Avete in mente di costruire un ricovero per attrezzi sul vostro terreno agricolo?

O ancora, volete posizionare una casetta in legno nel vostro giardino, magari per tenerci gli arredi outdoor, o semplicemente per farci giocare i bambini?

Le situazioni di questo tipo sono davvero tantissime, molte più di quante possiate immaginare. Dal pollaio, al ricovero per attrezzi, passando per la realizzazione di pensiline, o strutture quali tettoie e gazebi, sotto le quali ritrovarsi o che servano semplicemente per parcheggiare l’auto al riparo da intemperie.

Ma anche uno scivolo, un’altalena, una postazione barbecue fissa, o la realizzazione di un piccolo forno a legna in muratura, per gustare una pizza con gli amici, potrebbero trasformarsi in un problema.

In questi frangenti si ha a che fare, a tutti gli effetti, con delle piccole costruzioni, che comunque hanno un impatto visivo, in molti casi anche importante da un punto di vista volumetrico.

Dato che, nella maggior parte dei casi, tutto ciò può essere realizzato in assoluta autonomia, ricorrendo al “fai da te”, è lecito pensare che sia possibile procedere come ci pare, senza chiedere niente a nessuno? D’altro canto siamo all’interno della nostra proprietà, ma se il vostro vicino dovesse avere qualcosa da ridire, ne ha titolo, oppure no? Basta essere dotati di po’ di abilità manuale e trascorrere qualche giornata lavorando, magari facendo ricorso anche all’aiuto e alla complicità di amici e familiari, o no?

Ecco, allora, che prima di lanciarsi in grandi progetti è bene domandarsi: fino a che punto è possibile spingersi senza chiedere permessi comunali particolari? Quando serve e quando invece non è necessario ricorrere ad una concessione edilizia?

Vediamo di fare un po’ di chiarezza in merito perché, specie in estate, le costruzioni abusive di piccola taglia si moltiplicano e nei giardini spuntano casette e manufatti di vario tipo: fontanelle, statuine, giochi e quant’altro. Tutto sta nello stabilire se siano o meno abusive!

– Piccole costruzioni: normativa e autorizzazioni

Soprattutto con l’arrivo della primavera e della bella stagione, sono in molti a chiedersi: ma se volessi realizzare una casetta, un ricovero attrezzi, un barbecue in muratura, una pensilina, un gazebo, un playground per i bambini o quant’altro all’interno del mio giardino potrei farlo senza dire niente a nessuno o dovrei richiedere degli appositi permessi? Ed in caso affermativo, quali?

Iniziamo a chiarire fin da subito, che all’interno del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380 del 2001), non si ritrova una definizione specifica e precisa di quelle che generalmente definiremmo piccole costruzioni.

Detto ciò, l’art. 3, al comma 1, contiene la definizione dei diversi interventi edilizi, dove tra gli interventi di nuova costruzione, soggetti a presentazione del Permesso di costruire, al punto e5) troviamo: “l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore”..

All’art. 6, invece, dove vengono disciplinati gli interventi di Attività edilizia libera, al comma 1, lettera e-quinquies) troviamo specificatamente indicate “le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici”.

Il cosiddetto Decreto Scia 2 (n. 222 del 2016), con lo scopo di semplificare e snellire le procedure esistenti, ha però ulteriormente ampliato il ventaglio delle possibilità realizzative in Edilizia Libera ed ha chiarito quando sia possibile l’esecuzione senza far ricorso ad alcun titolo autorizzativo. Ecco allora che, tramite questo decreto, vengono di fatto liberalizzati praticamente tutti gli elementi d’arredo delle aree pertinenziali degli edifici, quali: altalene, scivoli, ma anche casette per i giochi, panchine fisse, barbecue in muratura, fontane, muretti, fioriere, ecc…

In Gazzetta ufficiale è stato, poi, pubblicato (solo in data 7 aprile 2018, a seguito del decreto ministeriale 2 marzo 2018) un glossario di ben 58 voci, contenente l’elenco puntuale degli interventi di edilizia realizzabili senza dover richiedere autorizzazioni o presentare comunicazioni, che è ufficialmente entrato in vigore il 22 aprile 2018. Tale elenco di opere che possono essere eseguite senza alcun titolo abilitativo non è ancora un esaustivo, tuttavia è già un passo in avanti ed aiuta a far chiarezza.

