Una scopa elettrica a vapore Vileda è da sempre sinonimo di qualità dei materiali, caratteristiche distintive e notevoli specifiche tecniche.

Proprio per questo, per quanto questi strumenti per le pulizie domestiche siano limitati alle sole superfici orizzontali, sono comunque ritenute dai consumatori tra i migliori prodotti per la cura della casa.

Questa guida, pertanto, è dedicata alla scoperta delle lavapavimenti Vileda, delle quali analizzeremo caratteristiche e funzionalità.

Lo scopo è quello di capire se esse siano realmente così eccezionali come sembrano o, se al contrario, possiedono difetti e mancanze tali da rendere sconsigliabile un loro eventuale acquisto.

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VILEDA STEAM
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VILEDA 100°C HOT SPRAY

Se anche voi siete curiosi di scoprirlo, pertanto, v’invitiamo a proseguire con la lettura e ad affrontare insieme a noi questo affascinante viaggio di scoperta dei modelli Vileda.

– Lavapavimenti a vapore Vileda: guida alla scelta

Prima di partire con le recensioni dettagliate dei modelli facenti parte del brand Vileda, riteniamo opportuno fornirvi una serie di dritte atte a guidarvi nella scelta.

Per le persone disinformate, infatti, potrebbe risultare un po’ difficile stabilire quale sia il modello più adatto a loro, proprio in virtù del fatto che non conoscono i fattori da tener presente in fase di scelta.

Basandoci sulle caratteristiche specifiche delle scope a vapore che andremo a presentare, quindi, cercheremo di capire insieme quale delle due sia migliore, non in senso assoluto, ma a livello soggettivo.

Primo fattore: l’alimentazione. Meglio il cavo elettrico o la batteria?

I due modelli Vileda che andremo ad esaminare presentano ciascuno una diversa forma di alimentazione: uno è infatti alimentato dal classico cavo a corrente, l’altro, invece, sfrutta una batteria integrata.

Sotto questo aspetto, quale dei due è la scelta migliore? Ovviamente una risposta univoca non esiste, in quanto ciascuna di queste opzioni offre sia vantaggi che svantaggi. Vediamo quali sono.

Scopa a vapore con filo: vantaggi e svantaggi

  • Le scope a vapore alimentate dal filo offrono il vantaggio di “durare per sempre“, nel senso che non sono soggette ad alcuna autonomia e funzionano fintanto che il filo elettrico rimane collegato alla presa.
  • Per poter lavorare in piena libertà e senza sentirsi costretti nei movimenti, è necessario che il cavo sia dotato di una discreta lunghezza: l’ideale sarebbe 7 – 8 metri ma, sfortunatamente, non sono molte le scope a vapore in grado di vantare una simile misura e, purtroppo, quella che prenderemo in esame possiede un filo un po’ più corto.
  • L’alimentazione con il cavo, sfruttando la corrente elettrica, produce un consumo maggiore rispetto a quella a batteria, consumo che nel caso di questo tipo di prodotti può rivelarsi anche piuttosto ingente.

Scope a vapore a batteria: vantaggi e svantaggi

  • Una scopa a vapore alimentata a batteria offre la massima libertà nei movimenti, riuscendo così a pulire anche zone della casa che, con il cavo, sarebbero impossibili da raggiungere.
  • Una scopa a vapore a batteria è in grado di funzionare solo per il tempo concesso dall’autonomia della stessa, che può essere molto o poco a seconda del modello. Una volta che esso sarà terminato, saremo costretti a interrompere il nostro lavoro di pulizia, a prescindere dal fatto che esso sia concluso o meno, attendendo con pazienza che il nostro strumento si ricarichi (attesa che alle volte può durare diverse ore).
  • L’uso di uno strumento di pulizia a batteria permette d’incidere molto meno sui consumi domestici, con conseguente risparmio di denaro.

Secondo fattore: velocità nel riscaldarsi

In merito a questo secondo fattore, in realtà, c’è veramente ben poco da dire in quanto la questione è palese: meno una scopa impiegherà a riscaldarsi e più velocemente sarà pronta all’utilizzo.

Una scopa a vapore che impiega soltanto quindici secondi per entrare in temperatura, per esempio, rappresenta il top, poiché questa è in assoluto la tempistica più veloce.

