– Come scegliere una colla per legno professionale

In commercio, esistono molti collanti per legno per cui non è sempre facile scegliere tra i diversi prodotti. Per poter valutare con attenzione quale tipo di colla acquistare, per prima cosa è necessario definirne l’utilizzo.

Sarà quindi necessario definire che tipo di lavoro si deve effettuare, che tipo di legno si utilizza e, soprattutto, se l’oggetto che viene realizzato sarà utilizzato in ambiente casalingo oppure all’esterno. In tal caso, infatti, si dovrà puntare su un prodotto che non si bagni con la pioggia e non si secchi al sole, ossia una specifica colla per legno per esterni.

Chi ama svolgere lavori in legno e bricolage, sa bene che la scelta della colla può influire sul risultato finale. Per questo motivo, è importante conoscere quali sono i principali e migliori tipi di colla da legno presenti sul mercato, ossia quelli utilizzati regolarmente dai falegnami, dai restauratori e da tutti i professionisti del legno.

4.2
Adesivo per legno di Everbuild
5
Colla vinilica per Legno ELEVIL2252

Le cinque tipologie di colla per legno più utilizzate

Le colle per legno si differenziano per la composizione chimica, ossia per l’utilizzo delle sostanze che le costituiscono. Esse andrebbero scelte in base all’utilizzo che se ne deve fare, ossia a seconda del tipo di legno sui cui si deve operare.

Sul mercato, con i differenti nomi commerciali, si possono trovare cinque principali tipologie di colla utilizzata per attaccare il legno: la colla animale, la colla PVA o vinilica, la poliuretanica, la epossidica e la cianoacrilica.

La colla animale. Questa colla è nota anche come colla garavella o colla a caldo per legno. Si tratta di uno dei collanti più noti, utilizzato sin dall’antichità da falegnami e restauratori.

Come si può comprendere dal nome, essa ha una componente organica, in particolare derivante dalla lavorazione degli scarti di animali.

Fino al secolo scorso era praticamente l’unica colla utilizzata per i lavori in legno: oggi il suo utilizzo è stato ridimensionato in seguito all’introduzione di colle sintetiche ma rappresenta ugualmente la prima scelta di moltissimi professionisti del legno, in particolare di quanti hanno a che fare con i mobili antichi da restaurare.

La colla PVA. Questa colla è comunemente conosciuta come colla vinilica ed è il tipo di colla più comune e venduto sul mercato. In Italia la colla vinilica più comune ha un colore bianco latte tipico delle cosiddette colle PVA normali.

Tuttavia, esistono anche altri due tipi di colle PVA, meno facili da trovare in Italia ma molto apprezzate in altre nazioni. Il primo tipo è la colla PVA gialla o alifatica mentre il secondo è la PVA cross-linking.

Questi tre tipi di colla vinilica hanno in comune la facilità d’uso, la buona velocità di essiccamento e la totale atossicità. Possono essere facilmente pulite con l’acqua. Come punto debole hanno quello di non essere resistenti al freddo e di non rispondere in maniera sicura in caso di sforzi trasversali al piano di incollaggio.

Saper scegliere tra le tre differenti tipologie di colle viniliche è fondamentale perché esse presentano caratteristiche differenti tra di loro. La colla bianca, ad esempio, pur essendo la più semplice da utilizzare è anche quella che presenta maggiori elementi svantaggiosi.

Per prima cosa, ad esempio, dopo essere utilizzata vanno eliminati tutti gli eccessi che, seccandosi, formerebbero delle tracce gommose poco estetiche e per nulla funzionali. Inoltre la colla bianca non può essere utilizzata per incollare elementi da esterno perché non presenta resistenza all’umidità e all’acqua.

Viceversa, la colla PVA gialla o alifatica è caratterizzata da un ottimo grado di resistenza all’umidità potendo essere utilizzata con successo anche in ambienti esterni. Come elemento negativo presentano il basso periodo di conservazione: se non vengono utilizzate a lungo, infatti, queste possono addensarsi fino a diventare inutilizzabili.

