Tutti coloro che hanno la fortuna di possedere un bel giardino con alberi da frutto sono consapevoli della necessità di doverli potare di tanto in tanto.

La potatura rappresenta infatti un’operazione necessaria per garantire la salute della pianta e vale per qualsiasi tipo di albero, a prescindere dal tipo di frutto che esso produce.

In questa guida tratteremo la potatura di uno degli alberi maggiormente presenti negli orti e nei giardini, vale a dire il pesco.

Il nostro obiettivo è infatti quello di fornivi preziosi consigli in merito alla potatura di questa pianta, in maniera tale da permettervi di eseguirla nel modo migliore possibile e, soprattutto, nel rispetto delle esigenze naturali dell’albero.

Se l’argomento risulta di vostro gradimento, dunque, non avete che da proseguire con la lettura

– Il pesco: perché dev’essere potato e che tipo di albero è

Prima di passare a parlare specificatamente dell’argomento oggetto della nostra guida, vale a dire come e quando potare il pesco, riteniamo opportuno illustrare più dettagliatamente com’è fatto questo tipo di albero, come e dove cresce, come si alimenta e, soprattutto, perché si rende necessaria la sua potatura.

Una volta apprese queste informazioni preliminari, infatti, il discorso risulterà molto più semplice da comprendere.

Albero di pesco: com’è fatto e come si coltiva

L’albero di pesco, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, è originario della Cina e, prima di arrivare in Europa, era diffuso soprattutto in questo paese e nell’antica Persia.

In Italia rientra attualmente tra gli alberi più noti e conosciuti, anche grazie alla sua crescita straordinariamente rapida e veloce: può facilmente arrivare a un’altezza compresa tra i 3 e i 5 metri, mostrando un aspetto bello e florido, con una corteccia di tonalità bruno – grigiastra e le caratteristiche foglie dentellate a forma di lancia.

Particolarmente affascinanti sono i suoi fiori: i fiori di pesco si presentano infatti di un delicato color rosa, con cinque petali ciascuno.

Da essi si sviluppa poi l’amatissimo frutto, la cui buccia è solitamente sui colori del giallo – rosso ed è celebre per la sua consistenza particolarmente vellutata (nonostante spesso si presenti anche liscia).

In Italia, il pesco si coltiva soprattutto in Emilia Romagna, nel Veneto, nel Lazio e in Campania. Si tratta di un albero che necessita di un clima temperato ma, allo stesso tempo, ha anche bisogno del freddo invernale.

Quello che può nuocergli, invece, sono le improvvise gelate primaverili, che possono danneggiare irreversibilmente i suoi fiori delicati. Il terreno ideale in cui piantare un pesco è quello di tipo sabbioso e profondo, provvedendo a irrigarlo in maniera abbondante e a fertilizzarlo con del concime organico.

Albero di pesco: l’importanza della potatura

Tra tutte le cure che dobbiamo garantire al nostro pesco, la potatura è probabilmente quella più importante. Potare un albero da frutto significa infatti allungarne il suo stadio produttivo, favorire il suo sviluppo e garantire una produzione di frutti qualitativamente migliore, oltre che più costante.

Per raggiungere questi obiettivi, dunque, è necessario intervenire con una serie di manovre atte a liberare la pianta dai rami e dai germogli invecchiati o danneggiati, onde evitare che essi possano influenzare negativamente la sua produzione di frutti.

Non esistono delle regole fisse che valgono indiscriminatamente per ogni tipo di albero: ciascuno di essi, infatti, dev’essere potato nel rispetto della propria natura e il pesco non fa eccezione.

In generale, comunque, possiamo affermare che più una pianta è vecchia e più la potatura dev’essere incisiva; viceversa, nel caso di un albero ancora giovane, essa potrà limitarsi a una semplice “spuntatina”.

Anche quando dobbiamo potare il pesco, dunque, occorre prestare attenzione alla sua età e agire di conseguenza. A questo proposito, l’intervento dev’essere idealmente eseguito sia sui rami che sulle gemme: nel primo caso è importante agire nell’intento di bilanciare la crescita dei frutti e il loro carico sui rami, mantenendo il più possibile le proporzioni della pianta.

Nel secondo, invece, è importante valutare quante gemme tenere: se sono troppo poche, infatti, i rami risulteranno più vigorosi ma poco fruttiferi; se al contrario sono tante, allora avremo molti frutti su rami deboli.

Come s’intuisce facilmente, quindi, dalla nostra potatura dipende l’intera fruttificazione del pesco, motivo per cui eseguirla nel modo corretto e nei tempi giusti è assolutamente fondamentale. Nel prossimo paragrafo affronteremo il discorso in maniera più specifica, spiegando nel dettaglio in quali periodi dell’anno bisogna eseguire la potatura del pesco.

