Decidere di sostituire il pavimento esistente è un’operazione abbastanza frequente nelle abitazioni. Dopo quello di rifare i bagni, è di certo uno dei lavori di restyling per cui si opta con maggior facilità, proprio perché cambiare la pavimentazione può modificare radicalmente l’aspetto di una casa, conferendole una vita, una luminosità ed un aspetto totalmente diversi da quelli che avevano prima.

Purtroppo però, sebbene operativamente parlando non si tratti di un lavoro particolarmente complesso, per sostituire pavimento è necessario vuotare casa e demolire.

In alcuni casi si può riuscire a limitare i disagi e le spese, evitando non solo di rifare un nuovo massetto, ma addirittura procedendo senza rimuovere le piastrelle esistenti. Vediamo come e quando è possibile e quali sono i vantaggi reali che si hanno nel rifare un pavimento senza togliere il vecchio.

Cosa implica sostituire il pavimento

Innanzitutto la sostituzione del pavimento, così come quella dei rivestimenti a parete è da considerarsi un lavoro di manutenzione ordinaria. Ciò significa che da un lato non sono necessari particolari permessi o provvedimenti autorizzativi e non è neppure indispensabile incaricare un tecnico che segua i lavori, basterà tutt’al più mandare una segnalazione al Comune.

Chiaramente, qualora si abiti in un condominio, è bene apporre nelle parti comuni un cartello per avvertire i vicini del fatto che si stanno facendo dei lavori e dunque potrebbe esserci qualche disagio causato dai rumori e dalla polvere.

Di contro però tenete presente che se questo è l’unico lavoro che volete effettuare, non potrete beneficiare del Bonus Ristrutturazioni, che potrete invece sfruttare qualora assieme al rifacimento pavimenti demoliate anche qualche tavolato o mettiate mano agli impianti.

Quanto costa sostituire il pavimento esistente?

Indubbiamente, come potrete immaginare, sostituire il pavimento esistente, specie se di desidera farlo in tutta la casa, non è un’operazione rapida e indolore.

Innanzitutto perché prima di iniziare i lavori bisogna necessariamente rimuovere tutto l’arredo, lasciare gli ambienti completamente sgombri e trovarsi un altro posto dove stare per qualche tempo. Poi, la teoria dice che bisogna procedere con la rimozione del pavimento esistente, che è di certo un’operazione “poco pulita” e rumorosa, che ha i suoi costi, i suoi tempi e crea un po’ di disagio, soprattutto genera sporco e polvere.

Proprio per questa ragione, la cosa migliore quando si decide di sostituire il pavimento nella propria abitazione è quella di vuotare tutti i locali e trasferirsi momentaneamente altrove; in teoria si può anche spostare tutto da un locale all’altro e procedere per parti, ma, soprattutto se la vostra casa non è particolarmente grande, sarà un inferno!

Cosa fare per limitare le spese?

Procedere rimuovendo il pavimento esistente in modo da tornare a vedere la vecchia caldana, ma senza demolire e rifare il massetto, è la prassi, al massimo poi se il fondo presente non è liscio si procederà livellandolo. Questo perché all’interno del sottofondo si trovano tutti gli impianti e rimuoverlo, specie se non si deve intervenire facendo altro, è molto rischioso perché è facile rompere qualche tubo e causare danni a cui poi si dovrà porre rimedio.

In alcuni casi, però, è possibile rifare il pavimento senza togliere il vecchio, bisogna prima accertarsi innanzitutto che il pavimento esistente sia liscio e compatto e poi bisogna tener conto degli spessori. Se si posa un nuovo pavimento su quello vecchio sarà necessario far tagliare tutte le porte e le eventuali porte finestre, perché per poco ma tutto andrà sollevato almeno di 1,5 cm se non di più.

Tutto ciò senza dimenticarsi che tutti i locali (ad eccezione di bagni, ripostigli e corridoi) per essere considerati effettivamente abitabili, devono comunque continuare ad avere un’altezza netta interna minima di 2,70 m, quindi se l’altezza di casa vostra è già quella non si potrete far altro che rimuovere il vecchio prima di posare il nuovo.

Ovviamente poi se si decide di intervenire in aggiunta bisogna orientarsi su appositi pavimenti, pensati allo scopo e dallo spessore limitato. In genere le scelte possibili sono tre: o si interviene con della resina; o si procede con la posa di un parquet prefinito o laminato da posare a secco, con interposto apposito materassino; oppure vi sono anche delle piastrelle ceramiche pensate ah hoc, che hanno uno spessore davvero ridotto.

Qualora tecnicamente la soluzione di procedere con la posa del nuovo pavimento sul vecchio sia possibile, non temete esteticamente otterrete un ottimo risultato e conterrete i costi ed i disagi, risparmiando anche non poco tempo!

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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