Dotarsi di un estintore domestico rappresenta una delle scelte in assoluto più intelligenti che si possano fare. Nonostante si presenti ingombrante e decisamente poco estetico, infatti, questo strumento può letteralmente salvarci la vita in caso d’incendio e sarebbe bene che in ogni abitazione ve ne fosse uno.

Il problema è che intorno agli estintori antincendio circola molta disinformazione: una lacuna che potrebbe rivelarsi estremamente pericolosa e che è dunque bene colmare il prima possibile.

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La nostra guida ha pertanto lo scopo d’illustrare il corretto funzionamento di questo attrezzo, spiegando come e quanto usarlo e soffermandosi anche a presentare i migliori modelli di estintore che il mercato è in grado di offrire.

Anche se nessuno di noi ha piacere a immaginarsi come la vittima di un incendio, la sicurezza non è mai troppa e le informazioni contenute all’interno della nostra guida potrebbero dunque rivelarsi estremamente preziose. Buona lettura! 

– Estintori da casa: come sono fatti e come si suddividono

L’estintore antincendio trae il proprio nome dalla funzione che assolve: esso, infatti, altro non è se non un dispositivo mobile di sicurezza, di utilizzo sia pubblico che privato, il cui scopo è quello di spegnere il fuoco nel momento in cui si propaga.

Ciò è possibile per mezzo dell’emissione dei cosiddetti “agenti estinguenti“, vale a dire tutte quelle sostanze con cui l’estintore viene caricato e che, coadiuvate da un propellente, riescono per l’appunto a estinguere la fiamma.

A seconda del tipo di sostanza contenuta all’interno dell’estintore, è possibile suddividere questo attrezzo in varie tipologie, che si differenziano tra di loro per il tipo d’incendio su cui risultano più idonee ad agire. Andiamo quindi a scoprire insieme quali sono le suddette categorie.

Tipologie di estintore

Di seguito proponiamo l’elenco dei vari tipi di estintore di cui è possibile dotarsi. Come avremo modo di vedere, ciascuno di essi risulta particolarmente adatto a spegnere determinate tipologie di fiamme, motivo per cui è bene tenere a mente questa suddivisione.

Estintore a polvere

Questa prima tipologia rappresenta quella maggiormente consigliata per l’uso domestico. I dispositivi di questo tipo si presentano solitamente in due formati differenti: abbiamo infatti gli estintori a polvere da 2 Kg e quelli di dimensioni maggiori, vale a dire gli estintori a polvere da 6 Kg, decisamente più ingombranti.

A prescindere dal loro formato, ad ogni modo, la funzione da essi assolta è sempre la stessa e consiste nello spegnimento delle fiamme generate sia da liquidi infiammabili che da apparecchiature elettriche. L’unico svantaggio di questa tipologia è che non risulta idonea all’estinzione d’incendi causati dagli oli da cucina, per i quali risultano invece più adatti gli estintori a schiuma.

Estintore a schiuma

Questa seconda categoria raccoglie gli estintori caricati a schiuma che, in quanto tali, contengono anche un piccolo quantitativo d’acqua. Ciò non li rende dunque consigliabili per l’uso domestico, poiché se posti vicino a fonti di elettricità potrebbero diventare pericolosi.

In una casa, infatti, questo tipo di estintore potrebbe risultare se mai utile per spegnere le fiamme divampate dalle pentole sui fornelli, ma lascerebbe in giro svariati residui di polvere da pulire.

Estintore CO2

La sostanza contenuta all’interno di questo tipo di estintore, come il suo nome stesso lascia chiaramente supporre, è anidride carbonica allo stato liquido.

Quando questo elemento passa dallo stato gassoso a quello liquido, infatti, riesce a soffocare il fuoco e a raffreddare il combustibile.

Il problema è che l’anidride carbonica è pericolosa da respirare, motivo per cui si tratta di un tipo di estintore che non risulta particolarmente consigliato per il piccolo ambiente domestico e che dopo il suo utilizzo mette nella condizione di dover necessariamente arieggiare la stanza.

Estintore idrico

Composta al 90% d’acqua e per il 10% di additivi che agiscono sia sullo spegnimento che sul raffreddamento, rappresenta la tipologia di estintore più ecologica in assoluto, presentando però lo stesso problema di quella caricata a schiuma: può rivelarsi rischiosa se messa a contatto con le fonti elettriche e, di conseguenza, nemmeno questa risulta particolarmente adatta per l’utilizzo domestico.

