In un mondo sempre più consapevole dei problemi che affliggono l’ambiente e di quanto la loro risoluzione stia diventando sempre più urgente, il risparmio idrico a casa ha assunto un’importanza fondamentale. L’acqua rappresenta infatti il nostro bene più prezioso ed è importantissimo usarla con parsimonia, evitando di sprecarla inutilmente.

Con questo non intendiamo certo privarti della rigenerante doccia calda che ti concedi ogni sera quando torni dal lavoro. Il segreto, infatti, non consiste tanto nell’usare meno l’acqua, bensì nell’adottare strategie di utilizzo intelligenti che ti permettano di continuare a mantenere inalterate le tue abitudini senza incorrere negli sprechi. Prosegui con la lettura per scoprire quali sono queste soluzioni.

– L’importanza del risparmio idrico

Inutile dirlo: i cambiamenti climatici stanno incidendo profondamente sull’ambiente, anche per quanto concerne gli aspetti idrici. Da un’analisi dei dati ISTAT-ISPRA concentrata sugli ultimi trent’anni, è emerso un quadro alquanto preoccupante: nel periodo compreso tra il 1991 e il 2020 l’Italia ha infatti perso il 13% della sua risorsa idrica, vale a dire ben 19 miliardi di metri cubi d’acqua. E le cose non sono certamente migliorate nei rimanenti quattro anni.

Le cause di questo esito disastroso sono in realtà molteplici: se, da un lato, parte della colpa è senz’altro da attribuire al cambiamento climatico in atto, un altro grosso problema è dato anche dai prelievi idrici nazionali, che hanno raggiunto una media di oltre 30 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno.

Scenari di questo tipo rimandano inevitabilmente agli innumerevoli impatti ambientali ed ecologici causati dallo spreco dell’acqua e che si traducono nelle seguenti conseguenze:

  • Riduzione delle risorse idriche disponibili: lo spreco d’acqua riduce la quantità di acqua dolce disponibile per l’uso domestico, agricolo e industriale. Questo può portare a carenze d’acqua in alcune regioni, soprattutto in quelle già soggette a stress idrico.
  • Impatto sugli ecosistemi acquatici: lo spreco d’acqua può esacerbare gli effetti della siccità e ridurre i livelli dell’acqua in fiumi, laghi e falde acquifere. Questo può avere un impatto negativo sulla biodiversità, influenzando la flora e la fauna che dipendono da questi ecosistemi per la propria sopravvivenza.
  • Inquinamento: l’eccessivo prelievo d’acqua dalle fonti idriche naturali può concentrare gli inquinanti presenti, danneggiando la qualità dell’acqua e rendendola meno sicura per il consumo umano.
  • Alterazione dei cicli idrologici: lo spreco d’acqua può modificare i cicli idrologici naturali, influenzando la quantità e la tempistica delle precipitazioni. Questo può avere ripercussioni su scala locale, influenzando il clima e la disponibilità di acqua nelle altre regioni.
  • Consumo energetico: il trattamento e il trasporto dell’acqua richiedono un’energia significativa. Lo spreco d’acqua, quindi, non solo esaurisce le risorse idriche ma comporta anche un maggiore consumo di energia, contribuendo alle emissioni di gas serra e al cambiamento climatico.
  • Impatto economico: lo spreco d’acqua comporta costi economici elevati, sia per il trattamento e la distribuzione che non vengono ottimizzati, sia per la necessità di investire in infrastrutture aggiuntive per soddisfare la domanda di acqua stante la disponibilità limitata.

risparmio idrico a casa

Per mitigare questi impatti, è fondamentale adottare misure di conservazione dell’acqua, come ad esempio l’analisi e l’eventuale riduzione della cosiddetta “water footprint”.

La necessità di ridurre la water footprint

La “water footprint”, o “impronta idrica” è un indicatore che serve a misurare la quantità totale di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi consumati da un individuo, una comunità, una nazione o nell’ambito di specifiche attività.

Questo concetto è stato sviluppato per aiutare a comprendere meglio il consumo di acqua in relazione alle attività umane e il conseguente impatto ambientale che ne deriva. L’impronta idrica si divide infatti in tre categorie:

  • Acqua Blu: si riferisce all’acqua dolce prelevata da fiumi, laghi e falde acquifere per essere utilizzata nei processi produttivi o per il consumo diretto. Ciò include l’acqua utilizzata per l’irrigazione, l’industria e l’uso domestico.
  • Acqua Verde: identifica l’acqua piovana assorbita dal suolo e utilizzata dalle piante durante la traspirazione e la crescita. Questa categoria è particolarmente rilevante per l’agricoltura e la silvicoltura, in quanto rappresenta la maggior parte dell’acqua utilizzata.
  • Acqua Grigia: misura la quantità di acqua dolce necessaria per assorbire e diluire gli inquinanti prodotti durante la produzione e il consumo di beni e servizi, fino a raggiungere i requisiti di qualità stabiliti dalle normative. In questa terza categoria rientrano pertanto le acque reflue generate dai processi industriali o dall’uso domestico.

L’analisi dell’impronta idrica è quindi molto importante, in quanto può aiutare a identificare le pressioni esercitate sulle risorse d’acqua locali e globali, promuovendo una maggiore consapevolezza nel loro utilizzo e incentivando pratiche più sostenibili. Attraverso la comprensione dell’impronta idrica, si possono inoltre adottare strategie per ridurre l’uso dell’acqua, migliorare l’efficienza idrica e promuovere la sostenibilità ambientale.

