Il tetto è parte fondamentale di ogni involucro edilizio. La copertura, d’altro canto, rappresenta il coronamento di qualunque edificio: separa l’interno dall’esterno e fa sì che non si debba stare a cielo aperto, esposti al freddo e alle intemperie.

Proprio per questo è bene assicurarsi che tale elemento non solo abbia adeguata resistenza meccanica, ma anche che sia a perfetta tenuta ed impermeabilizzato, nonché adeguatamente isolato. Non tutti forse, però, sanno che, per interventi semplici, sia sul nuovo che sull’esistente, oggi, è possibile ricorrere ad una soluzione particolare detta termocopertura.

Quando si parla di termocopertura si ha a che fare con pannelli multistrato altrimenti detti sandwich, forniti già belli e pronti per la posa. Questi sono fatti proprio come un toast farcito: tra due lastre rigide, una destinata a fungere da finitura esterna ed una invece rivolta all’interno, racchiudono uno strato più o meno spesso di materiale isolante.

Attualmente, in commercio, esistono diverse tipologie di pannelli di termocopertura, che differiscono gli uni dagli altri a seconda del tipo della finitura prescelta, ma anche in base a quale materiale isolante utilizzano al loro interno ed al suo spessore. Molto dipende dall’utilizzo che di tali pannelli si vuole farne e dalle prestazioni che si desidera abbiano, non solo in termini di isolamento, ma anche di resistenza meccanica e al fuoco.

Per lo più le termocoperture si utilizzano nei capannoni, per i tetti di edifici industriali e commerciali, o per coprire grandi spazi espositivi e di intrattenimento, ma ciò non toglie che sempre più spesso queste trovino impiego anche in ambito residenziale.

Vediamo di capire, allora, innanzitutto com’è fatta una termocopertura e poi quante e quali variabili entrano in gioco nella scelta di un pannello piuttosto che di un altro e quanto possono costare questi elementi.

Pannelli termocopertura: come sono fatti

Come avrete intuito, una termocopertura viene realizzata posando, direttamente sopra l’orditura principale, pannelli coibentati, che contengono del materiale isolante racchiuso tra due lamine rigide, solitamente fatte di metallo (ma in alcuni casi potrebbero anche essere in legno).

L’isolante più utilizzato è il poliuretano, ma spesso viene impiegata anche la lana di roccia, soprattutto quando si ha a che fare con coperture ignifughe. Lo spessore della coibentazione varia in base alle prestazioni di isolamento richieste; generalmente si sta in un range compreso tra i 30 e i 100 mm. Ovviamente, a parità di materiale, maggiore è il suo spessore, minore sarà la trasmittanza e dunque migliori le performance.

Una termocopertura per tetti residenziali necessiterà di maggiori spessori e talvolta per ottimizzare le prestazioni, sia in termini di conducibilità che di inerzia termica e sfasamento, si utilizzano due differenti materiali isolanti accoppiati.

Qualora, invece, si debba realizzare una copertura con un’elevata resistenza al fuoco, come spesso accade nei capannoni industriali o nei magazzini, il poliuretano viene additivato con ritardanti di fiamma e rivestito con lamine metalliche e rivestimenti inorganici, in modo da risultare idoneo ai controlli antincendio. Esistono, infine, anche termocoperture praticabili, che ovviamente hanno una resistenza meccanica decisamente più elevata delle altre.

Per ciò che concerne le finiture delle lastre metalliche, in commercio si trovano tre tipologie di termocoperture: quelle lisce, quelle grecate, o quelle finto coppo.

Mentre le prime due vengono largamente impiegate per le coperture di edifici industriali, quelle in finto coppo sono sempre più richieste ed utilizzate per la realizzazione di coperture civili, anche perché, a differenza dei coppi veri e propri, è possibile sfruttarle anche per tetti a bassa o bassissima pendenza (la pendenza minima in questi casi è solo dell’1%).

Infine, per quanto riguarda le dimensioni, i pannelli di termocopertura hanno misure standard molto diverse tra loro e decisamente variabili da produttore a produttore, ma soprattutto bisogna scegliere quelle più idonee sulla base del tipo di copertura che si deve realizzare. Le misure mediamente si aggirano tra i 45 cm e i 3 m in larghezza, mentre in lunghezza si va da un minino di 1 m fino a 13 m o più.

È bene però sottolineare come lunghezze oltre gli 8-9 m, a lungo andare, possano causare qualche problemino, poiché il metallo con gli sbalzi termici tende a dilatarsi e più è grande il pannello e più c’è il rischio che le viti si rompano e il materiale isolante si scolli dalla lamiera.

Perché può convenire una termocopertura al posto di una copertura tradizionale?

I vantaggi che si hanno utilizzando una termocopertura anziché una tradizionale copertura in coppi sono diversi. Innanzitutto, la posa è semplice e veloce e di conseguenza decisamente meno onerosa.

