Sapete cosa si intende quando si parla di superficie illuminante, piuttosto che di rapporti aeroilluminanti, o più semplicemente di RAI?

Probabilmente, vi sarete imbattuti in tali espressioni nel momento in cui avete deciso di ristrutturare casa, soprattutto se desideravate intervenire in maniera radicale, optando per una diversa distribuzione spaziale degli ambienti.

In questi frangenti, capita molto spesso che illustrando all’architetto cosa si aveva in mente di realizzare ci si sente dire: “così non si può fare, perché in tal modo non viene rispettata la superficie finestrata minima”.

A dispetto di quanto si pensi, infatti, anche in casa propria non tutto è concesso e ci sono delle regole da rispettare! Ogni ambiente domestico, per poter essere considerato abitabile deve soddisfare determinate caratteristiche e normative. Ecco allora che, tra i requisiti primari vi è il rispetto dei regolamenti d’igiene che stabiliscono le dimensioni e le altezze minime per ciascun tipo di ambiente, nonché il soddisfacimento dei cosiddetti RAI.

Vediamo, dunque, di far luce sulla questione, capendo cos’è questo rapporto illuminante (piuttosto che areante, o aeroilluminante), perché è così essenziale, come si calcola, quando è necessario dimostrare che i RAI prescritti sono stati rispettati e in quali casi invece sono ammesse deroghe.

– Superficie aeroilluminante

Come si evince dalla parola, i rapporti aeroilluminanti esprimono il rapporto matematico tra la superficie di pavimento di un determinato ambiente e la superficie delle aperture esterne presenti in quel locale (ovvero la superficie finestrata).

Il più delle volte si parla genericamente di rapporti aeroilluminati, perché le aperture che danno verso l’esterno, tipicamente, sono finestre o portefinestre, vetrate ed apribili e dunque la superficie che consente il ricambio d’aria è la medesima che garantisce una corretta illuminazione naturale.

Volendo, però, è possibile distinguere tra: rapporti illuminanti e rapporti aeranti. Si pensi, ad esempio a delle finestre in copertura non apribili: queste potranno garantire luce a sufficienza, ma non permetteranno il ricambio d’aria. Al contrario, una finestra prospiciente una loggia molto profonda può permettere un ottimo passaggio d’aria, ma da essa filtrerà davvero poca luce.

Il calcolo dei cosiddetti RAI è importantissimo per qualunque immobile, perché qualora questi non dovessero essere verificati non è possibile ottenere l’agibilità.

Per tale ragione deve essere effettuato in fase di progetto, non solo per immobili di nuova costruzione, ma anche per quelli oggetto di ristrutturazione.

Ed è proprio in questi casi che sorgono i problemi maggiori, perché, spesso, cambiando la distribuzione interna dei locali, la misura degli stessi subisce modifiche, che anche qualora non dovessero essere molto significative potrebbero comportare il non rispetto dell’ottavo prescritto. Ovviamente, è compito dell’architetto trovare la soluzione migliore che consenta di fruire lo spazio al meglio, secondo le esigenze di chi lo abita, sempre e comunque nel rispetto di tutte le normative, compreso il calcolo delle superfici finestrate.

Due casi particolari, ma molto frequenti, che spesso creano problemi nel rispetto dei RAI sono i recuperi dei sottotetti a fini abitativi ed i cambi di destinazione d’uso, da C2 a residenziale.

– Cosa stabilisce la normativa rispetto al valore dei RAI?

A livello nazionale, la normativa di riferimento per il calcolo dei RAI è il Decreto Ministeriale 5 luglio 1975, il quale, all’art. 5, comma 2, chiarisce che “Per ciascun locale d’abitazione, l’ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore luce diurna medio non inferiore al 2 per cento, e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento”.

Detto ciò, ciascun regolamento d’edilizio o regolamento d’igiene locale può fissare dei parametri differenti e più restrittivi, oppure ammettere deroghe per situazioni particolari.

Queste ultime, in genere, riguardano edifici storici e di particolare pregio artistico, per i quali la superficie finestrata minima potrà anche essere inferiore, per evitare di compromettere la stabilità, o l’estetica dell’edificio.

