Misurare l’umidità presente all’interno della nostra casa può rivelarsi un’efficace forma di prevenzione contro i numerosi danni da essa causati che, come tutti sanno, non colpiscono soltanto la nostra abitazione, ma vanno a incidente in maniera significativa anche sulla nostra salute.

Per questo motivo è molto importante avere una stima chiara e precisa del livello di umidità che si respira fra le nostre mura domestiche e regolarsi di conseguenza.

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  • ✔ Tipologia: Digitale
  • ✔ Precisione: Ottima
  • ✔ Ci Piace: Pratico e preciso
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  • ✔ Tipologia: Analogico
  • ✔ Precisione: Lieve errore
  • ✔ Ci Piace: Basico
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  • ✔ Tipologia: Per edilizia
  • ✔ Precisione: Professionale
  • ✔ Ci Piace: Misura umidità materiali
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  • ✔ Tipologia: Digitale
  • ✔ Precisione: Buona
  • ✔ Ci Piace: Design elegante
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Per poter ottenere questa stima con assoluta precisione, la cosa migliore da fare è quella di affidarsi a un buon igrometro, ma che cos’è questo strumento e quali sono i modelli migliori presenti in commercio?

A queste ed altre domande troverete risposta all’interno della nostra guida, grazie alla quale avrete modo di prendere atto di un problema troppo spesso sottovalutato. Detto questo, quindi, vi lasciamo alle suddette delucidazioni, augurandovi buona lettura. 

– Come si misura l’umidità in casa e perché è necessario farlo

Come abbiamo anticipato nell’introduzione, venire a patti con il livello di umidità presente all’interno della nostra casa, misurandolo con una valida strumentazione, rappresenta un valido sistema di prevenzione atto a scongiurare potenziali danni alla nostra salute e al nostro ambiente domestico.

Prima di procedere con la spiegazione relativa a come effettuare questo tipo di misurazioni, è utile però conoscere nel dettaglio in che cosa consistono questi danni e quanto possono rivelarsi pericolosi.

Eccesso di umidità in casa: quali rischi si corrono?

I danni causati dall’eccesso di umidità possono essere di due diversi tipi: ci sono quelli che colpiscono la casa, andando a intaccare l’estetica e la funzionalità del nostro ambiente domestico e quelli, ben più gravi, che rischiano seriamente di minare la nostra salute. Vediamoli entrambi più nello specifico.

  • Danni alla casa: l’umidità, come tutti sappiamo, rappresenta la causa principale di formazione della muffa. Essa altro non è se non un fungo particolarmente prolifero in grado di diffondersi molto velocemente sulle nostre mura domestiche, soprattutto in ambienti che tendono a essere particolarmente umidi come il bagno o la cucina. Essa, oltre a risultare decisamente antiestetica e a diffondere odori sgradevoli, alla lunga rischia di penetrare sempre più a fondo nel tessuto murario, finendo per intaccarlo gravemente e danneggiarne la struttura in maniera irreversibile.
  • Danni alla salute: gli effetti più gravi legati all’eccesso di umidità, tuttavia, riguardano però la nostra salute, che può risentirne in maniera davvero drammatica. Tra le problematiche riscontrate in questi casi risultano: allergie respiratorie, violente forme di rinite, asma, congiuntiviti, nonché un massiccio incremento della presenza degli acari. A tutto questo occorre poi aggiungere uno squilibrio nel nostro benessere psico – fisico, determinato da un’errata percezione del nostro corpo della temperatura dell’ambiente. Se, infatti, l’aria risulta molto umida, l’organismo tenderà a percepire una temperatura più alta o più bassa rispetto a quella reale, causando come inevitabile conseguenza sensazioni falsate e perenni di caldo o di freddo. A tutto questo c’è poi da aggiungere la pericolosa tossicità di alcune tipologie di muffa, che possono davvero risultare molto dannose per il nostro organismo.

Come si può notare, dunque, i danni causati dall’eccesso di umidità sono duplici e, in entrambi i casi, fortemente negativi.

