Quando si sente parlare di fibrocemento, immediatamente ci si spaventa pensando a quello che comunemente viene definito Eternit.

In realtà non tutti forse sanno che, da svariati anni a questa parte, viene prodotto e commercializzato un nuovo tipo di fibrocemento il cosiddetto fibrocemento ecologico.

Ecco, allora, che è più che lecito domandarsi: come riconoscere l’amianto dal fibrocemento?

È possibile capire a prima vista se si ha a che fare con l’uno o con l’altro e dunque con un materiale obsoleto e potenzialmente pericoloso o con uno assolutamente innovativo ed innocuo?

Vediamo di analizzare brevemente la questione, innanzitutto scoprendo com’è fatto questo fibrocemento ecologico, nonché quando e come è nato, per riuscire infine a capire per cosa viene impiegato, ma, soprattutto, in cosa differisce rispetto all’Eternit.

Eternit amianto: come riconoscerlo

L’amianto pur essendo stato bandito da tempo, continua a destare preoccupazione a causa del largo uso che ne è stato fatto fino agli anni ’80 del secolo scorso.

In effetti, ancora oggi, molti manufatti, in special modo tetti di capannoni ed edifici di grandi dimensioni, presentano posate in opera le originali lastre d’eternit con cui erano stati realizzati più di una trentina d’anni or sono. Questi, dunque, potrebbero essere potenzialmente dannosi per la salute umana.

Ci siamo già occupati di Eternit e di quali siano le corrette modalità di smaltimento. Oggi, vogliamo limitarci a focalizzare la nostra attenzione sulla sua variante moderna, capendo di cosa si tratta, ma soprattutto suggerendovi alcuni spunti che potrebbero consentirvi di riconoscerlo.

Il fibrocemento ecologico: cos’è?

Tra le tante alternative che sono state proposte sul mercato, dopo che nel 1992 la produzione e commercializzazione dell’amianto venne vietata, spicca il cosiddetto Eternit senza amianto.

Il fribrocemento è un materiale innocuo, pensato proprio come sostituto “ecologico” e “sano” rispetto al classico Eternit, in grado di garantire ottime prestazioni, sia a livello di resistenza che di estetica.

Durevole, ad alta efficienza energetica e a basso impatto ambientale, il fibrocemento ecologico, come si evince dal nome, chiaramente è composto da cemento, con l’aggiunta di acqua, cellulosa e fibre varie.

I materiali del fibrocemento ecologico

Nel fibrocemento classico, le fibre che venivano mescolate al cemento per rinforzarlo erano fibre di amianto (o asbesto che dir di voglia). Queste venivano ricavate dalle rocce silicee e si sono rivelate potenzialmente pericolose per la salute umana. Nell’impasto del cosiddetto fibrocemento ecologico, invece, si trovano fibre prive di amianto o altre sostanze nocive, composte da materiali che possono essere di varia natura, ma comunque che si dimostrano essere resistenti a trazione.

I materiali utilizzati nel fibrocemento spesso sono costituiti da filamenti di origine organica, oppure tessili e quindi “naturali”, o ancora da fibre sintetiche, in genere PVA (polivinilalcool). In realtà ogni produttore di fibrocemento utilizza fibre proprie particolari, spesso tutelate da copyright.

Come si realizza il fibrocemento ecologico

Le modalità di realizzazione del fibrocemento ecologico sono piuttosto complesse, perché diversamente dall’eternit, è necessaria una disposizione multistrato. In genere 6 strati vengono sovrapposti e compressi l’uno sull’altro, così da aumentare la resistenza del materiale a compressione e trazione.

Il fibrocemento privo di eternit oggi viene definito ecologico, perché il processo necessario per la sua produzione è pulito ed a basso impatto energetico, con ridotte emissioni di anidride carbonica. Altro punto a favore è che questo materiale, a fine vita, consente un riciclo pressoché totale. In tal senso le ditte produttrici offrono piena trasparenza: se siete interessati a saperne di più vi basterà consultare le singole dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD).