Terzo fattore: regolazione automatica del vapore

La regolazione automatica del vapore permette al fortunato possessore di questo tipo di scopa la possibilità di dosare l’emissione del getto a seconda della superficie che sta pulendo.

Questo tipo di scope, infatti, presentano differenti livelli di regolazione del vapore, già calibrati sulle superfici standard che esse sono in grado di pulire.

Il compito di chi le sta maneggiando, dunque, è molto semplice e immediato e consiste soltanto nel selezionare il livello giusto a seconda del tipo di pulizia che si sta effettuando.

Diversamente, le scope a vapore che non possiedono questo optional, necessitano di un utilizzo molto più preciso e accurato, in quanto dovrà essere la persona che la sta usando a calcolare con esattezza l’emissione corretta del getto, onde evitare di provocare danni anche potenzialmente gravi.

Quarto fattore: versatilità

La versatilità rappresenta un altro fattore molto importante da tenere presente e varia a seconda del tipo di scope a vapore su cui si concentra la nostra scelta.

Nel caso di quelle a marchio Vileda per esempio, che si limitano alla sola pulizia delle superfici orizzontali, la versatilità varia a seconda della tipologia di materiali sulla quale esse sono in grado di agire.

L’espressione “superfici orizzontali” è infatti molto generica e sta a indicare non solo i classici pavimenti duri ma, volendo, anche superfici particolari come la moquette, il parquet, le piastrelle e, naturalmente, i tappeti.

Il fatto che una scopa a vapore sia in grado di pulire con efficacia pavimenti e parquet, infatti, non la rende necessariamente idonea a occuparsi anche dei tappeti, il che ne limita inevitabilmente l’utilizzo e, pertanto, anche la versatilità.

Una scopa a vapore a tutto campo, in grado di pulire con efficacia TUTTE le superfici orizzontali è senz’altro meglio rispetto a una che si limita invece ai soli pavimenti.

Ciò, tuttavia, non la rende per forza la scelta migliore, in quanto molto dipende anche dall’uso che intendiamo farne una volta averla acquistata.

– SCOPE A VAPORE VILEDA: RECENSIONE DEI MIGLIORI MODELLI DEL BRAND

Dopo aver esposto con precisione i quattro fattori fondamentali che possono aiutarci nella scelta del modello Vileda dei nostri sogni, siamo finalmente pronti a presentare le due scope a vapore facenti parte di questo brand.

Nel corso della nostra recensione terremo ovviamente conto di quanto abbiamo spiegato nel paragrafo precedente, al fine di mostrare se e quanto questi prodotti rispecchino i suddetti fattori e quale dei due lo faccia meglio.

Fatto questo, sarete poi voi a stabilire quale di queste sia la lavapavimenti dei vostri sogni: invitandovi a proseguire con la lettura, dunque, vi auguriamo di compiere una buona scelta.

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  • Aspetti strutturali

Partiamo subito chiarendo un particolare molto importante: questa non è una scopa a vapore, non propriamente comunque. Pur svolgendo le stesse identiche mansioni, infatti, è più corretto definirla “lavapavimenti”, lavoro che svolge egregiamente sfruttando però la sola acqua bollente, anziché il vapore.

Con il suo colore rosso fiamma e il suo aspetto avveniristico, inoltre, questa scopa è in grado di attirare l’attenzione sin dal primo sguardo che le si riserva: il bastone portante, solido ma al contempo affusolato, è provvisto di una pratica maniglia ergonomica, mentre la spazzola triangolare risulta perfetta per infilarsi anche nelle zone più difficili della casa.

Alla sua estrema maneggevolezza fa da contrappunto il peso non particolarmente leggero: parliamo infatti di 5,2 Kg, una misura non indifferente, che potrebbe procurare qualche piccolo problema nell’atto di sollevarla e spostarla.

Degno di nota, tuttavia, è il fatto che questa scopa sia provvista di un pratico gommino atta a farla aderire al muro con facilità, in maniera tale da permettere a chi la sta usando di appoggiarla quando vuole e senza il rischio di vederla cadere per terra, con conseguenti danni strutturali.

