Quando ci si accinge a scegliere la pavimentazione di casa spessissimo si pensa al parquet. Questo termine però, oggi più che mai, racchiude al suo interno tutta una serie di alternative tra loro molto diverse, se non nell’estetica, quanto meno nella sostanza. Tra le varie possibilità i cosiddetti pavimenti in legno prefiniti sono in cima alle preferenze di molti, ma non ci si può dimenticare dei parquet masselli e di quelli laminati.

Siete certi di sapere che differenza c’è tra queste tre tipologie di pavimento? A prima vista, specie se non siete esperti, potranno sembrarvi tutti parquet. La differenza più lampante sarà nel formato delle doghe, piuttosto che nel tipo di essenza, nelle varie nuance e rispetto alla presenza più o meno marcata di venature e nodi.

È fondamentale, però, distinguere tra un pavimento e l’altro, non tanto perché una soluzione può essere considerata assolutamente migliore di un’altra, ma perché è bene scegliere con consapevolezza. Sulla base delle proprie reali esigenze, a seconda dell’ambiente in cui ci si trova e anche con un occhio di riguardo ai costi e alle modalità di posa.

Vediamo, allora, di fare una rapida carrellata sui vari tipi di parquet oggi presenti in commercio, soffermando, poi, la nostra attenzione sui prefiniti, perché anche tra questi ce ne sono di varie tipologie, che si distinguono le une dalle altre per prezzo, spessori, stratigrafia e modalità di posa, oltre che chiaramente per essenze colori e formati.

– Tipologie di parquet

Il legno è un materiale assolutamente naturale, che trasmette una sensazione di accoglienza e calore senza eguali; è in grado di garantire un benessere psico-fisico eccellente ed ha un fascino indiscusso e senza tempo. È sobrio ed elegante, ma al contempo decisamente contemporaneo; si abbina perfettamente con qualunque stile d’arredo e, con le dovute accortezze, si può posare in qualsiasi tipo d’ambiente. Inoltre, non passa davvero mai di moda.

Per tutte queste ragioni il parquet è sempre gettonatissimo, ma tra i pavimenti in legno ce ne sono di più tipi e la diversità tra l’uno e l’altro è sostanziale. Vediamo, dunque, di capire che differenza c’è tra le varie tipologie di parquet.

Sostanzialmente bisogna distinguere tra: parquet massello, prelevigato, prefinito e laminato. Senza contare che, negli ultimi anni, sono diventati molto di moda anche i pavimenti in gres effetto legno. In questo caso, però, è bene ricordarsi che sebbene le singole piastrelle possano somigliare a listoni di parquet, la posa andrà sempre effettuata con un minimo di fuga, più o meno grande a seconda del formato e di quanto prescritto dalla scheda tecnica di prodotto, per cui l’effetto finale sarà sempre quello di una ceramica e non di un legno.

Parquet massello

Il parquet per eccellenza, quello più tradizionale ed ambito, è certamente il parquet cosiddetto massello. Si tratta del più nobile, ma anche del più costoso, motivo per cui è sempre meno utilizzato. In pratica, si ha a che fare con listelli, o listoni (a seconda del formato prescelto), completamente in legno, che possono venire inchiodati o incollati al sottofondo. La durata di un pavimento di questo tipo, se trattato opportunamente, è pressoché eterna, anche perché un parquet massello può essere levigato più volte, tornando così al suo splendore iniziale.

La resistenza e la robustezza variano invece a seconda dell’essenza prescelta e dello spessore delle tavole utilizzate, che può variare da un minimo di 10 millimetri fino ad un massimo di 23 mm.

I legni duri sono soprattutto quelli di provenienza esotica, come il dussiè, l’iroko ed il teak. Il parquet in rovere è sicuramente quello classico per eccellenza, elegante e senza tempo. Oggi però anche le varianti “sbiancate” sono molto ambite, specie se accoppiate agli stili più in voga, come il moderno, il nordico d’ispirazione scandinava, piuttosto che lo Shabby Chic.

Attualmente il parquet massello è sempre meno utilizzato, non solo per il maggior costo d’acquisito e di posa, ma anche perché, rispetto agli altri, necessita di maggiori cure e di attenzioni quotidiane.

