Se il termine geotessuto non vi dice nulla, al contrario, forse, l’espressione tessuto non tessuto non vi è del tutto nuova. Questo materiale, infatti, riveste un ruolo fondamentale non solo in edilizia. Anzi, in quest’ambito la sua presenza da molti è assolutamente ignorata.

Ad esempio, il tessuto non tessuto, con l’avvicinarsi della stagione invernale, per le use ottime proprietà isolanti, viene comunemente impiegato per proteggere dal freddo e dal gelo diversi tipi di fiore, piante ed ortaggi che non possono essere messi a dimora. È possibile acquistarlo in teli o in rotoli di varie dimensioni, in qualsiasi floricultura o nei centri dedicati al fai da te.

Le applicazioni riguardanti i geotessili, però, non si limitano a questo! Si tratta di materiali estremamente versatili, che presentano caratteristiche uniche che li rendono adatti ad innumerevoli ambiti.

Oggi, dunque, dopo avervi spiegato bene a cosa ci si riferisce quando si parla di tessuto non tessuto, vogliamo parlarvi del sul suo utilizzo in edilizia. Vi illustreremo così i vari campi di applicazione del TNT e i vantaggi che il suo impiego comporta.

Materiale TNT cos’è

Il tessuto non tessuto, quasi sempre identificato con il suo acronimo TNT, è una sorta di tessuto artificiale costituito da fibre sintetiche di varia natura, generalmente a base di polipropilene o poliestere.

La nomenclatura di questo materiale deriva proprio dal fatto che le fibre che compongono non sono intrecciate in modo regolare come avviene per i tessuti (con trama ed ordito), ma sono disposte in modo del tutto casuale.

In inglese il TNT viene chiamato “nonwoven”, in tedesco “vliesstoffe” ed in francese “no tisse”. Il concetto non cambia. Quel che è certo è che proprio questa sua mancanza di una trama regolare ne ha determinato le proprietà e ne ha decretato, di fatto, il successo.

Inizialmente, il tessuto non tessuto veniva prodotto con una metodologia simile a quella utilizzata per realizzare la carta. Lo scopo era quello di utilizzarlo come alternativa ai tessuti: una solzione a basso costo, per impieghi usa getta.

Ad esempio, si pensi ai camici dei dottori, alle cuffie o ai copri scarpe usati negli ospedali; ai teli utilizzati sui lettini delle sale visita o dall’estetista, ecc…

Con il passare del tempo, però, le tecniche di realizzazione di questo materiale si sono affinate ed il TNT ha trovato largo impiego nei campi più disparati. Tipico, ad esempio, il caso già citato dell’orticultura e floricultura.

In quest’ambito i teli di tessuto non tessuto possono trovare applicazione sia come elemento pacciamante che come protezione dai parassiti, ma anche e soprattutto per preservare dal gelo, dalla grandine o dalla pioggia eccessiva piante e fiori, senza per questo privarle della luce.

Tessuto non tessuto edilizia

Il tessuto non tessuto, come già detto, proprio in virtù della sua estrema versatilità, trova applicazione in diversi settori e nei contesti più disparati, anche in campo edile e per le realizzazione di grandi opere civili.

Quando viene impiegato in edilizia, il TNT, sovente, viene chiamato anche geotessuto. Questa nomenclatura deriva del fatto che, in quest’ambito, si ha a che fare con un materiale che trova applicazione principalmente a diretto contatto con la terra, o con altri materiali da costruzione, ma sempre per la realizzazione di opere geotecniche o di ingegneria idraulica.

Ad esempio, i geotessili trovano ampio spazio nel consolidamento e nella stabilizzazione dei terreni, così come nella realizzazione di trincee drenanti, nella protezione di argini marittimi, di canali o di fiumi.

I geotessili, però, oltre che per la realizzazione di importanti opere geotecniche ed idrauliche, in edilizia reclamano il proprio spazio anche in altre modalità d’impiego.

Cerchiamo, dunque, di passare brevemente in rassegna le principali.

