Tutti, almeno una volta nella vita, avrete sentito nominare i pozzi artesiani, ma siete certi di sapere di che si tratta?

Sapreste descriverne uno ed individuare le differenze tra un pozzo artesiano ed un pozzo freatico?

Molto probabilmente no, anzi, la maggior parte delle persone pensa che queste due espressioni si equivalgano in tutto e per tutto, mentre così non è.

In poche parole, un pozzo artesiano altro non è che una cavità, più o meno profonda, ottenuta perforando il suolo fino al raggiungimento della falda. In virtù del cosiddetto principio dei vasi comunicanti, effettuata la trivellazione, l’acqua di falda sale in superficie naturalmente, senza l’ausilio di alcuna strumentazione (come pompe o altro).

Vediamo allora di capire meglio di cosa si tratta, come funziona un pozzo artesiano, quando e come è possibile realizzarne uno e quanto può costare, ma prima ancora a cosa può servire.

In alcuni casi, infatti, è pensabile dotarsene in modo tale da poter disporre sempre di una fonte sicura per l’approvvigionamento d’acqua, che possa essere utilizzata per l’irrigazione di prati, orti e giardini, specie in caso di siccità. L’alternativa, per un utilizzo di questo tipo è quella di dotarsi di una cisterna e recuperare l’acqua piovana.

Detto ciò, la realizzazione di un pozzo artesiano può essere utilissima anche a garantire una fornitura idrica per le abitazioni particolarmente isolate, dove la rete comunale non arriva, o comunque presenta carenze e malfunzionamenti. Spesso, infatti, l’acqua derivante dai pozzi artesiani è potabile e quindi tranquillamente utilizzabile per tutti gli usi, a differenza di quella di recupero.

Cos’è un pozzo artesiano

Prima di addentrarci in questioni più tecniche ed operative, esordiamo con una curiosità. L’aggettivo “artesiano” deriva da una connotazione geografica, ovvero dal nome della regione della Francia settentrionale in cui vennero realizzati i primi pozzi di questo tipo: l’Artois.

Viene, comunemente, definito pozzo artesiano un pozzo in cui l’acqua sgorga naturalmente, senza bisogno di mezzi o ausili meccanici, come possono essere, ad esempio, le pompe sommerse. In questi frangenti, l’acqua viene attinta direttamente dalla falda, che viene denominata anch’essa artesiana.

Una falda, dal canto suo, altro non è che uno strato d’acqua profondo nel quale l’acqua fluisce grazie alla pressione esercitata da due strati impermeabili di terreno, che sono poi quelli che delimitano la falda stessa.

Ecco allora che, in questi frangenti, l’acqua tende a risalire autonomamente fino a raggiungere la cosiddetta linea piezometrica, ovvero quel punto in cui la pressione dell’acqua è nulla. Con i pozzi artesiani si va, dunque, a perforare la parte superiore della falda in modo da provocare la risalita dell’acqua verso l’alto, fino al raggiungimento del livello statico della falda stessa. In quel punto l’acqua comincia a sgorgare liberamente al suolo. Chiaramente, la pressione dell’acqua presente nella falda condiziona la sua risalita: maggiore è la pressione e maggiore sarà anche la capacità di risalita dell’acqua in superficie.

Differenza tra pozzo artesiano e pozzo freatico

Come abbiamo già accennato in apertura, le due espressioni pozzo artesiano e pozzo freatico non sono sinonimi, ma si tratta di due tipologie di pozzi diversi l’uno dall’altro. La differenza sostanziale tra i due non sta nelle tecnologie costruttive impiegate per realizzarli e neppure in dettagli, quali la profondità, il diametro della perforazione, ecc… La distinzione dipende unicamente dalle caratteristiche della falda acquifera che viene intercettata.

Un pozzo si definisce freatico se l’acquifero in cui viene perforato si trova in condizioni freatiche, ovvero quando sono presenti rocce porose e l’acqua circola uniformemente in tutto il terreno: viene invece chiamato artesiano un pozzo che intercetta una falda artesiana, dove l’acqua circola tra due strati impermeabili di terreno.

In generale, i pozzi freatici vengono utilizzati per intercettare falde piuttosto superficiali, pertanto sono pozzi di grande diametro non molto profondi (quasi mai superano i 10-20 m), per lo più rivestiti in pietra o con anelli di calcestruzzo sovrapposti. I pozzi freatici, invece, vengono scavati con una trivella; sono caratterizzati dall’avere diametri ristretti e possono avere uno sviluppo in profondità di oltre 100 m, fino al raggiungimento della falda artesiana.