Ad esempio, attraverso questo glossario, emerge chiaramente come la realizzazione di gazebo, pergolati, pergotende, coperture leggere d’arredo e divisori verticali ornamentali, così come pure di ripostigli per attrezzi e di ricoveri per animali domestici e da giardino, purché di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo siano da ritenersi attività libere. La discrezionalità sulle dimensioni in realtà permane e ciò, può, ovviamente, generare ancora delle perplessità.

Detto ciò, se pavimentare per un’area del proprio giardino (a patto che continuino a sussistere i rapporti filtranti) coprendola con un pergolato per parcheggiarvi sotto l’auto, è una cosa che si può pensare di realizzare senza chiedere permesso a nessuno, un vero box auto senza concessione edilizia non si può costruire, neppure se di tipo prefabbricato!

Ricordate, inoltre, che è sempre necessario far riferimento al Regolamento Edilizio del Comune in cui vi trovate. Per questo sarebbe sempre auspicabile chiedere preventivamente parere presso il proprio Comune prima di procedere all’installazione di un qualunque dei suddetti manufatti, specie qualora questi non siano semplici arredi, facilmente spostabile e palesemente rimovibili, ma possa ritenersi che abbiano un certo carattere di stabilità.

– Capanno attrezzi normativa

Le casette, così come i capanni per gli attrezzi sono solitamente i manufatti che si prestano alle maggiori controversie, anche perché difficilmente la loro presenza passa inosservata allo sguardo vigile ed attento del vicino.

È possibile, dunque, pensare di installare casette in legno da giardino senza concessione edilizia? In caso, quali permessi comunali è necessario ottenere?

Di certo, tra tutti coloro che possiedono una casetta nel giardino, piuttosto che un piccolo capanno attrezzi su terreno agricolo o in adiacenza al proprio orto, la maggioranza non ha chiesto niente a nessuno e ha fatto come gli pareva. D’altro canto un ricovero per custodire tagliaerba, tagliasiepi, motosega, innaffiatoi, irrigatori e quant’altro possa servire per la cura dei propri spazi verdi è assolutamente indispensabile per gli amanti del giardinaggio, tanto più per coloro che per passione, o per mestiere, coltivano un orto o dei campi.

È, effettivamente, opinione comunemente diffusa che la realizzazione di un capanno attrezzi su terreno agricolo sia possibile senza alcuna autorizzazione edilizia, dato che normalmente i terreni agricoli sono inedificabili o soggetti a particolari vincoli paesaggistici e/o ambientali.

In realtà, che si tratti di un terreno agricolo o del giardino di casa vostra, situato in pieno centro del paese, poco importa! Se un ricovero per attrezzi, per quanto prefabbricato, non rientra nei casi di edilizia libera, ovvero qualora superi il limite di massimo di superficie entro il quale è possibile costruire senza dichiarare nulla a nessuno, allora per essere realizzato necessita di un permesso edilizio. Teoricamente potrebbe trattarsi addirittura di un vero e proprio Permesso di Costruire (PdC), molto però dipende da dove  ci si trova ad operare. Per queste ragioni è sempre opportuno informarsi preventivamente presso l’Ufficio tecnico il proprio Comune, in modo da essere certi di rispettare il regolamento edilizio vigente e di non commettere un abuso.

Anche perchè, innanzitutto, è indispensabile capire quando una casetta o un ricovero per attrezzi possano essere considerati non stabilmente fissi al suolo. A tal proposito, bisogna essere onesti, in genere, lo sono quasi sempre! In seconda battuta, abbiamo visto che la legge parla di “limitate dimensioni”, ma il concetto dimensionale è alquanto arbitrario ed ogni amministrazione ha la sua visione delle cose.

Il nostro consiglio dunque, prima di installare qualunque manufatto, specie se particolarmente ingombrante, è sempre quello di informarsi preventivamente in Comune, per evitare di commettere un vero e proprio abuso edilizio a causa di una semplice casetta in legno o di un ricovero per attrezzi!

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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