Il travertino è una roccia di origine calcarea molto usata nel campo dell’edilizia. La sua storia è molto antica, risalendo agli albori della Roma antica dove, già allora, veniva considerata particolarmente pregiata e non era insolito trovarla nelle dimore dei romani sotto forma di pavimento.

Questa guida, dunque, nasce con lo scopo di spiegare com’è fatto il travertino, da quale processo chimico nasce, quali sono le sue caratteristiche specifiche e cosa lo rende così speciale.

Oltre a questo, esamineremo anche gli utilizzi che se ne fanno oggi in campo edilizio, allo scopo di capire come esso venga sfruttato. Se ritenete l’argomento di vostro interesse, pertanto, vi consigliamo vivamente di proseguire con la lettura

– Il travertino: storia e caratteristiche

La storia del travertino, come abbiamo detto, risale all’antica Roma, in quanto quello dei Romani è stato il primo popolo in grado di cogliere lo straordinario potenziale di questa pietra, sfruttandolo poi per le proprie dimore.

Ma da dove trae origine, con esattezza, questa roccia così particolare? In questo paragrafo ci occuperemo di fornire la risposta a questa domanda, spiegando la nascita del travertino nei dettagli e illustrando tutte le sue più importanti caratteristiche.

La nascita del travertino: come si è formata questa roccia?

La roccia del travertino possiede una composizione di tipo calcareo derivante da un deposito chimico. La sua formazione è dovuta a due diversi fenomeni: precipitazioni di carbonato di calcio, fenomeno che si verifica nei pressi di sorgenti, cascate o bacini lacustri; e variazioni di temperatura o pressione molto rapide, frutto dell’azione di microrganismi come alghe e batteri che, sottraendo CO2 alle acque in cui vivono, fanno precipitare il carbonato di calcio sotto forma d’incrostazioni.

La struttura del travertino è dunque caratterizzata da un corpo poroso, vacuolare e cavernoso: nelle sue varietà più leggere, questa roccia viene definita anche pietra spugna o tufo calcareo.

Le caratteristiche del travertino

Le caratteristiche di questa roccia così particolare sono fondamentalmente due: i suoi bellissimi colori e la pregevole qualità in cui si presenta. Per quanto riguarda il colore del travertino, infatti, occorre sottolineare che esso dipende dagli ossidi che ha incorporato: le tonalità in cui è possibile trovarlo variano dal bianco latte al color noce, passando attraverso le sfumature del giallo e del rosso. Particolarmente apprezzato, inoltre, risulta il travertino nero, la cui eleganza e raffinatezza non hanno eguali.

Per quanto riguarda invece la qualità di questa roccia, oggi come oggi essa viene affidata alle mani di esperti lavoratori, per cui sotto questo aspetto è giusto parlare di qualità industriale.

Per quanto riguarda invece la qualità puramente estetica, essa deriva da forme particolarmente abili di lavorazione che, qui in Italia, è possibile riscontrare presso le cave di travertino a Tivoli, città che rappresenta la fonte di estrazione principale di questa roccia: questo, infatti, è il luogo in cui è ufficialmente nato il travertino romano, che sarà argomento specifico del prossimo paragrafo.

– Il travertino romano

Il travertino romano, chiamato anche marmo travertino, rappresenta la forma più pregiata di questa roccia: l’aggettivo “romano” rimanda chiaramente alle sue origini antiche che, come abbiamo detto, si riscontrano per l’appunto nella Roma degli imperatori.

Molte, infatti, sono le opere romane realizzate con questo materiale: il Colosseo, il Teatro Marcello, la Basilica di San Pietro e la Fontana di Trevi sono solo gli esempi più celebri.

Come abbiamo già detto nel paragrafo precedente, il luogo principale di estrazione del travertino è rappresentato dalle cave di Tivoli: qui, esso è disponibile in varie tonalità e colorazioni, ciascuna delle quali idonea a essere sfruttata per tutti i tipi di lavorazione.

Nella prossima sezione, pertanto, ci occuperemo proprio di esaminare le varie tipologie di colore in cui è possibile trovare il travertino romano.

I colori del travertino romano

Come abbiamo già detto, il travertino romano è disponibile in numerose tonalità di colore, alcune delle quali molto particolari.

