– Il calcare: cos’è e perché è dannoso

Il calcare è un residuo naturale che si forma all’interno dei tubi dell’acqua o dei circuiti di funzionamento dei vari elettrodomestici.

La sua presenza non è uguale in tutte le regioni ma dipende dal tipo di acqua, ossia dalla presenza specifica di calcio e magnesio disciolti all’interno dell’acqua stessa.

Quando si effettua un processo di riscaldamento e raffreddamento di una determinata quantità d’acqua, automaticamente gli ioni di calcio e magnesio presenti nell’acqua precipitano, ossia si depositano sul fondo dando vita incrostazioni di dimensioni più o meno ampie a seconda della concentrazione in acqua di questi due elementi.

Il calcare, quindi, non rappresenta solo un problema estetico: se da un lato le incrostazioni che si verificano intorno a un rubinetto, infatti, possono essere esteticamente poco piacevoli, dall’altro va sottolineato che questo elemento è in grado di provocare danni maggiori: esso, infatti, può corrodere le tubature creando danni economici anche ingenti.

La pericolosità della presenza del calcare all’interno delle tubature e degli impianti è tale che la Comunità Europea ha presentato delle direttive specifiche sulla regolamentazionemanutenzione di tutti quegli impianti all’interno dei quali circolano acque con residui fissi elevati, ossia con elevati contenuti di calcio e magnesio. Per legge, quindi, è necessario effettuare valutazioni degli impianti a intervalli di tempo differenti a seconda della regione in cui si vive.

Per rimediare alla presenza di un’acqua troppo dura è possibile scegliere di utilizzare filtri anticalcare. Questi prodotti, contrariamente a quanto si pensa, non sono in grado di abbassare la durezza dell’acqua ma evitano la deposizione del calcare andando a variare la forma delle molecole dei sali di calcio che, in tal modo, restano maggiormente solubili e non tendono a depositarsi creando le antiestetiche e pericolose incrostazione.

– I filtri anticalcare: le tipologie presenti sul mercato

In commercio esistono due tipologie principali di filtro anticalcare, ossia i modelli con dosatore o quelli magnetici. In entrambi i casi, il loro scopo non è solo quello di ridurre la deposizione di calcare ma anche e soprattutto di migliorare le condizioni dei diversi impianti attraversati dall’acqua garantendone anche una maggiore efficienza energetica. Per questo motivo i filtri anticalcare sono considerati non solo pratici e utili ma soprattutto ecologici.

I modelli di filtro con dosatore sono caratterizzati da un serbatoio all’interno del quale è contenuto un particolare gel a base di polifosfati. Il gel reagisce con gli ioni di calcio e magnesio trattenendoli dal precipitare ossia restando disciolti nell’acqua. L’uso di questo tipo di dosatore permette di ridurre la corrosione delle tubature e degli impianti e, inoltre, assicura un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica che si forma quando le acque dure vengono portate ad elevata temperatura.

I filtri anticalcare magnetici sono ancora più efficienti di quelli con dosatore. Come si può comprendere dal nome essi fanno uso di un campo magnetico che viene attivato dalla presenza di magneti contenuti all’interno del filtro stesso. I magneti, altamente resistenti sia all’acqua che alle temperature elevate, funzionano come i polifosfati presenti nei modelli con dosatore.

Essi, infatti, intervenendo sulla forma e composizione delle molecole di carbonato di calcio, ne incrementano la solubilità evitando che queste si depositino incrostando le tubature e gli impianti. Bisogna sempre ricordare che fare uso di un filtro anticalcare non permette solo di abbattere il deposito di calcare.

Questi prodotti, infatti incrementano l’efficienza energetica di tutti quegli elettrodomestici che fanno uso di acqua ad elevate temperature e, pertanto sono soggetti a deposizione di calcare. Questo elemento, infatti, rallenta il regolare passaggio dell’acqua e la prestazione dei diversi elettrodomestici.

– Il funzionamento del filtro anticalcare magnetico: le opinioni degli esperti

Quando si parla di filtro anticalcare magnetico le opinioni degli esperti sono alquanto contrarie. Vi sono infatti studi scientifici che ne dimostrano l’efficacia e altri che, viceversa, sembrano presentare risultati non in grado di sostenere la tesi del perfetto funzionamento di questo tipo di prodotto.

Per comprendere meglio il motivo di tale differenza di idee è necessario comprendere meglio quale sia il funzionamento di questo tipo di anticalcare.

I filtri magnetici sono strutture di dimensioni più o meno grandi a seconda che devono essere utilizzati per gli impianti domestici o industriali. Nel primo caso, essi sono quasi sempre formati da magnetite o ferrite, in grado di emettere un campo magnetico specifico, di circa compreso tra 0.1/0.2 Tesla.

L’intensità del campo magnetico è fondamentale per garantire il corretto funzionamento di questi dispositivi, ossia per assicurare la deformazione delle molecole di carbonato di calcio.

Il posizionamento dei filtri non può essere casuale: essi vanno infatti disposti all’ingresso e all’uscita dell’utenza. In questa posizione, i magneti possono operare impedendo la precipitazione degli ioni di carbonato di calcio e magnesio per la formazione del calcare. L’influenza dei magneti a una specifica intensità di campo, infatti, porta alla trasformazione delle molecole di carbonato di calcio in una forma più solubile, ossia meno propensa alla precipitazione.