Questi che abbiamo elencato rappresentano dunque tutti i tipi di estintore attualmente disponibili in commercio e, come abbiamo detto, sarebbe bene tenere a mente tale suddivisione, onde essere certi di effettuare un acquisto corretto.

Gli estintori antincendio, tuttavia, non si suddividono solo per tipologia, ma anche per classe: ne parliamo nella prossima sezione.

Le classi dell’estintore

Dopo aver illustrato dettagliatamente le tipologie in cui si suddividono gli estintori, definendo quella a polvere come quella maggiormente consigliata per l’uso domestico, cerchiamo ora di capire la questione relativa alle classi degli estintori.

Una suddivisione ugualmente importante da tener presente, in quanto designa i materiali e le sostanze sui quali un estintore è progettato per agire.

  • Classe A: comprende materiali solidi come il legno e la carta.
  • Classe B: comprende i materiali liquidi infiammabili come l’alcool e la benzina.
  • Classe C: si riferisce ai gas, come il metano e l’idrogeno.
  • Classe D: riguarda i metalli quali zinco e titanio.
  • Classe E: comprende tutti gli apparecchi elettrici.
  • Classe F: rientrano in questa classe tutti gli oli da cucina, di origine animale e vegetale.

Anche tenendo come punto di riferimento questa seconda suddivisione, la tipologia di estintore che risulta consigliata per l’ambiente domestico è nuovamente quella a polvere, in quanto classificabile con tutte le lettere sopra citate ad eccezione della F, come abbiamo già specificato.

– Come usare l’estintore: utilizzo, cura e manutenzione

Nell’introduzione abbiamo affermato che in ogni abitazione dovrebbe esserci un estintore, in quanto si tratta di un dispositivo indispensabile per la nostra personale sicurezza. Prima di acquistarlo, tuttavia, sarebbe bene capire come usarlo, in modo tale da non farsi trovare impreparati al momento del bisogno.

In questo paragrafo, pertanto, spiegheremo le principali regole che occorre seguire nell’utilizzo di un estintore, spendendo anche qualche breve parola relativamente alla sua conservazione e manutenzione.

Come usare un estintore: le tre regole da seguire

Di seguito proponiamo un elenco veloce contenente le principali regole da seguire nell’utilizzo di un estintore. Poiché si tratta d’istruzioni davvero importanti, sarebbe bene impararle a memoria.

  • La prima cosa da fare, nel caso dello scoppio di un incendio, consiste nel chiamare i vigili del fuoco digitando il 115;
  • l’estintore andrebbe usato soltanto dopo aver individuato la principale via di fuga, che dovremmo tenerci alle nostre spalle, spruzzando l’estintore verso le fiamme all’interno della stanza, mantenendo da esse una distanza di circa due metri e mezzo;
  • per l’utilizzo dell’estintore, occorre rompere il sigillo che ne blocca l’accensione, rimuovendo la linguetta di protezione, per poi premere il grilletto e dirigere il potente getto verso la base della fiamma.

Queste, in sostanza, sono le tre regole base da seguire in caso d’incendio, cui si deve aggiungere quella relativa alla ricarica degli estintori che, una volta usati, devono ovviamente essere riempiti di nuovo, così da poter essere pronti per gli eventuali futuri utilizzi.

La manutenzione dell’estintore

Trattandosi di un dispositivo di sicurezza, l’estintore è ovviamente soggetto a manutenzione. Essa dev’essere effettuata per legge una volta ogni sei mesi, quindi due volte all’anno, ad opera di un tecnico che andrà a verificare il corretto funzionamento di tutte le componenti dello strumento: dai livelli di pressione allo stato del serbatoio, senza ovviamente trascurare quello del tubo di gomma.

Il costo della manutenzione dell’estintore varia da zona a zona ma, generalmente, si attesta tra gli 8 e i 10 euro per ciascuna delle sue componenti.

Qualcuno potrebbe forse storcere il naso all’idea di dover spendere periodicamente dei soldi per il controllo di un dispositivo che probabilmente non userà mai, ma si tratta di una manutenzione pensata esclusivamente per il nostro bene e obbligatoria per legge.

Gli unici dispositivi a esserne esenti sono infatti i mini estintori, che altro non sono se non estintori in miniatura della stessa grandezza di uno spray, la cui efficacia non è ovviamente paragonabile a quella di un estintore serio.

