Nel momento in cui ci si accinge a progettare un nuovo bagno, oppure a ristrutturarne uno esistente per renderlo più funzionale e moderno, è indispensabile tener conto di molti fattori.

La prima cosa con cui bisogna fare i conti è certamente lo spazio che si ha a disposizione, non solo in termini di mq, ma anche in base alla conformazione che il locale ha in pianta.

In secondo luogo, è necessario relazionarsi con le predisposizioni impiantistiche di cui l’ambiente è dotato, perché alcune possono essere spostate a piacimento, altre invece no.

Solo dopo aver considerato tutto ciò si potrà procedere valutando quali siano le reali esigenze, sia estetiche che funzionali, del singolo utente rispetto al proprio bagno. Stabilendo, poi, in che misura si è disposti ad intervenire per modificare le cose, si troverà la soluzione ottimale.

Purtroppo, accade molto spesso che, visitando negozi di arredo bagno o sfogliando riviste del settore, si vedano sanitari, vasche ed elementi da bagno bellissimi, di cui ci si innamora a prima vista.

Attenzione però, perché quasi sempre, questi sono inseriti all’interno di vere e proprie sale da bagno: difficilmente in un ambiente più piccolo faranno lo stesso effetto, sempre che riescano ad entrarci! la realtà è ben diversa da quella che si ammira nelle pubblicità e con essa è necessario relazionarsi.

Va benissimo procedere scegliendo un rivestimento ed una pavimentazione che ci piacciano e curare l’estetica, anche nel decidere marca e modello di sanitari, ma la prima preoccupazione deve sempre essere quella di riuscire a posizionare tutto ciò che serve in maniera ottimale. Vediamo, allora, di capire come fare a configurare un bagno e qual è lo spazio minimo tra sanitari che va tassativamente mantenuto, proprio per far sì che essi risultino comodamente fruibili.

Ovviamente, questo dipenderà dalla configurazione che si intende dare alle cose, da quanti e quali elementi si vuole inserire e come questi sono posizionati gli uni in relazione agli altri.

Distanza tra sanitari

Nell’accezione più stretta del termine con l’espressione sanitari si è soliti indicare solo wc e bidet, in realtà, però, questa può racchiudere tutte le cosiddette “ceramiche bagno”, comprendendo anche lavabo, vasca e piatto doccia.

Nel posizionare i vari elementi all’interno di un bagno bisogna per prima cosa tener conto dell’ingombro di ciascuno, partendo da misure standard, per poi andare a capire se, invece, nello specifico caso, per mancanza di spazio non sia necessario optare per qualcosa di più compatto, oppure, al contrario, non si possa anche pensare a elementi più scenografici ed ingombranti.

Normalmente, per vasi e bidet si tiene conto di una profondità di circa 60-65 cm e di una larghezza pari a 40-45 cm; per i lavabi si considera una profondità di 50 cm e una larghezza di 60 cm; per le vasche l’ingombro classico in pianta è di 70×170 cm e per i piatti doccia se quadrati si va dagli 75×75-80×80 cm in su.

Ovviamente, è inutile dire che queste sono dimensioni minime dei sanitari, o meglio standard. Oggi, moltissimo dipende dalla marca e dal modello prescelto, non solo per quanto concerne le vasche e le docce, che hanno una variabilità davvero grandissima, anche proprio nelle forme, ma anche per wc, bidet e lavabi, questi ultimi, peraltro, possono essere d’appoggio, sospesi, integrati al mobile e chi più ne ha più ne metta!

Wc e bidet sono elementi che, quantomeno nel nostro paese, vengono sempre considerati e scelti in coppia. Ciò non toglie che, se in un bagnetto di servizio lo spazio è davvero limitato una delle cose a cui si rinuncia più facilmente è proprio il bidet. Mettiamo però di doverli posizionare entrambi e partiamo dal fatto che la posizione del wc nella stragrande maggioranza dei casi deve rimanere dove prevista, o comunque può spostarsi di poco, perché ciò che detta legge è lo scarico delle acque nere.

Nella diposizione dei sanitari bagno bisogna innanzitutto capire se tutti gli elementi vanno posizionati su una stessa parete, come avviene nel caso di locali lunghi e stretti; oppure se si può lavorare su due pareti opposte o perpendicolari tra loro.

Per posizionare elementi contrapposti è essenziale avere una larghezza del locale pari almeno a 180 cm, mentre generalmente si può lavorare su due pareti consecutive quando la conformazione in pianta è pressoché quadrata.

La distanza tra wc e bidet, qualora questi siano affiancati viene normalmente misurata da asse ad asse e deve essere pari a 60 cm, in modo che tra un elemento e l’altro restino circa una ventina di cm di spazio.

