Può capitare a tutti che aprendo un rubinetto di casa, piuttosto che il soffione della doccia, pur avendo il miscelatore posizionato al massimo, invece di un bel getto esca, con poca pressione, un debole fiotto d’acqua.

I motivi di un disagio del genere possono avere diversa origine, così come, chiaramente, saranno differenti di volta in volta le modalità di intervento.

Vediamo allora di affrontare ad una ad una le possibili cause a cui attribuire la poca pressione dell’acqua, suggerendovi, poi, per ciascuna la risoluzione più adeguata al problema.

SOS: poca pressione acqua

Normalmente, la pressione dell’acqua presente nella rete pubblica di distribuzione è sufficiente a far sì che questa raggiunga tranquillamente, senza intoppi, tutte le forniture domestiche, perfino gli attici dei palazzi più alti.

Prova ne è il fatto che a monte della rete privata, in genere, viene installato un riduttore di pressione. Per quale motivo, allora, un flusso d’acqua che si è sempre dimostrato essere regolare, da un giorno all’altro potrebbe diventare insufficiente?

In alcuni casi, la diminuzione della pressione, purtroppo, si manifesta proprio subito dopo un importante intervento di ristrutturazione che ha portato al rifacimento completo, o quasi, del bagno. In questi frangenti, chiaramente, la delusione è maggiore anche perché il problema è legato alle scelte compiute.

Infatti, l’introduzione di erogatori particolari e di alto design, come possono essere grandi soffioni per la doccia o bocche a cascata, può creare non pochi problemi se associata ad un vecchio impianto. Questi oggetti necessitano di ben precise caratteristiche di pressione e portata, lontane da quelle che contraddistinguono i vecchi impianti.

Ricordate, dunque, che è importante, prima di lanciarsi in soluzioni ardite, che un idraulico verifichi preventivamente la sezione e lo stato dei tubi esistenti per accertarsi che l’impianto sia adeguato e a norma, o in alternativa vi consigli come intervenire per poter poi scegliere liberamente ciò che più vi aggrada.

Tuttavia, è possibile che dai rubinetti esca poca acqua, anche in casi di utilizzo normale e sebbene non si sia fatto recentemente alcun lavoro, come mai? Prima di ricercare cause è bene fare alcuni accertamenti preventivi, perché il problema potrebbe essere banale e di facile soluzione.

Poca pressione acqua: le prime cause da escludere

Non sempre è necessario scomodare idraulici o tecnici che analizzino l’intero impianto e trovino soluzioni costose e complicate al problema. Spesso la soluzione è a portata di mano e più semplice di quel che possiate pensare, soprattutto se abitate in una zona in cui la durezza dell’acqua è piuttosto elevata.

Il rompigetto intasato

Innanzitutto, qualora il problema sia localizzato, ovvero il calo di pressione si verifichi su un solo rubinetto, molto probabilmente si tratta semplicemente del rompigetto intasato dal calcare.

Svitatelo con l’aiuto di un pappagallo ed immergerlo in un liquido anticalcare apposito. In alternativa va benissimo anche una tazzina d’aceto: lasciatevi il rompigetto per una notte intera e poi rimontatelo una volta che vi sembra pulito (se è molto rovinato potete anche sostituirlo) e tutto si risolverà.

Le tubazioni intasate

Può capitare, poi, che depositi calcarei o di ruggine possano intasare le tubazioni. Verificate che non sia questo il vostro caso, altrimenti per ripristinare una normale erogazione dell’acqua vi basterà sostituire il tubo usurato.

Problemi al miscelatore

Fatte queste due verifiche preliminari, se la pressione è ancora insufficiente, è d’obbligo verificare che l’intasamento non coinvolga in qualche misura il comando del rubinetto.

Se non vi spaventano i lavoretti fai da te provate a svitare il miscelatore e date un’occhiata alle guarnizioni, a questo punto se iniziate a non sapere davvero più che pesci pigliare è giunta l’ora di interpellare l’idraulico.

Lo scaldabagno

Attenzione, perché nei casi in cui sia solo l’acqua calda ad arrivare a fatica, mentre con quella fredda non c’è nessun problema, la causa quasi sicuramente è da attribuire al malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento e potrebbe essere sufficiente ripulire lo scaldabagno dal calcare.

