Una delle prime scelte che è necessario affrontare nel momento in cui si acquista un’abitazione di nuova costruzione, oppure si decide di ristrutturare casa, è la scelta del pavimento.

I fattori che influenzano una decisione di questo tipo sono davvero tantissimi.

Purtroppo, chi non è esperto o affronta la questione per la prima volta nella sua vita, a molte cose finisce per non prestare la dovuta attenzione, salvo poi pentirsene quando oramai è troppo tardi.

Capita spesso che un pavimento bellissimo da vedere si riveli, alla lunga, difficile da pulire oppure troppo delicato, o ancora non resistente alle macchie e/o all’acqua e dunque non adatto ad ambienti come il bagno o a maggior ragione la cucina.

In base all’ambiente in cui ci si trova e all’utilizzo che se ne fa, bisognerà optare per un tipo di pavimentazione che sia in grado di soddisfare tutti i requisiti richiesti, che non crei problemi di alcuni tipo ed ovviamente che si adegui alla perfezione allo stile che abbiamo in mente e all’arredo che lo accompagnerà.

Vediamo allora, molto brevemente, come fare a scegliere il pavimento perfetto per ogni ambiente della casa.

Come dev’essere il pavimento perfetto

In generale un pavimento deve essere bello da vedere ed adeguato al contesto ed allo stile della vostra casa.

In un casale di campagna un pavimento in cotto, in legno o in pietra rustica (di certo non un marmo lucidato!) sono l’ideale, mentre è sconsigliabile ricorrere alla resina o al cemento stampato, che si rivelano decisamente più adeguati a rifinire un moderno loft cittadino.

L’estetica è importantissima, inutile negarlo, anche perché il pavimento è un elemento che per quanto possa essere arricchito dalla presenza di tappeti ed in parte mascherato dall’ingombro dei mobili, rimane sempre ben in vista.

L’occhio, dunque, reclama la sua parte, ma non è tutto!

Un pavimento deve essere anche pratico da pulire e manutenere, solido e robusto, quanto più possibile resistente agli urti ed ai graffi e deve garantire un minimo di isolamento termico ed acustico.

In realtà, l’isolamento è un fattore che non dovrebbe influire sulla scelta dell’utente finale, perché se una casa è ben progettata e costruita, questo è un aspetto che interessa l’ambito progettuale e realizzativo.

Purtroppo però, specie con abitazioni piuttosto datate, non di rado ci si trova a fare i conti con pavimentazioni completamente sprovviste di isolamento di alcun tipo. In questi casi non potrete fare miracoli, ma cambiando pavimento è possibile optare per un tipo di pavimentazione che sia maggiormente in grado di attutire i rumori o di isolare un minimo dal caldo e dal freddo.

In alcuni frangenti, poi, è bene soffermarsi anche su ulteriori “doti”.

Ad esempio, in un bagno è indispensabile che il pavimento sia quanto più possibile igienico e resistente all’acqua ed al vapore. Lo stesso dicasi anche per le cucine, dove sarebbe meglio assicurarsi, anche, che la pavimentazione non si rovini facilmente se a contatto con sostanze quali detergenti, o anche alimenti e liquidi di vario tipo (caffè, limone, aceto, olio…).

Infine, è indispensabile tener conto del proprio stile di vita e delle proprie abitudini.

Se siete soliti camminare a piedi nudi è preferibile che optiate per il legno e che evitiate la pietra o il gres porcellanato che risultano freddi e poco gradevoli a diretto contatto con la pelle.

Lo stesso dicasi per la stanza dei bambini, per i quali il pavimento rappresenta uno degli spazi gioco per eccellenza e pertanto deve essere facilmente pulibile, super robusto e resistente a tutto, ma anche simpatico da vedere, nonché confortevole ed accogliente per potervi stare tranquillamente seduti o sdraiati a giocare.

Scegliere il pavimento: per tutta la casa o per un ambiente della stessa?

La prima discriminante nella scelta della pavimentazione perfetta, dunque, è l’ambiente.

Innanzitutto, una cosa sono le pavimentazioni esterne e tutt’altra quelle interne. In questo caso concentreremo la nostra attenzione solo su quest’ultime, ma anche all’interno di casa c’è locale e locale.

Oggi, sempre più spesso si sceglie di optare per una pavimentazione unica, uniforme ed uguale dappertutto, meglio ancora se priva di fughe e/o interruzioni di sorta. In altri casi, per praticità si decide di differenziare dal resto solo la pavimentazione dei bagni e al massimo quella della cucina, specie quando questa è abitabile e non risulta parte integrante del living. Distinguere tra bagni, zona giorno e zona notte, o scegliere un pavimento diverso per ogni locale, è una cosa che in passato era frequente, ma oggi non si usa più.