Parquet prefinito

Il parquet prefinito è un pavimento in legno composto da diversi strati (solitamente due o tre) e per tale ragione viene anche detto multistrato. Lo strato superiore, quello che rimane a vista, è costituito da legno nobile. Quelli inferiori servono da supporto per rendere il tutto stabile, agevolando la posa e possono essere realizzati con materiali differenti a seconda dei casi.

L’aggettivo “prefinito” si deve al fatto che la superficie di finitura in legno viene preventivamente trattata in fabbrica ed arriva in cantiere già protetta da uno strato di olio o di vernice. Basta posare le doghe seguendo il disegno voluto ed il gioco è fatto, non c’è bisogno di nessuna altra lavorazione o finitura da compiere in opera.

Ovviamente, ricorrendo a dei pavimenti prefiniti si risparmia non solo sul costo d’acquisto del materiale, ma anche sui tempi di posa. Questa può avvenire non solo incollando gli elementi al sottofondo, ma in alternativa flottante, poggiando i listelli ad incastro su un apposito materassino e consentendo così di andare anche sopra ad un vecchio pavimento senza rimuoverlo.

In tutti i casi, non dovendo eseguire ulteriori trattamenti, dopo qualche ora dalla posa di un prefinito è possibile camminarci; mentre i vari passaggi richiesti per un massello fanno sì che dal momento in cui si termina la posa possa essere necessario persino un altro mese prima di andarci sopra.

Anche tra i prefiniti, chiaramente, ve ne sono di più o meno costosi. Il prezzo varia a seconda del numero di strati che compongono il parquet, dallo spessore del legno di finitura, così come anche dall’essenza che lo caratterizza.

Parquet prelevigato

I parquet prelevigati hanno le medesime caratteristiche costruttive di quelli prefiniti, tranne per lo strato di finitura che viene eseguito subito dopo la posa e chiaramente si presta a personalizzazioni.

Parquet laminato

I cosiddetti pavimenti in laminato, in realtà non sono veri e propri parquet, perché del legno hanno unicamente l’aspetto, tant’è vero che qualcuno li definisce pavimenti in finto legno. La loro primaria vocazione è per negozi, uffici e grandi superfici, poiché si posano velocemente, costano poco e sono resistentissimi.

Questi riproducono le fattezze del parquet tradizionale e le sue venature, ma sostanzialmente non c’è una briciola di legno naturale al loro interno. Le metodologie con cui possono venir realizzati variano da ditta a ditta.

In realtà, fin a qualche anno fa i laminati erano davvero un po’ bruttini e si vedeva lontano un miglio che non si trattava di vero parquet, pertanto in casa si tendeva a non utilizzarli. Oggi, però, in questo campo sono stati fatti davvero passi da gigante, sia rispetto alle performance che per ciò che concerne l’estetica e la sensazione al tatto, tant’è vero che esistono dei laminati davvero bellissimi che anche un occhio esperto stenta a riconoscere come tali.

Di conseguenza si posano spesso persino in ambiente domestico, anche perché non danno problemi. Ovviamente il prezzo è cresciuto, al punto tale che i laminati al top di gamma arrivano a costare come, se non di più, di un prefinito.

– Miglior parquet prefinito

Attualmente la tipologia di parquet più posata nel nostro paese è certamente quella dei cosiddetti prefiniti, perché a fronte di un costo non eccessivo, si hanno tempi di posa piuttosto contenuti. Inoltre, la manutenzione e la pulizia, non rappresentano mai un grosso problema e si ha un buon rapporto qualità prezzo.

Anche tra i prefiniti, però, come già detto, ne esistono di vario tipo; di più o meno pregiati; di più o meno costosi e di più o meno resistenti, esulando poi dal discorso formati e colori per i quali, indipendentemente dalla tipologia di parquet scelto, si apre un mondo intero.

Il numero di strati del parquet prefinito

Con i prefiniti la prima distinzione va fatta sul numero di strati che compongono il parquet. Nel 90% dei casi i prefiniti si dividono in due grandi famiglie: prefiniti a due strati e prefiniti a tre strati, poi, ve ne sono anche alcuni (pochi, a dire il vero) a più di tre strati. Chiaramente i primi prefiniti nati negli anni ’80 del secolo scorso erano rigorosamente tutti a due strati, da allora le innovazioni sono state innumerevoli su ogni fronte.

