– Che cos’è la candeggina

Quando si parla di candeggina si parla di un particolare prodotto chimico di comune utilizzo in casa. Tecnicamente, la candeggina è un ipoclorito di sodio diluito in acqua in una soluzione a percentuale differente a seconda degli scopi. La candeggina ad uso domestico presenta solitamente una concentrazione intorno al 5% e comunque sempre inferiore al 10%.

Il nome della candeggina permette di comprendere quale sia la principale caratteristica di questo prodotto, ossia quello di rendere candido, bianco. La candeggina, infatti, non è un detergente come erroneamente creduto da molti, ma uno sbiancante. Il suo uso, quindi, permette di sbiancare capi e tessuti.

Le macchie di candeggina, quindi, non sono macchie di sporco, ma di decolorazione del tessuto. A differenza di una comune macchia, come ad esempio quelle di caffè, di olio, di cioccolato, di fango o di sangue che tramite un lavaggio più o meno intenso possono essere eliminate, le decolorazioni da candeggina sono più complicate da eliminare.

Questo perché in realtà, quella che avviene quando un tessuto entra in contatto con la candeggina, è una vera e propria reazione chimica che porta all’alterazione del colore di partenza del tessuto che diviene quindi completamente compromesso. Ad esempio è molto comune che si formino con la candeggina macchie rosa su tessuti bianchi o su altri colori chiari.

– Come togliere le macchie di candeggina

Come già evidenziato, più che di macchia quando si tratta di candeggina sarebbe più corretto parlare di decolorazione. Si possono distinguere due principali situazioni sulle quali ci si può trovare ad operare. Nel primo scenario, ci si è accorti di aver versato della candeggina sul tessuto e quindi si può intervenire immediatamente, ossia quando il tessuto è ancora umido. Nel secondo caso, invece, ci si rende conto di aver decolorato il tessuto ma la candeggina è ormai asciutta.

Quando la macchia di candeggina è ancora fresca, per prima cosa è necessario applicare sulla parte danneggiata un prodotto smacchiatore. Non è necessario strofinare né spazzolare, ma solo assicurarsi che lo smacchiatore abbia coperto abbondantemente tutta la parte interessata dalla candeggina. Dopo qualche minuto si dovrà mettere a bollire il capo danneggiato in una pentola contenente acqua e detersivo per bucato.

Per avere una giusta proporzione tra l’acqua e il detersivo basterà seguire le indicazioni riportate sul detersivo stesso e che possono essere differenti a seconda del prodotto usato. L’indumento con la macchia di candeggina dovrà essere lasciato a bollire per un quarto d’ora circa e, successivamente, lavato in abbondante acqua fredda e aceto bianco. Infine, si dovrà effettuare un lavaggio in lavatrice in acqua calda a 90°C con un normale detersivo e un prodotto sbiancante, a base di percarbonato di sodio.

Va sottolineato che questo metodo per eliminare le macchie di candeggina può essere utilizzato soprattutto sulla biancheria e su capi di puro cotone. Il lavaggio finale in acqua calda, infatti, potrebbe danneggiare alcuni tessuti, ossia quelli che prevedono un lavaggio a temperature non superiori dei 45°C. Non ci sono differenze, invece, per quanto riguarda i colori: non è quindi importante se si tratti di macchie di candeggina su nero, su rosso o su altri colori: questo metodo è sempre valido.

Quando ci si accorge di aver macchiato un tessuto ma la candeggina si è già asciugata, eliminare il problema è più complesso. Si ricorda che, infatti, non si tratta realmente di una macchia da eliminare, ma di una zona che, in seguito a una reazione chimica, risulta decolorata. Pertanto, si dovrà procedere in modo da poter fare recuperare il colore alla parte danneggiata.