Questa è la ragione per cui è fondamentale dotarsi di un buon strumento atto a misurarla, ossia un igrometro. Nel prossimo paragrafo ci occuperemo di spiegare che cos’è e come funziona.

Igrometro: cos’è e come funziona

L’igrometro altro non è se non uno strumento che misura l’umidità, più nello specifico l’umidità relativa. Essa è il risultato del rapporto intercorrente tra l’umidità assoluta, ossia la quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera in un determinato istante, e l’umidità di saturazione, vale a dire la quantità massima del vapore acqueo presente a una certa temperatura e pressione.

L’igrometro, pertanto, è capace di calcolare il livello di umidità presente fra le nostre mura domestiche, avvisandoci nel caso in cui esso sia troppo elevato (con tutti i problemi sopra citati che ne conseguono) o, all’opposto, troppo basso, con conseguente aria secca causa anch’essa di fastidiose irritazioni alla gola.

Ne consegue, dunque, che il livello corretto di umidità non dev’essere né troppo elevato, né troppo basso. Grazie all’utilizzo di un buon igrometro, infatti, è possibile calcolare la misura corretta, quella che ci garantisce di vivere bene e in perfetta salute, oltre che di preservare la nostra casa dagli ingenti danni causati dalla presenza di muffa.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: come procurasi un buon igrometro? Per capirlo, è necessario innanzitutto avere ben presente le diverse tipologie di questo strumento presenti in commercio e capire quale di questa rappresenti la più adatta a noi e alla nostra casa. Ce ne occupiamo nel prossimo paragrafo.

– Igrometro professionale: tipologie presenti in commercio

Come abbiamo dichiarato nel paragrafo precedente, l’igrometro rappresenta in assoluto lo strumento migliore per misurare l’umidità di un ambiente e, per questo motivo, è necessario dotarsi di quello maggiormente idoneo all’ambiente in questione.

In commercio ne esistono infatti svariate tipologie, ciascuna delle quali ideata per essere in grado di svolgere determinate funzioni, nonché progettata per essere utilizzata in ambienti ben precisi.

Dato che il tipo di umidità che c’interessa in questa guida è quello che si forma all’interno della casa, in questo paragrafo ci soffermeremo ad analizzare le più comuni tipologie d’igrometro utilizzate per questo fine, allo scopo di capire quali sono le scelte che abbiamo a disposizione in questo campo.

Igrometro professionale: tipologie per le misurazioni negli ambienti domestici

Quelle che andremo ad elencare qui di seguito rappresentano le più comuni tipologie d’igrometro presenti in commercio ai fine di una misurazione effettuata all’interno dell’ambiente domestico. Vediamole insieme.

Igrometro analogico

Questa prima tipologia della quale andiamo a parlare si compone solitamente di strumenti dalla forma arrotondata, che ricordano molto da vicino il quadrante di un orologio.

Essi basano il proprio funzionamento sulla presenza di due differenti scale graduate, dotate ciascuna di una propria lancetta: una serve per misurare la temperatura, l’altra il livello vero e proprio dell’umidità.

Il grande vantaggio derivante dall’utilizzo di questo tipo d’igrometro è dato dal fatto che esso, essendo analogico, non necessita dell’utilizzo delle batterie: ciò rappresenta un grande risparmio economico da parte nostra, oltre a evitarci il fastidio di dovercele continuamente procurare al fine di garantire il funzionamento dello strumento.

Igrometro digitale

Questa seconda tipologia rappresenta una sorta di versione 2.0 della precedente. Gli strumenti da essa offerti assomigliano anch’essi a degli orologi, solo in formato digitale, esattamente come certe sveglie che ci teniamo sul comodino.

La particolarità sta nel fatto che, rispetto a quelli analogici, sono in grado di fornire diverse informazioni in più, tutte chiaramente leggibili sul loro comodissimo display.

