– Come pulire la canna fumaria: tecniche e modalità

Chiunque abbia un camino sa bene quanto sia importante pulire la canna fumaria in modo da poter godere solo del calore della fiamma e non del fumo. Per procedere alla pulizia è però necessario avere i giusti attrezzi per pulire il camino.

Prima di iniziare bisogna sapere che le principali cause dell’ostruzione, e quindi della produzione di fumo all’interno dell’appartamento, sono due: la presenza di fuliggine e la formazione di ostruzioni.

Nel primo caso gli interventi di pulizia e manutenzione sono molto più semplici mentre, nel secondo caso, può essere necessario un lavoro più intendo e lungo.

Va evidenziato che la pulizia di un camino non è complessa, per cui si può scegliere di procedere da soli. Chi, invece, non è esperto in questo tipo di operazioni ha maggiore convenienza a rivolgersi a un professionista, ossia a uno spazzacamino.

Quando si deve procedere alla pulizia della canna fumaria?

Pulire il sistema di tiraggio del camino non è un’operazione complessa ma richiede un certo tempo: per questo motivo è necessario sapere bene quando intervenire e quando, invece, si può evitare di procedere. La pulizia va quindi effettuata ogni qual volta che si inizia a notare un malfunzionamento nel tiraggio.

In alcuni casi, il malfunzionamento non viene subito indicato dall’accumulo di fumo all’interno della stanza, ma anche da altri indicatori. Uno dei principali elementi che deve fare dubitare della corretta pulizia della canna fumaria, ad esempio, è la presenza di fuliggine sul pavimento.

Ancora, prima che la stanza in cui si trova il camino possa essere riempita di fumo, è possibile sentire l’odore del fumo stesso. Inizialmente, infatti, il tiraggio pur non essendo perfetto permette a gran parte del fumo di passare dalla canna fumaria mentre una piccola parte non passa e si diffonde in casa lasciando il tipico odore.

Tuttavia, essendo solo una quantità minore, esso spesso non è visibile e la sua presenza è riconoscibile solo per l’odore.

Le principali tecniche di pulizia

Per pulire il camino il maniera corretta è necessario conoscere le tecniche giuste. Chi vuole procedere con una pulizia fai-da-te deve porre particolarmente attenzione al tipo di tecnica da usare in base alla problematica del camino. Inoltre anche l’uso degli strumenti giusti da usare a seconda della metodologia di pulizia è fondamentale.

Va sottolineato che la pulizia autonoma del camino può essere effettuata regolarmente ma non si può rinunciare del tutto a un professionista del mestiere.

Questi, infatti, oltre a garantire l’effettivo corretto funzionamento del camino, può effettuare le revisioni e rilasciare le eventuali certificazioni richieste dalla normativa vigente e relative all’utilizzo di varie tipologie di camini.

Dal punto di vista tecnico, quando si parla di pulizia dei camini, si parla di eliminare la fuliggine che si accumula sulle pareti. L’eliminazione viene effettuata facendo scorrere all’interno della canna fumaria una specifica spazzola.

Bisogna specificare che quando si parla di pulizia di canna fumaria non ci si riferisce esclusivamente a quella dei camini: lo stesso procedimento, infatti, può essere effettuato anche per le stufe, ossia per la pulizia della canna fumaria di stufe a pellet.

L’uso della spazzola giusta è fondamentale per una corretta eliminazione della fuliggine che ostruisce il passaggio o anche di altro tipo di incrostazioni e sporcizia. Questi vengono quindi grattati via dalla parete e precipitano verso il basso, ossia all’interno del focolare dove potranno poi essere raccolti ed eliminati.

A seconda del tipo di canna fumaria, ossia del materiale di costruzione, è fondamentale fare attenzione a non effettuare pressioni eccessive che potrebbero portare a incisione delle pareti o graffi che ne rovinerebbero la corretta funzionalità.

– Dal basso o dall’alto? Come procedere alla pulizia

La pulizia della canna fumaria può avvenire dal basso o dall’alto. La prima modalità di pulizia è sicuramente più complessa, ma va sottolineato che se non è possibile raggiungere il tetto, pulire la canna fumaria dal basso rappresenta l’unica modalità di pulizia possibile.

