Tra le più belle piante con cui possiamo ornare il nostro giardino, l’oleandro rappresenta senz’altro una scelta azzeccata.

Grazie ai suoi bellissimi fiori e all’aspetto imponente, infatti, il suo potenziale ornamentale è davvero notevole, motivo per cui questa pianta risulta essere una delle più comuni che si possano trovare in un giardino.

Esattamente come tutte le altre piante, tuttavia, anche l’oleandro necessita di essere potato. Questa guida, dunque, nasce con lo scopo d’illustrare la maniera migliore di farlo e, sopratutto, indicare qual è il periodo più opportuno per procedere con tale operazione.

Se la potatura dell’oleandro rientra tra i vostri attuali interessi, quindi, vi consigliamo vivamente di proseguire con la lettura

– Oleandro: descrizione e caratteristiche della pianta

In questo paragrafo andremo a presentare, come prima cosa, la pianta oggetto della nostra guida, vale a dire l’oleandro. Essa, infatti, oltre a essere un arbusto di grande fascino e bellezza, ha la particolarità di essere anche velenosa.

Questo è anche uno dei principali motivi per cui gli oleandri vengono coltivati al solo scopo ornamentale e, sempre per questa ragione, avremo modo di vedere che la loro potatura necessita di qualche accortezza in più.

Detto questo, vediamo di scoprire insieme com’è fatta e come si presenta questa splendida pianta.

Com’è fatto l’oleandro? Caratteristiche della specie

Le origini dell’oleandro sono tutt’ora avvolte nel mistero: l’ipotesi più accreditata è che provenga dall’Asia, per poi essersi diffuso spontaneamente in tutta l’area mediterranea. Ciò è per merito della sua grande adattabilità, che ha portato questa pianta a fiorire in qualunque tipo di terreno, così come a essere coltivata in vaso.

La sua struttura ricorda molto da vicino quella di un cespuglio, in quanto dapprima tende a salire, per poi allargarsi orizzontalmente verso l’esterno. La sua corteccia, inizialmente di colore verde, diviene poi grigiastra e le foglie possiedono la caratteristica struttura stretta e slanciata che ricorda un po’ quella di una spada.

Ciò per cui l’oleandro risulta maggiormente apprezzato, tuttavia, sono i suoi bellissimi fiori, che possono presentarsi nei colori del bianco, del rosa e del rosso carminio. Essi si dispongono a coppie, andando a formare gruppi omogenei posti soprattutto sulle cime terminali della pianta, che da essi trae tutta la propria bellezza.

La fioritura inizia a manifestarsi nel mese di aprile, per poi raggiungere il suo apice ad agosto e prolungarsi fino all’autunno.

Per poter garantire la presenza dei suoi splendidi fiori e, in generale, mantenersi in buona salute, l’oleandro necessita di crescere in zone soleggiate e protette dalle intemperie, in quanto le temperature al di sotto dello 0 possono compromettere seriamente la vita della pianta.

Il veleno dell’oleandro

Sin dai tempi più antichi, questa pianta è temuta per le sue proprietà venefiche: esse si concentrano infatti in ogni parte della pianta, dalle foglie alla corteccia. La sostanza in questione, chiamata oleandrina, risulta tossica per tutti gli esseri viventi, ad eccezione del dromedario.

Non esiste un modo per eliminare il veleno, che risulta nocivo anche solo bruciando il legno che, se viene sottoposto a questo processo, emette dei gas tossici e potenzialmente letali. Questa è la ragione per cui la sua potatura deve avvenire obbligatoriamente con i guanti e lontana dalla presenza dei bambini.

Se accidentalmente ingerito, infatti, l’oleandro può dare adito a pericolosi sintomi di avvelenamento, anche di natura cardiaca. Occorre pertanto maneggiarlo con estrema attenzione, se non si vuole incorrere in spiacevoli conseguenze.

– Quando potare l’oleandro: qual è il periodo migliore e come bisogna procedere

Dopo esserci concentrati sulle caratteristiche dell’oleandro, inclusa la sua pericolosa velenosità, è tempo di affrontare l’argomento oggetto della nostra guida, ossia la sua potatura.

