In primavera, quando la natura si risveglia, le nostre abitazioni vengono prese d’assalto da insetti che sembrano interpretare le finestre aperte come un segno di accoglienza.

Tra di essi, impossibile non notare un insetto alato con tronco e addome neri, uniti da un lungo peduncolo giallo e lunghe zampe penzolanti. Si tratta delle vespe muratrici o vasaio, così chiamate perché costruiscono nidi a forma di piccoli otri con palline di fango argilloso.

Il problema è che questi aculeati non sono affatto infastiditi dalla presenza dell’uomo e, anzi, sono soliti nidificare nei posti più impensabili della nostra casa (dietro i quadri, negli stipiti delle porte, negli angoli dei libri poco usati e persino nelle tasche dei giubbotti appesi!).

Anche se non sono aggressivi e pungono raramente, è sempre meglio prendere precauzioni. Se vuoi sapere come eliminare le vespe muratrici dalla tua casa, prosegui con la lettura.

– Informazioni sulle vespe muratrici

Le vespe muratrici, nome scientifico Sceliphron spirifex, sono imenotteri appartenenti ad una famiglia di aculeati alati provvisti di pungiglione: gli sfecidi. Sono insetti solitari, talvolta considerati parassiti, mentre in realtà si tratta di predatori. In effetti, i veri parassiti non uccidono mai, almeno direttamente, gli ospiti su cui vivono, mentre gli sfecidi ne provocano la morte, anche se non istantanea.

Per nutrire la prole riempiono il nido di prede preventivamente paralizzate, su cui depongono le uova. Gli sfecidi appartenenti al genere Sceliphron sono riconoscibili per il lungo peduncolo (petiolo) che divide l’addome a goccia dal tronco. Sono degli insetti di media lunghezza (2,5-3 cm) ma alcune specie possono raggiungere anche i 4 cm. La leggera pelosità a livello della testa e del torace aiuta il trasporto del polline da un fiore all’altro.

Si contraddistinguono per l’assetto di volo un po’ particolare: l’addome rimane stranamente orizzontale, mentre le lunghe zampe posteriori penzolano in basso, come un aereo con il carrello abbassato.

Nel nostro Paese si incontrano principalmente cinque specie di vespe muratrici, alcune autoctone (Sceliphron spirifex, diffusa in tutta Italia, ad eccezione della Valle d’Aosta; S. destillatoriumS. madraspatanum tubifex) ed altre invece alloctone, come S. caementarium, proveniente dall’America Centro-Settentrionale, caratterizzata dal vitino nero, e S. curvatum, completamente nera, originaria dell’India e dell’Asia Centrale.

– Le abitudini delle vespe sceliphron

Le vespe vasaio sono insetti diurni particolarmente attivi nelle ore più calde del giorno, durante le quali le possiamo osservare impegnate ad esplorare o in un continuo andirivieni nella nostra casa con rinnovati carichi di fango destinati alla costruzione del nido. L’alimentazione degli individui adulti è costituita da sostanze zuccherine e nettare che succhiano dai fiori, rivestendo l’utile ruolo di impollinatrici.

Se la dieta della vespa muratrice è strettamente vegetariana, lo stesso non si può dire di quella delle larve. Gli Sceliphron adulti danno una caccia spietata ai ragni e li accumulano nella tana di fango dove hanno deposto le uova; alla schiusa delle uova, le larve divorano i ragni vivi preventivamente paralizzati dal veleno della madre, fino alla metamorfosi in pupa.

Dopo aver costruito un nido di fango composto da una serie di celle ed avervi deposto le uova e inserito il cibo “fresco” per le larve, la femmina sigilla il nido con il fango e se ne va. Verso la fine dell’estate, porrà fine alla sua laboriosa esistenza.

Le vespe vasaio nidificano in luoghi appartati della casa, come lo stipite di una porta, dietro un quadro, nel caminetto, nella cassonetto delle tapparelle, persino all’interno di una chitarra o di un televisore. Non è raro trovare le caratteristiche anfore di fango argilloso lungo il taglio superiore dei libri meno letti, quelli che abbiamo relegato sopra uno scaffale alto e polveroso o nascosto in mezzo ad un cumulo di logori volumi.

– Vespe muratrici come ucciderle

Se noti una vespa muratrice che presidia sempre lo stesso punto, come un quadro, un divano, lo stipite di una porta o una libreria, vai a rovistare lì dietro. Con ogni probabilità troverai dei piccoli nidi di argilla a forma di anfora.

Se il nido è aperto, le vespe sono già sciamate e sarà molto facile togliere le anforette argillose, mentre se è chiuso, le larve si stanno sviluppando alimentandosi con le prede e, in primavera o al culmine dell’estate, abbandoneranno il nido in veste di insetti alati completi. In questo caso, i vasi di fango possono essere depositati in giardino senza correre alcun rischio.