Oltre a segnalare il livello di umidità, infatti, sono in grado di calcolare automaticamente quando esso diviene troppo alto, segnalandone i pericoli con un apposito indicatore visivo, per esempio una faccina triste, e inducendoci così ad agire per ripristinare il livello corretto.

Oltre a questo e al fatto di essere in grado d’indicare anche l’ora, alcuni modelli offrono inoltre la possibilità di poter godere dei vantaggi di una connessione bluetooth: scaricando un’apposita app è infatti possibile visualizzare i rilevamenti dell’igrometro direttamente sul nostro smartphone.

Un vantaggio non da poco, che ci permette di tenere sotto controllo i livelli di umidità in qualsiasi momento della giornata e a prescindere dal luogo in cui ci troviamo.

Tutto questo, oltretutto, a un prezzo decisamente abbordabile, in quanto uno dei numerosi vantaggi di questo tipo di strumenti è proprio dato dal loro costo di vendita, che non è affatto elevato come invece si potrebbe temere.

Igrometro per l’edilizia

Come abbiamo precedentemente affermato, uno dei maggiori problemi causati dall’umidità è dato dalla formazione di muffa sulle pareti di casa, in particolare per quanto riguarda gli ambienti umidi come il bagno e la cucina.

In questi casi, dunque, limitarsi a misurare il livello di umidità dell’ambiente potrebbe non risultare sufficiente, in quanto il parametro che ci serve è quello relativo all’umidità presente all’interno delle pareti.

Da qui la necessità di dotarci di un cosiddetto “igrometro per l’edilizia“, il cui scopo è per l’appunto quello di andare a effettuare misurazioni molto precise relativamente ai materiali di costruzione.

Essi sono in grado di cimentarsi con vari materiali e, per questo motivo, è necessario avere ben presenti quelli con cui sono fatte le pareti di casa nostra, per poi agire di conseguenza e dotarsi dell’igrometro idoneo a misurare quei determinati materiali.

Un tipo molto richiesto, per esempio, è l’igrometro per il legno: com’è noto, infatti, nulla è in grado di danneggiare il legno quanto l’umidità in eccesso e, se nella nostra casa sono presenti muri realizzati in questo materiale, come accade sovente nello stile rustico, è assolutamente necessario tenere sotto controllo il livello dell’umidità, onde evitare che le nostre pareti si danneggino e marciscano.

Lo stesso discorso vale ovviamente anche per i nostri mobili, soprattutto se sono stati realizzati con un legno particolarmente pregiato. In che modo, pertanto, è possibile misurarne l’umidità?

È possibile farlo in due maniere diverse: quella distruttiva e quella non distruttiva. La prima viene solitamente utilizzata in contesti diversi da quello domestico, in quanto la misurazione viene effettuata su porzioni di materiale prelevate e poi sottoposte a un preciso processo chimico.

Quando si parla degli interni delle case, invece, viene ovviamente preferita la maniera non distruttiva: in questo secondo caso, infatti, la misurazione avviene semplicemente avvicinando lo strumento alla parete, della quale riesce a rilevare il livello di umidità tramite un apposito sensore in grado di leggerlo e senza ovviamente causare alcun danno ai materiali.

Questo tipo d’igrometro, ovviamente, non è sempre necessario. Viene consigliato nel caso in cui si possieda una casa con gli interni in legno (come nel caso del già citato stile rustico) o una nella quale la muffa tenda ad attecchire in maniera particolare sulle pareti o, ancora, se ci sentiamo particolarmente in ansia per lo stato dei nostri mobili.

In tutti gli altri casi, invece, un buon igrometro tradizionale risulta più che sufficiente a rilevare i livelli di umidità dell’ambiente, permettendoci di tenere sotto controllo la situazione generale.

Igrometro professionale: come usarlo?

Ora che abbiamo descritto con precisione le varie tipologie d’igrometro professionale in uso negli ambienti domestici, è tempo di capire come esso debba essere utilizzato.