– Potatura del pesco: qual è il periodo migliore in cui effettuarla

Dopo aver affrontato il discorso della potatura del pesco nella sue linee generali, è giunto finalmente il momento di parlarne in maniera più specifica. Quello che andremo a spiegare come prima cosa riguarda i periodi dell’anno in cui effettuare questa importantissima operazione.

La potatura, infatti, non può essere fatta a caso, magari quando abbiamo un po’ di tempo libero: al contrario, occorre scegliere dei periodi ben precisi, che variano a seconda delle esigenze specifiche delle singole piante. Andiamo quindi a scoprire quando dev’essere fatta quella del pesco.

Quando bisogna eseguire la potatura del pesco

In merito a quando effettuare la potatura del pesco, la regola generale vuole che essa venga eseguita quando la pianta si trova nel suo periodo di riposo e i rami appaiono ben lignificati.

Questo tipo di potatura viene detta potatura autunnale del pesco, in riferimento al fatto che viene fatta all’inizio dell’autunno, quando per l’appunto l’albero non fruttifica e sta quindi riposando.

Si tratta, tuttavia, di una soluzione che funziona bene soltanto per le zone a clima temperato: in quelle in cui gli inverni sono molto rigidi, infatti, l’ideale è attendere invece il terminare della brutta stagione e l’arrivo della primavera.

In questo modo, infatti, si potrà fare una stima effettiva degli eventuali danni causati dal freddo e regolare la potatura di conseguenza.

Nonostante quella autunnale rappresenti la potatura principale, è bene effettuarne un’altra più limitata anche nel periodo estivo: questa operazione prende il nome di potatura verde del pesco e viene consigliata sopratutto per gli alberi ancora giovani.

Scopo di questa operazione è quello di privilegiare i rami migliori della pianta, preparandola al contempo alle eventuali gelate della successiva fredda stagione.

Potatura di allevamento: una base sulla quale effettuare tutte le altre

Le due tipologie di potatura che abbiamo precedentemente descritto, quella autunnale e quella verde, riguardano soprattutto i peschi già grandicelli. Nel caso in cui il nostro pesco sia veramente molto giovane, ossia ancora nel suo primo anno di vita, è bene effettuare innanzitutto una prima potatura di base che viene chiamata potatura di allevamento.

Questo nome, nient’affatto casuale, sta a indicare il fatto che essa sarà di fatto quella che indirizzerà le altre, che si baseranno tutte su di essa. Si tratta, pertanto, della potatura tramite la quale stabiliremo forma e struttura del nostro pesco, nonché il modo in cui lo alleveremo.

Quest’operazione viene solitamente effettuata nel mese di aprile, selezionando i germogli più sani e vigorosi a discapito di quelli più deboli, che vengono così eliminati.

Durante l’estate si dovrà poi effettuare una prima potatura verde, tramite la quale s’interverrà nuovamente sui germogli scelti, indirizzando così la pianta verso quella che sarà la sua struttura definitiva.

La potatura di allevamento è pertanto fondamentale al fine di garantire al nostro pesco una crescita adeguata ed è necessario seguirla nei tempi e nei modi giusti.

– Come effettuare la potatura del pesco

Dopo aver chiarito quali sono i tipi di potatura esistenti e aver illustrato nel dettaglio i periodi nei quali devono essere effettuati, è tempo di soffermarci sulla maniera in cui eseguire questa delicata operazione.

Il modo migliore per far sì che essa abbia successo consiste infatti nel sapere esattamente come bisogna procedere e quali passaggi occorre affrontare. La prima questione, innanzitutto, riguarda ovviamente gli strumenti che ci dobbiamo procurare.

Potatura del pesco: quali strumenti ci servono?

Di seguito proponiamo un elenco completo della strumentazione necessaria a eseguire questa delicata operazione. Vediamolo insieme:

  • un paio di forbici;
  • un paio di cesoie;
  • una scala;
  • una motosega;
  • uno svettatoio.

Quest’ultimo strumento è una sorta di prolunga in grado di aiutarci a potare i rami più alti, mentre la motosega serve ovviamente per quelli più forti e robusti.

Per quanto riguarda invece le forbici e le cesoie, si tratta di strumenti fondamentali che ci permettono di eseguire tagli netti e molto precisi, ma utilizzabili ovviamente soltanto sui rami più piccoli.