Gli scaldabagni, inoltre, sono dotati di una valvola di intercettazione che serve a regolare la temperatura. Anche questa potrebbe in qualche modo limitare il flusso dell’acqua calda in uscita dai vostri rubinetti di casa, provate a regolarla diversamente e ricordate comunque che è importante eseguire annualmente la regolare manutenzione ordinaria dello scaldabagno e/o della caldaia.

Perdite d’impianto

Un altro problema che potrebbe esser la causa contingente del calo di pressione dell’acqua è la presenza di eventuali perdite, di cui magari non vi siete accorti.

Controllate bene che non ci siano zone umide lungo tutte le pareti di casa, avendo cura di ispezionare in particolar modo le superfici vicino agli scarichi.

Qualora non troviate alcuna traccia di umidità o non rileviate la presenza di muffe, provate a dare un’occhiata al contatore dell’acqua. Se tutti i rubinetti sono chiusi e questo gira a vuoto è chiaro che benché voi non riusciate a trovarla, una perdita da qualche parte c’è (spesso ci si accorge del problema solo quando arrivano bollette eccessive!). Anche in questo caso è bene interpellare un idraulico.

Le cause più complesse a cui attribuire la poca pressione acqua

Se avete fatto tutte le verifiche che vi abbiamo suggerito, ma il problema della poca pressione dell’acqua persiste, non c’è davvero nient’altro che possiate fare in autonomia. In questi casi è indispensabile chiamare un tecnico che analizzi la questione proponendovi l’intervento più adeguato. In genere, in tali frangenti, la soluzione consiste nel ricorre ad un sistema di pompaggio ad autoclave, che garantisca una pressione adeguata, erogando a tutti l’acqua in maniera equilibrata.

Può capitare che in alcune zone della città la pressione dell’acqua sia generalmente più bassa di quanto dovrebbe. Per scoprire se è un problema comune a tutti, potete chiedere ai vostri vicini se riguarda anche loro.

In alternativa, potete telefonare al servizio clienti della società che gestisce il servizio e domandare quale sia il valore della “pressione statica” nel vostro quartiere, o misurarlo in autonomia servendovi di un manometro che potrete comprare in ferramenta.

Tenete conto che una pressione statica inferiore a 2,1 atmosfere è insufficiente. La normalità è compresa tra 2,1 e 4 atmosfere, ovviamente molto dipende anche dal piano a cui si trova la vostra abitazione e dal fatto che, ad esempio, sia posizionata in cima ad una collina. Più si va in alto e maggiore dovrà essere la pressione per arrivare ai vostri rubinetti con la potenza necessaria.

Una volta che vi siete accertati che il problema riguarda la pressione dell’acqua all’ingresso del circuito allora la soluzione al problema, come già accennato, è quella di installare innanzitutto (se già non c’è) un serbatoio di accumulo e poi realizzare un sistema di pompaggio ad autoclave.

Questo va adeguatamente progettato e dimensionato, da parte di un tecnico abilitato, in base al numero ed alla tipologia delle utenze da servire. In tal modo la pompa interverrà ogni qual volta ci si trovi in condizioni di pressione insufficiente, fornendo all’acqua la spinta necessaria a superare eventuali dislivelli e garantendo così un flusso sempre costante e ottimale.

Normalmente si ricorre ad impianti di questo tipo soprattutto nei condomini, ma talvolta può rendersi necessario anche per abitazioni monofamiliari, specie se su più livelli.

A volte, poi, può accadere che vi sia già un sistema di pompaggio, ma questo a lungo andare, a seguito di ampliamenti o del modificarsi delle abitudini degli abitanti, può rivelarsi sottodimensionato e andrà dunque sostituito con uno nuovo di maggior potenza. Senza contare che, in questi casi, bisogna sempre prima accertarsi che non vi siano guasti di qualche tipo all’autoclave.

Ora, non vi resta che capire quale sia la causa della poca pressione dell’acqua dai vostri rubinetti ed agire di conseguenza.

Sara Raggi

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