Per norma di legge è obbligatorio che nelle nostre case, che sono tutte dotate di impianti di energia elettrica, sia installato anche un dispositivo di sicurezza comunemente noto come salvavita.

La legge in questione è la 46/90 del 13 marzo 1990, secondo la quale è obbligatoria la presenza del salvavita negli edifici sia pubblici che privati, ivi incluse scuole, attività commerciali e edifici di culto.

Tutti gli edifici che sono stati costruiti dopo il 1990 devono avere impianti eseguiti a regola d’arte, e i tecnici che eseguono i lavori devono rilasciare la cosiddetta dichiarazione di conformità, che certifica la validità degli impianti installati in base alla normativa vigente. Le strutture che invece sono antecedenti al 1990 hanno l’obbligo di mettersi a norma installando il salvavita sui contatori elettrici.

– Cos’è il salvavita e come funziona

Il nome corretto del salvavita è interruttore differenziale salvavita. La più semplice denominazione di solo salvavita è entrata nell’uso comune dal momento in cui la ditta BTicino ha registrato il brevetto nel 1965. Il salvavita è, a tutti gli effetti di un interruttore che si può vedere inserito nei moderni contatori elettronici. Oltre all’interruttore è presente un pulsante su cui è riportata una T o la scritta test.

Questo pulsante serve per verificare che il salvavita funzioni in modo corretto, e andrebbe usato almeno una volta al mese. Cominciamo con lo spiegare il modo in cui il salvavita funziona: esso serve a verificare che la corrente in entrata e quella in uscita abbiano la stessa intensità. Se così non è, infatti, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona come dovrebbe nell’impianto domestico.

Ad esempio ci potrebbe esser una dispersione di energia elettrica da parte di uno degli elettrodomestici della casa. Quando ciò si verifica, il circuito interno dell’interruttore lo fa scattare, sostanzialmente interrompendo il flusso di corrente. Un altro componente del salvavita è il relè, che è il dispositivo che, di fatto, chiude il circuito.

– Perchè scatta il salvavita

In un’abitazione normale la quantità di corrente necessaria di solito si aggira intorno ai 3 kw, anche se in realtà tale valore può essere calcolato solo conoscendo il numero e la potenza di tutti gli elettrodomestici presenti. Si può dire però che la potenza impegnata media di un’abitazione domestica oscilla tra gli 1,5 kw w i 6 kw.

Oltre alla potenza impegnata si calcola anche la potenza disponibile, che è il livello massimo di energia elettrica che può essere erogato dal proprio fornitore. Questi valori devono essere sempre tenuti in considerazione perché determinano quanta energia possiamo consumare e soprattutto il funzionamento del salvavita.

L’interruttore differenziale, infatti, può scattare e interrompere l’erogazione di energia in diversi frangenti.

Il primo è quello già considerato, ovvero quando c’è una dispersione di energia da parte di un elettrodomestico che potrebbe causare surriscaldamento, quindi un incendio, o la folgorazione per un essere umano.

Il secondo è il semplice sovraccarico, che si verifica se si tengono accesi troppi elettrodomestici contemporaneamente, che fa scattare il relè e quindi interrompe l’erogazione di energia.

– Perchè a volte salta la corrente ma non il salvavita

L’interruttore differenziale, come spiegato, serve a verificare che la corrente in entrata e quella in uscita siano sempre di pari valore. Questo vuol dire che potrebbe anche verificarsi l’eventualità in cui possa saltare la corrente domestica, ovvero possa esserci un’interruzione dell’erogazione di energia elettrica, anche se l’interruttore salvavita non scatta.

Questo accade perché si è semplicemente superata la potenza massima di cui si dispone in base al proprio contratto di fornitura, ed è quindi il contatore ad interrompersi per via di questo superamento dei limiti consentiti. La corrente in entrata e in uscita, però, non subiscono variazioni: ecco perché dunque il salvavita non scatta.

– Cosa fare quando scatta

Un’altra eventualità da considerare, piuttosto fastidiosa ma che purtroppo si potrebbe verificare, è che l’interruttore salvavita salti, interrompendo l’erogazione di energia elettrica in casa, ma senza un motivo apparente.

Quando il salvavita si innesca, infatti, la prima cosa da fare è verificarne il motivo: potrebbe essere il fatto che c’erano troppi elettrodomestici accesi contemporaneamente che hanno causato un sovraccarico di energia in entrata rispetto a quella in uscita, ma potrebbe anche trattasi di un guasto ad un singolo elettrodomestico.

La verifica va fatta staccando uno ad uno tutti gli elettrodomestici presenti in casa per capire quale di essi ha causato l’intervento del salvavita. Qualora gli elettrodomestici dovessero risultare tutti a posto, si deve passare al controllo delle prese elettriche e degli interruttori. Potrebbe trattarsi di una spina inserita male, o di un cavo danneggiato. In tal caso l’interruttore ha protetto la casa da un corto circuito.

– Cosa fare se il salvavita scatta apparentemente senza motivo

Ci sono però casi davvero anomali in cui l’interruttore scatta e diventa praticamente impossibile individuare la causa. Bisogna allora considerare l’eventualità che sia il salvavita stesso ad essere danneggiato, cosa non impossibile. Come già detto, sul salvavita è presente un interruttore di test che andrebbe premuto una volta al mese, ma quasi nessuno fa questa verifica periodica.