– Consigli pratici per il risparmio idrico a casa

Il risparmio dell’acqua passa attraverso le piccole azioni. Detto in altre parole, se vuoi lasciare la tua impronta nel mondo, ti è sufficiente iniziare dalle tue abitudini giornaliere, prestando attenzione al risparmio idrico in casa. Non si tratta di un traguardo impossibile da raggiungere, in quanto puoi perseguirlo facilmente mettendo in atto una o più delle seguenti strategie:

  • Ripara le perdite: controlla regolarmente rubinetti, tubature e servizi igienici per individuare e riparare eventuali perdite, anche le più piccole, che possono causare uno spreco significativo di acqua nel tempo.
  • Usa riduttori di flusso: installa i riduttori di flusso su rubinetti e docce per limitare la quantità di acqua utilizzata senza comprometterne l’efficacia.
  • Raccolta dell’acqua piovana: installa un sistema di raccolta dell’acqua piovana per raccogliere l’acqua da utilizzare per irrigare il giardino, pulire o altri usi non potabili.
  • Scegli elettrodomestici efficienti: quando devi sostituire elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie, scegli modelli ad alta efficienza energetica e idrica.
  • Limita l’uso della lavastoviglie e della lavatrice: usa queste apparecchiature solo quando sono piene per massimizzare l’efficienza dell’uso dell’acqua.
  • Fai docce brevi: riduci il tempo trascorso sotto la doccia e considera l’installazione di una doccia a basso flusso per ridurre ulteriormente il consumo di acqua.
  • Chiudi il rubinetto: non lasciare scorrere l’acqua mentre ti lavi i denti, ti rasi o lavi i piatti a mano. Utilizza un tappo per il lavello per ridurre il consumo di acqua.
  • Utilizza metodi di irrigazione efficienti: se hai un giardino, considera l’uso di sistemi di irrigazione in grado di ridurre lo spreco d’acqua.
  • Coltiva piante resistenti alla siccità: scegli piante native o resistenti alla siccità per il tuo giardino, che richiedono meno acqua per crescere.
  • Riduci o elimina l’uso di acqua per pulizie esterne: quando possibile, usa una scopa anziché un tubo per pulire vialetti e marciapiedi.

Adottando queste pratiche, non solo contribuirai a ridurre il consumo di acqua in casa ma, in generale, ridurrai la tua impronta idrica complessiva, promuovendo un futuro più sostenibile nell’ottica delle risorse idriche globali.

– Soluzioni tecnologiche per il risparmio idrico

Come moltissimi altri settori, anche il risparmio idrico domestico può trarre beneficio dalla tecnologia e da tutti gli innumerevoli dispositivi che essa ci mette a disposizione. Pensa per esempio ai rubinetti e ai sanitari a risparmio idrico: si tratta di soluzioni espressamente progettate per ridurre il consumo d’acqua senza compromettere la performance del flusso. Tutto questo grazie alla presenza di uno speciale sistema che limita la quantità d’acqua in uscita, garantendoti comunque la pressione necessaria per l’utilizzo quotidiano.

risparmio idrico rubinetto

I sanitari a risparmio idrico funzionano più o meno nello stesso modo e molti di essi sono provvisti anche di un sistema a doppio risciacquo, che consente di scegliere il livello di acqua utilizzato in base al tipo di rifiuto da eliminare. Parliamo pertanto di soluzioni particolarmente intelligenti, che da sole non sono però sufficienti. In aggiunta alle suddette, infatti, sarebbe bene adottare anche dei sistemi volti al riutilizzo dell’acqua, come ad esempio quelli che riciclano l’acqua piovana.

Tali dispositivi catturano l’acqua piovuta sul tetto di casa, conservandola in contenitori così da poterla sfruttare in giardino, per lavare l’esterno della casa o per altri usi non potabili, riducendo quindi la necessità di utilizzare acqua potabile. Una soluzione, quest’ultima, che può essere applicata anche al riutilizzo dell’acqua grigia, raccogliendo quella che viene quotidianamente usata nella doccia e nel lavandino, per poi usarla per l’irrigazione o lo scarico del WC.

Analogamente, per far funzionare il tutto puoi servirti di sistemi di controllo e monitoraggio dell’uso dell’acqua, come ad esempio le app a controllo remoto che si servono dello smartphone per monitorare il consumo di acqua in tempo reale, identificando eventuali perdite e fornendo suggerimenti per ridurre gli sprechi e assicurarti il risparmio idrico a casa.

risparmio idrico smart

– Conclusione: supporti governativi e legislativi

Arrivato a questo punto, dovresti esserti fatto un’idea chiara e precisa di come garantire il risparmio idrico a casa. Come giustamente potresti obiettare, tuttavia, molte delle soluzioni che ti abbiamo suggerito necessitano di un discreto investimento economico, che non è affatto detto tu possa permetterti.

Per tua fortuna, tuttavia, anche quest’anno il Governo ha messo a disposizione uno speciale “bonus idrico”, finalizzato a coprire parte delle spese sostenute per l’installazione di sistemi di filtraggio e depurazione dell’acqua, al fine di renderla potabile.

L’agevolazione, nello specifico, arriva coprire il 50% delle spese affrontate per i lavori in questione, inclusi quelli relativi all’installazione dei già citati sistemi di controllo e monitoraggio del flusso. Ciò significa, in parole povere, che è lo Stato stesso a caldeggiare la messa in atto delle soluzioni che ti abbiamo suggerito, aiutandoti finanziariamente a sostenerle. Stando così le cose, non hai che da approfittarne e fare un primo passo verso l’obiettivo finale: il risparmio idrico globale.

Eliana Tagliabue