Si tratta di una questione molto delicata, in quanto la salute e la crescita della pianta dipendono in gran parte dal modo in cui affrontiamo questa operazione e, ovviamente, dalla nostra capacità di riconoscere il periodo giusto in cui farla. Partiamo quindi ad analizzare proprio quest’aspetto, vale a dire il periodo di potatura dell’oleandro.

Potare l’oleandro: quando bisogna farlo?

La potatura dell’oleandro, come abbiamo detto, è un’operazione importantissima volta a mantenere la pianta bella e in salute. I periodi che meglio si adattano a eseguirla sono fondamentalmente due all’anno, vale a dire:

  • da fine febbraio a inizio marzo, quando cioè si eliminano i rami secchi e malati, fortificando al contempo quelli sani. Eseguendo questa prima potatura a fine inverno, inoltre, la pianta sarà in grado di garantirci una rigogliosa fioritura nella successiva primavera.
  • da settembre a metà ottobre, quando lo scopo diventa quello di accorciare i rami dell’oleandro al fine di contenerne lo sviluppo, stimolando contemporaneamente la crescita dei rami più giovani.

Se eseguite correttamente, dunque, queste due potature ci aiuteranno a ottenere una pianta sana e rigogliosa, in grado di abbellire il nostro giardino e renderci al contempo fieri di noi stessi.

Va da sé, naturalmente, che effettuare la potatura nei periodi giusti non è certo sufficiente, in quanto è fondamentale farla nel modo corretto. Nella prossima sezione, infatti, forniremo una serie di utili consigli atti a farci comprendere come dev’essere eseguita una potatura degna di questo nome.

Come fare una potatura perfetta: regole e consigli da seguire

Per eseguire una potatura a regola d’arte è innanzitutto necessario procurarsi l’attrezzatura adatta che, nel caso dell’oleandro, prevede:

  • una scala per essere certi di riuscire a raggiungere tutti i punti della pianta;
  • un paio di forbici;
  • una maglia a maniche lunghe;
  • un cappello;
  • un paio di guanti da giardinaggio;
  • un paio di occhiali protettivi.

Come si evince facilmente da questo elenco, per potare l’oleandro è necessario munirsi di una serie di protezioni: il motivo è da attribuire alla sua velenosità, della quale abbiamo già ampiamente parlato.

Una volta esserci procurati tutti gli strumenti sopra citati, possiamo procedere alla potatura della pianta, iniziando con lo sfoltimento dei suoi rami al fine da far sì che vengano tutti raggiunti sia dalla luce del sole che dall’aria: mentre la prima è fondamentale per far crescere nuove gemme, la seconda serve a mantenere giovane  e forte la pianta, evitandone il deterioramento.

Quando la pianta inizia a fiorire, il nostro intervento deve necessariamente diventare più invasivo: in questo caso parliamo infatti di potatura drastica dell’oleandro, il cui obiettivo è quello di frenare la crescita del fogliame e dei rami, soprattutto in altezza, mantenendo così la sua classica forma a cespuglio.

In merito a come tagliare i rami, la regola dice che il taglio deve avvenire subito sopra la gemma posta più in alto e rivolta verso l’esterno della pianta. A questo punto bisogna posizionare le forbici a 45° rispetto al ramo e procedere con il tagliarlo.

In caso di errore, per esempio perché abbiamo tagliato troppo lontano dalla gemma, si può rimediare tagliando nuovamente e stavolta nel punto giusto: l’ideale sarebbe infatti quello di mantenere una distanza di 6 mm sopra la gemma.

Queste regole si possono applicare anche per la potatura dell’oleandro in vaso, con il particolare che il nostro intervento deve avvenire in modo ancora più intensivo, allo scopo di consentire alla pianta di riuscire a mantenere la caratteristica forma ad alberello che assume in questi casi.

– Come curare l’oleandro e mantenerlo al massimo del suo splendore

Con una regolare potatura, eseguita a regola d’arte, il nostro oleandro crescerà sano e forte, regalandoci fiori stupendi dai bellissimi colori.

Va da sé, ovviamente, che potare una pianta non è sufficiente a garantirne il perfetto stato di salute, in quanto si tratta di un essere vivente che necessita di cure continue e non soltanto di una “spuntatina” di tanto in tanto.