Le operazioni di pulizia dal basso

L’operazione può essere più o meno complessa a seconda della tipologia di canna, ossia se essa sia a pareti circolari o spigolose. Inoltre, anche i materiali di costruzione possono essere considerati un elemento più o meno complesso per la pulizia.

Alcuni moderni camini, infatti, sono caratterizzati da una canna fumaria in acciaio mentre quelli classici sono quasi sempre in muratura. Si può facilmente comprendere che la pulizia della canna fumaria in acciaio è molto più semplice di quella in muratura perché l’acciaio crea meno attrito essendo più liscio e regolare.

Lo strumento necessario per la pulizia della canna fumaria dal basso è una spazzola caratterizzata dalla possibilità di allungamento. Una volta, per procedere all’allungamento si eseguiva l’assemblaggio di più elementi in modo da poter raggiungere altezze elevate.

Oggi, molti modelli non sono assemblabili ma presentano un manico telescopico. La pulizia porta alla caduta della fuliggine per cui, indipendentemente dall’esperienza, è praticamente impossibile non sporcarsi.

Pulire la canna fumaria dall’alto

Per procedere con le operazioni di pulizia dall’alto è necessario poter raggiungere il tetto in maniera pratica. Inoltre, è necessario poter disporre di attrezzatura di sicurezza che garantiscano la corretta e sicura posizione durante il lavoro.

La pulizia dall’alto è molto più pratica e semplice e pertanto, quando possibile, viene preferita. Prima di operare, tuttavia, è necessario sigillare il camino: le diverse operazioni di pulizia, infatti, portano la fuliggine a cadere e, se non si chiude attentamente il camino, si rischia di ritrovarsi pieni di fuliggine in casa.

Come per la pulizia dal basso, anche in questo caso la maggiore o minore semplicità di pulizia non dipende solo dalla quantità di fuliggine presente ma anche dal tipo di forma e materiali da cui è caratterizzata la canna fumaria.

Canne fumarie in metallo e dalla sezione circolare saranno infatti più facilmente pulibili rispetto a quelle con sezioni irregolare e in muratura.

Indipendentemente dalla modalità di pulizia, sia essa dall’alto o dal basso, va sottolineato che la frequenza con cui bisogna intervenire può dipendere molto dall’utilizzo del camino. Un utilizzo regolare del camino prevede un intervento di pulizia ogni paio di anni.

In caso di uso meno frequente, naturalmente, ci si potrà basare sulla qualità del tiraggio e, in caso di odore di fumo o ingresso di fumo in casa, sarà necessario rivolgersi allo spazzacamino oppure operare personalmente.

– Gli strumenti da lavoro

Se si vuole procedere a pulire la canna fumaria da soli, come già accennato, è necessario avere a disposizione gli strumenti da lavoro corretti. Se il camino viene utilizzato regolarmente può essere comodo acquistarli in caso di necessità improvvisa, anche quando si è soliti rivolgersi a un professionista.

Lo strumento principale, ossia il tipico strumento da spazzacamino, è la spazzola detta scovolo. Si tratta di una struttura a raggi metallici che può avere diametro e forma differente da scegliere a seconda del tipo di camino su cui va utilizzato.

Bisogna sapere scegliere con cura le dimensioni dello scovolo visto che esse devono essere tali da poter creare una certa pressione su tutta la parete della canna fumaria senza tuttavia scalfirne la superficie.

Uno scovolo dal diametro troppo piccolo, quindi, non potrà assicurare una perfetta pulizia delle pareti mentre uno troppo grande potrebbe creare graffi e rovinare le pareti stesse.

Lo scovolo va connesso a un’asta regolabile o, in alcuni modelli moderni, telescopica. Va sottolineato che, nonostante la maggiore praticità delle soluzioni telescopiche, i classici modelli regolabili garantiscono una maggiore adeguatezza d’uso.

Essi, infatti, possono essere allungati praticamente all’infinito in base alle diverse necessità di altezza da raggiungere.

