– Compostiera da giardino: come funziona?

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di riciclo, di fertilizzanti naturali e di composter da giardino.

Il sempre crescente rispetto per la natura e per la volontà di ritrovare un maggiore rapporto con il verde, ha portato infatti a scegliere con frequenza crescente soluzioni green per il proprio giardino, tra cui, appunto, quello del composter e delle compostiere.

Ma di che si tratta?

Una compostiera è un contenitore specifico, all’interno del quale si effettua il compostaggio. Questo procedimento permette di riciclare la sostanza organica e non semplicemente di differenziarla.

4.6
Composter per giardino da 310 litri di Mattiussi Ecologia S.p.A.
4.5
Bio-Composter da 300 litri di Sirsa S.P.A.

Nella maggior parte dei Comuni italiani, infatti, la raccolta differenziata porta alla raccolta della sostanza organica in particolari buste bio-degradabili che vengono raccolte in specifici giorni della settimana.

Scegliendo di fare il compostaggio in casa, si potrà gestire direttamente lo smaltimento della frazione organica, creando un fertilizzante naturale da utilizzare per il proprio giardino o per l’orto di casa.

Come si può immaginare, tuttavia, creare un compostatore da giardino non significa solo disporre di un contenitore all’interno del quale viene inserita la sostanza organica: significa, invece creare un micro-cosmo in cui insetti, funghi e piccoli animali permettono di trasformare gli scarti e gli avanzi di cibo in humus e sali minerali.

Questo significa che per procedere con il compostaggio si dovranno seguire delle regole ben precise, che partono dall’uso di un corretto contenitore, degli elementi e alimenti che vi vengono depositati e della gestione del sistema contenitore-elementi.

I modelli migliori presentano una serie di aperture, posizionate lungo tutta la compostiera, che permettono di areare il materiale organico durante la decomposizione. Inoltre, sono presenti due differenti sportelli: uno superiore, che permette l’inserimento del materiale organico, e uno inferiore.

Quest’ultimo è di elevata comodità per un controllo aggiuntivo della fase di compostaggio nonché per la raccolta del compost pronto. Raccogliendo il compost dal basso, infatti, non si andrà ad intaccare l’equilibrio del materiale ancora in fase di decomposizione che si troverà nella parte alta della compostiera.

Quali elementi si possono compostare?

Per realizzare un buon centro di riciclo per la realizzazione di fertilizzanti per il giardino, per prima cosa è necessario sapere cosa mettere nella compostiera.

Gli elementi che possono essere utilizzati per la realizzazione di fertilizzanti e humus sono naturalmente tutti i residui organici provenienti dalla cucina: bucce di frutta, verdura, avanzi di pasta, carne e pesce, gusci d’uovo e molto altro.

Inoltre, si possono utilizzare anche gli scarti provenienti dal giardino stesso, come foglie e fiori secchi, ramoscelli spezzati e frutta non commestibile, ossia di tipo ornamentale.

Bisogna tuttavia fare attenzione, quando si utilizzano rami di albero, ad assicurarsi che siano facilmente degradabili: alcuni tipi di alberi, infatti, presentano corteccia e rami molto resistenti che, pertanto, non sono idonei a una rapida degradazione in fertilizzante.

Dove posizionare la compostiera

Per realizzare un compost è necessario avere uno spazio idoneo: non si può infatti pensare di posizionare una compostiera in casa. Quando si dispone di un giardino o di un orto, si potrà invece scegliere di realizzare in casa il proprio fertilizzante, in modo da avere la certezza di utilizzare esclusivamente prodotti naturali per le proprie piante.

Lo spazio necessario dipende, naturalmente, dalle dimensioni della compostiera. Questa può essere di diverse forme e misure per cui va selezionata quella che meglio si adatta alle necessità e spazi che si hanno in giardino.

Quando non si dispone di molto spazio, si potrà optare per un modello che si sviluppa soprattutto in altezza ma presenta una base non troppo ampia.

Il posto più idoneo al posizionamento del composter è quella parte di giardino che può essere sempre facilmente raggiungibile: non deve quindi essere una zona che si allaga in caso di pioggia o troppo soggetta a vento.

Il modo migliore per creare una zona di compostaggio, infatti, è quella di selezionare un’area riparata, che non sia troppo soggetta ai raggi diretti del sole durante l’estate e che sia protetta dalla pioggia o dalla neve nel periodo invernale.

