– Meglio un diserbante naturale o sintetico?

Un erbicida naturale rappresenta la soluzione migliore a cui affidarsi per eliminare le malerbe. I fortunati possessori di un bel giardino sono spesso alle prese con la cura del prato e con l’eterna lotta con le erbacce.

Anche chi si dedica alla coltivazione dell’orto sa bene quale sia l’entità del problema. Le specie infestanti sono molteplici e si propagano con estrema facilità e rapidità. Nessun prato è al sicuro sia che si tratti di un giardino in piena città o tanto meno in aperta campagna.

Quando si coltiva una pianta è inevitabile che il terreno fertile accolga anche i semi di altre specie, trasportati principalmente dal vento.

Alcune infestanti sono tanto aggressive che, se non vengono tenute sotto controllo e prontamente eliminate, finiscono con l’avere la meglio, provocando la morte di ciò che si sta coltivando.

Serve fare molta attenzione a ciò che si decide utilizzare e distinguere tra un prodotto chimico e un diserbante naturale. In commercio si trovano entrambe le categorie con una netta prevalenza per i prodotti di origine sintetica.

Il loro grande successo deriva dall’estrema efficacia, dalla rapidità con cui si ottengono i risultati e da costi decisamente economici. Il fardello però da pagare è un elevato livello di tossicità, il pericolo per la salute e l’effetto residuale nel terreno.

In ambito puramente amatoriale e nelle coltivazioni biologiche, la scelta deve necessariamente orientarsi su prodotti che consentano un diserbo ecologico. Nell’agricoltura intensiva l’utilizzo di diserbanti chimici è una pratica comune, ma con una severa normativa da rispettare.

La sostanza chimica più utilizzata è senza dubbio il glifosato. Rappresenta uno dei principi attivi presenti in moltissimi diserbanti sintetici. Non si tratta di un prodotto selettivo ma viene assorbito dal fogliame e poi trasferito all’interno della pianta, provocandone la rapida morte.

Applicato su un terreno elimina qualsiasi tipo di vegetazione presente. Certamente non si può criticare la sua funzione primaria di eliminare le erbacce infestanti visto gli ottimi risultati, quello che preoccupa sono gli effetti collaterali sulla saluta di uomini e animali.

Il livello di tossicità del glifosato è talmente elevato che il suo utilizzo è stato limitato e con l’intenzione di proibirne completamente l’impiego. In pratica sta avvenendo quello che capitò in passato con il più famoso DDT, messo al bando dopo anni di massiccio impiego.

Addirittura studi recenti hanno evidenziato come il glifosato potrebbe avere una tossicità superiore anche allo stesso DDT. C’è da dire che la normativa a livello comunitario (specialmente in Italia) è particolarmente severa nel regolamentare l’uso dei diserbati contenenti questa sostanza.

In ambito professionale le limitazioni sono molto restrittive, mentre c’è un totale silenzio legislativo nel settore privato. Ad oggi l’uso per gli orticoltori hobbisti è permesso, quindi si può tranquillamente trovare in commercio.

I danni di un diserbante chimico

Utilizzare un diserbante chimico è spesso la soluzione più semplice e consigliata da negozianti ed esperti del settore. È necessario però conoscere e rendersi conto degli effetti provocati da tali sostanze.

Oltre ai danni per le piante, sono preoccupanti quelli provocati alla salute di animali domestici e delle persone che vivono nelle zone trattate. I prodotti chimici possono causare da effetti lievi come prurito, irritazione e bruciore, fino ad arrivare a patologie ben più gravi a seguito di un uso prolungato e un contatto intensivo.

Un altro aspetto di grande importanza è il danneggiamento della biodiversità del suolo che viene gravemente compromessa con ripercussioni estremamente negative sull’ecosistema.

Molte sostanze chimiche rimangono presenti nel terreno non essendo assolutamente biodegradabili, provocando anche l’inquinamento di falde acquifere sotterranee e superficiali.

Rimanendo nel ciclo vitale del terreno e di conseguenza delle piante, alcune sostanze chimiche finiscono con il contaminare molte specie di insetti tra cui api e farfalle, con tutte le gravissime conseguenze che ne derivano.