Oltre ad essere regolabili, i modelli migliori di aste sono caratterizzati anche da un’elevata snodabilità: si tratta di una caratteristica molto importante soprattutto in caso di camini di ultima generazione.

Questi, infatti, sono spesso progettati con forme molto particolari, ossia non necessariamente dritte ma con un gran numero di articolazioni, curve e variazioni di pendenze.

Quando si opera dall’alto, è necessario avere a disposizione una corda che, legata all’asta, permette i movimenti senza che sia necessario sporgersi troppo all’interno del camino. Nel caso di utilizzo della corda è necessario associare anche dei pesi, circa un paio di chili, per migliorare le modalità di discesa della spazzola nella canna.

Infine, va sottolineato che prima di iniziare a operare con lo scovolo, in alcuni casi può essere necessario l’uso di prodotti scrostanti. Questi sono, nella maggior parte dei casi, dei prodotti combustibili. Considerata l’elevata pericolosità, è necessario porre la massima attenzione quando se ne fa uso e, soprattutto, è fondamentale non farne un abuso. L’uso eccessivo di scrostanti, infatti, potrebbe danneggiare le pareti della canna fumaria.

Pulire da soli la canna fumaria

Se si sceglie di pulire la canna fumaria da soli, è necessario per prima cosa selezionare gli strumenti più idonei. Inoltre, a seconda del tipo di camino e della frequenza con cui si procede alla manutenzione, si dovrà scegliere quale sia la tecnica più adatta alla specifica situazione.

Va infatti ricordato che la pulizia del camino può procedere dal basso o dall’alto e solo in casi particolari di completa ostruzione può essere necessario intervenire su entrambe le estremità.

Nella scelta degli strumenti è bene porre attenzione, per prima cosa, alle dimensioni della canna fumaria e alla forma della sezione, sia essa circolare, quadrata, rettangolare o altro.

In base alla forma e alle dimensioni, infatti, si dovrà optare per un tipo di scovolo o un altro. Quando si è alle prime esperienze con la pulizia del camino, se possibile, è meglio optare per la pulizia dall’alto, più semplice da gestire.

L’utilizzo di prodotti scrostanti per la pulizia della canna fumaria

L’utilizzo dei prodotti scrostanti viene spesso sconsigliato quando non si abbia una buona esperienza nella pulizia del camino. Tuttavia, essi rappresentano delle soluzioni molto convenienti per quella che può essere definita una pulizia preventiva.

I prodotti scrostanti, infatti, andrebbero utilizzati per prevenire l’otturazione della canna fumaria, eliminando eventuale fuliggine e sporcizia già accumulata al suo interno.

I prodotti scrostanti possono essere di vario tipo. Va subito sottolineato che essi non vanno applicati sulla parete della canna fumaria ma fatti bruciare all’interno del camino: a seconda del tipo di prodotto l’utilizzo può essere differente.

Le case di produzione di prodotti scrostanti, infatti, realizzano differenti tipologie di questi elementi per la pulizia del camino.

Si può pertanto optare per lo spray da spruzzare sulla legna da ardere oppure per la polvere da accendere anche essa insieme ai ceppi. A seconda del tipo di prodotto che si acquista è bene leggere attentamente le istruzioni, visto che alcuni vanno usati sul fuoco già acceso mentre altri vanno messi quando il camino è ancora spento.

– Perché procedere con la pulizia della canna fumaria

Il problema del tiraggio non corretto e della formazione di fumo all’interno dell’appartamento non sono gli unici motivi per cui è necessario procedere con la pulizia della canna fumaria del camino a legna.

La corretta pulizia della canna, infatti, va effettuata anche per garantire la piena sicurezza a chi vive in casa. Infatti, se non viene pulita regolarmente per scrostare la fuliggine in eccesso, la canna fumaria è ad alto rischio incendio.

La fuliggine, infatti, è un materiale che può facilmente prendere fuoco se non vi è un corretto tiraggio dell’aria all’interno del camino.

L’aria, passando attraverso la canna fumaria, evita la possibilità di un surriscaldamento della fuliggine e, allo stesso tempo, assicura che essa non venga raggiunta da scintille che potrebbero innescare l’incendio. In caso di otturazione eccessiva, l’accumulo di fumo può provocare anche delle esplosioni, di intensità più o meno elevata a seconda dei casi.

