Si sente sempre più spesso parlare di filtri capaci di migliorare la qualità dell’acqua all’interno delle nostre case. Questi possono essere utilizzati indipendentemente dal fatto che l’acqua provenga direttamente dall’acquedotto, piuttosto che da un collettore di raccolta dell’acqua piovana, o ancora da un pozzo.

I dubbi in merito, però, sono tanti, così come i pregiudizi e le false credenze legate a questo tipo di apparecchi, che peraltro possono essere di vario tipo e sono pensati per svolgere funzioni diverse a seconda dei casi.

Innanzitutto, è bene chiarire fin da subito che, un sistema di filtrazione non fa miracoli e non è in grado di trasformare l’acqua non potabile in potabile, né viceversa. Inoltre la depurazione dell’acqua può essere effettuata in molti modi differenti. Ci sono filtri anticalcare, a sedimenti, magnetici, a carboni attivi, ad osmosi inversa, a cartuccia filtrante, a polifosfati, ecc…

Cerchiamo dunque di capirci qualcosa di più, soffermandoci nello specifico sui filtri anticalcare, altrimenti noti anche come addolcitori.

Filtri e sistemi depurativi per l’acqua

Ci siamo già occupati di acqua e di sistemi depurativi ad essa dedicati parlando di caraffe filtranti. In quel caso la nostra attenzione si era concentrata sulla qualità dell’acqua potabile che sgorga dai nostri rubinetti. Ovviamente, molto dipende da dove ci si trova e generalizzare non è corretto.

Oggi, però, vogliamo accantonare per un momento la questione dalla bontà dell’acqua da bere, per valutare, invece, i danni che essa potrebbe fare non tanto alla nostra salute, quanto piuttosto a quella degli elettrodomestici, degli impianti e delle tubature della nostra casa. In tal senso, di certo, il calcare nell’acqua rappresenta un grosso problema, in parte risolvibile.

Nonostante le polemiche ed i dubbi di quanti sostengano che la purificazione dell’acqua, per essere davvero efficace, dovrebbe avvenire a monte delle utenze domestiche, vediamo di orientarci nel mondo dei filtri e dei sistemi depurativi, per poterci fare un’idea personale riguardo alla questione.

Tipologie di filtri e depuratori

Per depurare e migliorare l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti di casa, esistono diverse metodologie di depurazione: ognuno dovrà scegliere quella più adatta al suo caso. L’analisi effettiva della qualità dell’acqua, così come quella dello stato degli impianti sono i primi passi da fare per capire come muoversi correttamente, senza sprecare inutilmente energie e denaro.

Sono sostanzialmente cinque le tipologie principali di depurazione delle acque, tra le quali scegliere, in primis, a seconda della reale problematica riscontrata.

Filtri fisici a cartuccia filtrante

Il filtraggio più comune e convenzionale è quello effettuato per mezzo di una cartuccia filtrante. Si tratta di filtri privi di un vero e proprio principio attivo, che riducono la torbidità dell’acqua ed agiscono in modo puramente meccanico trattenendo le particelle in sospensione. La capacità di filtrazione si può regolare a seconda della dimensione delle particelle da trattenere, scegliendo in maniera opportuna il diametro di filtrazione delle cartucce, che può variare da 5 a 100 μm (micron).

I filtri a cartuccia, ad esempio, sono utili per trattenere la sabbia che facilmente si trova all’interno dei collettori di raccolta dell’acqua piovana, oppure possono filtrare le micro-particelle che talvolta sono contenute nell’acqua nel momento in cui fa il suo ingresso nella rete domestica.

Diversamente non sono molto utili in ambito casalingo perché l’acqua che sgorga dai rubinetti è già priva di questi elementi così evidenti. Questi filtri quasi sempre sono lavabili, nonostante ciò è necessario prevedere una sostituzione periodica della cartuccia.

Filtri fisici ad osmosi inversa

Un altro procedimento di filtrazione fisico è quello di “osmosi inversa” che presuppone l’installazione di un particolare dispositivo sotto il vostro lavandino.

In questo modo l’acqua passa attraverso una membrana permeabile che separa le particelle più grosse dall’acqua.

Filtri acqua anticalcare (addolcitori)

I cosiddetti addolcitori per l’acqua servono a diminuire la presenza di calcare. Vedremo di approfondire nel proseguo della trattazione quanti e quali filtri di questo tipo è possibile trovare in commercio.

Filtri a carboni attivi

Questi sistemi filtranti, generalmente collegati direttamente ai rubinetti di casa, sono in grado di depurare l’acqua, privandola di diversi agenti inquinanti, come i clorati, i trialometani e i pesticidi, che risultano molto dannosi per la salute. Non sono però efficaci rispetto alla presenza di nitrati, calcio e batteri, che sono altrettanto pericolosi.

Un filtro a carboni attivi è perfetto nei casi in cui, ad esempio, l’acqua che sgorga dai vostri rubinetti abbia un sapore di cloro. Spesso, all’ingresso dell’impianto vengono installati dei pre-filtri (o filtri cosiddetti a sedimento), in modo tale che i carboni attivi non si sporchino eccessivamente. Questi tuttavia devono essere sostituiti almeno una volta all’anno.