– Come usarla

Il corretto utilizzo della compostiera non è complesso, ma richiede una certa attenzione, soprattutto all’inizio, ossia quando si è alle prime esperienza con la formazione dei fertilizzanti.

Per prima cosa, prima di installarla, è necessario preparare il luogo in cui essa verrà posizionata. Il terreno al di sotto, infatti, dovrebbe essere sempre ben drenante, per cui può essere utile procedere con una zappettatura. Inoltre, per evitare ristagni, si può scegliere di coprire il terreno con argilla espansa o con rametti sminuzzati a bassa degradazione.

Come procedere alla realizzazione del composter

Un corretto utilizzo della compostiera non dipende solo dal tipo di elementi che vi vengono inseriti, ma anche da come essi vengono controllati, in modo che resti sempre elevata la porosità e la presenza di ossigeno.

La porosità del composter viene garantita dall’inserimento di materiali come paglia o foglie che vanno alternati agli scarti da cucina. Questi ultimi, infatti, tendono ad ammassarsi portando a una diminuzione della porosità e conseguente diminuzione della quantità di ossigeno necessaria agli insetti e ai batteri per procedere con la decomposizione del cibo.

La necessità di mantenere elevata la porosità significa che non bisogna mai comprimere gli alimenti e gli elementi presenti nella compostiera per cercare di guadagnare spazio per poter inserire ulteriori scarti.

Viceversa, è necessario procedere regolarmente a rimescolare il materiale presente nel contenitore per garantire il corretto scambio di ossigeno.

Per questo motivo, è sempre consigliabile optare per modelli di compostiere caratterizzati da specifiche aperture che possono essere utilizzate proprio per procedere al rimescolamento del composter.

Caricare correttamente la compostiera

Per avere la certezza di un utilizzo corretto della compostiera è necessario ricordare che al suo interno si verificano una serie di reazioni chimiche e biologiche che permettono di ottenere un risultato differente a seconda del tipo di elementi che vengono inseriti al suo interno.

Già è stato sottolineato che la presenza di ossigeno è fondamentale per poter garantire una corretta partecipazione da parte di insetti e batteri. Va inoltre sottolineato che un altro elemento che permette di creare un compost perfetto è dato dal rapporto tra la presenza di carbonio e di azoto.

Il rapporto tra carbonio e azoto permette infatti di regolare in maniera corretta l’attività dei micro-organismi presenti nella compostiera. Tale valore dovrebbe oscillare tra i 20: 1 e i 30:1, ossia dovrebbe prevedere tra i venti e i trenta grammi di carbonio per ciascun grammo di azoto.

Differenti rapporti portano a un rallentamento della decomposizione, che si verifica quando vi è carbonio in eccesso, oppure alla produzione eccessiva di cattivi odori (in caso di eccesso di azoto).

Per avere un corretto rapporto tra questi due elementi e garantire quindi un compostaggio migliore, sarà necessario miscelare gli elementi umidi, derivanti prevalentemente dagli scarti della cucina, con quelli secchi, come foglie, trucioli e rami.

L’umidità e la temperatura del compost

Altri due importanti fattori da prendere in considerazione quando si scegliere di procedere con la realizzazione del compost auto-prodotto, sono quelli dell’umidità e della temperatura.

La presenza di frazione umida e secca all’interno del compost deve essere miscelata in modo tale da garantire, oltre al giusto rapporto tra carbonio e azoto, anche una corretta umidità del compost stesso. Pertanto, non si devono verificare gocciolamenti eccessivi, ma è necessario che la massa sia solo leggermente umida.

Il controllo dell’umidità può essere effettuato a mano, con la cosiddetta prova del pugno. Stringendo in un pugno la massa compostata si dovrà vedere la produzione di qualche goccia di liquido.

Se le gocce sono eccessive, ossia si crea lo scorrimento di un filo continuo di liquido, l’umidità del composter è troppo elevata e va abbassata introducendo materiali secchi.

Viceversa, se non viene emessa neanche una goccia, si dovrà procedere all’umidificazione. Questa può essere effettuata in maniera rapida versando un po’ d’acqua all’interno della compostiera.