Spesso il TNT viene impiegato come strato separatore per masselli autobloccanti posati su terreni soffici, specie nel caso in cui questi debbano essere carrabili, fungendo così non solo da separazione drenante, ma anche da aiuto per la ripartizione dei carichi. Teli di TNT sono utili anche come copertura ai getti di calcestruzzo, per garantirne una maturazione ottimale, un po’ come avviene per le piante.

Altro utilizzo frequente del tessuto non tessuto è a protezione delle guaine impermeabilizzanti, per mantenere le fondazioni asciutte. In questi frangenti l’utilizzo di geotessili è utile per prevenire il manifestarsi di determinate patologie edilizie, legate alle infiltrazioni d’acqua.

Dove vi sono tetti verdi, giardini pensili e manti erbosi realizzati al di sopra di garage interrati vi è sempre uno strato di TNT che serve a drenare e ad evitare fenomeni di marcescenza delle radici delle piante, proteggendo l’impermeabilizzazione durante le fasi di reinterro.

Sempre più frequentemente persino per i tetti si sente parlare di tessuto non tessuto assorbente, specie quando si ha a che fare con coperture lignee. In questi frangenti il TNT può fungere da guaina di protezione, idrorepellente, traspirante o termo-riflettente e quest’ultima caratteristica può rivelarsi davvero fondamentale per l’isolamento degli ambienti interni.

Quelle che abbiamo citato sono solo alcune delle possibili applicazioni dei geotessili in edilizia.

Trattandosi di un materiale capace di soddisfare le esigenze più disparate è chiaro che, a seconda dell’utilizzo che se ne deve fare, si opterà per un determinato prodotto piuttosto che per un altro. Il TNT per l’edilizia, piuttosto che in fogli, viene generalmente venduto in rotoli, più o meno grandi. Le possibilità attualmente presenti in commercio sono davvero innumerevoli, sia per quanto concerne la grammatura, che per altre caratteristiche più specifiche.

In generale le principali caratteristiche di un geotessuto sono: l’idrorepellenza, la permeabilità all’aria, la resistenza sia ad alte che a basse temperature, la morbidezza, la flessibilità e la versatilità. Da non sottovalutare anche che si tratta di materiali facili da tagliare e posare, ma difficili da strappare, atossici ed anallergici.

Inoltre, alcuni trattamenti o lavorazioni particolari consentono al TNT di divenire anche, a seconda dei casi: idrofilo, impermeabile al 100%, ignifugo, antistatico, resistente ai raggi ultravioletti, ecc… Senza contare che, in taluni frangenti, il TNT può venir accoppiato a materiali diversi, con lo scopo precipuo di garantire determinate prestazioni particolari.

Infine, è bene precisare che in edilizia tra i vari “geosintetici” si trovano, oltre a quelli “non tessuti” di cui abbiamo appena parlato, anche quelli tessuti, realizzati con trama e ordito.

In generale, tali geotessili hanno un elevato modulo di elasticità ed una grande stabilità dimensionale. A seconda delle materie prime utilizzate per la loro produzione e del tipo di struttura si distinguono: georeti, geogriglie, geocelle, geomatrici e geocompositi.

Ciascuna delle categorie suddette ha consistenza e comportamento differente e viene utilizzata per un ben preciso scopo. In particolare, i geocompositi si ottengono con l’accoppiamento di geotessili non tessuti a geomembrane e/o georeti e racchiudono al loro interno una gamma piuttosto ampia ed articolata di prodotti, generalmente con proprietà filtranti e drenanti.

Concludendo

Ovviamente, per quanto concerne i geotessili non ci siamo potuti addentrare troppo in tecnicismi, ma dubito vi sarebbe stato utile.

Ora, certamente, però, siete consapevoli del fatto che il TNT non serve solo in inverno per coprire i vostri gerani sul balcone!

Sempre più spesso i geotessuti trovano spazio anche in edilizia, pertanto non sorprendetevi se il vostro architetto, nel proporvi una nuova soluzione per il tetto o per la risistemazione del vostro giardino, dovesse farne menzione.

Sara Raggi

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