Forse nell’ultimo periodo vi sarà capitato di sentir parlare del fibrogesso, materiale molto utilizzato nella realizzazione delle nuove costruzioni, ma anche nei lavori di ristrutturazione, manutenzione e di riqualificazione energetica.

Oggi, infatti, le varie tecnologie a secco, specie se ecocompatibili ed a basso impatto ambientale, stanno assumendo sempre maggior rilevanza in edilizia.

Probabilmente molti di voi, sentendo citare il gessofibra, avranno creduto che si trattasse di un modo alternativo per definire i classici pannelli di cartongesso, ma così non è! Anche se vedendone un pannello di certo, un profano, non ne avrà colto l’essenza e la diversità rispetto ad una comune lastra di cartongesso!

In realtà, però, il fibrogesso, sebbene a prima vista possa sembrare molto simile al cartongesso, rappresenta invece una più che valida alternativa ad esso, rispetto al quale è in grado di offrire innumerevoli vantaggi.

Vediamo dunque di capire com’è fatta una lastra di gessofibra, quali sono le sue principali applicazioni e per quale motivo, soprattutto in alcuni casi, può convenire optare per una soluzione del genere.

– Il fibrogesso: una valida alternativa al cartongesso

Cartongesso e fibrogesso sono, evidentemente, materiali da costruzione. La loro principale applicazione riguarda la realizzazione di pareti interne e controsoffitti, ma, a dispetto di quanto molti credano, si tratta di due cose ben distinte.

Entrambi i prodotti si presentano sotto forma di lastre, peraltro il fatto che il nome abbia un suffisso identico e che all’apparenza sembrino simili, alimenta l’equivoco.

Quali differenze ci sono allora tra questi due materiali?

In generale, le prestazioni del fibrogesso sono decisamente superiori a quelle del cartongesso. Questo sia per quanto concerne le caratteristiche ignifughe (di resistenza al fuoco), che sotto il profilo di isolamento termico ed acustico, ma soprattutto da un punto di vista strutturale. Inoltre anche la lavorabilità e la composizione variano e conseguentemente si ha a che fare con due prodotti che si prestano ad applicazioni diverse.

Iniziamo a dire che una tradizionale lastra di cartongesso è costituita da un nucleo centrale di gesso, ricavato da rocce naturali, che poi viene rivestito su entrambi i lati da cartone, ottenuto da carta riciclata.

Una lastra di fibrogesso, invece è formata da una miscela di gesso rinforzata con fibra di cellulosa ottenuta da carta riciclata, che di fatto è capace di creare una sorta di armatura. Tale miscela viene poi sottoposta ad alta pressione per ottenere le lastre.

Ovviamente entrambi i materiali alla fine vengono levigati e tagliati così da ottenere della lastre perfette e di dimensioni ben precise.

– Tutti i vantaggi

La maggior parte di coloro che si occupano di bioedilizia per la realizzazione delle pareti di casa predilige indubbiamente l’utilizzo del gessofibra.

Se a colpo d’occhio la differenza tra lastre in cartongesso ed in fibrogesso non è per nulla evidente, basterà movimentarne una in cantiere per iniziare ad accorgersi della differenza! I pannelli di gessofibra sono decisamente più pesanti.

Tecnicamente, mentre il peso specifico apparente delle lastre in gessofibra si aggira attorno ai 1100/1200 kg/m³, per i pannelli in cartongesso questo valore mediamente si riduce a 800 kg/m³, anche se poi molto dipende dal fatto che si tratti di cartongesso con proprietà particolari (ad esempio ignifugo, isolante, fonoassorbente, resistente all’umidita, ecc…).

La maggior massa garantisce anche migliori prestazioni in termini di isolamento termico e acustico.

Inoltre il fibrogesso consente di appendere pensili, quadri, lampade e quant’altro senza grossi problemi. Tant’è che una lastra in gessofibra è testata per portare fino a 60 Kg per ogni singolo tassello e risolve l’inconveniente del cartongesso, con il quale invece, se si desidera avere una certa portanza è necessario, fin dalla progettazione, prevedere dei montanti nel posto giusto!

Detto ciò, il procedimento di posa delle lastre resta il medesimo: i singoli pannelli vanno fissati mediante viti autofilettanti o graffe ad un telaio metallico.

L’unica differenza è che tra una lastra di gessofibra e l’altra è sempre bene lasciare un lieve distacco, in modo tale che poi le fughe possano essere sigillate con un apposito stucco, anch’esso rinforzato con fibre di cellulosa, che una volta solidificato unisce i vari pannelli, rendendoli di fatto un corpo unico.

Ecco però che, anche nel momento in cui diviene necessario effettuare un taglio o una traccia nei singoli pannelli la differenza tra i due materiali si fa sentire. Per eseguire una taglio o un foro in un pannello di cartongesso basta un cutter, mentre per le lastre in gessofibra serve più forza e bisogna far ricorso all’uso di un seghetto alternativo.

Inoltre la lastre di fibrogesso una volta in opera sono già pronte per supportare direttamente vari tipi di finitura, dalla tinteggiatura all’applicazione del parato, fino alla posa delle piastrelle, senza necessità di alcun trattamento preliminare.

Non bisogna poi scordarsi del fatto che le lastre di fibrogesso sono un prodotto assolutamente naturale. Rispondono alle direttive della bioedilizia; non contengono al loro interno alcuna sostanza potenzialmente dannosa per la salute e l’assenza di colle di qualunque tipo esclude la possibilità che i pannelli emettano un odore sgradevole.

Diversamente, alcuni dei limiti riscontrabili per il cartongesso, da sempre, sono che: in caso di incendio si sprigionano fumi tossici e negli ambienti umidi la formazione di muffe è piuttosto frequente.

– Quale Prezzo

Ma quanto potrà mai costare una lastra di fibrogesso?

Un po’ più del cartongesso, ma i costi sono assolutamente concorrenziali e alla portata di tutti. Anche perché dovete tener conto che, rispetto alla creazione di un tradizionale muro in laterizio, ma persino di uno in gasbeton, si risparmia non poco nella posa, riducendo tempi e rischi.

In via del tutto generale si va circa dagli 8 euro a mq, per le lastre più semplici da parete, a salire a seconda degli spessori, delle caratteristiche specifiche richieste, ma anche del tipo di applicazione per cui i pannelli vi servono.

Ecco allora che, in via del tutto generale, l’impiego del cartongesso è preferibile per tutte le applicazioni più di finitura, proprio in virtù della maggior facilità di lavorazione.

Al contrario il fibrogesso è consigliabile quando è necessario garantire maggior versatilità e portanza. Ora, comunque, dovrebbe esservi chiaro perché nelle nuove costruzioni viene utilizzato così di frequente!

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

2 COMMENTS

  1. Salve
    Devo realizzare delle tramezze in doppia lastra e sono indecisa se realizzarle in fibrogesso oppure fibrogesso+cartongesso. (Parlando di rapporto qualità prezzo)
    Idem per il controsoffitto se 1 lastra di cartongesso o di fibrogesso

    • Buongiorno,
      per il controsoffitto onestamente opterei per il cartongesso, perfetto anche qualora debba inserirci un’illuminazione ad hoc, mentre per quanto concerne le pareti dipende cosa desidera posizionarci. Se vuole inserire pensili, mensole, cubi o mobili sospesi, indubbiamente, il fibrogesso è l’unica alternativa percorribile (almeno su un lato). Diversamente, se deve collocare un’armadiatura a tutta parete, o appendere giusto un quadro tanto vale optare per il cartongesso ovunque.
      Un saluto

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