La corretta temperatura del compost è direttamente connessa all’equilibrio tra gli elementi precedentemente elencati, ossia l’ossigenazione, il giusto rapporto tra carbonio e azoto e un corretto grado di umidità. Le reazioni di decomposizione portano all’incremento della temperatura che può aggirarsi intorno ai 60-70°C. Il raggiungimento di questi valori è fondamentale perché permette il cosiddetto processo di igienizzazione: il calore, infatti, uccide una serie di micro-organismi patogeni che comprometterebbero la corretta formazione del fertilizzante.

I tempi di realizzazione

Quando si vuole produrre il fertilizzante in casa bisogna tenere in considerazione i tempi necessari per una giusta preparazione. Questi possono variare a seconda di una serie di fattori che variano soprattutto in base al tipo di elementi utilizzati all’interno della compostiera e alle condizioni atmosferiche esterne.

A seconda dei casi, quindi, il compost può essere pronto all’utilizzo in un periodo che varia tra i quattro e i sei mesi.

Il compost appena preparato è molto umido e va utilizzato solo a copertura del terreno: non deve quindi essere posto a contatto con le radici.

Se invece si attende un periodo di tempo maggiore, ossia si arriva a circa dieci mesi, il compost matura, diventando molto simile a un terreno soffice. Questo tipo di compost può essere utilizzato anche al di sotto del terreno e, quindi, posto a contatto con le radici.

La scelta tra l’uso di un compost fresco e uno maturo dipende anche dal tipo di terreno da fertilizzare. Nel caso di prato erboso, ad esempio, è maggiormente consigliato l’uso di un compost maturo, così come in caso di coltivazione di piante in vaso.

Quando invece si ha un orto, è meglio utilizzare il compost appena pronto prima di effettuare la semina, ossia in primavera e quello maturo in caso di integrazioni successive, ossia in autunno o durante l’inverno.

Problemi nel compostaggio

I tempi previsti in precedenza possono essere più o meno rispettati a seconda del tipo di materiale che viene utilizzato per il compost. Tuttavia, può anche accadere che la corretta decomposizione non si attiva a causa di problemi di varia natura, derivanti soprattutto da erronei valori di umidità e ossigenazione.

Quando non si è esperti nella realizzazione del compost, infatti, i due errori più comuni che si verificano è che l’eccessiva umidità porta a marcire gli elementi all’interno della compostiera.

In questo caso si potrà notare un cattivo odore, derivante proprio dall’inizio di vari processi di putrefazione. Se questi processi sono da poco attivati è sempre possibile salvare il compost miscelando scarti secchi che riportino un corretto equilibrio di frazione umida e secca.

Altri problemi sono già stati evidenziati in precedenza, e sono dovuti a un cattivo rapporto tra carbonio e azoto, oppure a una non corretta miscelazione, che porta la massa umida a restare in superficie, attirando moscerini in eccesso. In tal caso basterà ancora una volta aggiungere della frazione secca e miscelare al meglio per riportare il giusto equilibrio.

– Come scegliere

Per la realizzazione di un compost ben fatto è necessario anche poter disporre di una buona compostiera, delle dimensioni giuste rispetto al materiale che viene inserito al suo interno.

Anche se molti siti di fai-da-te e bricolage riportano dei tutorial su come realizzare una compostiera da soli, è sempre consigliabile acquistare un prodotti già pronto, soprattutto se si è alle prime esperienze con la realizzazione del fertilizzante auto-prodotto.

Il mercato offre diverse tipologie di compostiere, differenti per materiali utilizzati, per dimensioni e per forme. Prima di scegliere, quindi, si consiglia di valutare con attenzione le proprie esigenze e gli spazi a disposizione.

I materiali di costruzione

Per avere la sicurezza di realizzare un compost di buona qualità, un altro importante elemento da valutare è il materiale con cui è realizzata la compostiera stessa. I materiali possono essere infatti differenti sia in base alle dimensioni che del luogo in cui esse vengono utilizzate.

Ad esempio, chi ha un giardino in zone fredde o in alta montagna, dovrà optare per materiali resistenti al gelo e in grado di assicurare un’elevata impermeabilità. Viceversa, quanti utilizzano la compostiera in aree calde e umide, dovranno optare per modelli caratterizzati da un’elevata presenza di fessure per garantire una maggiore ventilazione.