Per evitare che questo accada oltre a preoccuparsi di effettuare una pulizia regolare, è fondamentale assicurarsi che la canna del camino sia realizzata in materiali refrattari, in grado di limitare la possibilità di formazione di incendio.

La frequenza della pulizia della canna fumaria, infatti, va variata anche in base al tipo di materiale: se esso è scarsamente refrattario è meglio procedere con interventi di pulizia e manutenzione in maniera più ravvicinata nel tempo.

Incendi nella canna fumaria: come evitarli

Per quanto gli incendi all’interno delle canne fumarie non sono comuni e, soprattutto, non si verificano in caso di corretta manutenzione e utilizzo del camino, è bene sottolineare quando essi si possono verificare, in modo da conoscere al meglio il problema.

Gli incendi che si sviluppano all’interno del camino possono avvenire per tre principali cause. La prima è che la fuliggine incrostata sulle pareti della canna fumaria prenda fuoco.

La seconda causa può essere un problema strutturale della canna fumaria, ad esempio una crepa, soprattutto alle estremità, che può causare accumulo di fuliggine e maggiore possibilità di innesco in caso di raggiungimento da parte di scintille o gas infiammabili.

Infine, non bisogna dimenticare la terza causa che, per quanto non dovuta a un problema di canna fumaria, rappresenta una delle più comuni cause di incendio: la vicinanza al camino di oggetti facilmente infiammabili.

Quest’ultimo tipo di incendio è quindi un incendio esterno, che può essere facilmente evitato utilizzando un para-fiamme ed evitando di posizionare oggetti infiammabili nei pressi del camino stesso.

La pulizia della canna fumaria è uno dei principali interventi da effettuare per cercare di prevenire gli incendi all’interno della canna stessa. La fuliggine, infatti, è un materiale in grado di bruciare un maniera intensa, ossia dando vita a fiamme elevate che, pur durando poco, possono provocare gravi danni.

Le problematiche relative alla combustione della fuliggine all’interno di un camino riguardano sia i camini di vecchia costruzione che di nuova. La possibilità di incendio, infatti, è data soprattutto dalla presenza di una grossa quantità di fuliggine e quindi dalla mancata pulizia della canna e non dal tipo di materiali utilizzati per costruirla o dall’età della canna fumaria stessa.

Va però evidenziato che la presenza di materiali refrattari permette al fuoco di non propagarsi in maniera eccessiva per cui questi sono da preferire rispetto ad altro tipo di materiali.

Cosa dice la normativa

Considerata la pericolosità di una mancata pulizia della canna fumaria, lo Stato ha predisposto delle specifiche normative per il corretto utilizzo e la pulizia delle stesse.

La corretta pulizia della canna fumaria, pertanto, non va effettuata solo per una questione di buon senso ma anche e soprattutto per essere in regola con la normativa vigente, relativa all’utilizzo di sistemi di riscaldamento all’interno di appartamenti.

Nello specifico, nella norma UNI 10683 si parla di manutenzione e pulizia della canna fumaria e viene specificato che essa deve essere effettuata una volta all’anno da tecnici qualificati.

La definizione del tempo, in realtà, è piuttosto relativa, visto che essa dipende anche dalla quantità di materiale bruciato. Se, in caso di scarso utilizzo del camino, è necessario procedere alla manutenzione una volta all’anno, in caso di utilizzo continuo e consistente, si dovrà procedere alla pulizia per ogni quaranta quintali di legna che viene fatta bruciare.

Va sottolineato che la normativa non riguarda solo i classici camini ma anche le stufe a pellet, per le quali è necessaria una pulizia altrettanto specifica della canna fumaria.

Se una pulizia più o meno regolare può essere effettuata anche in maniera privata, ossia in modalità fai-da-te, è necessario che la manutenzione ordinaria annuale sia svolta da un professionista abilitato.

Questi, infatti, dovrà rilasciare uno specifico certificato che attesti la regolarità del funzionamento della canna fumaria, ossia un certificato di conformità.