Ovviamente, a patto di optare per un pannello che sia dotato di uno strato isolante abbastanza cospicuo, si otterrà anche un’ottima coibentazione, non solo termica ma anche acustica.

Si ha a che fare poi con coperture versatili, che si “piegano” ad ogni geometria di posa, anche curva, nonché particolarmente leggere (il peso mediamente si aggira attorno ai 4-10 Kg/mq), che dunque si prestano ad essere utilizzate anche in caso di ristrutturazione, quando si ha la necessità di limitare i sovraccarichi su una struttura esistente e datata. Allo stesso modo le termocoperture sono l’ideale anche in accoppiamento con tetti fotovoltaici; le finiture e le colorazioni disponibili sono tantissime e la resistenza all’usura, agli agenti atmosferici ed alle sollecitazioni è elevata.

Se si scelgono pannelli di buona qualità e soprattutto adatti alle proprie esigenze, non solo di coibentazione termica (estiva ed invernale) e acustica, ma anche estetica, non vi sono veri e propri svantaggi nell’utilizzo di una termocopertura.

L’unica cosa è che, ad onor del vero, tegole e coppi tegole tradizionali, sicuramente, se ben posati, risultano molto più resistenti rispetto ai pannelli di termocopertura, specie se soggetti a carichi elevati (come quelli dovuti ad abbondanti nevicate). Inoltre, bisogna ammettere che le termocoperture non acquistano alcun valore con il passare del tempo, mentre i tradizionali possono essere riutilizzati. A parte questo però non vi sono controindicazioni di sorta.

Termocopertura prezzi al metro quadro

Una termocopertura ha un prezzo che varia in base a tutta una serie di parametri. Innanzitutto molto dipende dall’estensione del tetto da realizzare e dalla sua geometria; poi incidono parecchio anche il materiale con cui sono realizzate le facce esterne dei pannelli e la loro finitura; nonché il tipo e lo spessore dello strato isolante.

I pannelli di termocopertura più economici sono quelli tipicamente utilizzati per la realizzazione dei tetti industriali, formati da lastre in alluminio o in acciaio, con strati isolanti compresi tra i 3 e i 10 cm di poliuretano. Questi hanno prezzi variabili tra i 10 e i 15 euro al mq, parlando chiaramente solo del costo dei pannelli esclusa posa, assistenze e quant’altro. Se al posto dell’acciaio si sceglie di utilizzare il rame il prezzo chiaramente sale.

Le termocoperture con finitura in finto coppo hanno invece prezzi più elevati, che si aggirano attorno ai 18-25 euro al mq, in base al tipo di rivestimento esterno prescelto, ovvero se si ha a che fare con alluminio, acciaio o rame.

Normalmente per aumentarne la durata, i pannelli in acciaio e soprattutto quelli in alluminio vengono protetti con apposite verniciature anticorrosione. Per tale ragione è possibile trovare in commercio lamiere metalliche caratterizzate da innumerevoli finiture, tutte differenti, in modo tale da poter anche trovare non solo al geometria, ma anche il colore che maggiormente rispecchia le proprie esigenze.

Accanto alle tonalità più classiche, si trovano infatti anche colorazioni più particolari, come il verde o il blu. Molto gettonate, soprattutto in ambito residenziale sono anche le finiture cosiddette anticate, perfette se accoppiate a lastre finto coppo, perché si integrano alla perfezione anche in contesti particolari, rurali oppure cittadini, ma sottoposti a vincoli paesaggistici.

I pannelli in rame invece normalmente sono lasciati “nudi”, perché come abbiamo già avuto modo di approfondire parlando di coperture metalliche, questo materiale mediante ossidazione forma sulle superfici una naturale patina protettiva.

Oltre costo dei pannelli, poi, bisogna sempre considerare anche quello della posa ed eventualmente, se si tratta di una ristrutturazione, anche quello dello smontaggio e dello smaltimento della copertura esistente, così come i costi dovuti ad un eventuale ponteggio e quelli concernenti la sicurezza. Senza contare, poi, che se si deve rimuovere una vecchia copertura in eternit tutte queste spese lieviteranno a dismisura.

In tutti i casi, il prezzo di una termocopertura nel complesso sarà sempre inferiore a quello di un classico tetto; senza contare che oggi gli incentivi statali in questo aiutano. Infatti, se si decide di sostituire la vecchia copertura di casa con una maggiormente performante si può sfruttare l’Ecobonus, recuperando la metà ed oltre di quanto speso.

Non vi resta che farci un pensierino e nel frattempo potete fare qualche preventivo o cercare particolari offerte per termocoperture rivolgendovi a ditte specializzate nel settore.

Sara Raggi

LEAVE A REPLY

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.