In linea di massima, la scelta migliore è quella delle pareti schiumate o termo-isolate. Queste, infatti, garantiscono un buon isolamento e, allo stesso tempo, una perfetta areazione del materiale interno. Va sottolineato che la scelta di un corretto tipo di materiale permette di migliorare di molto la qualità del compost che si ottiene.

Le dimensioni giuste

Nel momento in cui si dovrà scegliere la compostiera è importante valutare le dimensioni: queste, infatti, non vanno selezionate solo in base agli spazi esterni, ossia alla possibilità di posizionare il recipiente in una zona particolare zona del giardino.

E’ infatti necessario anche valutare i volumi degli alimenti scartati: una compostiera vuota, infatti, non permette un corretto equilibrio dei materiali da compostare. Bisogna infatti sempre ricordare che un fertilizzante di buona qualità si può ottenere esclusivamente dall’equilibrio dei materiali in decomposizione con le condizioni chimico-fisiche che si creano all’interno.

Le prime esperienze nella realizzazione del compost

Prima di procedere con l’acquisto della compostiera e della realizzazione del fertilizzante per compostaggio, bisogna infine ricordare che la prima produzione di compost può avere la necessità di maggiore attenzione.

Bisognerà infatti imparare a regolare al meglio i materiali da inserire, come la frazione secca e umida, nonché gli altri parametri di cui si è già abbondantemente parlato. Con un poco di esperienza si potrà poi migliorare la propria produzione per un fertilizzante di ottima qualità da utilizzare per il proprio giardino, per le piante in vaso o per l’orto.

Compostiera manuale o elettrica?

Nella scelta della compostiera è possibile optare per due differenti tipologie, di tipo manuale o elettrica.

Per quanto riguarda le funzioni, ossia la possibilità di creare un fertilizzante in casa, le due tipologie di compostiere non differiscono quasi in nulla, visto che sia l’una che l’altra permettono di compostare materiale organico con diverso grado di maturazione.

La vera differenza è data invece dal tempo necessario per realizzare il compost e dagli spazi occupati. I modelli elettrici, infatti, presentano dimensioni molto più compatte e, soprattutto, permettono la produzione di compost in maniera molto più rapida rispetto a quella prevista dai modelli manuali.

A seconda dei modelli, in una sola giornata si possono trasformare diversi chili di materiali organici di scarto.

La velocità di compostaggio viene incrementata dalla presenza di un motore che permette di regolare i diversi parametri necessari per la realizzazione del compost, in particolare la temperatura.

A seconda dei modelli, inoltre, ci sarà la possibilità anche di regolare l’ossigenazione e l’umidità, nonché l’agitazione della massa in decomposizione, in modo da poter gestire tutti i diversi parametri per un compostaggio rapido e omogeneo.

Le compostiere elettriche di maggiore utilizzo e richiesta sono quelle di grosse dimensioni, che vengono utilizzate da ristoranti o altri locali che producono un elevato numero di scarti di tipo alimentare e organico.

Grazie alla velocità di compostaggio, infatti, questi modelli assicurano un’elevata produzione di fertilizzante e la rapida eliminazione dei rifiuti organici.

Naturalmente una compostiera elettrica presenta costi mediamente più elevati rispetto ai modelli manuali: la scelta di investire in questo tipo di strumento, tuttavia, permetterà di produrre una maggiore quantità di compost in molto meno tempo.

– LE MIGLIORI COMPOSTIERE SUL MERCATO

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Questa compostiera presenta dimensioni di 80x44x91 centimetri e un peso di poco più di nove chili. Le misure sono perfette anche per un giardino non troppo grande all’interno del quale può mimetizzarsi grazie al suo colore verde bosco.

Per quanto riguarda il materiale di costruzione, questo modello è completamente realizzato in polipropilene 100% riciclabile e trattato in modo da garantire la massima schermatura ai raggi ultra-violetti.

Si tratta di un modello da utilizzare esclusivamente in giardino perché va posto a diretto contatto con il terreno. Il fondo, infatti, è caratterizzato da una griglia aperta attraverso la quale la compostiera scambia aria e umidità.

In questo modo si può avere la certezza di un corretta trasformazione dei rifiuti organici in fertilizzante, con riduzione della possibilità di putrefazione o secchezza eccessiva del materiale in decomposizione.

La compostiera è dotata di un’apposito strumento a forma di arpione per rendere più semplice e veloce il rimescolamento del compost.