Il certificato rappresenta una vera e propria garanzia in caso di incendio improvviso all’interno della canna fumaria: si tratta infatti di uno strumento che tutela il proprietario del camino che potrà così dimostrare la regolarità delle operazioni di manutenzione e il riconoscimento del corretto funzionamento dello stesso da parte di un professionista abilitato.

Non solo manutenzione: la normativa sulle caratteristiche delle canne fumarie

La possibilità di avere in casa un camino è, per molte persone, un’idea romantica, in grado di trasmettere calore e senso di accoglienza. Tuttavia, dietro alla possibilità di restare comodamente seduto accanto al camino vi sono una serie di normative da rispettare, soprattutto per avere la certezza nella massima sicurezza nell’uso.

Oltre alla normativa relativa alla pulizia, infatti, i camini e nello specifico le canne fumarie, sono soggetti a una legislazione che riguarda l’installazione, la forma e le dimensioni. Pertanto, è necessario sapere che per tutti gli impianti di riscaldamento, siano essi condominiali o meno, è obbligatoria la costruzione di canne fumarie sul tetto.

La progettazione e l’installazione della canna fumaria vanno effettuate tenendo conto di un’importante aspetto, ossia il corretto tiraggio.

Come già evidenziato, il corretto tiraggio è alla base del funzionamento del camino: esso permette infatti una giusta velocità di combustione della legna e una risalita verso l’alto dei fumi, evitando eventuali dispersioni degli stessi all’interno della stanza.

Oltre alla canna fumaria, il funzionamento del camino è assicurato anche dalla giusta scelta della cappa, che dovrà essere proporzionale e compatibile alla canna fumaria. Anche questa va regolarmente controllata e manutenuta per avere la sicurezza di un sistema di tiraggio completo e perfetto.

Gli spazzacamini

Nonostante il passare del tempo, lo spazzacamino resta una figura fondamentale per la pulizia dei camini e delle canne fumarie. Tuttavia, chi pensa ancora all’idea romantica di spazzacamino, sempre allegro e completamente sporco di fuliggine dovrà ricredersi.

Gli spazzacamini moderni sono professionisti veri e propri, autorizzati ad operare nella pulizia delle canne fumarie e a risolvere problemi di tiraggio del camino.

Rivolgersi a loro è fondamentale non solo per avere una buona pulizia della canna fumaria, ma soprattutto perché solo gli spazzacamini riconosciuti e autorizzati possono rilasciare le certificazioni richieste dalla normativa vigente.

Come già sottolineato, infatti, la legge sulla corretta pulizia e manutenzione delle canne fumarie parla chiaro. Non basta pulire la canna da soli, ma bisogna che la pulizia sia accompagnata da una certificazione che confermi lo stato di salute del camino, ossia il corretto tiraggio e funzionamento.

Per avere la sicurezza di rivolgersi a uno spazzacamino autorizzato ci si può rivolgere all’ANFUS, ossia l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini, che potrà indicare i professionisti abilitati presenti nelle diverse città d’Italia.

Si ricorda, infatti, che mentre la pulizia della canna fumaria può essere effettuata anche dallo stesso proprietario del camino, purché sappia utilizzare nel modo giusto gli strumenti adatti, la certificazione di conformità può essere rilasciata esclusivamente dai professionisti autorizzati.

– Per concludere

La pulizia della canna fumaria del camino è fondamentale per poter avere un corretto tiraggio ed evitare che la stanza in cui si trova il camino si riempia di fumo.

Per una corretta procedura delle operazioni di pulizia, tuttavia, non è possibile improvvisare: l’eliminazione della fuliggine, infatti, deve essere effettuata in maniera corretta e con particolare attenzione, in modo da garantire sempre il funzionamento giusto del camino.

Indipendentemente dalle modalità di pulizia, siano esse dall’alto o dal basso, bisogna ricordare che anche se si vuole procedere da soli alla manutenzione del proprio camino è necessario, almeno una volta all’anno, richiedere il controllo da parte di un tecnico specializzato, ossia uno spazzacamino autorizzato che possa rilasciare la certificazione richiesta dalla normativa vigente.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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