Il legno è indubbiamente uno dei materiali più presenti all’interno di tutte le case. In legno vengono realizzati la maggior parte degli arredi, come tavoli, sedie, letti e armadi, ma anche complementi, come appendiabiti e pannelli decorativi; nonché le porte, i telai delle finestre, le persiane e quant’altro.

Inoltre, sempre più spesso, oggi, si sceglie di optare anche per pavimentazioni in legno. D’altro canto si tratta di un materiale naturale, che da sempre l’uomo utilizza per innumerevoli scopi. Esso, infatti, oltre ad avere indubbie qualità estetiche, ha anche ottime proprietà fisiche.

Con i suoi toni caldi, declinati in mille nuance diverse a seconda di quale essenza si decida di utilizzare e con le sue venature che lo rendono sempre unico e diverso, si presta alla perfezione ad intrepretare ogni stile e a trasformarsi in qualunque cosa si desideri, esercitando un fascino senza tempo e senza eguali.

Tra le varie essenze attualmente disponibili in commercio, spicca il legno di Iroko, spesso utilizzato in ambito navale e che attualmente viene impiegato sempre più spesso anche per la realizzazione di arredi e di pavimentazioni e che peraltro vanta origini davvero particolari.

Vediamo allora di comprendere perché l’Iroko è così apprezzato, analizzandone innanzitutto la provenienza e le caratteristiche tecniche ed estetiche, per arrivare a capire quali sono i suoi impieghi più frequenti, senza mai scordarci di dare un occhio ai prezzi.

– Provenienza dell’Iroko

L’essenza di Iroko, a differenza di altre tipologie di legname, che si trovano con facilità anche sul nostro territorio, vanta una provenienza piuttosto esotica. Essa infatti, è tipica delle foreste pluviali dell’Africa equatoriale ed, in particolar modo, si trova con abbondanza in nazioni come la Sierra Leone, l’Angola, il Congo ed il Kenya.

Questo è sicuramente uno dei motivi per cui oggi piace molto, ma di certo spiega anche come mai non sia uno dei legnami più comunemente utilizzati in Italia, sebbene, ad esempio, rispetto al Teak sia decisamente più a buon mercato.

Le piante da cui viene ricavato tale legname sono quelle di Chlorophora Excelsa e Chlorophora Regia, alberi appartenenti alla famiglia delle Moracee, che vengono considerati sacri da alcune etnie africane e di cui, nei territori d’origine, si fa larghissimo impiego per gli scopi più disparati. Questi alberi hanno un fusto eretto, capace di raggiunge altezze notevoli, sino a 45-50 metri di altezza, con diametri importanti nell’ordine dei 2 metri.

Per le popolazioni locali l’Iroko, da sempre, rappresenta una delle principali fonti di sussistenza ed esse lo utilizzano un po’ per tutto.

Ad esempio, se ne servono per la costruzione di case, di pontili, di maschere, oggetti vari e molto altro ancora. Peraltro, loro impiegano tutta la pianta, senza buttar via nulla, perché con la corteccia, le foglie e le radici preparano infusi di varia natura, decotti e tinture.

– Principali caratteristiche

Quali sono le peculiarità e le caratteristiche del legno Iroko?

Vediamo di farne una breve, ma puntuale carrellata, in modo tale da capire subito come mai quest’essenza si presti bene ad alcuni utilizzi in particolare, ma possa trovare innumerevoli applicazioni in svariati ambiti.

Il colore dell’Iroko è gradevole, con sfumature, riflessi cangianti e striature variabili che vanno dal giallo al marrone scuro e che ne caratterizzano elegantemente l’aspetto.

Per cominciare, però, diamo un po’ di numeri: l’Iroko ha un peso specifico di circa 1000 daN/mc allo stato fresco e 660 daN/mc quando invece è stagionato; ha una resistenza a compressione parallela alle fibre pari a circa 500 daN/cmq ed ha notevoli qualità meccaniche, resistendo bene a flessione, con un modulo elastico E pari a 100000 daN/cmq, motivo per cui può venir utilizzato anche nelle costruzioni.

L’Iroko presenta poi una discreta durezza, ma al contempo ha una buona lavorabilità, caratteristica che in ambito design/arredo non guasta! Come nota negativa bisogna ammettere che è un essenza con una scarsa resistenza agli urti.

Durante la fase di stagionatura, questo legno, ha un ritiro minimo. L’iroko, inoltre, ha una bassa porosità e per questo resiste bene all’acqua, all’umidità ed alle variazioni di temperatura.

Detto ciò, al pari del Teak, è da considerarsi un legno grasso, capace di per sé di resistere all’acqua senza necessità di grandi manutenzioni. Per questa ragione, piuttosto che alla verniciatura, l’Iroko si presta di più ad un trattamento impregnante che penetrando all’interno delle fibre del legno crea una barriera contro l’attacco di parassiti, proteggendolo anche dall’azione dei raggi ultravioletti e degli agenti atmosferici. L’alburno infatti, a differenza del durame, risulta vulnerabile agli attacchi dei parassiti e dei funghi.