Nel paragrafo precedente abbiamo spiegato che il colore di questa roccia dipende dalla quantità di ossidi che ha incorporato: di conseguenza, ciò significa che alcuni colori risultano più frequenti, mentre altri si trovano solo in pochi esemplari di marmo.

Andiamo quindi a vedere insieme quali sono le principali tonalità nelle quali è possibile trovare il travertino romano e cosa caratterizza ciascuna di esse.

* Travertino Alabastrino Light

Questa tipologia di travertino romano si presenta di colore avorio con venature molto chiare, insieme a sfumature che coprono tutte le tonalità dell’avorio e del color crema.

Il colore appare steso in maniera piuttosto omogenea ma, se la lastra di roccia viene tagliata contro falda, si evidenziano le calde e ondulate venature tipiche di questa tinta. Questo primo tipo è presente nelle cave con una reperibilità media e viene sfruttato per tutti i tipi di lavorazione, pavimenti inclusi ovviamente.

* Travertino Alabastrino Dark

A differenza della tonalità precedente, quest’altra presenta il colore avorio solo sullo sfondo, mentre le venature spaziano tra le tonalità più chiare di questa tinta fino alle sfumature tipiche dell’ecru.

Anche in questo caso, tuttavia, le venature in questione si evidenziano solo in caso di taglio contro falda, mentre nel taglio normale la struttura del marmo appare liscia e omogenea. Per quanto riguarda la reperibilità, questo colore si trova con la stessa frequenza della tipologia precedente ed è anch’esso utilizzato per tutti i tipi di lavorazione.

* Travertino Classico L

Anche questa terza tipologia presenta colori piuttosto chiari, sulla tonalità del crema, oltre che una struttura piuttosto compatta e omogenea.

La differenza sostanziale rispetto alle due tipologie precedenti consiste nel fatto che non è così facilmente reperibile all’interno della cava. Una volta trovato, tuttavia, anche questo tipo di marmo risulta idoneo a tutti i tipi di lavorazione.

* Travertino Classico S

Più facilmente reperibile del Classico L, questo tipo di marmo travertino si presenta anch’esso nelle tonalità della crema, passando attraverso tutte le sfumature della scala cromatica: da quelle chiare a quelle scure. Inoltre, si presta anch’esso a tutti i tipi di lavorazione.

* Travertino Corteccia

Il Corteccia è una delle tonalità maggiormente apprezzate del travertino romano. Questo colore, infatti, si presenta particolarmente elegante, con sfumature che riecheggiano quelle dell’onice e spaziano dalla crema al bronzo chiaro, passando inoltre per il grigio argento.

Il lato positivo di questa tipologia, inoltre, è dato dal fatto che la sua reperibilità risulta piuttosto elevata, il che è un bene, se si considera che è di fatto una delle colorazioni maggiormente apprezzate e richieste.

* Travertino Michelangelo

Il travertino Michelangelo è il marmo chiaro per antonomasia: pur non presentandosi completamente bianco, infatti, esso propone delle sfumature che spaziano dal bianco avorio al crema chiarissimo, risultando adatto a tutti i tipi di lavorazione. Il problema è che, rispetto alla tipologia precedente, si trova con minore facilità.

* Travertino Noce Chiaro\Noce Scuro

Il travertino romano color noce può assumere due differenti tonalità: una chiara e una scura. Nel primo caso abbiamo un tono di un caldo marrone in grado di presentare anche delle venature color crema; nel secondo, invece, le tonalità virano decisamente sul marrone scuro. Il vantaggio del noce è dato dal fatto che, oltre a prestarsi per tutti i tipi di lavorazione, è facilmente reperibile all’interno della cava.

* Travertino Navona Silver

Questa particolare tipologia di colore presenta il crema scuro come tonalità di base, corredato però da venature grigio verdi che, fondendosi con il crema, danno vita a un’affascinante combinazione di sfumature calde. Come tutte le altre tipologie descritte, anche questa si presta a qualsiasi tipo di lavorazione e offre anch’essa il vantaggio di essere reperibile con facilità.

* Travertino Romano Chiaro Classico

Questo marmo, che rappresenta un po’ il travertino romano per antonomasia, presenta una colorazione in crema scuro che, alle volte, può indulgere in sfumature di tonalità ecrù. La sua struttura è molto omogenea e non presenta né pori, né cavità rilevanti. Nella cava di Tivoli è presente con una reperibilità media e si presta anch’esso a tutti i tipi di lavorazione.