Filtri a scambio di ioni

Questi filtri, che periodicamente vanno rigenerati, utilizzano delle resine selettive per eliminare nitrati e ioni metallici dall’acqua, ma nulla possono contro i batteri.

Attualmente, comunque, sono tantissimi i filtri che consentono, in vario modo, di risolvere puntualmente il problema legato alla qualità dell’acqua. Tra questi citiamo i filtri a caraffa, quelli da montare direttamente al singolo rubinetto, oppure i filtri dedicati al piano cucina. Ora però concentriamoci sul calcare.

A cosa serve un filtro anticalcare

Sono diversi i frangenti in cui l’impiego di un filtro anticalcare per l’acqua può rivelarsi davvero utile, se non addirittura provvidenziale. In teoria, già dal termine si evince quale sia lo scopo di questo elemento: ovvero rendere più pulita l’acqua di casa e soprattutto privarla del calcare che essa contiene nel momento in cui, passando dalle condutture, arriva alle singole utenze.

Forse non tutti, però, sanno perché il calcare nell’acqua rappresenta un problema! Come si evince dalle innumerevoli pubblicità che spopolano in tv e che reclamizzano prodotti anticalcare, la presenza di calcare nell’acqua può pregiudicare seriamente l’efficienza degli elettrodomestici. Non sono però solo gli elettrodomestici a soffrire: anche le caldaie e gli impianti di riscaldamento domestici ne risentono non poco!

Tutti abbiamo in mente l’eloquente immagine della serpentina della lavatrice completamente incrostata da una patina bianca e resa, dunque, inutilizzabile. Ecco, allora, che in alternativa all’impiego della pastiglia anticalcare da inserire nel cestello ad ogni lavaggio è possibile pensare di agire sul problema a monte, immettendo nella lavatrice, ma anche all’interno di ogni altro elettrodomestico ed in tutta la rete idraulica domestica, dell’acqua già priva di calcare.

Come fare?

Ovviamente con un apposito depuratore. Prima, però, di capire com’è fatto un filtro anticalcare vediamo di comprendere per quale ragione si forma il calcare e quali danni può causare.

La presenza del calcare dipende dalla durezza dell’acqua. Vengono comunemente definite acque dure quelle in cui si riscontra una maggior presenza di calcio e magnesio e sono queste, dunque, le acque più soggette al pericolo di formazione di calcare.

Per tale ragione i filtri anticalcare vengono spesso definiti addolcitori, in quanto diminuiscono la durezza dell’acqua rendendola più dolce. Non sempre però la soluzione migliore è quella di modificare la composizione dell’acqua!

Nella pratica, le incrostazioni calcaree si formano a causa degli ioni di calcio e magnesio presenti nell’acqua. Questi, durante i processi di riscaldamento si sedimentano e si depositano sulle superfici, causando danni. Nei casi più gravi si verifica anche corrosione delle tubature, data dall’anidride carbonica che viene a crearsi durante le reazioni chimiche che ad alte temperature avvengono nell’acqua più dura.

Vediamo ora tra quali filtri è possibile scegliere per riuscire a ridurre il calcare addolcendo l’acqua di casa, o per far sì che questo non si depositi formando le classiche incrostazioni.

Tipologie di filtri anticalcare

Le strategie per risolvere il problema legato alla presenza del calcare nell’acqua sono diverse. Nella maggior parte dei casi, oggi, si ricorrere: a filtri anticalcare magnetici, che agiscono attraverso un trattamento di tipo fisico; o a filtri ai polifosfati; oppure ancora (ma sempre meno) ai cosiddetti addolcitori, che dal canto loro utilizzano invece un processo chimico per modificare le proprietà dell’acqua.

Addolcitore d’acqua

Gli addolcitori d’acqua, propriamente detti, sono composti da resine a scambio ionico, che consentono di sostituire gli ioni di calcio e magnesio presenti nell’acqua e responsabili della durezza dell’acqua, con ioni di sodio e potassio, modificando chimicamente i sali disciolti in acqua.

Filtri magnetici

I filtri anticalcare magnetici funzionano in maniera profondamente diversa rispetto agli addolcitori, poiché sfruttano la capacità dei magneti di disgregare il calcare. Tali filtri, infatti, non modificano in alcun modo la durezza dell’acqua.

Il calcio resta, ma grazie all’azione di un campo magnetico, questo si trasforma, presentandosi così sotto forma di sali duri di aragonite, che restano in sospensione e non si depositano producendo pericolose incrostazioni. Ciò che varia, dunque, è la qualità del calcio presente, non la sua quantità!

Filtri ai polifosfati

Un filtro anticalcare ai sali polifosfati può essere installato subito dopo il contatore, all’ingresso della tubazione proveniente dalla rete, oppure appena prima del singolo apparecchio da proteggere (una caldaia, lo scaldabagno, la lavatrice…). I gel polifosfati agiscono chimicamente sui componenti del calcare, impedendo la formazione di incrostazione, poiché mantengono allo stato liquido gli ioni di calcio e magnesio disciolti in acqua.

