Scoprire come funziona la piastra a induzione è una conoscenza fondamentale e necessaria da acquisire prima di passare a questa rivoluzionaria maniera di riscaldare le pentole con cui cuciniamo.

Essa, infatti, sfrutta un determinato principio chimico che le consente di ottenere risultati stupefacenti senza servirsi del gas ma, al contrario, funzionando molto meglio rispetto al classico fornello cui siamo abituati.

Cucinare a induzione potrebbe quindi significare rivoluzionare parzialmente la nostra vita, poiché per farlo dovremmo dimenticare il modo in cui lo abbiamo sempre fatto finora per abbracciarne un altro decisamente più all’avanguardia.

Ma come funziona, esattamente, questo straordinario modo di cucinare?
Cosa lo rende così speciale?

Esso si basa su di un principio chimico in realtà molto semplice e che tra poco andremo a esaminare più nello specifico: il principio dell’induzione elettromagnetica.

– Induzione elettromagnetica: spiegazione del fenomeno

Per induzione elettromagnetica s’intende quel particolare principio chimico, basato sulla Legge di Faraday, secondo cui in un qualsiasi circuito elettrico è in grado di generarsi una tensione nel momento in cui viene a sussistere una precisa condizione, vale a dire quella di essere attraversato da un flusso magnetico variabile nel tempo.

Applicato a due circuiti, questo principio prevede la generazione di una tensione, variabile anch’essa, nel momento in cui il primo dei due viene percorso dalla corrente.

La tensione generata sul secondo circuito avviene attraverso il magnetismo ed è possibile a patto che la corrente sia variabile tale da rendere così anche il campo magnetico che essa produce. Il flusso magnetico creato dal primo circuito, quindi, deve concatenarsi con il secondo, andando così a creare una tensione indotta.

Applicazione della legge di Faraday al piano a induzione

Come abbiamo visto, la legge che determina il funzionamento delle piastre a induzione non è d’immediata comprensione. Tuttavia, una volta applicato il suddetto principio al nostro fornello, magari guardandolo attentamente nel mentre che è in azione, tutto ci apparirà di colpo più facile.

Le piastre a induzione sono infatti dotate di una bobina conduttrice all’interno della quale viene fatta scorrere una corrente elettrica alternata, la cui potenza può essere facilmente regolata. Questo perché questa particolare tipologia di fornello da cucina è dotata di un sistema elettronico integrato, azionato per mezzo di speciali comandi touch.

La bobina che genera il funzionamento della piastra è avvolta da un filo litz di rame. Si tratta di un materiale isolante atto a impedire che essa venga surriscaldata dalla sua stessa potenza.

Generando una potenza compresa tra 1 e 2 kW, è infatti necessario che la bobina presenti una bassa resistenza elettrica rispetto alla frequenza del lavoro, cosicché il calore generato vada a diffondersi lungo tutto il fornello piuttosto che finire nella bobina stessa.

La corrente elettrica alternata che si genera all’interno della bobina, stante la legge fisica della quale abbiamo precedentemente parlato, genera un campo magnetico variabile nel tempo.

Ciò, a sua volta, dà vita a un campo elettrico creatore di una serie di correnti che vanno inevitabilmente a propagarsi sul recipiente posto a diretto contatto con la piastra, finendo per riscaldarlo insieme a ciò in esso contenuto, grazie al fenomeno dell’induzione termica.

Tutto questo è possibile, tuttavia, a patto che venga rispettata una specifica condizione: il materiale della pentola dev’essere di tipo ferromagnetico.

Questo perché la piastra, che è dotata di un sistema di accensione automatico, per potersi attivare e dare il via al processo dell’induzione elettromagnetica, deve necessariamente “riconoscere” la pentola che vi posiamo sopra. Ciò non sarebbe possibile utilizzando i normali tegami atti a essere riscaldati sul fuoco.

– Fornelli a induzione: come si presentano

Ora che abbiamo spiegato con precisione in cosa consiste il principio dell’induzione elettromagnetica e come si applica al fornello a induzione, è tempo di vedere come si presenta visivamente questo attrezzo per cucinare così altamente tecnologico.

In commercio, infatti, ve ne sono di vari tipi, che variano più che altro a seconda della loro grandezza, a sua volta determinata dal numero di piastre che essi presentano.

Quando parliamo di fornello a induzione, in sostanza, ci riferiamo a una sorta di piattaforma bassa e squadrata, la cui grandezza, come si è detto, varia a seconda del numero di piastre presenti.

Ci sono infatti fornelli piuttosto grandi, che si compongono di tre o anche quattro piastre, su ognuna delle quali ci può quindi stare una pentola, così come esiste anche la piastra a induzione singola.

Quest’ultima, in particolare, si presenta decisamente piccola e nient’affatto per caso: questo tipo di piastre, infatti, sono il più delle volte strutturate per essere portatili.

