In riferimento agli immobili è sempre più frequente sentir parlare di classi energetiche, sia per le nuove costruzioni che per quelle esistenti, per le quali sovente vengono proposti interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico.

L’attenzione verso queste tematiche si è molto amplificata soprattutto in relazione agli incentivi fiscali dedicati a questo tipo di operazioni, primo tra tutti il cosiddetto Ecobonus.

Quanti però sanno davvero di cosa si tratti?

Non molti! Per questo, tentiamo di fare un po’ di chiarezza, in modo da evitare che si generi confusione e cattiva informazione a riguardo.

Classi energetiche degli edifici e APE

 Ogni unità immobiliare deve essere dotata di un proprio APE, ovvero di un attestato di prestazione energetica, che dichiari a quale classe energetica appartiene quell’ immobile e quanto consuma. 

La classificazione attuale prevede ben 10 classi da A4, fino a G (una volta erano meno da A fino a G): gli edifici in classe A4 sono chiaramente i più virtuosi e performanti, mentre quelli in classe G sono dei veri “colabrodi” da un punto di vista energetico ed andrebbero quanto meno rivisti.

Ciò che fa fede è il cosiddetto Indice di prestazione energetica globale, indicato con EPgl che viene espresso in kWh/m2 anno ed è il parametro che si legge anche sui vari annunci immobiliari.

Ecobonus ed interventi di riqualificazione energetica

Vengono considerati interventi volti a migliorare di efficienza energetica un edificio tutte quelle opere che è possibile realizzare a vario titolo su un immobile e che consentono di ridurre, talvolta anche in maniera consistente, il dispendio energetico dello stesso e di conseguenza i costi di gestione legati alla sua ordinaria amministrazione.

Proprio con l’obiettivo di puntare ad una riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale esistente, il governo, ormai da svariati anni, ha stanziato dei fondi a favore del cosiddetto Ecobonus.

Qualora decidiate di riqualificare energeticamente la vostra abitazione potrete infatti beneficiare di importanti sgravi fiscali, che attualmente consentono il recupero del 65% di tutto quanto speso. Dunque, se ancora non ne avete approfittato, questo è il momento buono per pensare di migliorare ed “aggiornare” la vostra casa!

Le opportunità sono davvero molte e teoricamente tutte possono ritenersi valide: ovviamente ciascuna necessita di un diverso tipo di investimento monetario iniziale, così come diverso, caso per caso, sarà il ritorno economico in termini di risparmio e di tempi di rientro del capitale investito.

Bisogna poi fare attenzione perché determinati interventi non hanno senso se non si ha a che fare con un immobile indipendente.

Qualora infatti abitiate in condominio, molte soluzioni sono impossibili da attuare come singolo; senza contare che taluni interventi prevedono un lavoro più veloce e “pulito” ed altri invece richiedono lavori decisamente più ingenti ed invasivi, che difficilmente vi consentiranno di continuare ad abitare la vostra casa durante la loro esecuzione, quanto meno senza avvertire grossi senza disagi.

Come è possibile intervenire per migliorare la classe energetica del proprio immobile

Nel momento in cui si decide di riqualificare energeticamente il proprio immobile è dunque possibile intervenire in vario modo, solo localmente o a livello globale.

 Gli ambiti di intervento possibili sono tre e riguardano l’involucro, gli impianti e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili

Chiaramente se si decide di intervenire sia migliorando le prestazioni dell’involucro, che sostituendo gli impianti e magari con l’aggiunta di pannelli solari, si riuscirà ad ottenere un incremento notevole delle prestazioni dell’edificio, passando non solo alla classe energetica superiore a quella iniziale, ma finendo addirittura in una delle classi più performanti.

Ciò non toglie che, anche interventi più limitati, possano apportare significativi miglioramenti, che si ripercuoteranno immediatamente soprattutto sul confort ambientale interno alla casa.

Analizziamo dunque brevemente i tre diversi ambiti d’intervento possibili.

L’involucro

La cosa più comune e semplice da fare è quella di agire sull’involucro, tanto è vero che il quesito che più frequentemente viene posto parlando di efficienza energetica è proprio come isolare termicamente casa.

Isolare casa può voler significare molte cose diverse e si può raggiungere un buon risultato in vari modi. Innanzitutto quando si parla di involucro ed isolamento tutti pensano ai muri, per i quali è possibile procedere sia con un classico cappotto esterno, ma, nei casi in cui questo non è possibile, si può intervenire anche isolando le pareti dall’interno.

In realtà ogni superficie disperdente, verso l’esterno o verso ambienti che non appartengano alla propria unità immobiliare, necessita di isolamento: si pensi ad esempio alle pareti confinati con il vicino, alle coperture, ma anche ai solai contro terra o verso pianti interrati…

Senza contare poi che, buona parte delle dispersioni di un involucro edilizio è dovuta agli elementi vetrati, tanto è vero che uno degli interventi più attuati sull’involucro è proprio la sostituzione dei vecchi infissi con altri nuovi. I serramenti di ultima generazione sono estremamente performanti, dotati di a doppia o tripla camera, con all’interno la presenza di gas basso emissivi, talvolta vengono anche sottoposti a particolari trattamenti superficiali.

La loro sostituzione porta sempre a grandi risultati; meglio poi in questi frangenti coibentare anche eventuali cassonetti presenti, nonché la porta di primo ingresso.

Gli impianti

Il secondo ambito di intervento riguarda l’impianto di climatizzazione invernale. Già sostituendo la vostra vecchia caldaia con una a condensazione, che risulterà decisamente più performante, o anche con delle pompe di calore, otterrete un buon risparmio energetico.

Se poi riuscite ad intervenire modificando contemporaneamente anche il sistema distributivo e di regolazione, ad esempio passando da un classico sistema a radiatori ad uno con pannelli a pavimento, ma anche semplicemente installando dei cronotermostati in ogni locale, o montando termovalvole su tutti i caloriferi, meglio ancora!

Le fonti di energia rinnovabili

Infine, anche se quest’ultima tipologia di interventi è operativamente molto più complessa delle precedenti, specie per edifici esistenti, si può decidere di ricorrere all’impiego di fonti energetiche rinnovabili.

Anche qui le possibilità sono svariate: dall’installazione di un impianto fotovoltaico, a quella di un solare termico o di un mini eolico. Per le nuove costruzioni poi si parla anche di biomasse e geotermia, ma ogni cosa va valutata in base alle condizioni e al contesto.

Qual è allora la soluzione migliore per migliorare la classe energetica del proprio immobile?

Difficile dare una risposta univoca! La cosa migliore sarebbe incaricare un tecnico di eseguire un’apposita diagnosi energetica: solo così potrete valutare tutte le varie possibilità, conoscendo anche i costi necessari per realizzare ciascuna, i tempi di rientro, nonché i risultati effettivamente conseguibili.

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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