Oggi, un parquet prefinito a due strati ha uno strato superiore di legno nobile, dallo spessore variabile ed uno strato sottostante di supporto. Le fibre del primo sono perpendicolari a quelle della base, proprio per compensare le dilatazioni ed i movimenti naturali del legno, riducendo moltissimo le tensioni.

Per ottenere tale scopo, il modo più semplice è ricorrere ad un supporto in legno lamellare a fibre incrociate (detto multistrato), in grado di disperdere uniformemente le forze esercitate dalle fibre del legno in tutte le direzioni.

Visivamente si ottiene una sezione rigata – tipo wafer – in cui i vari strati di legno sono incollati tramite una colla fenolica. Il supporto viene sempre preparato prima dell’incollaggio allo strato nobile e di regola non viene quasi mai prodotto dalla stessa azienda.

I supporti più comuni vengono realizzati in multistrato di betulla (a 5 o 7 strati), in multistrato di abete, in abete semplice (meno adatto e resistente), oppure con elementi tecnologicamente più complessi e più performanti.  La betulla, per qualità tecniche è migliore rispetto all’abete e dunque da preferirsi. Lo spessore totale di un prefinito a due strati varia da 11 mm fino a 14 mm totali.

Negli ultimi anni, però, stanno sempre più prendendo piede i supporti in HDF (High-density fiberboard). Si tratta di pannelli ad alta densità, composti da fibre di legno compresse ad alta pressione. L’impiego di questo nuovo materiale ha consentito non solo di ridurre lo spessore totale del pavimento a 9-10 mm, ma ha offerto una miglior resa nel caso in cui ci si trovi a fare i conti con sistemi di riscaldamento con pannelli radianti a pavimento, perché l’HDF è caratterizzato da una miglior trasmittanza termica e dunque consente al calore di essere trasmesso più facilmente ed in modo più omogeneo.

Infine, rispetto ad ogni altro tipo di supporto è decisamente più resistente all’umidità.

In tutti i casi, sappiate che rispetto al tre strati, il prefinito a due strati è decisamente più complesso da realizzare, perché bisogna trovare il perfetto equilibrio tra lo strato superiore di legno nobile e quello di supporto.

Il parquet prefinito a tre strati, a differenza di quello a due, presenta un elemento ulteriore, costituito da una tavola inferiore. Questa ha le fibre disposte nella medesima direzione dello strato nobile superficiale. Così si viene a formare una sorta di struttura a sandwich che garantisce maggiore stabilità al parquet.

In ordine si ha:

  • uno strato nobile superficiale,
  • uno strato intermedio di stabilizzazione disposto perpendicolare al primo
  • ed infine uno strato di supporto.

Trattamento

I diversi parquet prefiniti si distinguono gli uni dagli altri anche in base al tipo di trattamento superficiale a cui vengono sottoposti. Si può aver a che fare con uno strato di vernice, piuttosto che con dell’olio impregnante. Difficile dire quale sia il miglior trattamento, tutto dipende dall’effetto che si vuole ottenere, dal tipo di ambiente con cui si ha a che fare dall’essenza prescelta.

Le vernici sono sicuramente il modo più semplice per trattare il legno, non necessitano di ulteriori trattamenti né di molta manutenzione e sono facili da pulire. Di contro, sono poco adatte per chi pretende naturalezza.

In questi casi sarà meglio optare per un trattamento con olio ad indurimento naturale, indubbiamente più laborioso sia nell’applicazione che nella manutenzione, ma che consente al legno di rimane tale, senza sostanze chimiche che si interpongano tra il vostro piede e la natura.

Altri fattori da considerare nella scelta del parquet prefinito

Un’altra discriminante fondamentale nella scelta del pavimento prefinito perfetto è data delle misure del singolo elemento che si andrà poi a posare.

Oggi, si ha disposizione un range di misure davvero grande tra cui spaziare, di certo di molto superiore rispetto alle dimensioni del legno massiccio. Si parte dai cosiddetti listoncini da 70 x 700 mm, per poi passare al formato elegante per eccellenza quello del listone, da 90 x 1000 mm, fino ad arrivare al più moderno maxi-listone, da 135 x 1400 mm e a misure ancor più grandi, quali 160 x 1900 mm e 200 x 2100 mm. Questi sono solo alcuni esempi di formato tra i più gettonati, ma ogni marchio ed ogni linea, poi, propone misure e varianti particolari.