Giusto per dare un’idea, studi scientifici hanno costatato la presenza di glifosato e altre sostanze, in molti alimenti comunemente consumati come pasta e pane.

A tutto questo va aggiunta la grande attenzione che richiede l’utilizzo di un diserbante chimico per evitare che si propaghi sulle altre piante adiacenti, danneggiandole in modo irreparabile. Ad esempio il vento potrebbe trasportare il prodotto anche la dove non si desidera intervenire.

Inoltre è molto facile andare a colpire involontariamente tronchi e fusti di piante arboree che, soprattutto se molto giovani, potrebbero non sopravvivere alla contaminazione.

L’importanza di utilizzare un diserbante naturale

Se a livello professionale e nella coltivazioni intensive è compito degli enti preposti trovare soluzioni per limitare o proibire l’uso di diserbanti chimici, in ambito privato spetta alla coscienza di ogni individuo decidere di affidarsi ad un metodo del tutto naturale.

Avere un giardino pulito e in ordine è il sogno di qualsiasi appassionato, ma questo non deve essere per forza sinonimo di aggressione ambientale. Certamente sarà molto più difficile togliere erbacce impiegando prodotti non chimici.

Per ottenere un diserbo naturale soddisfacenti servirà maggior tempo e fatica, ma avremo la certezza di aver salvaguardato l’ambiente che ci circonda e la salute di persone e animali. Meglio avere un prato non impeccabile ma vedere giocare i propri figli sapendoli al riparo da ogni rischio.

Utilizzare un diserbante naturale ed ecologico significa rispettare tutto l’ecosistema. Nel terreno finiscono sostanze biodegradabili che non lasciano residui.

Si può coltivare senza avere la preoccupazione che frutta e verdura siano contaminati. Specie estremamente sensibili all’uso diserbanti come api e farfalle non potranno che trarre un grande beneficio della nostra scelta.

– Erbe infestanti: l’importanza di conoscere il proprio nemico

Le erbacce hanno la caratteristica di crescere in maniera sorprendentemente veloce. Sono delle specie che diventano antagoniste delle piante che si stanno coltivando, mettendosi in concorrenza per accaparrarsi la luce solare, le riserve idriche e i nutrienti.

Le infestanti finiscono con l’alimentarsi a danno delle culture, provocando un rallentamento del loro sviluppo e compromettendo spesso la fioritura e l’eventuale produzione di frutta e verdura.

Se da una parte è chiaro il danno che provocano e come sia opportuno un intervento tempestivo, dall’altro è necessario saperle riconoscere per agire al meglio.

Indipendentemente dal tipo di diserbante che si decide utilizzare, conoscere il proprio nemico è il primo passo per poterlo sconfiggere senza faticare più di tanto.

Non serve essere esperti di botanica e nemmeno sapere a memoria il nome di tutte le specie, anche perché sono veramente numerose, è sufficiente avere delle nozioni di massima sulla tipologia e sul periodo di germogliazione.

Un’utile suddivisione è separare le specie perenni come la gramigna, l’ortica, il trifoglio e il cardo, da quelle annuali come il ranuncolo, la stellaria, il papavero e l’amaranto.

Esistono poi le erbacce con la classica foglia larga che fanno la loro comparsa con la primavera ma anche in autunno. Tra le più terribili e odiate ci sono quelle invece con foglia molto stretta che germogliano e si sviluppano durante tutta la stagione estiva.

Da non dimenticare le infestanti rampicanti che ricoprono recinzioni, muri, facciate, e quelle striscianti che si propagano con estrema rapidità orizzontalmente sul terreno.

Per eliminare le erbacce si può agire prima o dopo che siano germogliate. In un caso sarà necessario utilizzare un diserbante di pre-emergenza da versare nel terreno in modo che raggiunga i semi delle infestanti evitando la loro nascita.

Nell’altro invece le piante saranno già germogliate e si dovrà impiegare un prodotto di post-emergenza.

Le malerbe sono molto più deboli appena germogliate e possono essere debellate con maggior facilità. È necessario controllare periodicamente il prato per verificare la nascita di nuove piante e provvedere tempestivamente all’eliminazione.

Un fattore molto importante da tenere in considerazione è la scelta del momento più adatto per effettuare il trattamento. Un valido aiuto è l’utilizzo dei così detti bioindicatori.

