In qualunque edificio, che sia residenziale oppure no ed indipendentemente dal periodo in cui è stato costruito, gli aggetti, quali gronde, tettoie, terrazze e balconi, rappresentano un problema da un punto di vista prettamente termico, perché costituiscono una via privilegiata per le dispersioni.

Proprio per questo motivo questi elementi, ma non solo loro, vengono definiti ponti termici.

I ponti termici non vanno mai sottovalutati, in quanto rappresentano il problema più grave da fronteggiare qualora si desideri incrementare l’efficienza energetica di un edificio esistente, ma anche nel momento in cui ci si accinge a realizzarne uno nuovo!

Fortunatamente oggi esistono interventi mirati che permettono di porre rimedio, almeno in parte, alla presenza dei ponti termici ed alla dispersione del calore attraverso essi, molto dipende anche dal tipo di ponte termico con cui si ha a che fare.

In questo caso vogliamo soffermarci sul problema delle terrazze, che riguarda la maggior parte delle abitazioni e pertanto cattura l’interesse di molti.

Isolamento ed efficienza energetica

Oggi si sente parlare sempre più spesso di efficienza energetica degli edifici, di case in classe A e addirittura di edifici NZEB, a consumo praticamente nullo (Nearly Zero Energy Building). Le performance di una costruzione, passano in primo luogo per il grado di isolamento che il suo involucro può offrire, motivo per cui tentare di aumentarlo è uno degli interventi a cui si ricorre con maggior frequenza per migliorarne l’efficienza.

Sia nel caso in cui si voglia intervenire per incrementare le prestazioni isolando a dovere un vecchio involucro privo di fatto di qualunque tipo di isolamento, che a maggior ragione nel casi in cui si abbia a che fare con una nuova costruzione, è fondamentale progettare accuratamente le soluzioni tecnologiche più adeguate a garantire il massimo confort abitativo possibile, studiando nel dettaglio l’isolamento di ogni sua parte e prestando particolare attenzione ai punti più critici, come possono essere le terrazze, per le quali  anche l’impermeabilizzazione rappresenta un problema piuttosto comune.

Solo in questo modo potrete dormire sonni tranquilli, certi che venga fatto un lavoro impeccabile, garantisca alte prestazioni ed un confort ottimale.

Isolamento termico a cappotto

Isolare la facciata di un edificio è piuttosto semplice: se possibile la soluzione migliore è quella di intervenire da fuori realizzando il cosiddetto “cappotto”. Questo prevede di rivestire ogni superficie esterna con uno strato isolante, che può essere di vario tipo e di diverso spessore, a seconda dei casi e delle prestazioni isolanti che si desiderano raggiungere.

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Vi sono però dei punti in cui la continuità dell’involucro si interrompe: tipicamente nel momento in cui si incontrano aperture, quali porte e finestre; qualora ci si imbatta in aggetti, come terrazze e balconi; o in corrispondenza del cambio di tipologia costruttiva, dove ad esempio le strutture in c.a. incontrano i tamponamenti; oppure ancora all’incontro di strutture differenti, come l’innesto tra pilastri e solai, il punto di contatto tra copertura e pareti, ecc….

Perché un isolamento a capotto isoli nella maniera migliore possibile, fungendo da barriera termica ed evitando la formazione di muffe e condense, è necessario proteggere in modo adeguato anche i ponti termici, di fatto “risolvendoli” e facendo in modo che non risultino più tali!

Nel caso dei balconi, questi vanno rivestiti sui tre lati dal cappotto, in modo tale da non spezzarne la continuità e dunque non interrompere il flusso di calore. Nonostante ció e sebbene oggi il cappotto venga considerato un’ottima soluzione, nel caso in cui un edificio presenti molte terrazze e balconi non costituisce di certo il sistema ottimale.

Un intervento decisamente più drastico, che in alcuni casi, viene utilizzato nelle ristrutturazioni, è la demolizione di quelle parti edilizie che fungono da ponte termico ed il loro rifacimento con tecnologie più all’avanguardia che permettano di ovviare al problema.

Chiaramente è una soluzione “pesante”, ma con i balconi e gli aggetti in genere permette di ottenere ottimi risultati termicamente parlando.

Disaccoppiamento termico degli aggetti

L’alternativa, che sempre più frequentemente viene utilizzata nelle nuove costruzioni è quella che di fatto porta al di disaccoppiamento termico di balconi, terrazze e più in generale di tutti i componenti edilizi in aggetto. Si ottiene con la posa in opera di un elemento che sia al contempo isolante e portante che viene inserito proprio in corrispondenza dell’inizio dell’aggetto, in maniera tale da disaccoppiare la struttura principale da quella dello sbalzo.

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Questi elementi sono costituiti da un nucleo centrale isolante e da ferri che connettono l’armatura dell’edificio a quella dello sbalzo, ancorandola.

I vantaggi di un sistema di questo tipo sono notevoli: innanzitutto la posa è rapida e semplice, il sistema è duraturo perché essendo l’isolante annegato nella struttura, non è di fatto a contatto diretto con gli agenti atmosferici e, pertanto, non ne risente neppure con il passare degli anni. L’unica pecca è il costo, non proprio  dei più abbordabili.

Anche in questo modo l’eliminazione del ponte termico non è totalmente garantita, ma di certo si tratta dei sistemi attualmente più performanti per massimizzare il rendimento energetico dell’edifico, evitare problemi e sprechi di qualunque tipo.

Incentivi fiscali

Da un po’ di anni a questa parte, ed almeno ancora per tutto il 2017, sono previste importanti detrazioni fiscali, che consentono il recupero di ben il 65% di tutto quanto si è speso per effettuare vari interventi di miglioramento energetico, tra cui chiaramente anche la realizzazione di rivestimenti a cappotto ed un incremento dell’isolamento dell’involucro o di parte di esso.

Potete usufruire di questa detrazione anche nel caso in cui non vogliate intervenire su tutto l’involucro, ma ad esempio qualora vogliate isolare una terrazza calpestabile che in realtà altro non è che un tetto piano.

In questi frangenti infatti l’unità abitativa sottostante otterrebbe un buon incremento del confort abitativo, specie se la copertura in questione era stata originariamente pensata priva di qualunque isolamento.

Attenzione però, per accedere alle detrazioni è necessario presentare un’apposita pratica all’ENEA e dimostrare di essere riusciti ad ottenere un determinato risultato, conti ed attestato di prestazione energetica alla mano!

Chiaramente se intendete effettuare lavori di questo tipo dovrete affidarvi ad un tecnico, che peraltro, a seguito di una corretta diagnosi energetica, vi saprà consigliare qual’è la strada migliore per far sì che la vostra casa risulti il più efficiente e meno dispendiosa possibile!

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Spero dunque di riuscire a fornirvi preziosi consigli, mettendo a vostra disposizione, non solo la mia esperienza professionale, ma anche quella di mamma di due bimbi e di moglie, che ama vivere la propria casa, ogni giorno, nel migliore dei modi.
Sara Raggi

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