Per poter ottenere misurazioni corrette e obiettive è infatti necessario seguire alcune regole, senza le quali si rischierebbe di ottenere valori completamente falsati, rendendo così l’utilizzo del nostro igrometro perfettamente inutile.

Prima di passare all’elenco delle suddette regole, tuttavia, riteniamo opportuno ricordare qual è il valore di riferimento entro il quale deve attestarsi l’umidità presente nella nostra casa: l’ideale sarebbe infatti che essa fosse compresa in un range tra il 45% e il 55%.

In caso di valori superiori, sarebbe opportuno procedere a un’operazione di deumidificazione, magari installando per l’appunto degli umidificatori atti allo scopo; se, al contrario, i valori dovessero risultare inferiori, bisognerebbe invece rendere l’ambiente più umido, onde evitare d’incorrere nei fastidiosi problemi causati dall’aria troppo secca.

Chiarito questo, le regole per poter utilizzare al meglio un igrometro sono le seguenti.

  • Scegliere la giusta posizione: l’igrometro dev’essere posizionato in una zona centrale della casa, in maniera tale da permettergli di ricevere aria in tutte le sue parti. Solo così, infatti, potrà effettuare una misurazione corretta: nel caso in cui venga relegato in un angolo, infatti, l’aria non circolerebbe nella maniera adeguata e i valori da esso rilevati risulterebbero inevitabilmente falsati.
  • Saper interpretare i risultati: usare un igrometro significa tenere presente il fatto che l’umidità è per sua natura variabile e i livelli registrati al mattino saranno inevitabilmente diversi rispetto a quelli serali. Di conseguenza, la scelta del momento in cui decidiamo di rilevare la misurazione è fondamentale.
  • Tenere in considerazione l’altezza: un altro valore molto importante da tenere presente onde evitare di ottenere risultati falsati è quello dell’altezza. L’igrometro, per funzionare al meglio, dovrebbe infatti essere posto a un’altezza compresa tra il metro e il metro e mezzo a partire dal pavimento. In questo modo esso sarà in grado di lavorare al meglio delle proprie possibilità, garantendoci valori affidabili.

Come possiamo vedere, dunque, per poter sfruttare al meglio un igrometro non è sufficiente dotarsi del modello più valido in commercio perché, se non si rispettano le regole fondamentali per il suo utilizzo, rischieremmo comunque di fare un acquisto inutile.

Queste stesse regole, per poter essere messe in atto, necessitano però che l’igrometro venga dapprima tarato: un’operazione fondamentale al fine di garantirne il corretto funzionamento e che tratteremo approfonditamente nel prossimo paragrafo.

– Come tarare un igrometro: i test ai quali sottoporlo

Nel momento in cui decidiamo di acquistare un igrometro, occorre essere consapevoli del fatto che, per poterlo utilizzarle, dobbiamo necessariamente tararlo. Tarare un igrometro significa di fatto testarlo per verificarne l’effettiva validità, preparandolo così per il lavoro che dovrà svolgere per noi.

Per poter effettuare questa operazione bisogna sottoporre il nostro strumento a dei semplici test che, pur essendo molto facili da mettere in atto, si rivelano comunque ottimi ai fini dei nostri scopi. Tra i più comuni e utilizzati, ve ne sono tre che risultano particolarmente efficaci: vediamoli insieme.

Test del panno bagnato

Partiamo subito con la descrizione di quello che rappresenta in assoluto il test più semplice e immediato. Per poterlo mettere in atto è sufficiente avvolgere il nostro igrometro in un panno bagnato e attendere qualche ora, ossia fino a quando lo strumento indicherà un livello di umidità compreso tra il 95% e 100%.

Test del box ermetico

Il secondo test si presenta ugualmente facile e, per certi versi, potrebbe definirsi come una sorta di versione alternativa del precedente. Anche in questo caso, infatti, occorre avvolgere l’igrometro in un panno bagnato che, questa volta, avremo però cura di strizzare a dovere.

Fatto questo dovremo chiuderlo all’interno di un box ermetico o, come altra possibilità, in una busta per la conservazione degli alimenti dotata di chiusura lampo.

