Forse non tutti sanno che, oggi, quando si decide di intervenire effettuando dei lavori di manutenzione straordinaria sulla copertura di un edificio, non ci si può più esimere dall’isolarla.

Il Dlgs n. 311 del 29 dicembre 2006, obbliga infatti alla coibentazione del tetto, non solo le singole unità immobiliari, ma anche i condomini, in special modo ogni qual volta che si debba intervenire rifacendo ex novo le coperture o i lastrici solari. Questo, però, vale anche per il rifacimento delle pareti esterne e degli intonaci.

È ovvio che poter avere sulla propria testa un tetto coibentato e rimesso a nuovo, rispetto ad uno vecchio, magari malandato e comunque non isolato, comporta innumerevoli vantaggi. A fronte di questi, però, si deve essere disposti a sostenere le spese necessarie all’esecuzione dei lavori, che, a seconda dei casi, potrebbero anche rivelarsi piuttosto ingenti.

Vediamo, allora, di capire brevemente innanzitutto perché è importante coibentare le coperture, in quali modi è possibile procedere, ma soprattutto quali sono i costi che comporta un’operazione di questo tipo e com’è possibile risparmiare.

– Un tetto coibentato che vantaggi comporta?

Indubbiamente, il vantaggio maggiore che si ottiene con una buona coibentazione del tetto riguarda il risparmio energetico. Limitando le dispersioni termiche, che si hanno da questo elemento così importante dell’involucro opaco di un edificio, si possono ottenere considerevoli risparmi in bolletta, fino ad arrivare ad una riduzione dei consumi del 30-40% durante l’inverno. Anche in estate però le spese necessarie per il raffrescamento saranno decisamente inferiori ed il confort all’interno della vostra abitazione, indipendentemente dalla stagione, sarà decisamente migliore.

Ciò significa che il vostro immobile, a seguito della coibentazione del tetto migliorerà le sue performance e probabilmente guadagnerà almeno una classe energetica, passando a quella superiore, incrementando così anche il suo valore economico e diventando più appetibile sul mercato.

Un ulteriore vantaggio riguarda l’isolamento acustico, poiché con una copertura isolata si riduce non solo la percezione dei rumori esterni, ma anche quella delle vibrazioni.

Per finire, coibentando in maniera corretta si riescono ad eliminare alcuni importanti ponti termici e di conseguenza, qualora vi siano problemi di condensa o di presenza di umidità negli ambienti sottostanti, questi verranno eliminati, così come si procederà, qualora ve ne fosse bisogno, a rifare anche lo strato impermeabilizzante, eliminando eventuali infiltrazioni.

– Quali possibilità per coibentare un tetto

A seconda del tipo di tetto con cui si ha a che fare e anche a seconda di quello che si trova direttamente sotto lo stesso, è possibile pensare di procedere all’isolamento in maniera differente.

Chiaramente, se si decide di rimuovere completamente la copertura esistente per realizzarne una completamente nuova, si potrà optare per uno dei molteplici pacchetti isolati precostituiti e certificati, che tantissime aziende oggi propongono.

Anche in questi casi, però, ovviamente, la questione sarà differente a seconda che si abbia a che fare con una copertura piana, piuttosto che a falda, doppia o singola, o ancora a botte e, poi, molto dipende da cosa si desidera vedere dall’interno. Se si amano le coperture con travi a vista, optare per il legno lamellare è indubbiamente la soluzione migliore. Sono innumerevoli, infatti, le soluzioni di questo tipo presenti sul mercato, sia ventilate che non. Tutte belle da vedere, leggere, assolutamente funzionali, nonché molto performanti sotto il profilo energetico, offrono anche parecchia libertà espressiva.

Ora però occupiamoci di tutti quei casi in cui si voglia intervenire su un tetto esistente, senza demolirlo e rifarlo completamente ex novo. Anche in tali frangenti si può intervenire in diverse maniere: isolando dall’interno, dall’esterno, oppure ancora, qualora vi sia un sottotetto non praticabile interposto tra l’ultimo solaio piano e le falde di copertura, si potrà pensare di isolare lo spazio di risulta.

– Coibentare dall’interno

Rifare completamente una copertura, soprattutto se a falde, è un lavoro piuttosto ingente, lungo e costoso. Ecco allora che, spesso, specie se il tetto è in buono stato ed architettonicamente risulta possibile, si preferisce procedere dall’interno.

Anche dall’interno le possibilità sono più d’una, ma chiaramente come prima cosa bisogna valutare il tipo di struttura con cui ci si trova ad avere a che fare, i materiali con cui è stata realizzata e la loro stratigrafia.

Se tra l’ultimo solaio piano e la copertura è presente un sottotetto, basso, non utilizzato e comunque non utilizzabile per un recupero a fini abitativi, allora è pensabile procedere per insufflaggio di materiale isolante sfuso. In questi casi si praticano dei fori direttamente sull’ultimo solaio piano e si iniettano materiali quali lana di vetro, cellulosa, perlite, o sughero tostato.