Potrebbe accadere dunque che l’interruttore si danneggi senza che noi ce ne accorgiamo, e quindi cominci a staccarsi senza alcun motivo esterno. Per controllare se è questa l’eventualità che ci riguarda, basta semplicemente premere il pulsante del test e si avrà subito un riscontro positivo o negativo.

Se il salvavita dimostra di funzionare in modo corretto c’è un altro esperimento da fare, ed è relativo alla rete elettrica stessa.

Se capita che la corrente viene interrotta sempre ad una stessa ora, o se il salvavita scatta di notte, ciò potrebbe voler dire che il guasto non riguarda l’abitazione o l’impianto specifico ma la rete elettrica comune. In questo caso è bene rivolgersi al proprio gestore dell’elettricità, o agli enti comunali pubblici.

– Quali elettrodomestici sono maggiormente incriminati ?

L’eventualità più comune per l’innescarsi dell’interruttore differenziale salvavita è che ci sia una dispersione a terra di energia elettrica, e che quindi ci sia uno degli elettrodomestici di casa che presenta un guasto. Il modo migliore per affrontare questi casi è sempre chiamare un tecnico esperto, perché l’energia elettrica può essere molto pericolosa e dare vita ad incendi o folgorare la persona che venga in contatto con un elettrodomestico non correttamente isolato.

Ci sono alcuni elettrodomestici che più di altri possono causare problemi, e quindi sono i primi da andare a verificare in caso in cui il salvavita si inneschi.

Ad esempio, il forno fa scattare il salvavita con frequenza, per via delle resistenze elettriche (stiamo dunque parlando del forno elettrico).

Anche le stufette elettriche possono causare un sovraccarico di tensione in entrata e quindi far saltare l’impianto, così come i condizionatori e gli asciugacapelli.

– Come valutare il proprio impianto elettrico e la presenza del salvavita

Abbiamo già parlato della normativa che obbliga ad installare il salvavita su ogni contatore elettrico; nei contatori di ultima generazione esso è già presente di default. Bisogna anche considerare la variante V3 della legge Cei 64-8 del 2011, secondo la quale sono previsti tre livelli per agli impianti elettrici: il livello 1 è quello di base, vale a dire quello che solitamente riguarda le nostre case.

C’è poi il livello 2 che è più complesso a livello di struttura ma presenta un più elevato grado di sicurezza per gli abitanti della casa. Infine c’è il livello 3, consigliato a coloro che decidono di avvalersi dei sistemi domotici. Bisogna considerare che già il livello 1 prevede che vengano installati 2 interruttori differenziali, per poter garantire soprattutto la buona qualità del servizio.

– Come installare un interruttore differenziale

Nei moderni contatori si trova già installato, ma potrebbe capitare di andare ad abitare in una casa dotata di un contatore di vecchia generazione e quindi di dover installare l’interruttore in autonomia (o avvalendosi dell’aiuto di un elettricista esperto, opzione sempre preferibile se non si hanno buone competenze in materia).

Anche se l’eventualità è rara potrebbe presentarsi: in questo caso comunque non è molto difficile correre ai ripari, ricordando sempre che la presenza del salvavita è obbligatoria a norma di legge.

Bisogna ricordare per prima cosa che se il contatore ha una potenza di 3 kW servirà un salvavita da 25 ampere; se invece la potenza è di 4,5 o 6 kW sarà necessario uno da 40 ampere.

La spesa da sostenere, se si fa il lavoro in autonomia, è praticamente irrisoria, visto che un interruttore costa al massimo 50 euro. Prima di procedere con l’installazione, ovviamente, è necessario staccare l’interruttore generale della corrente e poi rimuovere il coperchio del contatore.

A questo punto si può fissare alla parete la scatola del salvavita inserendo i cavi. Solo dopo aver chiuso tutto è possibile riattivare la corrente e usare il pulsante test per verificare di aver seguito bene la connessione dei cavi in entrata e in uscita.

– Come evitare che il salvavita scatti

Ovviamente è impossibile prevedere la presenza di eventuali guasti in casa, ma è possibile comunque sincerarsi di avere un impianto realizzato a regola d’arte rivolgendosi solo a ditte di professionisti che rilascino il certificato previsto dalla legge. Inoltre, un altro modo che si ha per tutelarsi da brutte sorprese all’impianto elettrico è quello di non lesinare mai sul prezzo quando si acquista un nuovo elettrodomestico.

In commercio al giorno d’oggi, specie on-line, si possono trovare prodotti a costi molto appetibili; spesso però si tratta di marchi semi sconosciuti privi di tutti i necessari certificati di sicurezza previsti dalla comunità europea.

Bisognerebbe sempre diffidare di prodotti non certificati e, anche spendendo un po’ di più, acquistare solo e soltanto prodotti di comprovata qualità.

Particolare attenzione va fatta a quegli elettrodomestici che usano molta elettronica nel loro funzionamento, che oggi sono la maggior parte. Le parti elettroniche potrebbero infatti interferire con i circuiti elettrici dell’impianto domestico causando l’innesco del salvavita.

– Un piccolo dispositivo che..  Salva La Vita

Anche se il nome salvavita non è quello più corretto, è quello che meglio rende l’idea dell’importanza fondamentale che questo piccolo apparecchio riveste per la nostra sicurezza domestica.

Non deve essere solo un obbligo di legge a farci verificare periodicamente il corretto funzionamento di questo interruttore che, se non presente, deve assolutamente essere installato: deve essere soprattutto la volontà di tutelare la nostra salute e l’incolumità nostra e della nostra famiglia.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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