Infine, la colla PVA cross linking non viene commercializzata in Italia ma soprattutto nell’America del Nord.

Presenta un’ottima resistenza all’umidità e un’elevata velocità di essiccazione: per questo motivo, in caso di errore è necessario pulire subito le eventuali sbavature visto che, una volta solidificata, questa colla può essere rimossa solo con difficoltà.

La colla Epossidica. Questa colla è caratterizzata da due differenti parti, una parte è resina e l’altre è un indurente. Nel momento in cui si mescolano i due componenti si ottiene una colla impermeabile, di ottima qualità soprattutto quando si tratta di incollare superfici legnose che presentano degli spazi non ben combacianti.

La colla epossidica, infatti, colma tutte le lacune permettendo l’incollaggio anche tra superfici irregolari. I tempi di asciugatura di questa colla per legno sono più lunghi se paragonati agli altri ma anche il risultato è molto migliore: l‘incollaggio del legno con l’epossidica, infatti, assicura una tenuta molto lunga nel tempo.

La colla poliuretanica. La colla poliuretanica è particolarmente indicata per incollare elementi in legno che devono essere utilizzati all’aperto: essa infatti è molto resistente alle intemperie e in particolare all’acqua per cui garantisce un’elevata durata anche se l’oggetto incollato viene a trovarsi sotto la pioggia o al sole estivo.

Il principale difetto è il rilascio proprio di formaldeide che è considerata un elemento inquinante e cancerogeno. Le concentrazioni basse come autorizzate dalle normative europee, tuttavia, ne permettono l’utilizzo nelle colle, ma va comunque ricordato di utilizzare una mascherina protettiva se si fa uso di questo tipo di colla.

La colla cianoacrilica. Non si tratta di una colla specifica per legno ma viene utilizzata anche su questo materiale. Ha una presa molto rapida e si asciuga velocemente per cui è molto indicata quando si ha poco tempo a disposizione per procedere all’incollaggio.

– Colla poliuretanica per legno: qualche approfondimento

Considerando la pericolosità maggiore nell’uso della colla poliuretanica rispetto agli altri tipi di colla, è bene soffermarsi maggiormente su questo prodotto per comprendere al meglio le sue caratteristiche e come utilizzarlo in maniera sicura.

La conoscenza di questo tipo di colla ne permette infatti un utilizzo più corretto visto che quando si parla di colla poliuretanica, in realtà, si parla di differenti tipologie e composizioni che possono presentare anche caratteristiche molto differenti tra di loro. Pertanto, una ricerca approfondita prima del loro utilizzo è sempre consigliabile.

Per prima cosa va sottolineato che questo tipo di colla può essere differenziato in due prodotti simili ma con composizione chimica diversa: la urea formaldeide e la resorcinol formaldeide.

Entrambe presentano la molecola di formaldeide, che è la molecola incriminata per la sua tossicità e perché considerata cancerogena. Va sottolineato nuovamente che la quantità di formaldeide presente nelle colle è relativamente bassa, ossia al di sotto della soglia di pericolosità.

Possono tuttavia verificarsi problemi di sensibilità o intolleranza alla molecola anche a basse concentrazioni. Proprio per questo motivo, a differenza delle altre colle, quando si lavora con la colla poliuretanica viene caldamente consigliato l’utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) come mascherina, occhiali protettivi e guanti.

Inoltre, si consiglia di operare all’aperto o comunque in ambienti ben ventilati.

L’urea formaldeide

Questa colla si presenta in forma di polvere da miscelare con l’acqua. La polvere, se ben conservata, può durare per sempre.

Con l’aggiunta di acqua di vengono a sciogliere i diversi componenti che attivano il collante: per avere un risultato perfetto è necessario seguire con attenzione le indicazioni relative alle concentrazioni, ossia alla quantità di acqua da aggiungere in base al peso della polvere.

Una volta realizzato il collante, questo può essere utilizzato per circa un’ora prima che inizi a seccare. Pertanto, si consiglia sempre di realizzare quantità di collante minime, ossia giusto quelle necessarie per l’utilizzo del momento.