Potatura del pesco: i criteri da seguire

Ora che ci siamo procurata la strumentazione adeguata per intervenire sul nostro albero di pesco, dobbiamo stabilire secondo quali criteri vogliamo eseguire la potatura. Con questa espressione ci riferiamo alle linee guida che intendiamo seguire nel corso del nostro lavoro.

Non si tratta affatto di una questione scontata, in quanto possiamo potare il nostro pesco secondo quattro diversi criteri. Vediamoli insieme:

  • forma: un primo criterio che si può tenere presente è quello relativo al mantenimento della forma naturale della pianta. Ciò significa, in parole povere, che il nostro intervento dovrà essere eseguito nel rispetto della sua struttura originaria, senza alterarla minimamente. Se, per esempio, notiamo che ci sono delle aree sprovviste di rami, dovremo intervenire allo scopo di rinfoltirle, consentendo così al nostro pesco di recuperare quella parte persa della sua forma. L’operazione da eseguire in un caso come questo prende il nome di “speronatura” e consiste nel raccorciare il ramo a sole due o tre gemme, stimolando così la crescita della vegetazione.
  • Dimensioni: un secondo criterio si può basare invece sul mantenere determinate dimensioni dell’albero. Anche in questo caso la speronatura delle gemme può rivelarsi molto utile, poiché è un intervento che mira anche a contenere l’allungarsi dei rami, riducendone la dimensione ma senza compromettere il loro fruttificare.
  • Produzione: il terzo criterio da seguire è quello che mette al primo posto la capacità fruttifera della pianta, stabilendo un certo equilibrio tra i rami che fruttificano e quelli che sono destinati a non farlo. I rami destinati a dare frutto sono infatti quelli più giovani e ben formati ed è importante fare in modo che le pesche da essi prodotti siano grosse e buone, piuttosto che piccole e scadenti. Ciò lo si può fare effettuando una potatura che consenta di mantenere un buon equilibrio nel numero dei rami presenti.
  • Salute: ultimo ma non meno importante criterio su cui basarsi è quello relativo alla salute del nostro pesco. In questo caso parliamo praticamente di una linea guida obbligatoria da seguire, in quanto un pesco malato non darà più frutto. Quando si pota, infatti, occorre prestare molta attenzione a eliminare i rami vecchi o malati: questi ultimi devono poi essere bruciati, poiché solo in questo modo potremo essere sicuri di aver debellato definitivamente i batteri nocivi.

Questi criteri costituiscono un’ottima base di partenza dalla quale partire per potare il nostro albero di pesco. Nella prossima sezione, invece, proporremo una serie di consigli utili da seguire nel momento della potatura, onde evitare di commettere errori grossolani.

Come eseguire la potatura del pesco: consigli pratici

Dopo aver effettuato una prima potatura di allevamento e aver posto così le basi per tutte quelle successive, dobbiamo fare attenzione a procedere nella maniera corretta, seguendo alcune semplici direttive. Vediamole insieme.

  • Mantenere una gemma apicale (cioè quella posta sulla punta del ramo) che si sviluppa in altezza e farle spazio eliminando i rami sottostanti;
  • eliminare tutti quei rami che, rispetto al tronco, si sviluppano orizzontalmente o verticalmente;
  • rimuovere i rami morti o malati;
  • la potatura a forma di V è quella migliore: per ottenerla è sufficiente lavorare soltanto su quattro o cinque rami, potando tutti gli altri;
  • i rami che s’incastrano tra di loro vanno tagliati, in quanto impediscono alla luce del sole di penetrare;
  • il punto giusto in cui potare è vicino alla base del ramo e a 5 cm dal germoglio laterale;
  • i rami di un anno sono i più giovani e, in quanto tali, non devono assolutamente essere potati, poiché sono quelli che daranno più frutto. Si riconoscono per il caratteristico colore rossiccio che assumono durante la stagione di riposo;
  • gli strumenti utilizzati per la potatura devono essere disinfettati dopo ogni utilizzo: in questo modo si eviterà il proliferare di eventuali patologie fungine.

– Conclusione

Siamo giunti alla fine di questa guida dedicata alla potatura del pesco, uno degli alberi maggiormente coltivati nel nostro paese.

Come dovrebbe essere ormai chiaro, la vita della pianta dipende in gran parte da questa operazione, che dev’essere pertanto eseguita nella maniera corretta e, sopratutto, nel periodo giusto.

Coltivare un albero da frutto è infatti un’esperienza meravigliosa e ricca di soddisfazioni ma, per poterle ottenere, è necessario trattare la pianta esattamente come l’essere vivente che è, fornendole cure affettuose volte a regalarle la miglior vita possibile. Solo così essa ci ripagherà con i suoi frutti più buoni.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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