* Travertino Roman Silver Dark

Molto simile alla tipologia precedente per struttura e composizione, come il suo stesso nome lascia intuire, questo tipo di travertino si presenta in tonalità più scure, di color tortora, con una massiccia presenza di venature in grado di creare forme ondulate o parallele. Reperibile con grande facilità, si presta a tutti i tipi di lavorazione.

* Travertino Roman Silver Light

Quest’altra tipologia di travertino è, per certi versi, il corrispettivo chiaro della precedente. Il colore di base è l’avorio, con dettagli e sfumature particolarmente delicate che spaziano dall’ecrù al grigio chiaro. Per evidenziare le venature di colore più scuro, è necessario tagliarlo contro falda.

* Travertino Vesta Silver

Questa tonalità di colore presenta una base color ecrù, con dettagli che variano dalle tonalità dell’avorio a quelle del grigio, creando così un piacevole contrasto.

La caratteristica fondamentale di questa colorazione è data dalla presenza di venature particolarmente marcate, mosse e ondulate, che possono variare per spessore e intensità. Nel complesso, ad ogni modo, anche questa tipologia si presta a tutti i tipi di lavorazione.

Queste che abbiamo elencato, dunque, rappresentano le tipologie principali di colore riscontrabili nel travertino romano.

Nella descrizione di ognuna, abbiamo fatto cenno al fatto che tutte queste colorazioni si prestano bene a essere sfruttare per qualunque tipo di lavorazione ma, esattamente, quali sono queste lavorazioni? Per cosa viene usato il travertino romano? Ne parliamo nella prossima sezione.

– Sfruttare il travertino romano nell’edilizia

Nella sezione precedente abbiamo presentato tutte le varie tipologie di colore che caratterizzano il travertino romano, sottolineando come ciascuna di esse risulti adatti a tutti i tipi di lavorazione.

Quello su cui ci concentreremo ora, dunque, riguarda proprio questo aspetto, in quanto andremo a esaminare quello che è l’utilizzo principale per cui viene sfruttato il travertino romano.

Proprio per il fascino di eleganza senza tempo che contraddistingue questo marmo così pregiato, l’uso del travertino romano viene consigliato soprattutto nelle abitazioni di antica costruzione, nelle ville e in tutte le dimore in cui predomini un certo gusto classico.

In molti casi, tuttavia, è possibile sfruttarlo anche nelle abitazioni moderne, giocando sul piacevole contrasto derivante dall’accostamento di un arredamento tipico dei giorni nostri contrapposto a un pavimento in travertino.

Il pavimento, tuttavia, non rappresenta l’unica soluzione cui destinare questa roccia. Certamente essa è quella sfruttata più spesso ma, data la semplicità di lavorazione che contraddistingue questo materiale, esso può venire impiegato anche per rivestire ambienti sia internamente che esternamente.

Oltre a questo, è possibile anche scolpirlo e sfruttarlo per realizzare elementi decorativi quali balaustre, caminetti o corrimani: una soluzione, questa, consigliata soprattutto per gli amanti delle decorazioni antiche.

Quello che occorre ricordare, tuttavia, è che oltre che per la sua grande facilità di lavorazione, il travertino romano si contraddistingue anche per una certa fragilità, motivo per cui necessita obbligatoriamente di un’attenta e costante manutenzione.

Questo marmo, infatti, risulta piuttosto soggetto non solo a graffi e scalfiture, ma anche alla presenza di eventuali liquidi, che tende inevitabilmente ad assorbire. Per questa ragione, il suo utilizzo non è molto consigliato né in cucina, né in bagno, mentre trova la sua massima affermazione in locali come il salotto e l’anticamera, soprattutto se si vuole stupire i propri ospiti con un’entrata ad hoc.

Un altro ambiente della casa in cui l’uso del travertino risulta sconsigliato risulta essere la camera da letto: per quanto potrebbe piacerci l’idea di dormire in una camera che ricorda quella degli antichi Romani, infatti, occorre tener presente che questo marmo possiede proprietà termiche decisamente scarse e tende pertanto a trattenere il calore. Una situazione che, nei periodi di caldo torrido, rischierebbe di farsi piuttosto pesante.