Non sono altro che particolari specie di piante la cui crescita rappresenta il segnale che è giunto il momento di agire. Per esempio, la fioritura della forsizia nelle regioni settentrionali, indica un momento ideale per iniziare il diserbo.

– Diserbante naturale per orto: LE RICETTE FAI DA TE

Esistono molti diserbanti che si possono realizzare utilizzando semplici prodotti di uso comune. Con alcuni ingredienti facilmente reperibili in casa, in un batter d’occhio, potremo creare un diserbante dalla buona efficacia ma soprattutto senza pericolosi effetti collaterali.

Vediamo di seguito alcune ricette:

Il cloruro di sodio

Non è altro che il comune sale da cucina. Oltre che per salare l’acqua della pasta o condire l’insalata, può essere utilizzato come ottimo diserbante. L’uomo conosce da molto tempo il potere erbicida di questa sostanza sulle piante.

In epoche lontane veniva spesso utilizzato durante le guerre per rendere sterili i terreni dei popoli conquistati. Per preparare la micidiale ricetta è sufficiente sciogliere una parte di sale in otto parti d’acqua. È importante rispettare le quantità per avere un risultato ottimale.

Alla miscela ottenuta si deve aggiungere un po’ di sapone liquido per rendere la soluzione più appiccicosa. Il prodotto va applicato con cura tramite spruzzatore solo sulle foglie delle erbacce che si intende eliminare.

Serve fare molta attenzione a non versarlo direttamente nel terreno e non contaminare altre pinte. È una soluzione consigliata per la cura di un orto o per togliere erbacce da vialetti, bordure e marciapiedi.

L’aceto bianco

Si tratta di un ottimo erbicida biologico che se applicato sulle foglie di piante infestanti, provocherà la morte nel giro di poco tempo. L’aceto bianco che normalmente si trova sugli scaffali dei supermercati è composto dal 5% di acido acetico: percentuale più che sufficiente per la maggior parte delle erbacce.

In negozi di giardinaggio si può trovare una versione speciale con una percentuale di acido acetico del 20%. Se si utilizza questo prodotto serve molta attenzione perché può risultare dannoso per occhi, pelle e polmoni.

Si applica a spruzzo direttamente sul fogliame e non va mai versato nel terreno. Per facilitare la presa sulle piante si può aggiungere un po’ di sapone liquido o detersivo per piatti.

Sale e aceto bianco

Nessuno vieta di unire le due sostanze per poter sfruttare entrambe le proprietà diserbanti e ottenere un prodotto ancora più potente ma sempre naturale. Gli ingredienti per la preparazione sono: un chilogrammo di sale, un litro e mezzo di aceto e cinque litri d’acqua.

È necessario eseguire correttamente tutta la procedura per non compromettere l’efficacia.

L’acqua deve essere scaldata fino a portarla ad ebollizione. A questo punto si può aggiungere il sale mescolando con estrema cura. Una volta che il cloruro di sodio si è ben sciolto, si può aggiungere l’aceto bianco continuando a rimestare fino a che la miscela non sarà omogenea.

Per applicare il diserbante è consigliabile utilizzare un buon spruzzatore a pressione acquistabile in qualsiasi negozio di giardinaggio. Come sempre cercare di isolare il più possibile le piante che si desidera coltivare, proteggendole con delle coperture in modo che foglie e fusto non vengano intaccate dal prodotto.

Succo di limone, aceto di mele e alcol

Questa miscela è un diserbante naturale che offre una buona efficacia e una certa rapidità d’azione. L’ingrediente di base è l’aceto di mele (si può utilizzare anche quello d’uva). Se ne prendono circa due tazze (400 ml) a cui vanno aggiunti due o tre cucchiai di succo di limone.

L’acido acetico e quello citrico costituiscono un ottimo mix contro le erbe infestanti. Il tocco per aumentare la potenza del prodotto sono 30 ml di gin o alcol. L’ultimo ingrediente è il sapone per piatti o lavastoviglie (massimo due cucchiai sia in forma liquida o in polvere).

Il sapore ha la doppia funzione di far meglio aderire il prodotto alle foglie e di danneggiare lo strato esterno protettivo. La soluzione ottenuta può essere utilizzata in purezza ma è consigliabile diluirla in acqua.