  • Alimentazione e capacità del serbatoio

Per quanto concerne il sistema di alimentazione, questa lavapavimenti sfrutta una pratica batteria interna che consente a chi la sta utilizzando la possibilità di godere di un ampio raggio d’azione, nonché di movimento illimitato.

Si tratta, in sostanza, dei vantaggi di cui abbiamo già parlato nel paragrafo precedente e che caratterizzano questo tipo di strumenti di pulizia.

Di contro, tuttavia, il suo serbatoio si presenta un tantino scarso: 250 ml, infatti, è una capacità piuttosto bassa, soprattutto se si pensa che molte scope a vapore classiche vantano serbatoi di mezzo litro.

  • Funzionalità e versatilità

Arriviamo ora a trattare quelli che sono gli aspetti più importanti relativi a una lavapavimenti, ossia quelli riguardanti le sue capacità pulenti e la possibilità di poter essere sfruttata anche per zone della casa diverse dai pavimenti.

Ebbene, partiamo subito da quest’ultimo aspetto, chiarendo il fatto che questa scopa è limitata alla pulizia delle sole superfici orizzontali, nello specifico dei pavimenti lisci (tra i quali anche il parquet).

A livello di prodotti Vileda per i pavimenti, quindi, essa possiede in dotazione soltanto l’accessorio base: un pratico panno in microfibra lavabile in lavatrice e pensato proprio per questo tipo di pulizia. Questo perché si tratta di un modello non sfruttabile per la pulizia dei tappeti, il che lo limita parecchio.

Sotto l’aspetto della versatilità, dunque, non brilla particolarmente. Se, tuttavia, lo teniamo in considerazione per i soli pavimenti duri, allora è giusto sottolineare quelle che sono le sue potenzialità.

Nonostante ci metta un po’ più di tempo a riscaldarsi (parliamo di novanta secondi), una volta che è pronta ad agire, questa lavapavimenti è in grado di sterminare il 99,9% di germi e batteri con la sola forza pulente dell’acqua, senza l’aggiunta di alcun detergente chimico.

L’unico problema è che, non essendo la classica scopa a vapore, il livello dell’acqua bollente emesso dev’essere continuamente monitorato, selezionato e controllato da chi la sta utilizzando, in quanto questo strumento non dispone di alcuna autoregolazione.

Tirando le somme, dunque, ciò con cui abbiamo a che fare è una lavapavimenti senza fili ideata per la pulizia dei soli pavimenti lisci e praticamente senza alcun accessorio in dotazione, fatta eccezione per il già citato panno in microfibra. Il suo grande vantaggio è dato dal prezzo, che è davvero molto economico e alla portata di tutti.

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  • Aspetti strutturali

Con i suoi 3,60 Kg, questo vaporetto Vileda si presenta piuttosto leggero e maneggevole. Dal punto di vista strutturale non è molto dissimile dalla lavapavimenti che abbiamo analizzato precedentemente, ad eccezione del fatto che il colore rosso, nel suo caso, non è la tinta dominante ma è riservata solo agli inserti, mentre la base è interamente dipinta di un bel nero lucente. Un’altra importante differenza è data dall’assenza della maniglia ergonomica, il che potrebbe presentare un leggero svantaggio.

Degno di nota, tuttavia, è il fatto che questo prodotto sia dotato della cosiddetta “posizione di parcheggio“, il che lo porta a essere in grado di reggersi in piedi da solo e senza alcuna difficoltà, con conseguente grande comodità da parte di chi lo sta utilizzando.

  • Alimentazione e capacità del serbatoio

Trattandosi di una scopa a vapore con filo, la nostra Vileda Steam viene alimentata tramite corrente elettrica: il cavo in questione, nello specifico, misura 6 metri. Non si tratta di un valore bassissimo, ma nemmeno poi così elevato, specie se si considera che alcune scope in commercio possiedono cavi di ben 7-8 metri di lunghezza.

Va da sé infatti che maggiore sarà la lunghezza del filo, maggiore sarà anche la nostra possibilità di muoverci liberamente nel mentre che puliamo.

Per quanto concerne invece la capacità del suo serbatoio, è giusto sottolineare che non è nient’affatto male: parliamo infatti di 400 ml, un valore che si pone poco al di sotto di quello considerato massimo, vale a dire il mezzo litro.