Anche se rimuovi i nidi, la vespa vasaio, che è dotata di un’ottima memoria, tornerà a costruirne di nuovi esattamente nello stesso punto, perciò se vuoi sbarazzarti completamente degli sgraditi ospiti, dovrai ricorrere ad un trattamento con insetticida.

Ti consiglio di operare di notte: ricopri i nidi con una rete e utilizza una bomboletta di spray per vespe. Se il nido si trova nel cassonetto delle tapparelle, spruzza l’insetticida sulla serranda e riavvolgi.

Come tutte le vespe, le sceliphron non sono aggressive a meno che non vengano minacciate, pertanto utilizza un’adeguata protezione per evitare fastidiose punture. Sigilla con cura ogni fessura o buco presente nelle pareti dell’abitazione, perché potrebbero introdursi in casa attraverso quei pertugi.

Se desideri liberarti delle vespe muratrici senza fare uso di insetticidi chimici, puoi realizzare una trappola naturale per vespe. Riempi una ciotola con acqua zuccherata e aggiungi un po’ di aceto o di detersivo per i piatti: le vespe si avvicineranno attirate dalla sostanza zuccherina, ma rimarranno stordite dall’aceto.

Come repellente che funga da deterrente per la nidificazione puoi utilizzare uno zampirone “fai da te” con il caffè. Procurati un piccolo recipiente in alluminio e riponi all’interno di esso qualche cucchiaino di caffè; fagli prendere fuoco con un fiammifero e lascialo bruciare in modo che produca fumo. L’odore forte e intenso del fumo risulterà insopportabile per le vespe che non torneranno ad infastidirti per un bel po’.

– Nidi vespe muratrici

I nidi delle vespe muratrici sono costruiti con argilla o fango che gli imenotteri trasportano servendosi delle loro poderose mandibole a forma di tenaglia, che usano anche per uccidere, decapitare e fare a pezzi le prede. Tramite una particolare secrezione prodotta dalla bocca dell’insetto, il fango viene sagomato e saldato fino ad ottenere un nido dalla caratteristica forma ad anfora, oppure un unico agglomerato con diverse cellette.

 

Se le è consentito effettuare molti viaggi, la vespa vasaio può costruire un nido in un solo giorno. Una volta finito, il “vaso” conterrà sino a 3-5 celle; in ognuna di esse sarà deposto un solo uovo e verranno sistemati parecchi ragni paralizzati per assicurare la sopravvivenza della futura progenie. Il sostentamento delle larve è infatti costituito da insetti, soprattutto ragni, a cui la femmina conficca il suo aculeo inoculando il veleno che ben presto compie la sua azione, e la vittima rimane paralizzata.

A questo punto, la afferra con le mandibole e comincia a trascinarla viva verso il nido. Giunta a destinazione, la femmina collocherà la vittima in una cella, aggiungendo in seguito altri due o tre ragni. In questo modo, quando le larve schiuderanno, troveranno un’abbondante provvista di cibo fresco rappresentato delle prede procacciate dalla madre, che verranno divorate una dopo l’altra. Gli adulti, invece, non utilizzano mai il nido come dimora: dopo il tramonto, si rifugiano in posti appartati e passano la notte in uno stato di quiescenza.

– Vespa vasaio punge?

Sebbene sia una feroce e invincibile predatrice di ragnetti ed il suo aspetto incuta timore, la vespa muratrice è relativamente innocua per l’uomo, tanto da essere spesso ritratta posata sulle dita del fotografo. La vespa vasaio punge in rarissimi casi e soltanto se si trova sotto minaccia e senza via di scampo. Come altri insetti, preferisce evitare di pungere, dal momento che la reazione della vittima potrebbe costarle cara; in questo modo, può riservare il veleno per paralizzare i ragni da dare in pasto alle larve.

Solo le femmine sono provviste di pungiglione, un organo che si è evoluto dall’ovopositore; a differenza delle api, il pungiglione non rimane nella ferita ma può essere ritratto ed utilizzato più volte.

Nonostante ciò, con l’uomo è piuttosto mite, anche se in prossimità del nido le madri possono diventare molto aggressive. In ogni caso, la sua puntura non è mai particolarmente dolorosa o tossica come, invece, quella del calabrone, temuto persino dagli entomologi.

Per quanto possa sembrare ribelle e tenace nel difendere il territorio quando cerchiamo di scacciarla, è estremamente raro che punga.

– Conclusioni

Le vespe muratrici sono insetti utili e innocui per l’uomo, ma anche fastidiosi e ostinati nel voler nidificare a tutti i costi in casa nostra. È molto difficile che pungano e, anche se lo fanno, la puntura non è particolarmente dolorosa o tossica.

Perciò, prima di sterminarle con gli insetticidi, prova ad allontanarle togliendo tutti i nidi, lasciando in primavera-estate la casa in penombra e scacciandole fuori qualora si presentassero nuovamente per fare altri nidi. Sono caparbie, non mollano facilmente, ma seguendo i consigli che ti ho dato, riuscirai a non farle tornare mai più.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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