Ovviamente il fattore estetico, che sostanzialmente si ripercuote sulla scelta della colorazione perfetta e dell’essenza più consona alle proprie esigenze, risulta sempre decisivo nella scelta.

Le possibilità sono davvero tantissime, ma per lo più si possono distinguere cinque categorie di essenze:

  • essenze chiare, come faggio, larice, acero europeo
  • essenze rosate, come ciliegio, ipe lapatcho
  • essenze rosse, come acero canadese, abete americano (Douglas), doussie
  • essenze brune, come teak, iroko, noce, quercia, cabreuva incenso
  • essenze scure, come afromasia, wenge, panga panga.

Talune essenze, poi, si prestano a molteplici varianti. Un parquet prefinito rovere, ad esempio, può essere modernissimo se sbiancato e classico se più caldo e rosato; senza considerare la variante grigia più alternativa!

Per scegliere il colore ideale bisogna tener conto dell’effetto estetico ricercato, del tipo di sensazioni che si vuole suscitare, dello stile he caratterizza l’abitazione ed ovviamente dei propri gusti.

Oltre al colore, sul risultato finale, incide molto anche il formato adottato e la posa prescelta (a correre, sfalsata a spina di pesce, ecc…). Attenzione, però, perché bisogna sempre tenere conto del fatto che con il tempo e l’esposizione alla luce, il legno, tende sempre a subire variazioni di colore e poi vi sono essenze decisamente più resistenti ed altre più delicate; talune sconsigliabili in ambienti umidi ed altre meno. Inoltre, vi sono tavole di parquet più rustiche con molte venature e nodi volutamente in evidenza ed altre, al contrario, più uniformi.

Anche le modalità di posa, infine, sono importanti e sostanzialmente se ne identifica due. Si avrà il parquet prefinito flottante, per lo più posato ad incastro su un apposito materassino, perfetto con i sistemi a pannelli radianti e il più classico prefinito incollato al massetto sottostante.

I motivi del successo del prefinito

Come abbiamo già detto, il motivo principale che ha portato ad una rapida e diffusa scelta del prefinito in luogo del massello è innanzitutto legato alla sua convenienza economica, ma non è tutto.

Il prefinito, essendo già pretrattato e preverniciato, non riserva sorprese. Quello che vedete quando lo acquistate è quello che osserverete una volta che il parquet è posato. Inoltre, questo consente al posatore di valutare immediatamente come accostare le varie tavole nel migliore dei modi, tenendo conto dei diversi cromatismi e delle venature del legno.

Nel caso in cui invece si posi un parquet massello, o anche un prelevigato, può capitare che emergano incongruenze cromatiche solamente al termine della verniciatura. Senza contare che, una verniciatura eseguita in opera è un’operazione che difficilmente può garantire la medesima precisione che si ha in azienda.

Un altro motivo che ha decretato il successo del prefinito sono le tempistiche, decisamente ridotte, nonché la semplicità di posa.

In ultimo, è bene precisare che i prefiniti si prestano meglio di altri pavimenti e soprattutto di altri parquet, ad essere accoppiati ai sistemi di riscaldamento radianti, tanto in voga nelle case in classe A di ultima generazione.

– Gli svantaggi del prefinito

Come ogni cosa, anche i parquet prefiniti, qualche difetto ce l’hanno. Ad esempio, se un parquet massello è praticamente eterno ed è possibile levigarlo e ritrattarlo più e più volte, la levigatura di un parquet prefinito non sempre è possibile. Quelli che vantano strati nobili maggiori almeno una volta possono essere rilamati, ma poi andranno anche ritrattati.

Indubbiamente, poi, un laminato è decisamente più resistente di un prefinito, che non sempre può essere posato in ambienti umidi come i bagni.

– Concludendo

Come avrete capito, in generale, i parquet prefiniti rappresentano un’ottima alternativa per la pavimentazione di casa, con un buon rapporto qualità prezzo. Bisogna, però, saper scegliere non solo il prefinito più bello ed esteticamente più adatto alla propria abitazione, ma per un acquisto che possa durare a lungo, è necessario anche andare a valutare aspetti più tecnici.

Sara Raggi

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