Con una tale capienza, quindi, il nostro lavoro sarà inevitabilmente molto facilitato, in quanto non dovremo perdere tempo a rabboccare continuamente il contenitore.

Un piccolo svantaggio è dato però dal fatto che in esso non è presente alcun filtro anticalcare, il che significa che dovremo dedicarci periodicamente a operazioni di pulizia del serbatoio, onde evitare che si formino fastidiose incrostazioni che, alla lunga, potrebbero anche rovinarlo.

  • Funzionalità e versatilità

Con un’attesa di soli quindici secondi, la nostra scopa a vapore avrà raggiunto la temperatura massima e sarà quindi pronta ad essere utilizzata. A scanso di equivoci, è giusto sottolineare che il concetto di temperatura massima di questo prodotto ammonta solo a 100°: un valore di fascia media, dunque, visto che il massimo è 120°.

Ciò comporta che passarlo una sola volta non servirà a eliminare tutto lo sporco, ma saranno invece necessarie più passate. Ad ogni modo, la sua potenza pulente è stimata a 1550 watt, il che costituisce senz’altro un buon valore.

Degno di nota è poi il fatto che l’emissione del vapore, contrariamente a quanto avveniva con la prima scopa, qui può essere regolato: si tratta senza dubbio di un grande vantaggio, che ci porta a evitare di commettere errori grossolani (e potenzialmente molto dannosi) in fase di pulizia.

Per quanto riguarda la versatilità di questa strumento di pulizia, possiamo osservare che è leggermente maggiore rispetto a quella riscontrata (o, per meglio dire, non riscontrata) nell’altro modello, sebbene anch’esso sia stato pensato per la sola pulizia delle superfici orizzontali.

Proprio come la sua collega, infatti, anche questa è una scopa a vapore Vileda con panno in microfibra, accessorio presente all’interno della sua confezione insieme a una piastra specificatamente ideata per la pulizia dei tappeti.

In questo caso, pertanto, abbiamo a che fare con un prodotto pulente dotato di un kit di accessori (se tale lo si può definire) un filino più corposo rispetto a quello della lavapavimenti precedente, ma comunque scarso.

Traendo le conclusioni in merito a questa seconda scopa a vapore, quindi, possiamo dire che rispetto alla precedente lavora meglio, ha una potenza maggiore ed impiega meno tempo a raggiungere la temperatura.

Questo perché in realtà la prima non è una vera e propria vaporella, come abbiamo già avuto modo di far notare, quanto piuttosto una lavapavimenti ad acqua. A utilizzare il vapore, infatti, è solo questo secondo modello, per quanto il primo funzioni comunque esattamente nello stesso modo.

– Conclusione

Siamo finalmente giunti alla fine della nostra guida dedicata ai due modelli di lavapavimenti a marchio Vileda.

Come abbiamo potuto notare, mentre il primo che abbiamo esaminato ha evidenziato un funzionamento ad acqua, il secondo si colloca nella fascia delle classiche scope a vapore. Entrambe, inoltre, si limitano alla sola pulizia delle superfici orizzontali e non possono quindi essere considerate degli strumenti di pulizia a 360°.

La scelta in merito a quale delle due scegliere, posto il fatto che entrambe presentano un prezzo accessibile, dipende come sempre dalle esigenze di ciascuno, nonché dai gusti personali. La seconda scopa è forse un filino più professionale e versatile della prima ma, come abbiamo già detto, la prima presenta anche un funzionamento leggermente diverso.

In sostanza possiamo dire che, se ciò che cercate è la classica scopa a vapore, allora vi conviene puntare sulla seconda (che, ricordiamo, pulisce anche i tappeti); se, al contrario, vi sentite maggiormente attirati da un modello che funzioni con la sola acqua, allora potete anche puntare sul primo.

Serena - La Pimpa

"La Pimpa" come mi chiamano gli amici, appassionata da sempre di scrittura creativa. Ho lavorato per 10 anni nella grande distribuzione in qualità di addetta alle vendite nei reparti: piccoli elettrodomestici, grandi elettrodomestici e incasso.
Qui su Casina Mia sperimento la mia passione per la scrittura mettendo a frutto la mia esperienza con elettrodomestici e tecnologia domestica.

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