In effetti, è possibile che ci siano delle abitazioni che pur avendo l’agibilità non rispettino il valore del rapporto fissato per i locali abitabili e pari almeno ad 1/8. Normalmente, ciò accade per lo più nelle grandi città, in edifici molto vecchi o anche semplicemente risalenti agli anni ’50 del secolo scorso.

Fino a che tutto resta così com’è non ci sono problemi, ma, nel momento in cui, invece, si decide di intervenire e cambiare in qualche misura l’assetto delle cose, allora, sarà necessario adeguarsi all’attuale normativa e trovare una soluzione che, a meno di casi particolari, rispetti i rapporti areoilluminanti.

Per alcuni locali non abitabili, come taverne e sottotetti, la superficie aeroilluminante, per normativa, può scendere1/10; così come nel caso di luce zenitale, ovvero proveniente direttamente dall’alto, è possibile ridurre ulteriormente la superficie illuminate fino a 1/12.

Nelle abitazioni, poi, normalmente è consentito realizzare bagni ciechi, purché almeno un servizio igienico all’interno della casa sia areato ed illuminato naturalmente, soddisfacendo l’ottavo. Per sopperire all’aerazione ed illuminazione dirette bisogna però sempre prevedere adeguati sistemi meccanici. In alcune località, comunque, è permesso persino realizzare abitazioni dotate di un unico bagno cieco.

Tutto quanto appena detto vale in linea generale per tutte le abitazioni. Chiaramente a destinazioni d’uso differenti, corrispondono regole diverse.

Come vi sarete resi conto girando per moti store o negozi, la superficie finestrata dei locali commerciali è quasi sempre inferiore all’1/8 prescritto per le abitazioni e a maggior ragione questo accade per i laboratori artigianati, i capannoni industriali o i locali di ristorazione.

– Calcolo dei rapporti aeroilluminanti

Il calcolo dei RAI va effettuato locale per locale.

Come? Basta calcolare la superficie calpestabile di ogni stanza e dividerle per la superficie aerante e illuminante presente nella stessa. Il valore ottenuto deve sempre essere superiore ad 1/8. Modalità di calcolo più specifiche sono quasi sempre esplicitate nei regolamenti locali; così come in talune situazioni potrebbe essere richiesta una verifica analitica, ovvero il calcolo
separato dei rapporti aeranti e di quelli illuminanti.

Se ad esempio, una stanza da letto misura 5 metri per 3 e ha una finestra da 2 metri di larghezza per 1,50 metri in altezza, avremo:

  • Calcolo superficie di pavimento: 5 x 3 = 15 mq
  • Calcolo superficie finestrata: 2 x 1,50 = 3 mq.

Il rapporto aeroilluminante sarà quindi pari a: 3/15 = 1/5 < 1/8, pertanto, in questo caso, il minimo stabilito dalla normativa è rispettato.

Le cose, però, non sono sempre così semplici come potrebbe sembrare perché la superficie finestrata protetta o ostacolata andrà calcolata in maniera diversa.

Qualora si abbia a che fare con portefinestre che affacciano verso un balcone è necessario tener conto che la parte inferiore dell’apertura potrà fornire aria, ma non luce perché ostacolata dal parapetto (in genere si escludono dal calcolo i primi 60 cm da terra).

Allo stesso modo, se un’apertura ha un aggetto sopra di sé, come una gronda o un balcone, bisognerà effettuare un calcolo abbastanza particolare, che dipende dalla distanza dell’aggetto dall’imposta dell’infisso, ma anche dalla sua estensione.

Per tale ragione il calcolo dei RAI non può essere fatto in autonomia, ma è sempre necessario richiedere l’intervento di un tecnico abilitato, che progetti tutto e corredi i disegni di calcoli e grafici dimostrativi del rispetto dei RAI e di ogni altra normativa.

– Concludendo

Come avrete capito il rispetto dei cosiddetti RAI è un parametro essenziale da tener conto in fase di progettazione ed è il motivo per cui, solitamente, dai tecnici viene preso in considerazione come una delle prime cose. Al di là di tutto, concorderete nel fatto che luce e aria sono fattori fondamentali per una buona qualità di vita!

Sara Raggi

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