Detto ciò, esistono davvero tantissimi tipi di pavimenti per interni: dai più tradizionali come il legno, la pietra, il cotto e la ceramica, ai più moderni come la resina, il cemento stampato, fino a quelli più insoliti come il vetro, la pelle o il bambù, anche se non molto conosciuti ed impiegati decisamente più di rado!

Ognuna di queste categorie, di suddivide poi in innumerevoli sottocategorie ed ulteriori varianti. Pensando al parquet, ad esempio, non solo si avrà il massello, il prefinito ed il laminato, ma è possibile scegliere tra tantissimi formati e varie modalità di posa. Per non parlare delle essenze, delle loro venature e colorazioni. Lo stesso dicasi per la pietra. Marmo, granito, ardesia, travertino, arenaria? A spacco o levigata? Con finitura lucido o opaca? Senza contare i colori, le venature, gli spessori e le dimensioni delle lastre, ecc..

Tra le piastrelle, poi, ce ne sono davvero un’infinità.

Bisogna distinguere innanzitutto in base al tipo di piastrella ed alle modalità con cui questa viene prodotta (dal gres laminato, alla classica monocottura o alla bicottura); poi ci si orienta a seconda dello spessore che ci si può “permettere”, andando dalle piastrelle sottilissime a quelle più tradizionali.

Non dimentichiamoci dei formati, dal mosaico, al vecchio 10×10 cm, passando per tutti i vari formati intermedi tipo 30×30, 20×60, fino a quelli maxi da 30 cm per un metro o più, senza contare i listelli e i vari moduli molto particolari. Infine, in questi casi più che mai, il colore e le textures nonché le modalità di posa dei singoli elementi possono davvero fare la differenza.

Pavimento nuovo: in casa nuova o vecchia?

In seconda battuta, è necessario capire se desiderate sostituire il vostro vecchio pavimento oppure se dovete scegliere le finiture della vostra casa di nuova costruzione.

Nel primo caso, a meno che non abbiate intenzione di demolire l’esistente, compreso il massetto, rifacendo tutto ex novo, la scelta del pavimento sarà inevitabilmente condizionata dalle condizioni al contorno.

Dovrete innanzitutto valutare la stabilità e la complanarità del fondo e se queste sono accettabili allora potrete rifare il look alla vostra casa cambiando i pavimenti, ma al contempo limitando i danni, le spese ed i lavori, andando a sovrapporsi all’esistente con dei pavimenti sottili.

Il fatto che si ricorra a strati di resina minimi, piuttosto che a pavimenti in vinile o a piastrelle ultrasottili è per limitare i disagi, evitando di dover modificare porte ed infissi, ma anche per non ridurre eccessivamente l’altezza netta dei locali d’abitazione, specie se questi sono già alti 2,70 m.

Anche nelle case di nuova costruzione, però, la scelta del pavimento potrebbe essere influenzata dalla presenza o meno di un pavimento radiante e dal fatto che questo funga solo da riscaldamento o anche da raffrescamento.

Insomma, le questioni di ordine tecnico non vanno mai, in nessun modo, sottovalutate. In caso non sappiate come orientarvi fatevi consigliare da chi è del mestiere: di certo saprà restringere il campo ed indicarvi una gamma di prodotti adeguati alle vostre esigenze.

Pavimenti senza fughe

Oggi, come abbiamo già detto, si predilige l’uniformità. Questo, a conti fatti, non si traduce unicamente nel fatto di scegliere un rivestimento solo che vada bene per tutta la casa. Sono sempre di più le persone che desiderano un pavimento “unico” privo di fughe, vuoi per motivi pratici ed igienici, che per una questione prettamente visiva. Soprattutto per le scale il trend è quello che porta a un rivestimento continuo privo di interruzioni.

La resina e il cemento stampato indubbiamente risultano perfetti allo scopo, ma se si desidera qualcosa che crei un effetto meno moderno ed un po’ più tradizionale, ad esempio facilmente accostabile ad un pavimento in cotto, si può ricorrere a tecniche tradizionali come il battuto di cocciopesto, con prezzi anche abbastanza contenuti e risultati garantiti.

Concludendo

Molti concepiscono il pavimento solo come una superficie su cui camminare, o un dettaglio di finitura. Nella maggior parte dei casi, al pari delle pareti, il pavimento viene considerato come una sorta di sfondo. In realtà, some avrete capito, un pavimento è di certo tutto questo, ma non solo…

Scegliere il pavimento più adeguato per la propria casa, o per un determinato ambiente della stessa, dunque, a dispetto di quanto si creda, non è per nulla un’impresa semplice.

I fattori da tenere in considerazione sono tanti e tutti ugualmente importanti, ma se li valutate attentamente, senza lasciare nulla al caso, sicuramente non avrete nessun problema e nessun ripensamento.

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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