A seconda del tipo di capo con cui si ha a che fare, si può pensare di tingerlo con colori specifici. Va sottolineato che questa soluzione non è applicabile a tutti i tessuti. Inoltre, la bontà del risultato dipende anche dalle dimensioni della macchia. In caso di macchie di piccola estensione, infatti, la ricolorazione del tessuto potrebbe essere una buona soluzione.

In caso di macchie più estese, per poter avere un risultato perfetto sarebbe necessario ricolorare tutto il capo d’abbigliamento. Nel caso di colori scuri, inoltre, come il nero o il blu, per una procedura in grado di garantire un successo maggiore è necessario procedere prima a una completa decolorazione e poi a una nuova applicazione della tinta. Naturalmente, solo quando si tratta di tessuti per i quali questi procedimenti sono possibili.

Quando non si è molto pratici nell’uso di colori per tessuti, può essere conveniente rivolgersi in tintoria, per non rischiare di rovinare ulteriormente il capo. In tal caso si potrà avere l’opinione di un esperto sulla reale fattibilità dell’operazione. In molti casi, infatti, i capi macchiati dalla candeggina sono irrecuperabili.

– Soluzioni vintage

In alcuni casi, il recupero di un tessuto sbiancato dalla candeggina può avvenire tramite soluzioni che non prevedono il ritorno alle condizioni iniziali del capo ma una trasformazione dei colori dello stesso. Questo tipo di operazioni è particolarmente indicata per le t-shirt in cotone e i tessuti in denim e permette di reinventare un indumento che, altrimenti, andrebbe perso.

Si tratta di creare giochi di colore facendo uso di altra candeggina per sbiancare in maniera regolare o irregolare a seconda dei gusti, l’indumento precedentemente danneggiato. I capi scuri ad esempio possono creare con la candeggina macchie rosse, rosa o giallastre, a seconda sia del colore di partenza che del tessuto.

La procedura è molto semplice. Basta realizzare dei nodi alla t-shirt o al jeans: in quest’ultimo caso, considerata la maggiore compattezza del tessuto, potrebbe essere utile fissare al meglio i nodi con dello spago. La posizione dei nodi può essere casuale oppure studiata con attenzione, a seconda dell’effetto finale che si vuole ottenere.

I vestiti vanno poi completamente immersi in una bacinella contenente acqua e candeggina. A seconda della gradazione finale dei colori che si vogliono ottenere sarà necessario diluire la candeggina in maniera differente. Se si vogliono ottenere solo delle sfumature di colore, quindi, si dovrà operare con candeggina molto diluita. Viceversa, per creare macchie alternate di bianco e colore sarà necessario operare con candeggina maggiormente concentrata.

L’indumento dovrà restare in ammollo per circa quaranta minuti. Il risultato finale non dipende dal tempo di permanenza nell’acqua e candeggina, ma solo dalla concentrazione di quest’ultima. Bisogna fare attenzione a non lasciare il capo troppo a lungo in ammollo, soprattutto in caso di candeggina concentrata visto che si rischia di indebolire le fibre che potrebbero quindi facilmente strapparsi o bucarsi.

Una volta trascorsi i quaranta minuti si dovrà procedere a un primo risciacquo in acqua fredda e, dopo aver sciolto i nodi, si potrà procedere al normale lavaggio, a mano o in lavatrice.

– Per concludere

Ogni volta che si opera con la candeggina bisogna porre la massima attenzione. Essa, infatti, non solo può essere irritante per gli occhi o per la pelle, ma può creare problemi se versata su abiti e tessuti colorati.

In caso di incidente, ossia se per errore si versa della candeggina su un indumento, è necessario smacchiare immediatamente, ossia prima che la candeggina si asciughi e decolori il tessuto.

Lucilla De Luca

Lucilla per gli amici "Lucillade", sono una Food blogger e appassionata di vino. Racconto ricette, luoghi e cucine della nostra bella italia.Per me la cucina è il luogo della condivisione per eccellenza.
Una delle prime lettrici di Casina Mia sono finalmente riuscita a far parte di questo bel progetto.

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