La domanda sorge spontanea: che problema possono dare i polifosfati in acqua potabile? I sali polifosfati fanno male alla salute?

Assolutamente no! I polifosfati vengono largamente impiegati anche nell’industria alimentare, pertanto non si corre alcun pericolo. Essi formano un biofilm all’interno delle tubazioni, prevenendo la corrosione ed ostacolando il deposito e l’aggregazione dei cristalli di calcio e magnesio.

Filtro anticalcare lavatrice

La lavatrice, si sa, è di certo l’elettrodomestico che maggiormente risente della presenza del calcare, anche a causa delle alte temperature. In genere ci si accorge che c’è un problema quando la lavatrice non fa più bene il suo lavoro ed i capi appena lavati non sono più morbidi.

In questi casi, a causa delle incrostazioni calcaree depositatesi sulla serpentina, la macchina ci impiega troppo a riscaldare l’acqua, facendo lievitare conseguentemente anche le spesa in bolletta. Ecco dunque, che in alternativa alle costose pastiglie anticalcare da utilizzare ad ogni lavaggio, l’installazione di un filtro può essere provvidenziale, nonché decisamente conveniente anche economicamente parlando!

Filtro anticalcare caldaia

Tutti pensano alle lavatrici, ma anche le caldaie, siano esse tradizionali oppure a condensazione, risentono non poco della presenza del calcare nell’acqua. Il calcare è il primo nemico degli impianti di riscaldamento: è bene esserne consapevoli e correre ai ripari installando decalcificatore caldaia.

A tal proposito, il DPR 74/2013, in linea con le ultime direttive europee, regola il controllo e la manutenzione degli impianti di riscaldamento domestici e tra gli aspetti da tenere in debito conto cita proprio la durezza dell’acqua.

L’installazione di appositi filtri anticalcare può risolvere il problema addolcendo l’acqua ed evitando così sia danni agli impianti che inutili sprechi di energia per il riscaldamento domestico. Speso si impiegano polifosfati in polvere per caldaia o appositi gel. La caldaia, non essendo più rallentata dall’azione del calcare, riscalderà con più facilità e con maggior velocità, migliorando le sue prestazioni.

Il decreto interministeriale del 26 giugno 2015, inoltre, con particolare riferimento al trattamento delle acque negli impianti termici, ha imposto di utilizzare un dosatore di polifosfati sia nell’installazione di nuove caldaie, sia nelle operazioni di sostituzione di quelle esistenti. Fate attenzione, dunque, perché in base alla zona in cui vi trovate e a seconda della durezza dell’acqua, in caso la vostra caldaia non fosse provvista di adeguati filtri anticalcare potreste incorrere in multe anche molto salate, che arrivano fino a 3000 €!

Come già detto, però, in commercio anche tra i filtri anticalcare ne esistono di diverse tipologie.

Opinioni dei consumatori

Sul filtro anticalcare della lavatrice le opinioni dei consumatori sono concordi, così come anche per la caldaia. I filtri servono e funzionano. Ma quale scegliere?

Sia per la protezione della lavatrice che per quella della lavastoviglie riceve ottime recensioni da parte dei consumatori il filtro a ali polifosfati AcquaWash di Acquasan, che promette grandi risultati a fronte di un piccola spesa!

Buone anche i feedback sui dosatori idrodinamici ai sali polifosfati di Cillit, con relative cartucce sostituibili. Apparecchi di questo tipo, in molti casi, vengono installati all’ingresso primario dell’acqua dall’acquedotto verso la rete domestica, risolvendo così in una sola volta il problema della caldaia e quello degli elettrodomestici.

Per chi invece preferisce i filtri magnetici un’ottima idea sono le sfere magnetiche Legenden, da inserire direttamente nel cestello della lavatrice o nella lavastoviglie; oppure gli appositi raccordi da montare sulle tubature prima dell’ingresso nell’elettrodomestico o anche a monte della caldaia, come Xcal di Acquamax o quello di Watermark.

Concludendo

Come avrete capito, se siete consapevoli del fatto che nella zona in cui abitate l’acqua è particolarmente dura e ricca di calcare, ricorrere all’utilizzo di appositi filtri che risolvano questa specifica problematica è un’ottima idea.

Questi non solo vi consentiranno di mantenere in salute gli elettrodomestici, ma noterete da subito una maggior efficienza anche dell’impianto di riscaldamento, ottenendo, a fronte di un piccolo investimento iniziale, un risparmio in bolletta!

L’unica cosa a cui fare attenzione è la manutenzione. Filtri e depuratori, perché siano davvero efficaci, vanno controllati, puliti e i materiali di consumo che ne fanno parte (in caso di necessità) vanno sostituiti periodicamente. Diversamente, un sistema di depurazione non solo non serve a nulla, ma la sua presenza potrebbe addirittura risultare dannosa.

Sara Raggi

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