Dopodiché sarà necessario attendere circa cinque o sei ore, al termine delle quali potremo andare a verificare la misurazione del livello dell’umidità, che dovrebbe essere compreso tra il 96% – 97%.

Test della tazzina da caffè o “a sali saturi”

Questo terzo e ultimo test che proponiamo rappresenta in assoluto il metodo più scientifico e, in quanto tale, meno immediato e semplice dei precedenti. Per poterlo mettere in atto occorre infatti procurarsi una tazzina da caffè e riempirne la metà con del sale da cucina.

Fatto questo bisogna aggiungere una goccia d’acqua, facendo molta attenzione a non sciogliere il sale. Una volta ottenuta questa soluzione, dovremo immergervi l’igrometro e collocare il tutto all’interno di un contenitore ermetico, per poi lasciarcelo almeno per un giorno intero.

Il valore di umidità che dovrebbe segnare terminato questo periodo si aggirerà intorno al 75%: più il nostro igrometro sarà preciso e più il valore indicato si avvicinerà a questo.

Questi tre che abbiamo indicato rappresentano pertanto le modalità più semplici e comuni per tarare un igrometro: non si tratta di strumenti efficaci al 100% e, per questa ragione, l’ideale sarebbe provarli tutti e tre ed effettuarli più volte fino a essere certi di aver raggiunto dei valori relativamente stabili.

Può anche accadere, in alcuni casi, di entrare in possesso di un igrometro che non può essere tarato e, di conseguenza, potrebbe sembrare inutile sottoporlo a questo tipo di test.

In realtà non è affatto così: in questi casi, infatti, i test diventano utilissimi al fine di determinare lo scarto di errore presente nell’igrometro.

Facendo un esempio che si rifà al primo test: se la percentuale visualizzata è pari al 90%, significa che il nostro strumento ha uno scarto corrispondente al 6% per difetto e, nel momento in cui procederemo a utilizzarlo ufficialmente, dovremo necessariamente tenerne conto, onde evitare di basarci su risultati non veritieri.

Va da sé, naturalmente, che uno scarto troppo elevato denota un cattivo funzionamento dell’igrometro, nel qual caso sarebbe opportuno sostituirlo.

Arrivati a questo punto, dunque, possiamo dire di essere in possesso del giusto numero di informazioni per poter affrontare la presentazione e la recensione dei modelli top d’igrometro presenti in commercio.

Noi ve ne proponiamo un totale di quattro, ciascuno dei quali in possesso di caratteristiche specifiche, che provvederemo a descrivere nel dettaglio, nonché nella maniera più oggettiva possibile. Detto questo, quindi, vi lasciamo al prossimo paragrafo.

– IL MIGLIOR IGROMETRO PER LA CASA: ECCO I QUATTRO MODELLI TOP DEL MERCATO

Quelli che andremo ad elencare e a descrivere qui di seguito sono, come abbiamo anticipato, i quattro modelli top d’igrometro presenti sul mercato.

Di ciascuno di essi analizzeremo caratteristiche e tipologia, illustrando ovviamente anche gli utilizzi che se ne possono fare. Buona lettura!

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Questo primo modello che andiamo a presentare appartiene alla categoria degli igrometri analogici. Il suo aspetto è infatti del tutto simile a quello del quadrante di un orologio rotondo, con due differenti elementi di misurazione: un primo semicerchio, quello superiore, indica i gradi della temperatura; il secondo, più piccolo e posto nella parte inferiore, è invece destinato alla misurazione vera e propria del livello di umidità.

In entrambi i casi i valori vengono indicati dalle lancette e, per semplificare il compito, nel caso dell’umidità il semicerchio è stato suddiviso in tre differenti fasce: quella centrale, con il range più ampio, indica la situazione “comfort”, ossia quella ottimale, che racchiude i valori considerati accettabili.

