Chi ha progettato Ville Savoye? La nostra esplorazione della celebre opera architettonica francese può tranquillamente cominciare da questa domanda, in quanto la risposta rimanda a uno degli architetti più famosi e importanti di tutti i tempi: Charles-Édouard Jeanneret-Gris, meglio noto con lo pseudonimo di Le Corbusier.

La villa Savoye rappresenta infatti uno dei suoi maggiori capolavori, nonché uno degli edifici famosi più ammirati del mondo, e il motivo è da attribuire alla sua peculiare struttura a pianta libera, nonché alla filosofia architettonica alla base della sua costruzione.

Nell’articolo di oggi ti condurremo pertanto in una “visita virtuale” degli interni di Villa Savoy, attraverso la quale scopriremo tutti i segreti di questo monumentale edificio, così come la storia travagliata legata alla sua realizzazione.

– La storia travagliata di Villa Savoye

Come quella di molte opere architettoniche famose, la storia della costruzione di Villa Savoy è tutto fuorché tranquilla. Al contrario, si tratta di un vero e proprio calvario, cominciato nel 1929 con l’edificazione del monumento. A commissionarla a Le Corbusier, e al suo collega svizzero Pierre Jeanneret, era stato il broker assicurativo Pierre Savoye. Il suo obiettivo era infatti quello di farsi costruire una ricca dimora nella quale trascorrere i fine settimana in famiglia.

I lavori iniziarono quindi nel febbraio 1929, per concludersi nel 1931. I problemi, tuttavia, si manifestarono sin dalle primissime fasi del cantiere, ruotando principalmente a un preventivo troppo esoso, corrispondente a ben 785.060 franchi. Ciò causò una forte tensione tra la famiglia di Savoye e Le Corbusier, tensione che perdurò per tutto il periodo in cui la villa venne abitata.

La famiglia Savoye sfruttò infatti la residenza fino al 1940, lamentandosi per tutto il tempo di una serie di problemi che rendevano l’edificio inabitabile e che erano legati alle numerosi infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto. In seguito all’abbandono dei proprietari, la villa cadde in uno stato di degrado, aggravato ulteriormente dall’occupazione dei tedeschi durante la guerra e, subito dopo, degli alleati.

Negli anni successivi, Le Corbusier dovette battersi affinché Villa Savoye non fosse demolita ma, nel 1963, lo stato francese decise di acquistarla per tentare di ristrutturarla. Nel 1965 la villa venne ufficialmente inserita nella lista dei monumenti storici francesi, proprio in virtù del suo valore architettonico, mentre nel 1997 si conclusero gli ultimi lavori di restauro.

villa savoye
Credits: Pinterest

– Le Corbusier e i 5 punti dell’architettura moderna: come ha costruito Villa Savoye

La costruzione di Villa Savoye è interamente basata sui cosiddetti “5 punti dell’architettura moderna”: una serie di regole stilistiche che afferiscono al cosiddetto “Movimento moderno”, ossia una corrente artistica sorta tra le due guerre mondiali con l’obiettivo di rinnovare profondamente i campi dell’architettura, dell’urbanistica e del design.

Villa Savoye rappresenta l’edificio che meglio di tutti gli altri riassume tale corrente, in quanto la sua edificazione è avvenuta nel pieno rispetto del paesaggio circostante e, contemporaneamente, delle esigenze dei suoi residenti.

Essendo stata costruita in un terreno fuori Parigi, infatti, i Savoye dovevano necessariamente servirsi dell’auto per raggiungerla: ecco perché Le Corbusier ha realizzato una struttura al piano terra appositamente pensata per essere usata come garage. Ma non solo. In aggiunta a tale accortezza, Villa Savoye è stata interamente realizzata nel rispetto di 5 principi specifici, che sono:

  • la pianta libera, che si traduce nella totale mancanza di setti murari portanti e nella grande elasticità che caratterizza la progettazione delle chiusure verticali, sorrette agevolmente dallo scheletro di calcestruzzo armato;
  • i pilastri usati per creare un comodo accesso all’abitazione, svuotando il piano terra dei setti murari portanti e consentendo così la costruzione del garage;
  • la facciata indipendente della struttura, realizzata con l’intento di ospitare spazi vuoti o pieni a discrezione del progettista;
  • la finestra in lunghezza che, oltre a garantire un massiccio apporto dell’illuminazione naturale, assicura anche un’ampia veduta del paesaggio esterno;
  • il terrazzo giardino comprensivo di solarium, che funge da coibente migliorando l’isolamento termico del primo piano.
villa savoye terrazzo
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Per quanto riguarda invece la suddivisione interna degli spazi della villa, si presenta disposta su tre piani: un piano terra, un piano primo e un piano superiore con terrazzo. Articolati tutti e tre nel rispetto di un’idea di fluidità, che non concepisce “stacchi improvvisi”, sfruttano la sinuosa rampa di scale a chiocciola per dare vita a un’elegante soluzione di continuità.