– L’Iroko è l’ideale per tutte le soluzioni outdoor, ma non solo

L’Iroko è a tutti gli effetti un materiale di altissima qualità. Infatti questo tipo di legname, a differenza di altri si presta, bene o male, davvero a tutti gli usi. Si tratta di un’essenza resinosa che, come detto, con un buon trattamento impregnante, risulta resistere davvero molto bene anche alla presenza dell’acqua.

Questa sua peculiarità, fa sì che esso si presti alla perfezione per un sacco di soluzioni outdoor, dalle pavimentazioni modello decking, con listelli di iroko, piuttosto che quadrotti di varie dimensioni, sino alla creazione di arredi o complementi, il tutto ad un costo decisamente inferiore rispetto a quello del Teak che viene considerata, da sempre l’essenza da esterni per eccellenza.

La sua ottima resistenza al calpestio, fa sì che l’Iroko si presti alla perfezione innanzitutto per la realizzazione di pavimentazioni in legno, sia sotto forma di assi da esterno, che in versione parquet. Un parquet Iroko può trovar applicazione ovunque, anche in quegli ambienti, come bagni e cucine, in cui solitamente la presenza del legno desta qualche preoccupazione in più e non ha alcuna controindicazione neppure se utilizzato assieme ad un sistema di riscaldamento radiante a pavimento.

Peraltro, si tratta di un legno ottimo per forgiare mobili pregiati, anche in virtù del fatto che consente la realizzazione di particolari decorazioni. Spesso viene utilizzato nell’industria nautica, ma anche per la costruzione di strumenti musicali.

In edilizia trova applicazione, oltre che per le pavimentazioni, anche per i rivestimenti delle scale, la realizzazione di davanzali, finestre, infissi, mensole, battiscopa, boiserie e, in fatto di arredo, si presta in particolar modo a soluzioni bagno e per esterni: mobili, tavoli, panchine, fioriere e quant’altro.

– Quanto costa l’Iroko?

Di certo il costo contenuto è uno dei pregi dell’Iroko.

Ovviamente il prezzo di quest’essenza, così come quello di ogni altro legname, dipende da tutta una serie di fattori. Innanzitutto bisogna capire se sta acquistando la prima, la seconda, la terza o la quarta scelta e questo viene stabilito in base alla presenza di difetti (come i nodi), alla venatura, al colore ed alla provenienza.

Poi è necessario valutare il grado di stagionatura o essiccazione; il grado di lavorazione (se si tratta di legname grezzo, refilato o semilavorato) e la dimensione del singolo manufatto. Un conto infatti è se si ha a che fare con listelli iroko con uno spessore di 10 mm, per 60 mm di larghezza e 300 mm di lunghezza, oppure se si parla di tavole da 14-15 mm di spessore, per 180-190 mm di larghezza e una lunghezza mediamente superiore ai 2 m.

Mediamente, si può dire che il prezzo dell’iroko, qualora questo venga acquistato sotto forma di tavolame, si aggirera sui 1000-1300 euro a metro cubo. Per fare un raffronto, vi basti pensare che il costo delle tavole di Teak va dai 5000 ai 7500 euro a metro cubo!

Lo stesso gap si mantiene anche quando si parla di parquet, anche se molto dipende dal tipo di parquet e dal suo formato. Se un pavimento in teak mediamente costa 100 euro al mq, andando da un minimo di 60 per arrivare fino a punte di 150 €/mq, il parquet Iroko ha prezzi decisamente più ragionevoli, dai 15 euro a mq fino ad un massimo di 40-50 €/mq.

– Qualche consiglio per il trattamento

Se avete deciso che l’Iroko potrebbe essere l’essenza che fa al caso vostro vediamo di darvi qualche consiglio in modo che scegliate un trattamento di finitura idoneo, che vi consenta di evitare spiacevoli incidenti che in qualche misura potrebbero inficiarne la bellezza.

Per applicazioni in esterna vi suggeriamo di sottoporre l’Iroko ad un adeguato trattamento impregnante e di finitura con prodotti ad acqua o a solvente. Per ciò che concerne, invece, il parquet di casa molto dipende dal fatto che optiate per listoni prefiniti oppure no. In tutti i casi, il posatore saprà suggerirvi il da farsi e vi consiglierà le modalità di pulizia più adeguate.

Ricordate sempre che la resistenza agli urti non è la qualità migliore di quest’essenza: cadute di oggetti pesanti o appuntiti potrebbero causare segni indelebili, così come vi consigliamo di dotare tutte le sedute di feltrini per evitare graffi e strisciature.

In ultimo, se vi sembra che il colore non sia esattamente quello che avevate scelto, non allarmatevi, è assolutamente normale: il legno si ossida e con l’esposizione alla luce del sole, nel tempo muta il suo colore. È un materiale vivo è anche quello il suo fascino!

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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