La seconda, quella sulla parte sinistra, è invece indicata come “dry”, ossia asciutto, secco, e comprende i valori che denotano una mancanza di umidità, con conseguente aria troppo secca; l’ultima fascia, invece, quella posta sulla destra e denominata “dump”, indica tutti quei valori che escono dal range, denotando un vero e proprio eccesso di umidità.

Si tratta, come possiamo vedere, di un igrometro dall’utilizzo semplice e immediato, che può essere facilmente posizionato su di un tavolo così come appeso al muro: le sue dimensioni, del resto, sono le stesse di una sveglia da parete e qualcuno, lì per lì, potrebbe anzi scambiarlo per tale oggetto.

Il suo utilizzo è esclusivamente per gli ambienti interni, il che lo rende il classico igrometro domestico, il cui margine di precisione si aggira intorno al 5%. Questo perché lo strumento è stato opportunamente tarato prima di essere immesso sul commercio ma, a causa delle vibrazioni del viaggio, è comunque consigliata una seconda taratura.

Ricordiamo inoltre che, trattandosi di un igrometro analogico, offre il grosso vantaggio di non necessitare di batterie, con conseguente risparmio economico da parte nostra, risparmio già attuabile in fase di acquisto, visto che parliamo di uno strumento con un prezzo veramente stracciato.

2. Igrometro Colemeter

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Questo secondo modello di cui andiamo a occuparci, a differenza del precedente, appartiene alla categoria degli igrometri digitali: esso presenta pertanto l’aspetto della classica sveglia da comodino, con tanto di display indicante l’ora e provvisto di una cornice di un raffinato e gradevole color bianco.

Trattandosi di uno strumento per la misurazione dell’umidità, oltre all’orario indica ovviamente la temperatura presente in casa e la percentuale di umidità rilevata. Essa viene accompagnata da una faccina che cambia espressione a seconda del livello: quando esso è corretto o, per meglio dire, “comfort”, la faccina è sorridente.

Il lato positivo di questo secondo modello è dato dal fatto che, mostrando i propri rilevamenti su di un display digitale, non si può sbagliare sul risultato, che appare per l’appunto scritto in numeri chiarissimi.

La temperatura può inoltre essere regolata sia in gradi Celsius che in gradi Fahrenheit, a nostro piacimento, selezionando il comodissimo pulsante “Mode”.

Esattamente come il modello precedente, anche l’utilizzo di questo è consigliato per il solo ambiente domestico, in quanto non in possesso delle qualità necessarie per resistere alle intemperie e agli sbalzi di temperatura tipici degli ambienti all’aperto.

Trattandosi di un igrometro digitale, inoltre, necessita dell’utilizzo delle batterie per poter funzionare, che devono ovviamente essere cambiate ogniqualvolta si esauriscono.

Il modo migliore di tenerlo consiste nel montarlo sulla parte, proprio come si fa con gli orologi o con i termometri: l’utilizzo di questo strumento risulta particolarmente consigliato per le persone sofferenti di allergia che, proprio grazie alla sua estrema precisione, godranno della certezza di avere sempre sott’occhio il livello esatto di umidità presente nella loro abitazione.

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Questo terzo modello, a differenza dei precedenti, è decisamente più professionale, in quanto appartenente alla categoria degli igrometri per l’edilizia e, in quanto tale, in grado di misurare l’umidità dei materiali.

Come abbiamo già spiegato, infatti, questo tipo di strumenti riesce a ottenere misurazioni molto precise in merito al grado di umidità presente all’interno dei mobili e delle pareti, siano esse in legno o in calcestruzzo.

Questo igrometro, in particolar modo, funziona con diversi tipi di materiali e, oltre a quelli già citati, può essere sfruttato anche per la tappezzeria, per il cartongesso, per i mattoni e perfino per i pavimenti, offrendo di fatto un servizio per la casa a 360°.

Dotato anch’esso di un comodo display digitale, questo igrometro ha poco a che vedere con l’aspetto della sveglia, presentandosi in tutto e per tutto come uno strumento professionale di rilevazione dell’umidità.