Al piano terra, in particolare, oltre al garage troviamo: la hall all’ingresso, un piccolo alloggio riservato all’autista e alla cameriera, l’appartamento per gli ospiti e i servizi di lavanderia.

Salendo al primo piano, invece, si riscontra la presenza della parte “viva” della casa, che si traduce nella zona giorno, la zona notte, i servizi e un giardino pensile. Completa il quadro architettonico di Villa Savoye, infine, la presenza di un ultimo piano superiore adibito a terrazzo.

Data la complessità della sua storia e della sua costruzione, ad ogni modo, quella di Villa Savoye è una tematica che merita di essere approfondita nel dettaglio attraverso la lettura di libri specifici. Noi te ne segnaliamo due molto interessanti: “La Villa Savoy”, un saggio in lingua italiana, e “Die Sonnigen Tage Der Villa Savoye”, disponibile solo in tedesco.

La villa Savoye
  • Amouroux, Dominique (Author)

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Die Sonnigen Tage Der Villa Savoye
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  • Delhomme, Jean-Philippe (Author)

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– Chi è l’architetto di Villa Savoye? Presentazione di Le Corbusier

Charles-Édouard Jeanneret-Gris, in arte Le Corbusier (La Chaux-de-Fonds, 6 ottobre 1887 – Roccabruna, 27 agosto 1965) è stato uno dei più famosi architetti del mondo, noto anche come urbanista, designer e pittore. Nato in una famiglia di orologiai, dopo aver completato gli studi in patria, decide di trasferirsi a Parigi, dove stringe un intenso sodalizio con il pittore Amédée Ozenfant, fondando insieme a lui la nota rivista “Avant Garde – L’Esprit Nouveau”.

Sempre in questo periodo, Le Corbusier delinea i già citati 5 punti dell’architettura, unitamente al cosiddetto “Modulor” (titolo di una delle sue opere), teoria che prevedeva l’utilizzo di un modulo prestabilito in fase di costruzione, al quale deve adeguarsi ogni singolo elemento dell’edificio in qualità di suo multiplo o sottomultiplo. Tutti principi che, come abbiamo già spiegato, trovano la loro perfetta esemplificazione nella costruzione di Villa Savoye.

Oltre alla suddetta villa, Le Corbusier realizza innumerevoli altre opere, spostandosi in tutto il mondo. Tra le più famose ricordiamo: l’Unité d’Habitation di Marsiglia, realizzata nel 1952; Notre Dame du Haut a Ronchamp, costruita tra il 1950 e il 1955; e, poco prima di morire, il Padiglione Heidi Weber, detto “Maison de l’homme”, realizzato nel 1963 a Zurigo (Svizzera). L’importanza di quest’ultimo è determinata dal fatto che al suo interno è attualmente situato il “Centre Le Corbusier”, dedicato all’indimenticabile architetto.

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Credits: Wikipedia

– Villa Savoye: organizza la tua visita!

Se sei rimasto affascinato dalla descrizione di Villa Savoye e ti piacerebbe sperimentare l’ebbrezza di visitarla, allora sarai felice di sapere che si tratta di un’esperienza più che fattibile.

Per godere delle bellezze dell’edificio, devi ovviamente recarti a Poissy, alla periferia di Parigi, munito del “Paris Museum Pass”, ossia un biglietto speciale che ti garantisce l’accesso ai più importanti musei e siti storici della capitale francese.

Tale pass può coprire da un minimo di due a un massimo di sei giorni, a seconda di quanto decidi di spendere: quello che include la visita di Villa Savoye parte dai quattro giorni.

Acquistandolo, pertanto, avrai la possibilità di ammirare dal vivo il grande capolavoro architettonico di Le Corbusier, unitamente a molte altre bellezze di Parigi e dintorni. Non vorrai certo lasciarti scappare l’occasione, vero?

Eliana Tagliabue