Attualmente, il fibrocemento ecologico, nella maggior parte dei casi, viene prodotto in stabilimenti all’avanguardia situati in paesi esteri quali il Belgio e la Germania.

Caratteristiche prestazionali ed impiego del fibrocemento ecologico

Il fibrocemento ecologico conserva, bene o male, tutte le caratteristiche positive che in passato avevano decretato il successo e la diffusione dell’eternit. Si tratta di un materiale leggero, ma al contempo durevole e resistente sia a trazione che a compressione; tutto sommato a basso costo; resistente al calore e con ottime proprietà isolanti, sia termiche che acustiche.

Anche gli impieghi sono praticamente identici a quelli dell’Eternit originario. Per lo più si ha a che fare con lastre di copertura e pannelli di rivestimento, ma anche tubazioni, serbatoi e vasi.

Bisogna ammettere che, sebbene non risulti nocivo per la salute e venga prodotto in maniera assolutamente ecologica, il fibrocemento odierno, rispetto all’Eternit, presenta lo svantaggio di risultare meno longevo. Mentre mediamente le lastre di amianto potevano vantare una vita utile media pari a 20 anni o più (tant’è vero che nonostante siano state bandite da oltre 25 anni sono ancora presente in svariati manufatti), quelle di eternit ecologico mediamente vengono garantite per un massimo di 10-15 anni.

Come riconoscere l’eternit dal fibrocemento ecologico

Ora che abbiamo capito che l’eternit ecologico è un’alternativa più che valida rispetto all’amianto, risultando ecosostenibile, ma soprattutto innocuo e sicuro, probabilmente vi starete chiedendo se sia possibile e, nel caso, come, capire se si ha a che fare con del vero Eternit potenzialmente pericoloso e quindi da smaltire, piuttosto che con il suo più moderno ed innocuo sostituto.

– La data di costruzione

Normalmente, qualora abbiate certezza circa la data in cui una determinata struttura è stata realizzata avrete già la risposta che cercate. Se questa è piuttosto recente ed ha solo qualche anno di vita ovviamente avete a che fare con del fibrocemento ecologico. Al contrario se vi trovate dinnanzi ad una copertura con oltre venti o trent’anni di vita quasi sicuramente si tratterà di amianto.

I dubbi maggiori sorgono, però, quando non si ha la minima idea dell’età del manufatto di cui si desidera conoscere la provenienza e costituzione. In questi casi, per avere assoluta certezza circa un potenziale pericolo per la salute è bene sempre rivolgersi ad una ditta esperta e specializzata, che si occupi di rimozione e smaltimento di amianto.

Questa saprà darvi una risposta, in alcuni casi, semplicemente mediante un sopralluogo. In altri frangenti, però, per essere davvero sicuri se si tratti di amianto o meno, potrebbe anche risultare necessario eseguire il prelievo di un campione da sottoporre ad un esame di laboratorio.

– Il colore

In via del tutto generale, per azzardare una prima ipotesi attraverso un attento esame visivo, sappiate che il fibrocemento ecologico presenta un colore più chiaro rispetto all’eternit contenente amianto.

– Il marchio “ecologico”

Inoltre, in molti casi, se siete fortunati, su qualche lastra potreste trovare il marchiata la scritta “ecologico”. Come già detto, poi, conoscere la data di produzione del materiale è di grande aiuto, ma, in alternativa, anche la presenza di un eventuale marchio di fabbrica può consentirvi di risalire al tipo di materiale che essa produce e dunque alla sua composizione.

 

Il nostro consiglio, se non avete certezze, è sempre quello di rivolgervi a degli specialisti del settore e nel caso scopriste di avere a che fare con dell’amianto correte ai ripari facendolo rimuovere o incapsulare.

Sara Raggi

1 COMMENT

  1. Articolo interessante! Non conoscevo questa alternativa e non avevo idea di come riconoscere e distinguere i vari materiali. Sono d’accordo sul contattare sempre degli specialisti, comunque: l’amianto può essere molto pericolo, meglio essere sicuri!

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