Profondità, caratteristiche e modalità realizzative

Ora che abbiamo capito il principio fisico grazie a cui funziona un pozzo artesiano, vogliamo illustrarvi le sue principali caratteristiche costruttive e tecniche, nonché le modalità con cui normalmente viene realizzato.

Un pozzo artesiano, come già accennato, è piuttosto profondo (fino ad un centinaio di metri ed oltre), di piccolo diametro (in genere tra i 14 ed i 33 cm) e viene realizzato servendosi di trivelle montate su camion o cingolati, che perforano il terreno fino a raggiungere la falda acquifera.

Prima di procedere alla trivellazione vera e propria, con la medesima macchina, viene effettuata una perforazione di prova. Questa viene fatta realizzando un semplice foro di piccole dimensioni ad aria compressa, così si intercetta la falda, si capisce a che profondità si trova, che portata ha e si riesce ad avere un idea più precisa sul tipo di terreno con cui si ha a che fare e sulla sua stratigrafia.

Una volta che si dispone di tutte le informazioni del caso, si procede alla realizzazione del pozzo artesiano. La macchina trivellatrice, facendo ruotare un’asta cava dotata all’estremità di uno scalpello dentato capace di perforare le rocce, esegue lo scavo ed al contempo pompa del fango bentonitico nel foro in modo da evitare il cedimento delle pareti del pozzo, riportando in superficie i detriti di risulta e lubrificando la testa dell’asta. Raggiunta la falda, viene inserito nel foro un tubo di diametro inferiore, che costituirà il pozzo vero e proprio.

Le parti più profonde del tubo, in corrispondenza della falda, sono dotate di fessure, così da permettere l’ingresso dell’acqua. Nell’intercapedine tra il tubo e le pareti del foro e il tubo viene messo del ghiaino siliceo, mentre la parte più superficiale del pozzo viene cementata, in modo tale da evitare l’ingresso di acque di scolo nel pozzo stesso.

A questo punto il pozzo artesiano è pronto, ma va spurgato per estrarre tutto il fango bentonitico e va tenuto sotto pompaggio per un po’ di ore, così da pulirlo completamente dal limo e dalla sabbia che passano attraverso la zona fessurata in fondo al tubo.

Per quanto riguarda il controllo e l’approvvigionamento dell’acqua, questi saranno garantiti dall’installazione di un’apposita valvola con rubinetto.

Ovviamente, se desiderate utilizzare l’acqua del pozzo per usi domestici (e che sia potabile) è bene far effettuare delle analisi apposite per verificarne la qualità.

In tutti i casi, quando si sceglie di realizzare un pozzo artesiano è fondamentale scegliere in modo appropriato dei punti della falda da sigillare e quelli da mantenere liberi.

Solo in così, ovvero stabilendo un equilibrio tra falde mantenere aperte e falde da chiudere, il pozzo riuscirà a risolve nel migliore dei modi le esigenze per cui è stato pensato.

Ad esempio, se desiderate utilizzare il pozzo solo per irrigare i campi o il giardino, allora sarà bene andare a captare tutte le falde per aumentarne la portata; al contrario per un uso domestico, sarà meglio selezionare solo le falde acquifere che presentano una miglior qualità e un minor rischio di inquinamento.

Come avrete intuito, realizzate un pozzo artesiano non è un’operazione particolarmente complessa, ma per eseguirla bene ed in totale sicurezza è necessario disporre delle attrezzature giuste e quindi è sempre bene affidarsi ad una ditta seria e specializzata.

Quali autorizzazioni sono necessarie

Ora che abbiamo compreso cos’è un pozzo artesiano e come è possibile crearne uno, è lecito domandarsi se, sul proprio terreno, è sempre possibile realizzare un pozzo e se per farlo è necessario richiedere permessi particolari.

Ovviamente, la realizzazione di un pozzo, è sottoposta a leggi e normative ben precise e questo sia che vi serva unicamente per l’irrigazione dei campi o dei giardini, piuttosto che, a maggior ragione, se pensate di utilizzare il pozzo per l’approvvigionamento di acqua potabile. 

La legge italiana stabilisce che le acque sotterranee e quelle superficiali appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico. Pertanto, il loro utilizzo e prelievo sono regolamentati da leggi dello Stato e delle Regioni.

Detto ciò, l’acqua sotterranea per usi domestici, in realtà, può essere prelevata senza necessità di corrispondere il pagamento di alcun canone. Perciò se intendete scavare un pozzo all’interno di un terreno di vostra proprietà, potrete farlo senza poi dover pagare l’acqua che vi attingerete. Questo però, non vuol dire che possiate fare come vi pare, né che la realizzazione di un pozzo sia cosa semplice, anzi.