– I costi del travertino: quali sono e a chi bisogna rivolgersi per averlo

Dopo tutto quello che abbiamo svelato in merito al travertino romano e al suo utilizzo, è assai probabile che vi sia venuta voglia di sfruttarlo per conferire alla vostra casa quel raffinato tocco antico che le manca.

Un desiderio più che legittimo ma, prima di concretizzarlo, sarebbe bene avere almeno un’idea di quanto l’impresa potrebbe costarvi. In questo paragrafo andremo dunque a esaminare quelli che sono i prezzi standard di questo marmo, che variano a seconda della sua tipologia, suggerendo anche dove procurarvelo.

I costi del travertino in base alla tipologia

Di seguito proponiamo un elenco in cui vengono indicati i vari prezzi di questo materiale a seconda della tipologia richiesta. Come avremo modo di vedere, si tratta di macro – tipologie, che possono variare nel caso in cui dovessimo richiedere determinate sfumature di colore, variando così anche il prezzo.

Il consiglio, pertanto, è quello di prendere questo elenco con le pinze e richiedere sempre e comunque i preventivi alle varie aziende, decidendo sulla base di quelli. In linea di massima, comunque, i costi sono i seguenti:

  • travertino bianco: da 20 a 40 euro per metro quadrato;
  • travertino oniciato: da 25 a 43 euro per metro quadrato;
  • travertino beige: da 25 a 45 euro per metro quadrato;
  • travertino rosato: da 30 a 50 euro per metro quadrato.

A questi prezzi occorre poi aggiungere quelli della manodopera relativi al montaggio e alla messa in posa di pavimenti e rivestimenti che, in generale, si aggira tra i 20 e i 45 euro per metro quadrato.

Travertino: a chi rivolgersi per averlo

Grazie alla sua notevole facilità di estrazione e alle numerose cave del centro Italia specializzate nel ricavare questo marmo (in primis, ricordiamo, quella di Tivoli), sono molte le aziende che si occupano di procurarlo e metterlo in posa.

Di norma, è possibile trovarlo negli stessi punti vendita in cui si acquistano i materiali di rivestimento considerati “meno nobili”, come la ceramica, il porfido, ecc.

Per la posa, invece, è sufficiente rivolgersi a una normale impresa edile che, tra i vari servizi, solitamente offre anche quello relativo alla realizzazione di pavimenti e rivestimenti in travertino. Il consiglio, come abbiamo già detto, è sempre quello di farsi fare più preventivi, in maniera tale da avere più possibilità di scelta.

Come pulire il travertino

L’ultima questione da affrontare riguarda la pulizia di questo marmo, in quanto abbiamo già fatto notare quanto esso sia delicato. Scegliere di realizzare una superficie in travertino (sia essa un rivestimento o un pavimento) significa doversi anche impegnare nella sua costante pulizia, onde evitare che si danneggi in maniera irreparabile.

Il consiglio, dunque, è quello di utilizzare detergenti a ph neutro, spazzolandola con l’ausilio di una scopa a setole morbide.

Nel caso in cui essa dovesse macchiarsi, invece, l’ideale sarebbe quello d’intervenire il prima possibile con una buona carta assorbente o, nei casi più estremi, con una miscela a base di ammonica, acetone e detersivo in polvere.

Un’alternativa da sfruttare per le macchie colorate, provocate per esempio dal vino o dal caffè, è invece data dall’acqua ossigenata, che va lasciata agire sulla macchia finché non si asciuga.

– Conclusione

Siamo ufficialmente giunti al termine di questa guida dedicata al travertino, un particolare tipo di marmo di origine calcarea che, come abbiamo visto, risultava già molto apprezzato ai tempi dell’antica Roma.

Di esso abbiamo illustrato le caratteristiche e gli usi più comuni che si fanno in edilizia, mostrando quanto questo materiale venga richiesto anche ai giorni nostri.

Se, dopo aver letto la nostra guida, vi è dunque venuta voglia d’informarvi circa la possibilità di realizzare un pavimento o un rivestimento in travertino, il consiglio è quello di affidarvi a una buona azienda, i cui tecnici saranno sicuramente in grado di realizzare il vostro desiderio nel migliore dei modi.

Eliana Tagliabue

Scrittrice per vocazione, dopo la laurea in Lettere e svariate collaborazioni con le testate web, inizia a collaborare con Casina Mia, appassionandosi alla casa, intesa sia come tematica che come luogo di lavoro.
Eliana Tagliabue

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