Come vantaggio presenta una velocità di incollaggio medio-alta e soprattutto il colore trasparente, che ne permette un utilizzo perfetto su legni chiari.

Tra gli svantaggi va sottolineato il suo non essere resistente all’umidità: per questo motivo, pur potendo resistere in caso di pioggia, è necessario che successivamente il legno attaccato con questa colla venga asciugato subito e non lasciato in ambiente umido.

La colla poliuretanica resorcinol formaldeide

Questa composizione poliuretanica garantisce un’elevata resistenza meccanica e, soprattutto, un’elevata impermeabilità. Rappresenta la scelta perfetta per l’uso di legni che vanno tenuti in acqua, come barche o altro e infatti viene utilizzato nello specifico per applicazioni marine o in aree di mare.

Viene venduta solitamente nei due componenti separati, ossia la polvere e la resina che vanno mescolati ponendo particolare attenzione ad evitare la formazione di grumi.

Si tratta di una colla da un colore spiccato tendente al rosso o al marrone a seconda dei marchi di produzione: per questo motivo bisogna fare particolare attenzione al suo utilizzo con legni chiari per non sporcarli con residui.

La presa di questa colla è molto rapida ma è necessario fare attenzione alle temperature di lavorazione. Si può infatti dire che essa teme il freddo: in caso di temperatura al di sotto dei quindici gradi, infatti, essa non solidifica mentre in ambienti caldi la presa è veloce e in grado si assicurare una lunga durata nel tempo.

– La normativa sui collanti e la classificazione delle colle per legno

Oltre alla differente composizione chimica, prima di prendere in considerazione un tipo di colla o un altro è bene sapere che i diversi collanti devono tutti essere realizzati a norma di legge.

In particolare, i componenti chimici presenti devono essere contenuti entro certi limiti, in particolare quando si tratta di molecole che, come ad esempio la formaldeide, possono risultare pericolosi per la salute dell’uomo.

La norma DIN-EN 204 e le classi di resistenza all’acqua

Per quanto riguarda invece la resistenza, la velocità di presa e in generale le caratteristiche prestazionali, tutti i collanti vengono classificati seguendo una tabella che permette quindi di comprendere se un determinato collante sia o meno idoneo a un determinato utilizzo.

Per quanto riguarda la resistenza all’acqua, ossia l’idro-resistenza, bisogna prendere in considerazione la norma DIN-EN 204. In seguito e prove ben definite di trazione e resistenza, in diversi collanti vengono pertanto distinti in quattro categorie, denominate rispettivamente D1, D2, D3 e D4.

La classe D1 raggruppa tutte quelle colle che presentano una resistenza elevata in ambienti secchi o a bassa umidità e vanno pertanto utilizzati soprattutto in interno. Possono essere la soluzione perfetta per incollare elementi d’arredo, soprammobili in legno o altro.

I collanti di classe D2 presentano una buona resistenza all’umidità e pertanto possono essere utilizzati in ambienti umidi come cucina, bagno o giardini. In quest’ultimo caso, tuttavia, va sottolineato che l’uso di collanti D2 assicura una perfetta tenuta all’umidità della sera ma non a continua permanenza alle intemperie degli oggetti incollati.

La classe D3 invece, raggruppa tutte quelle colle che possono essere usate per ambienti esterni soggetti alle intemperie, come finestre, porte, accessori da giardino e molto altro. L’elevata resistenza all’acqua non è tuttavia tale da garantire immersione completa.

La resistenza all’immersione completa in acqua è garantita dalle colle di classe D4.

Queste possono essere quindi utilizzate non solo per la riparazione di oggetti che vengono regolarmente utilizzati sotto l’acqua, ma anche e soprattutto per oggetti che sono tenuti in maniera fissa a contatto con l’acqua, come tutti gli elementi che vengono utilizzati nel settore nautico.

La resistenza alle temperature

La classificazione secondo la norma DIN-EN 204 prevede anche una divisione in classi in base alla resistenza alle temperature. Pertanto, le colle che appartengono alla classe D1, oltre a presentare determinate specifiche di idro-resistenza, sono caratterizzati da determinati valori nei cicli di condizionamento.