Chiariamo da subito che la legislazione nazionale non regolamenta ogni aspetto che concerne la realizzazione di un pozzo artesiano, bensì demanda la disciplina alla normativa di dettaglio dei regolamenti regionali. Pertanto, per essere certi di poter realizzare un pozzo artesiano in piena regola, senza commettere abusi o infrangere leggi, occorre sempre verificare attentamente le disposizioni della regione in cui vi trovate.

A questo punto, è bene eseguire alcune verifiche preliminari, recandosi presso l’ufficio tecnico del vostro comune, oppure, se ne siete capaci, consultando autonomamente il PGT vigente e i suoi allegati. Solo così potrete appurare che la zona in cui intendete costruire il pozzo non sia soggetta a particolari vincoli idrogeologici.

Ricordate che è sempre necessario rispettare le distanze dai confini e dai tubi preesistenti (almeno 2 metri) e che i lavori vengano realizzati a regola d’arte ed in piena sicurezza.

Poi, per ottenere le autorizzazioni alla costruzione di un pozzo artesiano, bisogna inviare all’ufficio provinciale competente per il suolo e le acque sotterranee i seguenti documenti:

  • la comunicazione in cui si dichiara di voler realizzare un pozzo ad uso domestico;
  • la planimetria del terreno con indicato il punto preciso in cui si intende procedere allo scavo;
  • copia di un vostro documento d’identità insieme all’atto di proprietà (o di disponibilità) del terreno deputato ad ospitare il pozzo.

Se non doveste ottenere risposta entro 60 giorni, vale la regola del silenzio assenso. Comunque, prima di dar corso alle opere, al comune di competenza, sarà necessario presentare una semplice SCIA. A fine lavori l’impresa, infine, che ha realizzato il pozzo dovrà rilasciarvi un documento di avvenuta perforazione, in cui si dichiara la natura del pozzo e del terreno.

Anche per ciò che concerne l’utilizzo dell’acqua, nonostante sia gratuito, è necessario ottenere dei permessi appositi. Ogni anno, all’organo competente che ha rilasciato l’autorizzazione alla realizzazione del pozzo, bisogna inoltrare la dichiarazione sul volume d’acqua prelevato nel corso dell’anno precedente.

Quanto costa realizzare un pozzo artesiano

Ancor più che in altri casi, è davvero difficile quantificare con certezza quali possano essere i costi necessari per la realizzazione di un pozzo artesiano, anche perché questi possono variare, non poco, a seconda della stratigrafia del suolo con cui ci si trova ad avere a che fare.

La composizione del terreno, il tipo di materiali che ne fanno parte e, ovviamente, la profondità dello scavo che è necessario effettuare per trovare l’acqua fanno sì che la forbice dei prezzi sia piuttosto ampia.

In via del tutto generale, a grandi linee, solo affinché abbiate un’idea dell’ordine di grandezza con cui potreste trovarvi ad avere a che fare, possiamo dirvi che, per la creazione “chiavi in mano” di un pozzo artesiano non molto profondo, dovrete essere disposti a spendere all’incirca 2.000-3.000 euro, senza contare tutto ciò che concerne eventuali pratiche per permessi ed autorizzazioni varie.

Tenete conto che, se vi trovate su un terreno alluvionale facilmente perforabile e dove la falda è relativamente prossima alla superficie, trivellare per scavare un pozzo artesiano, approssimativamente, potrebbe costarvi circa 15 euro al metro (solo per la trivellazione), mentre per la stessa operazione in una zona rocciosa e difficile da penetrare il prezzo lieviterà fino ad avvicinarsi addirittura ai 90 euro al metro.

Infine, la realizzazione di un pozzo freatico ha un costo differente, poiché le modalità di realizzazione sono diverse. La profondità è minore, lo scavo può essere eseguito senza trivelle e le tecniche costruttive sono tutt’altra cosa. Normalmente, però, in questi casi è necessario dotare il pozzo di pompe per il sollevamento meccanico dell’acqua e soprattutto di sovrastrutture di protezione che evitino cadute accidentali all’interno del pozzo stesso.

Concludendo

Come avrete capito dotarsi di un pozzo, in alcuni frangenti può rappresentare uno sfizio, ma in altri può trattarsi di vera e propria necessità.

In entrambi i casi, è davvero difficile stabilire a priori quanto costa fare un pozzo per l’acqua, sia esso artesiano o freatico. Le variabili che entrano in gioco sono molte, pertanto, se siete determinati a dotare la vostra casa di un pozzo, vi conviene interpellare almeno un paio di ditte specializzate in tale tipologia di lavori e farvi redigere dei preventivi ad hoc, che vi illustrino come è meglio procedere e a che prezzo.

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Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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