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Questa compostiera ha dimensioni medio-grandi, essendo caratterizzata da misure di 100x87x80 centimetri e peso di circa sette chili e mezzo. Il volume totale è pari a 300 litri.

La forma a cupola la rende particolarmente pratica da utilizzare ed esteticamente piacevole, grazie anche al colore verde. Il materiale di costruzione è il polipropilene riciclabile.

Questa compostiera può essere utilizzata sia in giardino che in terrazzo, essendo dotata di una pratica base removibile. Per l’uso in giardino si consiglia di togliere la base visto che il diretto contatto con il terreno assicura una maggiore ossigenazione ed evita l’imputridimento del compost.

Oltre all’apertura sommitale, è presente un’ulteriore apertura alla base, che permette di estrarre il compost pronto senza dover aprire la compostiera dall’alto.

3. Compostiera Eco-Box Rugby di Brixo

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Questa compostiera è caratterizzata da dimensioni medio-grandi, avendo misure pari a 89x89x80 centimetri e un peso di sei chili. Viene venduta smontata e va assemblata seguendo quanto riportato nel manuale d’uso: l’assemblaggio è molto semplice e non richiede attrezzi specifici.

Si tratta di un modello di volume relativamente elevato, permettendo infatti di contenere fino a 420 litri di materiale in compostaggio.

Molto semplice da utilizzare, assicura un compostaggio perfetto grazie a un sistema di aerazione in grado di assicurare il corretto mantenimento ed equilibrio tra ossigenazione, umidità e temperatura. Le pareti, infatti, sono caratterizzate da un gran numero di fessure per uno scambio continuo di aria.

La copertura corretta è garantita dalla possibilità di utilizzo di un coperchio che può essere bloccato con lucchetto per evitare aperture improprie. Inoltre, la compostiera è dotata di aperture di scarico. Il fissaggio a terra tramite specifici ancoraggi garantisce una perfetta tenuta, anche in caso di cattive condizioni meteo.

La base è aperta, rendendo questa compostiera idonea solo per i giardini e non per i terrazzi. L’apertura, inoltre, assicura un ulteriore passaggio d’aria per l’ossigenazione corretta del compost.

4. Bidone per compostaggio Compost Converter da 300 litri di 4smile

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Questa compostiera è caratterizzata da dimensioni di 83x61x61 centimetri, un peso di poco meno di cinque chili e da un volume di 300 litri. Viene venduta smontata ma si assembla facilmente seguendo le istruzioni riportate sul foglio illustrativo.

Si tratta di un modello da giardino, che non presenta un fondo chiuso ma una griglia che permette il diretto contatto con il terreno.

Il colore è scuro e garantisce una maggiore omogeneità della temperatura interna grazie a una maggiore concentrazione dei raggi solari. Allo stesso tempo, le numerose fessure laterali assicurano una corretta ventilazione che permette al compost di mantenere elevata l’ossigenazione e regolare l’umidità.

Per l’inserimento del materiale da compostare basterà sollevare il coperchio superiore mentre per la raccolta del compost pronto si potrà usare la porta inferiore. Questa permette di prelevare il fertilizzante senza interagire con gli elementi ancora in decomposizione e non ancora pronti per essere utilizzati.

– Per concludere

Scegliere di acquistare una compostiera per giardino permette di ottenere un fertilizzante auto-prodotto e, allo stesso tempo, di migliorare lo smaltimento dei rifiuti. Al momento della scelta, è importante ricordare che in commercio esistono diversi modelli di compostiera, visto che questa può essere per giardino, per terrazzo, manuale o elettrica.

Le compostiere da giardino sono caratterizzate dall’avere una base aperta, che permette il diretto contatto con il suolo, per una più corretta areazione e scambio di umidità.

Va sottolineato che la compostiera non è solo un recipiente in cui inserire la spazzatura organica per la decomposizione. Per ottenere un fertilizzante di buona qualità, è importante valutare i diversi parametri chimico-fisici che permettono la decomposizione e non la putrefazione dei materiali.

Pertanto si dovrà ricordare di controllare lo stato del compost in maniera regolare, valutando l’eventuale troppa secchezza o umidità, l’ossigenazione, la temperatura e, soprattutto, i rapporti dei vari elementi chimici fondamentali.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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