Nello specifico, una colla di classe D2 garantisce un ciclo di condizionamento per sette giorni in clima normale, ossia con una temperatura di circa 20-25 gradi e un’umidità relativa del 50%.

Il ciclo di condizionamento delle colle della classe D2 si differenzia da quelle precedenti per la possibilità di assicurare, oltre alle caratteristiche già presenti nella classe precedente, anche un periodo di resistenza per tre ore in acqua fredda, ossia a temperatura di circa 20°C.

Infine, le classi D3 e D4 presentano un ciclo di condizionamento che si differenzia ulteriormente, soprattutto per quanto riguarda le ore di resistenza in acqua fredda, rispettivamente di quattro e di sei per le due classi.

La normativa Watt 91

Un’altra normativa che va rispettata per la realizzazione di colle per legno ad elevata resistenza è la Watt 91. Questa permette di determinare la resistenza che assume una giunzione che viene trattata con collante per legno al variare della temperatura.

In tal modo si potrà valutare la resistenza alle elevate temperature (o alle basse) dei diversi collanti potendo definire quali potranno essere utilizzati in base allo scopo specifico.

Si pensi, ad esempio all’incollaggio di una sedia a sdraio in legno in una zona di mare in cui le temperature estive possono superare i 35°C: in questo caso conoscere la resistenza del collante alle alte temperature è fondamentale per non rischiare che essa si rompa durante l’uso.

Il controllo della resistenza all’elevata temperatura viene effettuato su specifici campioni di legno che vengono inseriti per un’ora in ambienti caldi, con temperatura di circa 80°C. Una volta estratto dalla camera, il campione viene sottoposto a diverse prove di resistenza e, successivamente, classificato in base ai risultati ottenuti.

– COME SCEGLIERE LA MIGLIOR COLLA PER LEGNO

Quando si deve effettuare una scelta per la colla per legno è necessario porre attenzione a due principali elementi, ossia il tipo di lavoro che si deve effettuare e il tipo di legno che verrà utilizzato.

Per quanto riguarda il tipo di lavoro è necessario valutare se esso sia di riparazione di oggetti con utilizzo da interno o da esterno e, in caso di uso da esterno, se sia previsto o meno un elevato contatto con l’acqua.

Per quanto riguarda invece il legno, è necessario valutare sia la tipologia, ossia se si tratti di legni teneri o duri oppure di laminati e compensati, e il colore. L’uso di colle scure con legni di colori chiari, infatti, non è molto consigliato, soprattutto per un problema estetico.

Infine, va sottolineato che al di là delle caratteristiche tecniche delle diverse colle, spesso la scelta viene effettuata anche in base a gusti ed esperienza personale. Questo è particolarmente vero se si pensa al tipo di intervento che si deve effettuare.

Se si deve semplicemente riparare un oggetto rotto, infatti, sarà conveniente puntare su una colla vinilica, versatile e facile da utilizzare. Se, invece, si ha la passione dei lavori in legno, si dovrà tenere conto della possibilità di acquistare diversi tipi di collanti, da usare a seconda del tipo di lavoro che si deve svolgere.

In tal caso, oltre alla tipologia di colla, si dovranno prendere in considerazione anche le dimensioni dei barattoli. Se l’uso della colla è sporadico, infatti, è più conveniente puntare a flaconcini di pochi millilitri.

Viceversa, quando l’uso della colla è massivo, si potranno scegliere confezioni formato convenienza che in base al tipo di collante, sia esso in polvere o liquido, potranno essere di diversi chili o litri.

Infine, non va dimenticato che indipendentemente dalle dimensioni del flacone che si acquista, è di fondamentale importanza, una volta terminato l’uso, chiudere perfettamente la bottiglia con il tappo per evitare che i collanti liquidi secchino.

In caso di soluzioni solide, invece, è altamente raccomandata la conservazione in ambienti non umidi per una garanzia praticamente infinita di possibilità di utilizzo.