– I MIGLIORI ESTINTORI DISPONIBILI SUL MERCATO

Arrivati a questo punto, dopo aver appreso tutte le informazioni utili per l’acquisto di un estintore, possiamo finalmente passare alla presentazione dei quattro modelli top di gamma attualmente disponibili sul mercato.

Di ciascuno di essi proporremo infatti la recensione, unitamente alla dettagliata descrizione di tutte le sue caratteristiche più importanti.

1. Estintore in polvere da 6 Kg

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Questo primo modello che andiamo a recensire rappresenta l’estintore casalingo per antonomasia: caricato a polvere, rientra dunque nella categoria in assoluto più consigliata per l’utilizzo domestico e possiede anche il merito di presentarsi nel formato da 6 Kg.

Grazie all’ingente quantitativo di sostanza in esso contenuto, infatti, possiamo essere certi che non ci abbandonerà proprio nel momento del bisogno, il che rappresenta il requisito più importante.

La sua struttura fisica è quella del classico estintore rosso e decisamente poco estetico, ma si tratta di un fattore del tutto ininfluente nel contesto di un dispositivo di sicurezza. Quello che è giusto far presente, tuttavia, è che i 6 Kg sono soltanto nominali, in quanto il peso effettivo del prodotto ammonta a quasi nove e mezzo.

Lo svantaggio è dato quindi dal fatto che non tutti potrebbero essere in grado di sollevarlo e usarlo con tempestività, perdendo così del tempo prezioso. Il suo utilizzo è dunque consigliato più che altro alle persone dotate di una certa forza fisica, che saprebbero sfruttarlo con la rapidità necessaria in questi casi.

2. Estintore in polvere da 1 Kg

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Questo secondo modello si presenta pressoché identico al primo, quantomeno sotto l’aspetto estetico e strutturale, oltre che per la categoria di appartenenza, che è sempre quella delle polveri.

A cambiare è invece il peso, che ammonta a un solo chilo: ciò offre da un lato il vantaggio di poter essere facilmente maneggiato anche da persone dotate di poca forza fisica ma, dall’altro, la sostanza estinguente in esso contenuto potrebbe risultare insufficiente a domare incendi particolarmente estesi.

Il consiglio, infatti, è quello di adottarlo soprattutto in ambienti di dimensioni ridotte: piccoli appartamenti, auto e camper, tanto più che è dotato di un eccellente supporto integrato che lo rende idoneo a qualsiasi tipo d’installazione. Nel caso di una casa grande, invece, forse questo modello non risulta essere la scelta più adatta.

3. Estintore in polvere da 2 Kg

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Questo terzo modello si presenta leggermente più pesante del precedente, attestandosi infatti sui 2 Kg di peso e rientrando anch’esso nella categoria di quelli caricati a polvere. Esattamente come i due estintori precedenti, è progettato anch’esso per estinguere tutte le tipologie di fiamma, fatta però eccezione per quelle scaturite dagli oli da cucina.

Il suo peso ridotto offre il merito di poterlo usare con grande facilità, maneggiandolo abilmente anche nelle situazioni di emergenza, che è un requisito fondamentale. Lo svantaggio, d’altro canto, è che anche questo modello risulta adatto più che altro a spazi ristretti, come auto, garage e piccoli appartamenti.

Sotto l’aspetto strutturale non presenta elementi degni di nota: parliamo del classico estintore di forma cilindrica colorato di rosso, che non offre dunque particolari qualità estetiche, concentrandosi unicamente sulla funzione che è progettato per assolvere.

– Conclusione

Siamo ufficialmente giunti al termine di questa nostra guida dedicata agli estintori antincendio: dispositivi che sarebbe bene tenere in casa propria, poiché potrebbero realmente salvarci la vita nel momento del bisogno.

Come abbiamo avuto modo di scoprire, ne esistono di classi e tipologie diverse, ma quella sfruttabile per uso domestico è di fatto una sola, vale a dire quella degli estintori a polvere.

I quattro top di gamma che abbiamo presentato appartengono tutti a questa categoria, il che li rende perfettamente idonei all’uso domestico. Quello a cui dobbiamo prestare attenzione è invece il loro peso, che indica il quantitativo di polvere in essi contenuto e, di conseguenza, le dimensioni degli incendi che essi sono in grado di domare.

Maggiore sarà il peso, maggiore sarà infatti la quantità di agente estinguente disponibile, con lo svantaggio di necessitare però di una certa fatica nel maneggiarli.

Luca Padoin