Inoltre se accanto ad uno o ad entrambi questi elementi vi è una parete, la distanza wc dal muro (o quella del bidet), sempre calcolata dall’asse del sanitario deve essere come minimo pari a 45 cm. In sostanza devono rimanere liberi e fruibili 15 cm. Stesso valore chiaramente va rispettato nel caso in cui al posto di una parete ci sia un pilastro, il box doccia, oppure il lato di una vasca da bagno.

Diversamente, se abbiamo wc e bidet di fronte dobbiamo garantire che vi si possa agevolmente passare in mezzo; lo stesso dicasi se frontalmente ai sanitari si vuole posizionare la doccia, la vasca o il lavabo. Dato che la profondità standard dei vari elementi è di 60 cm circa: ai 60 + 60 cm dei due elementi contrapposti ne vanno aggiunti altri 60 per il passaggio. Si ottengono così i 180 cm predetti e si comprende la ragione per cui al di sotto di tale misura non è possibile scendere.

Altra distanza fondamentale da valutare è quella tra l’asse del wc, o del bidet e quello del lavabo, che deve essere pari a 80 cm. In questi frangenti, però, molto dipende dal tipo di lavabo con cui si ha a che fare.

Quanto detto vale se parliamo di un elemento in colonna o sospeso, per elementi in appoggio, così come per quelli incassati in un mobile o in una struttura muraria varrà la regola suddetta per cui tra l’asse del wc o del bidet e la parte terminale dell’elemento adiacente dovranno esserci almeno 45 cm (15 cm di spazio libero).

Cosa stabiliscono le normative

Chi progetta lo sa bene: non esistono formule magiche che consentano di risolvere ogni problema di spazio, tuttavia ci sono normative ben precise per l’ambiente bagno.

Esse riguardano non solo le distanze minime tra i vari elementi e gli ingombri degli stessi, ma stabiliscono anche quali devono essere le misure minime di un bagno perché questo possa considerarsi legittimamente tale, fruibile e a norma.

Chiaramente, poi, vi sono altre indicazioni specifiche nel caso in cui un servizio igienico debba poter essere utilizzato da un portatore di handicap o da persone con ridotte capacità motorie, ma questo è un altro discorso.

La norma UNI 9182/2010, “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda – Criteri di progettazione, collaudo e gestione” definisce gli spazi minimi da adottare tra i vari apparecchi sanitari di un bagno.

In particolare, queste le minime distanze sanitari della UNI 9182:

  • distanza tra il fianco del vaso ed un muro laterale almeno 15 cm;
  • distanza tra vaso e bidet 20 cm;
  • distanza tra il bidet e la doccia o la vasca 20 cm;
  • distanza tra il vaso e la doccia o la vasca 10 cm;
  • distanza tra il bidet ed il lavabo 10 cm;
  • distanza tra il vaso ed il lavabo 10 cm;
  • distanza tra due lavabi 10 cm;
  • distanza tra il lavabo e la doccia o la vasca 5 cm;
  • inoltre tutti gli apparecchi hanno bisogno di una distanza minima pari a cm 55 da una parete frontale o da un altro sanitario posto frontalmente.

Ecco allora che, se vi state chiedendo quanto piccolo può essere un bagno per legge, in realtà, non vi è una risposta univoca. Il D.M. del 5 luglio 1975, a cui fanno capo le norme igienico-edilizie e di sicurezza che regolano le caratteristiche degli alloggi abitativi nel nostro paese e dei singoli locali in essi previsti, non indica una superficie minima, o massima, per un bagno.

La norma suddetta, invece, a cui poi si rifanno i singoli Regolamenti d’Igiene di ogni Comune il cui rispetto è sempre essenziale, si limita ad elencare i pezzi che sono ritenuti indispensabili in un bagno: ovvero vaso, bidet, vasca da bagno o doccia, lavabo. Chiaramente questo vale per il primo bagno, o per l’unico servizio presente se ve ne è solo uno; sempre nel rispetto delle distanze prestabilite tra i vari elementi.

Quasi sempre negli altri bagni è possibile far a meno di uno o più di questi elementi, così come non è indispensabile che vi sia una finestra, che invece nel primo bagno va contemplata.

Sono i singoli regolamenti edilizi a fornire ulteriori restrizioni in merito. Spesso, in essi si dice che se vi è un solo bagno in casa questo deve avere una superficie pari ad almeno 3,5 mq, o che il lato più corto deve sempre misurare almeno 120 cm. Pertanto, informatevi sempre bene all’Ufficio Tecnico di competenza.

Concludendo

È bene tener presente che, il bagno tra tutti gli ambienti domestici, è quello che necessita di una maggior accuratezza ed attenzione in fase di progettazione.

Oltre alle distanze minime e agli ingombri dei singoli elementi, non ci si potrà esimere dal valutare la posizione dei sanitari rispetto alle aperture presenti (finestre e porte), senza dimenticarsi che anche l’altezza dell’ambiente può fare la differenza.

Insomma, affinché tutto risulti perfetto è necessario lavorare un po’, il risultato però non potrà deludere le aspettative.

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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