In questo paragrafo, dunque, proporremo dapprima una serie di consigli e accortezze che, in accompagnamento alla potatura, possono garantire al nostro oleandro bellezza e salute e, successivamente, spenderemo anche due parole in merito alle possibili malattie che possono colpire questa pianta.

Alcune di esse, come avremo modo di scoprire, possono addirittura derivare una potatura eseguita male.

Curare l’oleandro: consigli per il suo mantenimento

Di seguito proponiamo una serie di preziosi consigli che possono rivelarsi molto utili per il corretto mantenimento del nostro oleandro.

  • Come prima cosa, l’oleandro va piantato in terra da giardino di ottima qualità, ricca di humus fertilizzante. Data la particolare predisposizione di questa pianta per il sole, è necessario metterla in una zona in cui ne possa ricevere molto ma, al contempo, deve anche poter essere al riparo dalle intemperie.
  • Nei suoi primi due anni di vita, occorre innaffiare la pianta con regolarità: così facendo, infatti, essa attecchirà per bene al terreno, formando delle buone radici.
  • Durante i mesi invernali, che per l’oleandro rappresentano il periodo più difficile, bisogna proteggerlo dal freddo eccessivo: si può, per esempio, circondarne la base con delle foglie secche, o rivestire il tronco con un telo protettivo.
  • Nel caso in cui il nostro oleandro sia coltivato in vaso, vale lo stesso discorso: d’inverno dev’essere tenuto in un locale chiuso e riparato, ma che gli consenta anche di poter godere di tutta la luce di cui necessita.

Le malattie dell’oleandro

Trattandosi di un essere vivente, anche l’oleandro può andare incontro a malattie più o meno gravi che, se trascurate o non curate per tempo, possono facilmente provocarne la morte.

Onde evitare il verificarsi di questa nefasta eventualità, è importante innanzitutto conoscere la malattie più comuni che colpiscono questa pianta ed evitarle a partire dalle cause che possono provocarle. Vediamo insieme quali sono.

  • Le malattie che più comunemente possono colpire l’oleandro sono quelle di origine fungina: la più comune si chiama septsoriosi e trae il proprio nome dal batterio che la provoca, ossia la septoria oleandrina. Si tratta di una malattia che insorge solitamente nel periodo primaverile ed estivo, provocando macchie brunastre sulle foglie, che al tatto risultano in rilievo.
  • La rogna è un altra malattia che può potenzialmente colpire l’oleandro e può insorgere proprio a causa di una potatura eseguita nel modo scorretto. Se, infatti, i rami non vengono tagliati nella giusta maniera e i vasi vengono danneggiati, il fungo troverà un’ottima via da sfruttare per insinuarsi nella pianta, danneggiandola gravemente.
  • Oltre a quelle sopracitate, esistono poi le malattie causate da insetti e parassiti, per le quali non c’è altro da fare che ricorrere agli antiparassitari: se, infatti, le patologie fungine si possono prevenire dedicando all’oleandro le cure adeguate e potandolo correttamente, contro i parassiti serve un intervento molto più incisivo.

Come possiamo vedere, dunque, in conclusione possiamo affermare che la potatura dell’oleandro non ha soltanto fini estetici e strutturali ma, al contrario, è fondamentale per mantenere la salute della pianta.

Potarla, quindi, è un’azione di grande responsabilità che, a seconda di come viene eseguita, può portare il nostro oleandro sia a prosperare che ad ammalarsi. Ecco perché non va affatto presa sottogamba.

– Conclusione

Siamo ufficialmente giunti al termine di questa guida dedicata alla potatura dell’oleandro, una pianta bellissima e rigogliosa la cui sopravvivenza dipende proprio da come andiamo a eseguire questa delicata operazione.

Come abbiamo avuto modo di scoprire, infatti, se tenuto bene, l’oleandro è in grado di regalarci delle grandi soddisfazioni, abbellendo il nostro giardino con i suoi fiori meravigliosi.

Questo, però, dipende esclusivamente da come ce ne prendiamo cura e, in particolare, da come lo potiamo. Una volta che avremo imparato a eseguire quest’operazione a regola d’arte, infatti, nulla impedirà al nostro oleandro di crescere forte, sano e bello, riempiendoci d’orgoglio e soddisfazione.

Per approfondimenti sulla potatura dell’oleandro puoi visitare il sito di Tiziano Codiferro, esperto del settore.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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