Oltre alla sua percentuale, sullo schermo sono indicati anche i vari materiali di riferimento, tramite un disegnino per ciascuno, nonché lo stato della batteria: un’indicazione molto utile per farci capire quando è necessario sostituirla.

Per risparmiarla il più possibile, l’igrometro è però dotato di un pratico sistema di spegnimento automatico, che scatta dopo che sono trascorsi tre minuti dall’ultimo utilizzo.

Grazie alla presenza della funzione “Hold”, inoltre, esso riesce a rilevare il livello di umidità perfino nei punti più difficilmente raggiungibili: un vantaggio non da poco, se si pensa che, per falsare il funzionamento della maggior parte degli igrometri, è sufficiente metterli in un angolo anziché nelle zone centrali delle casa.

Un difetto, questo, che il nostro modello non possiede. Come ulteriore aiuto, è anche dotato di un pratico segnale acustico che scatta nel momento in cui il valore dell’umidità è stato rilevato e che all’occorrenza può anche essere spento.

Anche in questo caso, pertanto, ci troviamo ad avere a che fare con un eccellente strumento di rilevazione dell’umidità degli interni, più nello specifico dei materiali interni: il suo utilizzo è pertanto consigliato a coloro che possiedono mobili o tappezzerie di particolare pregio e che un livello eccessivo di umidità potrebbe pertanto rovinare.

4. Igrometro ThermoPro TP50

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Con quest’ultimo modello, chiudiamo ufficialmente la “top four” dei migliori igrometri sul mercato e lo facciamo tornando al classico rilevatore digitale che, in quanto tale, è dotato di un comodissimo display in cui i risultati appaiono molto chiari e precisi.

Degno di nota, in questo caso, è il fatto che, oltre alla percentuale di umidità e temperatura, vengano indicati anche i range di riferimento per ciascuna: si tratta di un optional molto gradito, che consente a chi si dota di questo strumento di comprendere meglio ciò che legge.

La struttura di questo igrometro risulta inoltre particolarmente apprezzabile in quanto, oltre a essere provvisto di una bella cornice bianca, è dotato anche di un supporto nella parte posteriore, grazie al quale può essere collocato sul tavolo o sul comodino esattamente come se fosse un portafoto.

Sotto l’aspetto tecnico, invece, si tratta di uno strumento anch’esso per uso interno e domestico, che offre la possibilità di scegliere se misurare la temperatura in gradi Celsius o Fahrenheit, a nostra discrezione.

Oltre a questo, è giusto sottolineare il fatto che il sensore di cui è dotato è stato progettato per funzionare a lungo termine, offrendo risultati che rimangono stabili e affidabili nel corso del tempo.

L’unico ostacolo in grado di fermare il suo ottimo funzionamento è ovviamente dato dall’esaurirsi della batteria ma, trattandosi di un dispositivo digitale, è un inconveniente del quale occorre obbligatoriamente tener conto.

– Conclusione

Come abbiamo avuto modo di vedere, esistono diverse tipologie d’igrometro e, anche se quello di cui necessitiamo è un banale strumento di rilevazione dell’umidità casalinga, abbiamo a disposizione varie possibilità fra le quali poter scegliere. Ciò che conta, pertanto, è dotarsi del rilevatore più adatto a noi e alle nostre esigenze.

I quattro che abbiamo proposto rientrano tra i prodotti migliori che il mercato mette a disposizione e tra di essi, il terzo modello è indubbiamente quello più professionale e, in quanto tale, consigliato solo per un determinato tipo di abitazioni, come abbiamo già avuto modo di specificare.

In merito ai restanti, invece, la scelta risulta abbastanza indifferente, in quanto si tratta sempre di modelli molto validi ed efficaci.

Stabilire quale sia meglio rispetto all’altro, in questo caso, dipende più che altro dai nostri gusti personali, legati al metodo di misurazione con cui ci troviamo meglio: quello analogico un po’ vecchio stile o il più moderno digitale.

Eliana Tagliabue

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