Nei casi in cui, invece, vi sia quantomeno una botola di accesso al sottotetto e la possibilità di lavorarci all’interno, sarà possibile pensare alla posa di pannelli isolanti sull’estradosso del solaio. Questi potranno avere diverso spessore e diversa composizione a seconda dei casi e delle scelte operate di volta in volta dal progettista, anche in virtù del fatto che debbano essere o meno calpestabili e dunque avere una certa resistenza meccanica.

Un’altra soluzione per intervenire isolando dall’interno può essere quella di realizzare un controsoffitto nell’abitazione, all’intradosso dell’ultimo solaio piano. Chiaramente, ciò è possibile solo se l’altezza nette interna dei locali è superiore di almeno una quindicina di cm rispetto ai classici 2,70 m minimi, ma oggi esistono pannelli speciali, pensati per i recuperi e già prefiniti che consentono di isolare con spessori inferiori ai 5 cm.

Allo stesso modo si possono isolare sia coperture a falde, in cemento o in legno. Con quelle in legno l’isolante in genere viene posizionato tra un travetto e l’altro, utilizzando materiali naturali e leggeri, mentre con quelle in c.a. si impiegano pannelli in lastre che ricoprono completamente l’intradosso e poi vengono rasati o ricoperti con pannelli di cartongesso.

– Quanto può costare?

Come abbiamo visto le possibilità per isolare un tetto sono diverse, non solo per ciò che concerne il posizionamento della coibentazione, da scegliere a seconda del tipo di struttura con cui si ha a che fare, ma anche per quanto riguarda materiali e spessori. Ovviamente, in base a come si sceglie di intervenire, si avranno dei costi diversi.

Noi tentiamo di darvi un’idea generale dei prezzi al metro quadro, sempre tenendo conto che si tratta di prezzi medi e che sarebbe sempre meglio, una volta che avete in mano un progetto preciso del come desiderate intervenire, che facciate fare più di un preventivo consultando varie imprese.

In genere l’isolamento di un tetto in cemento realizzato dall’esterno può costare mediamente 40 euro/mq. Costi simili si hanno anche per la coibentazione di un tetto piano.

Per la coibentazione delle coperture in legno esistenti, invece, i prezzi salgono e si attestano su cifre che partono dai 130 euro/mq a salire.

Coibentare un tetto dall’interno costa mediamente un po’ meno, attorno ai 35 euro/mq. L’intervento che si profila essere il più economico in assoluto, ma che non sempre è percorribile è il cosiddetto insufflaggio del sottotetto, che viene a costare all’incirca 17 euro/mq.

Come già accennato, quelli che vi abbiamo appena fornito sono solo dei prezzi puramente indicativi. Molto, poi, dipende dal tipo di isolante che avete scelto, dal materiale di cui è fatto e dal suo spessore. Inoltre, quelli suddetti sono i costi effettivi dell’isolamento e della sua posa, ma ovviamente non sono un prezzo chiavi in mano.

Quando si esegue un’operazione di questo tipo, ciò che più pesa sul conto finale, però, sono le modalità di esecuzione delle opere.

Per avere un’idea precisa di quanto dovrete sborsare per vedere il “lavoro finito” chiaramente, non dovete considerare unicamente la realizzazione dello strato isolante, ma anche:
  • Il costo della pratica comunale e la parcella del tecnico che redige il progetto;
  • I costi necessari all’esecuzione del lavoro ed in particolar modo (quando necessario) all’allestimento dei ponteggi, nonché all’eventuale rimozione e smaltimento di tutta o solo di una parte della copertura esistente e al ripristino della stessa;
  • Inoltre, vi sono tutta una serie di costi “accessori”, ma indispensabili. Ad esempio, se si lavora in copertura è necessario nominare un Coordinatore della sicurezza che rediga un piano e controlli che ogni cosa venga svolta senza pericoli per l’incolumità dei lavoratori. Così come, qualora vorrete usufruire degli incentivi fiscali legati all’efficienza energetica e recuperare parte di quanto speso dovrete anche far redigere un APE che attesti l’effettivo miglioramento.

– Detrazioni fiscali dedicate

Oramai da diversi anni, per interventi in grado di migliorare le performance energetiche degli edifici, quali la coibentazione del tetto o delle pareti mediante cappotto, sono previsti appositi incentivi fiscali (il cosiddetto Ecobonus).

Questi consentono di recuperare una parte considerevole, in genere il 65%, di tutte le spese sostenute per eseguire i lavori, comprese quelle relative a gli oneri connessi, dalla progettazione alla certificazione, fino alla sicurezza.

I condomini poi, per l’anno 2018, godono di una marcia in più in tema di incentivi. Per tutti gli interventi che riguardano l’involucro dei condomini e che abbiano un’incidenza maggiore del 25% dell’intera superficie disperdente lorda spettano detrazioni che vanno dal 70 fino al 75% di tutto quanto speso.

Ovviamente il bonus, sia per i singoli che per i condomini, è sfruttabile a patto di rispettare determinati requisiti che andranno certificati da parte di un professionista abilitato e di seguire le esatte procedure illustrate sul sito dell’Enea.

Certo è che questo potrebbe rivelarsi davvero un ottimo anno per decidere di dotare la propria casa di un tetto coibentato!

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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