– Dalla calcite all’aragonite

Per comprendere come funziona un filtro anticalcare magnetico è necessario introdurre alcuni concetti di cristallo-chimici, relativi alle modalità di cristallizzazione dei sali di calcio. Le acque definite dure contengono in soluzione un gran numero di sali, in particolare di calcio, la cui tendenza è quella di depositarsi sotto forma di calcite.

La calcite è un cristallo formato da carbonato di calcio e caratterizzato dal legarsi in forma romboedrica. Il motivo per cui la calcite si deposita e va a formare il calcare è proprio la forma di questo cristallo. In questa forma, infatti, il carbonato di calcio presenta un elevato potere addensante, ossia tende a lasciare la soluzione in cui si trova disciolto per depositarsi.

Il deposito, dapprima caratterizzato da un sottile strato biancastro, poi sempre più consistente, tende a ridurre le sezioni dei tubi ossia a intralciare il regolare passaggio di altra acqua. In casi gravi, il calcare può completamente occludere le tubature creando intasamenti per eliminare i quali è necessario intervenire con acidi potenti o meccanicamente, tramite la caratteristica molla stura-tubi.

L’innovazione dei filtri magnetici sta nel fatto che essi operano non eliminando il calcare formato, ma evitandone la deposizione. Il tutto senza apportare modifiche alle caratteristiche chimiche dell’acqua. Il campo magnetico che essi formano, infatti, va a influenzare proprio il carbonato di calcio, ma prima che esso crei i cristalli di calcite.

La magnetizzazione del filtro produce un cambiamento di orientamento del calcio disciolto in soluzione che, soggetto al flusso magnetico, non riuscirà a formare cristalli di calcite ma tenderà a formare un altro minerale del calcio, ossia l’aragonite. Calcite e aragonite presentano la stessa composizione, ma differente abito cristallino. Questo rende i due cristalli uguali dal punto di vista chimico ma differenti per quanto riguarda le proprietà fisiche.

In particolare l’aragonite ha una forma ad ago, meno compatta e che, soprattutto, non ha una tendenza a depositarsi come la calcite. Pertanto, in presenza di aragonite, anche se l’acqua è ricca di calcio, non si formerà il calcare. L’aragonite, infatti, per depositarsi ha bisogno di temperature e pressioni particolari, non compatibili con gli impianti e i sistemi idraulici domestici. Per questo motivo, essa continuerà a scorrere all’interno dell’acqua senza formare alcun deposito.

– Filtro anticalcare magnetico: funziona?

Come già accennato in precedenza, per quanto siano stati effettuati una serie di studi sul corretto funzionamento dei filtri magnetici, i risultati sono ancora contrastanti. Tuttavia, va sottolineato che per avere dei risultati sicuri, ossia per eliminare completamente i depositi di calcare, bisogna valutare con attenzione sia la durezza dell’acqua che la potenza del campo magnetico generato dal filtro.

A seconda dell’area di residenza, infatti, l’acqua del rubinetto può presentare caratteristiche chimico-fisiche differenti, ossia può essere più o meno ricca in ioni calcio. Nel caso in cui si ha a che fare con acque dure, quindi, sarà necessario optare per un tipo di magnete leggermente più potente. Viceversa, quando le acque hanno una durezza media, può essere sufficiente anche un magnete in grado di produrre un campo magnetico di intensità non troppo elevata.

Va poi sottolineato un particolare molto importante, ossia quello relativo alla presenza di ferro nell’acqua o nelle tubature. Il ferro nell’acqua potabile, secondo la normativa vigente, può essere presente in concentrazioni ridotte, ossia non superiore ai 200 nanogrammi su litro.

Bisogna tuttavia evidenziare che l’utilizzo di un magnete per un’acqua con 200 nanogrammi di ferro a litro potrebbe avere un funzionamento leggermente compromesso rispetto a quello che viene utilizzato, ad esempio, su un acqua con una quantità di ferro inferiore. La presenza del ferro, infatti, potrebbe disturbare il campo magnetico e, di conseguenza, l’influenza che questo ha sui cristalli di calcite/aragonite.

Questa situazione potrebbe essere maggiormente aggravata quando ci si trova in presenza di vecchie tubature in ferro. Per avere la massima efficacia dall’utilizzo di un anticalcare magnetico, pertanto, è necessario che esso sia utilizzato su tubi in rame o in plastica. Infine, va sottolineato che per avere un risultato realmente efficiente, ossia per avere la certezza di un corretto funzionamento del magnete, è necessario valutare non solo la forza di campo emessa o la composizione dell’acqua ma anche la frequenza d’uso.

Un rubinetto che viene usato di frequente, infatti, ha maggiore possibilità di dare vita a depositi calcarei rispetto a uno che non viene mai aperto. Per questo motivo, quando si sceglie il filtro anticalcare magnetico è necessario porre particolare attenzione a questi diversi parametri per avere la certezza di acquistare il filtro giusto. Un filtro troppo debole, infatti, potrebbe contribuire a una diminuzione dei depositi ma non a una totale eliminazione.

– Conclusioni

Per concludere, va ricordato che i filtri magnetici non funzionano a batteria ma solo grazie alla presenza di uno o più magneti in grado di generare un campo. Per questo motivo, se utilizzati correttamente, essi possono durare anche diverse decine di anni e garantire sempre un risultato eccellente, risolvendo del tutto il problema dei depositi di calcare.

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