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Si tratta di un collante vinilico professionale, perfetto per essere utilizzato su legno grazie all’elevata resistenza anche alla trazione. Viene commercializzata in barattoli da un chilo ed è idroresistente. Non va miscelata essendo già pronta all’uso.

Si tratta di una soluzione molto versatile, in grado di assicurare un perfetto incollaggio sia a legno duro che tenero, a legni esotici e anche a pannelli e laminati plastici. Non è verniciabile ma garantisce una velocità di presa molto elevata: in poche ore essa è completamente asciutta, garantendo un’incollatura in grado di durare a lungo nel tempo.

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Questa colla a base di acque può essere utilizzato con sicurezza su un gran numero di legni. Presenta un’elevata velocità di incollaggio che rende inutili eventuali morsetti: la colla, infatti, grazie a un vero e proprio effetto ventosa, riesce a fissare subito le due superfici legnose assicurando una presa perfetta e di lunga durata. Il suo colore è chiaro e garantisce un perfetto rispetto del colore iniziale del legno che viene incollato che, pertanto, non vede alterata la sua cromia.

Presenta un’ampia versatilità che la rende molto utile anche su altri materiali, come ceramica, mattoni, plastica o linoleum. Tuttavia, prima dell’uso è sempre bene leggere le istruzioni per avere la certezza circa la compatibilità con i materiali che si vogliono utilizzare.

3. Adesivo per legno di Everbuild

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Questo collante presenta un’elevata forza e presa che permette incollaggi molto rapidi e sicuri. Può essere utilizzata sia per legni che vengono utilizzati in interno che per soluzioni da esterno.

Presenta, inoltre, una composizione tale da garantire una perfetta tenuta in acqua, anche in caso di immersione. Risulta quindi particolarmente indicata per incollaggi di barche e per tutti quegli oggetti che sono a stretto contatto con l’acqua.

Si tratta di un collante che non presenta una colorazione intensa e, pertanto, non altera il colore di partenza del legno. Presenta un tappo con beccuccio dosatore che assicura un utilizzo corretto senza sprechi. Inoltre, è molto facile da pulire e non presenta materiali tossici potendo al contrario essere considerata una soluzione ecologica e a basso impatto ambientale.

4. Colla per legno Titebond III di Titebond

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Questa soluzione per legno è disponibile in diversi formati, da selezionare a seconda del tipo di utilizzo. Si tratta di una colla perfetta sia per uso interno che esterno, essendo impermeabile. Nello specifico, il grado di impermeabilità è quello di tipo I, come richiesto dall’ANSI/hpva.

Può essere utilizzata in un gran range di temperature, garantendo sempre una perfetta presa e, soprattutto una asciugatura rapida. Può essere utilizzata su ogni tipo di legno, anche quello di vassoi dedicati al cibo: non presenta infatti elementi cancerogeni ed è pertanto completamente sicura.

Per un più corretto utilizzo, prima di procedere all’incollaggio è consigliabile leggere le indicazioni relative alle modalità di applicazione.

– Per concludere

La scelta della giusta colla per legno permette di avere la certezza di un incollaggio perfetto e di lunga durata. Quando si deve eseguire un lavoro di incollaggio, quindi, è fondamentale valutare con attenzione il tipo di legno che si deve attaccare e, soprattutto, la destinazione d’uso dell’oggetto che viene incollato.

Un lavoro svolto in maniera perfetta, infatti, può essere inficiato dall’utilizzo di una colla sbagliata che, ad esempio, presenta una colorazione tale da rovinare il colore iniziale del legno.

Un altro problema che spesso si verifica, quando non si conoscono bene i differenti collanti, è quello di utilizzare una colla che non sia in grado di resistere all’umidità per incollare complementi d’arredo da giardino o che comunque vengono utilizzati in contesti umidi o con variazioni di temperature importanti.

Per questo motivo, prima di iniziare il lavoro, vanno presi in considerazione i diversi parametri che assicurano una perfetta riuscita sia dell’incollaggio che della durata dello stesso.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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