono, tendono a raffreddarsi e così la differenza di pressione con l’aria circostante diminuisce. Perché tutto funzioni correttamente la temperatura dei fumi non dovrà mai eguagliare quella dell’aria circostante, altrimenti il rischio concreto è che i fumi vengano trattenuti all’interno del condotto e non riescano a fuoriuscire.

Una scarsa efficienza della canna fumaria, ovvero un insufficiente tiraggio, può dipendere da molti fattori. In alcuni casi è proprio una questione di errato posizionamento del comignolo stesso, o addirittura un difetto di costruzione.

In tutti i casi, appare chiaro che le condizioni atmosferiche possono influire sul tiraggio, sia negativamente che positivamente. Se nelle giornate fredde l’evacuazione dei fumi è palesemente favorita dall’elevata differenza di temperatura tra l’aria fredda esterna ed i fumi caldi espulsi; nelle giornate di pioggia, la presenza della bassa pressione atmosferica rende tutto più difficile.

Il tiraggio viene influenzato anche dall’altitudine a cui ci si trova. In montagna, ad esempio, diminuendo la pressione atmosferica all’aumentare dell’altitudine, è necessario, a parità di condizioni rispetto alla pianura, pensare ad un condotto della canna più lungo.

Molte volte, poi, è la presenza del vento ad inficiare il funzionamento del camino, creando una sorta di effetto tappo ed impedendo ai fumi di uscire.

Ogni tanto, specie se si riscontra qualche problemino alla canna fumaria, sarebbe bene controllare anche che all’interno del comignolo non vi abbiano nidificato degli uccelli, ostruendo il passaggio. Questo, specie nella case di villeggiatura, per le quali la canna fumaria rimane a lungo inattiva, è un inconveniente assai frequente, pertanto sarebbe sempre auspicabile, prima di rimettere tutto in funzione, effettuare un controllo ad hoc.

Ora che abbiamo visto quali potrebbero essere le cause del mal funzionamento di una canna fumaria e/o del suo comignolo, cerchiamo di capire come andrebbero realizzati questi elementi per evitare di avere problemi.

– Quanti ne esistono?

Come abbiamo già detto, i comignoli possono essere di vario tipo. Innanzitutto bisogna distinguere tra quelli prefabbricati e quelli realizzati in opera, costruiti dai muratori nel momento stesso in cui posano il tetto.

Mentre questi ultimi, generalmente, sono costituiti da mattoni o pietra; quelli prefabbricati possono essere realizzati in vario modo: in metallo, in cotto o in calcestruzzo.

Chiaramente, poi, un comignolo può assumere forme differenti, che variano molto anche a seconda dello stile architettonico con cui un edifico è realizzato e delle tradizioni tipiche locali. L’importante è che tutto sia studiato in modo tale da favorirne la funzionalità! Che preferiate un comignolo a botte, piuttosto che a capanna, tondeggiante piuttosto che più squadrato, poco importa: l’importante è che funzioni e che lo faccia a dovere!

In via del tutto generale, i comignoli prefabbricati sono in grado di dare maggiori certezze circa il loro corretto funzionamento, perché sono stati progettati e collaudati proprio per comportarsi al meglio, mentre per quelli in opera molto dipende anche dall’abilità, dalla maestria e dalle conoscenze di chi li realizza.

– Regole per una corretta realizzazione di comignoli e canne fumarie

La costruzione dei comignoli in opera è regolamentata dalla norma UNI 7129, secondo la quale questi elementi dovrebbe essere in grado di rispondere ai seguenti requisiti:

  • avere una sezione utile di uscita almeno doppia rispetto a quella della canna fumaria che servono;
  • essere in grado di impedire l’ingresso di pioggia o neve all’interno della canna;
  • assicurare lo scarico dei prodotti di combustione anche in presenza di venti, da qualunque direzione o inclinazione essi soffino.

È bene poi tener presente che:

  • ogni comignolo deve servire un’unica canna fumaria, poiché due canne che fuoriescono dallo stesso camino potrebbero generare fenomeni di ritorno di fumo, soprattutto nei casi in cui solo una delle due è in funzione;
  • non bisogna preoccuparsi unicamente dell’isolamento del tratto di canna fumaria interno all’edificio. È soprattutto la porzione che sporge dal tetto, compreso il comignolo, a necessitare di un ottimo isolamento, per evitare fenomeni di condensa e rendere il tiraggio ottimale;
  • la lunghezza della canna fumaria è fondamentale e dovrebbe sempre essere come minimo pari a 3 m. In tutti i casi la sezione va correlata alla lunghezza e la bocca dovrebbe sporgere almeno 1 metro rispetto al colmo del tetto;
  • ovviamente, la cosa migliore sarebbe disporre di una canna fumaria perfettamente dritta. I cambi di direzione, però, nella maggior parte dei casi sono inevitabili. Ricordate che non dovrebbero mai essere troppo bruschi, oltre i 45° (meglio ancora 30°), ma quanto più possibile dolci;
  • è sempre meglio preferire sia canne fumarie che comignoli a sezione tonda, che favoriscono meglio lo scorrimento dei fumi, rispetto a quelli a sezione quadrata, o peggio rettangolare. In questi casi gli angoli costituiscono sempre un punto critico, dove potrà accumularsi fuliggine e vi sarà maggior rischio di corrosione.

– Cosa fare per aumentare il tiraggio? Il comignolo antivento è una soluzione

Bene! Ora sulla teoria siamo ferrati, ma se la nostra canna fumaria non funziona a dovere cosa possiamo fare concretamente per tentare di risolvere la situazione?

Il primo tentativo da fare per riuscire ad ovviare ad un cattivo tiraggio è quello di alzare il vostro comignolo, portandolo più in alto.

Un’altra soluzione per tentare di risolvere il problema, specie se questo si manifesta ogni qual volta spiri vento forte, è quella di individuare la direzione prevalente del vento e di conseguenza modificare il comignolo in modo tale che al suo interno si formi naturalmente un vortice d’aria in grado di facilitare il tiraggio del fumo.

In pratica, bisognerà andare a tappare i due lati maggiorente esposti al vento, dotando invece gli altri due di molteplici aperture che gli consentano di smaltire meglio il fumo. In via del tutto generale si può dire che più la zona è ventosa e più i buchi devono essere piccoli; meno è ventosa e più i fori dovranno essere ampi.

Se avete provato così, ma il problema persiste, oppure semplicemente se desiderate risolvere in maniera più semplice, immediata e meno laboriosa, potete pensare di installare un comignolo antivento. Anche in questo caso in commercio ne esistono tantissimi: a botte, a cilindro, a pappagallo e perfino rotanti. In genere però si tratta di elementi metallici e per la loro realizzazione si utilizzano tre diversi tipi di materiali: lamiera zincata, acciaio inox, oppure rame.

Un comignolo eolico, è a tutti gli effetti una sorta di cappello per canna fumaria antivento, che funziona da estrattore di fumi. Per quelli rotanti attenzione: assicuratevi sempre che il rumore durante il funzionamento non sia eccessivo!

In ultimo, un’ulteriore alternativa, è quella di installare un apposito aspiratore o aspirafumo. Come si evince dal nome stesso, si tratta di un apparecchio che va installato all’estremità più alta della canna fumaria ed è in grado elettricamente, grazie alla presenza di un motore, di aspirare i fumi della combustione.

Ora: a voi la scelta!

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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