Oltre a risultare perfette per cucine di dimensioni ristrette, infatti, sono solitamente dotate di un manico che le rende perfette per il trasposto, così come il pratico cavo grazie al quale è possibile attaccarle istantaneamente a qualsiasi presa di corrente.

Il motivo per cui le si acquista, solitamente, è da ricercare nel fatto di aver bisogno di creare un piano cottura extra, o magari proprio per il gusto di dotarsi di un pratico fornello portatile che, per funzionare, necessita semplicemente di una presa di corrente.

Nel caso in cui, tuttavia, ciò che stiamo cercando è una vera e propria piastra a induzione da collocare all’interno della nostra cucina al fine di utilizzarla come fornello per cucinare, è ovviamente meglio convergere verso quelli che presentano più di una piastra, in maniera tale da poterci disporre più pentole contemporaneamente, né più né meno come faremmo con un normale fornello a gas.

La zona dei fuochi

La cosiddetta “zona dei fuochi” rappresenta il fulcro dell’utilizzo della nostra piastra a induzione, cioè il punto in cui è raccolta la maggior parte dei comandi a nostra disposizione. Quelli solitamente offerti dalla maggior parte dei marchi presenti sul mercato sono i seguenti:

  • Bridge, che consente di collegare due differenti fuochi al fine di ottenere una zona di cottura più vasta;
  • Chefmode, che permette la suddivisione del piano cottura in tre zone diverse, ciascuna alla propria temperatura;
  • Flexy e riconoscimento delle pentole, che servono per l’appunto a far sì che ogni piastra presente sul fornello sia in grado di riconoscere la pentola e di “accendersi” nel momento in cui essa le viene posta sopra.
  • Timer, che funziona né più né meno come quello del forno, avvisandoci nel momento in cui la cottura è giunta al termine.

Giusto a proposito di forno, l’argomento che andremo ad affrontare tra poco interesserà soprattutto i più tecnologici di voi.

Pensavate che la piastra a induzione costituisse il top dell’invenzione tecnologica in fatto di cucina?
Probabilmente perché finora non avevate mai sentito parlare del forno a induzione.

La peculiarità del forno a induzione

L’ultimo ritrovato della tecnologia in fatto di cottura a induzione è niente popo’ di meno che il nuovo, supertecnologico forno a induzione.

Del resto, c’era da aspettarselo: il principio dell’induzione elettromagnetica è risultato essere talmente apprezzato che qualcuno, più nello specifico i cervelloni della Panasonic, si sono chiesti se non fosse per caso possibile applicarlo anche ad altre tipologie di elettrodomestici, nello specifico il forno.

Esso, infatti, anche se a microonde, tende sempre a occupare parecchio spazio in cucina, soprattutto se è già presente il grosso e ingombrante forno a gas.

Il forno a induzione, al contrario, avrebbe il merito di funzionare tramite l’induzione elettromagnetica, con tutti i vantaggi che ne derivano, e, allo stesso tempo, di presentare le dimensioni e la compattezza di un piccolo fornello a induzione portatile.

Si tratta ovviamente di un’invenzione molto recente, arrivata da poco sul mercato e, in quanto tale, ancora poco diffusa, soprattutto in virtù del suo costo assai elevato.

Anche questo tipo di forno, inoltre, può presentarsi in grandezze diverse da quella menzionata prima, quindi essere di dimensioni maggiori al fine di venire incontro a determinate esigenze.

– Conclusioni

Arrivati a questo punto, dunque, contiamo che la nostra piccola guida possa essersi rivelata un valido e pratico aiuto nello schiarirvi le idee circa il funzionamento del sistema delle piastre a induzione.

Abbiamo infatti esaminato insieme quello che è il principio chimico alla base di tutto e che consente che la magia del cucinare senza l’ausilio del gas possa compiersi.

Una volta che avrete imparato a usare il vostro pratico, nuovo fornello, in realtà, della fisica v’interesserà molto poco, poiché sarete troppo impegnati a godervi i vantaggi derivanti dal suo utilizzo.

La cucina tramite la tecnologia a induzione, infatti, rappresenta il futuro. Un futuro che, nello specifico, non avrà più bisogno di utilizzare il gas, con tutti i rischi che ne derivano, incluso quello inevitabile dell’inquinamento ambientale.

Il conseguente e inevitabile aumento anno dei consumi elettrici potrebbe essere un piccolo prezzo da pagare per avere la possibilità di usare questo mezzo futuristico, di cui molte persone, peraltro, stanno già facendo uso.

Eliana Tagliabue

Scrittrice per vocazione, dopo la laurea in Lettere e svariate collaborazioni con le testate web, inizia a collaborare con Casina Mia, appassionandosi alla casa, intesa sia come tematica che come luogo di lavoro.
Eliana Tagliabue

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