Acqua bollente

Sembra una banalità ma in alcuni casi è sufficiente far bollire dell’acqua per eliminare delle erbacce. Ovviamente questo metodo ha grosse limitazioni ma si può utilizzare, per esempio, nel caso di erbacce nei vialetti. Ripetendo l’operazione per qualche giorno le malerbe moriranno.

Acqua di cottura delle uova

L’esperienza insegna e in questo caso consiglia di utilizzare l’acqua di bollitura delle uova sode, offrendo effetti più rapidi di quella normale.

Questi prodotti si possono impiegare non solo nell’orto ma in tutte le occasione dove è necessario togliere erbacce dalle proprie colture.

– Diserbante naturale per rovi: come debellare l’arcigno infestante in maniera definitiva

I rovi non si possono definire nemmeno delle erbacce ma delle piante infestanti veramente difficili da debellare. Il loro ritmo di crescita è molto accelerato così come il livello di aggressività.

Se non si agisce per tempo finiscono letteralmente con il soffocare le altre specie. Spesso capita di aver trascurato un terreno e di voler ritornare a coltivarlo, dovendo debellare i rovi che nel frattempo hanno preso possesso della zona. La soluzione è una sola: l’estirpazione.

Per facilitare l’operazione si deve utilizzare un diserbante per rovi: le piante morte offriranno minor resistenza. Un prodotto chimico a base di glifosato sarebbe la soluzione più rapida, efficace ed economica ma con le gravi conseguenze ambientali che abbiamo visto.

Molto meglio utilizzare un diserbante naturale acquistato in negozio a base di acido pelargonico oppure realizzato con le proprie mani. Dopo che il prodotto avrà agito non rimane che armarsi di buona volontà per estirpare tutte le piante una ad una.

Togliere ogni radice è l’unico metodo per dire addio in maniera definitiva ai rovi. Se le dimensioni del terreno o del giardino lo consentono è consigliabile l’utilizzo di una motozappa.

C’è anche chi si affida al fuoco per bruciare i rovi. È una soluzione naturalmente fattibile se la zona è molto limitata e non presenta pericoli. Alla fine resteranno comunque le radici da dover rimuovere.

– Un diserbante biologico & ecologico: acido pelargonico

Si tratta di un diserbante bio che è stato introdotto non da moltissimo tempo. Da una parte c’è chi lo considerare l’erbicida non selettivo del prossimo futuro, un degno erede del glifosato ma senza gli effetti collaterali e la tossicità di quest’ultimo.

Dall’altra c’è chi invece nutre un certo scetticismo, considerandolo non completamente innocuo per la salute dell’uomo.

Normalmente è anche chiamato acido nonanoico: è di origine vegetale e in natura è presente nel fiore del Geranio. Viene commercializzato in forma di olio essenziale incolore ma con un caratteristico odoro di rancido molto acre e pungente.

É una soluzione particolarmente adatta quando le erbe infestanti sono già cresciute nel terreno da trattare. Una sua caratteristica è la rapidità con cui agisce. Una volta applicato per contatto sulle piante da eliminare, i primi risultati si vedono già solo dopo tre ore.

Il prodotto agisce distruggendo le membrane vegetali esterne, causando la permeabilizzazione delle cellule e la conseguente disidratazione e disseccamento totale.

Il fatto che si possa considerare un diserbante naturale è dovuto al principio attivo di origine non chimica, all’assenza di tossicità e alla mancanza di effetto residuale: nei punti dove viene versato, il terreno non subisce alterazioni e si possono coltivare altre piante senza che vengano intossicate.

La sua elevata biodegradabilità riduce al minimo i rischi di contaminazione di terreno e falde acquifere, non provocando nessun tipo di effetti negativi per l’ambiente.

L’acido pelargonico è indicato per eliminare muschi e alghe che infestano vialetti, bordure e pietre d’arredo. Il suo utilizzo è molto semplice: è sufficiente diluire il prodotto in acqua, secondo le dosi consigliate, spruzzandolo sulle piante da eliminare.

La maggior parte dei diserbanti bio in commercio, pur avendo produttori e nomi diversi, alla fine si basano tutti sull’acido pelargonico.

Per debellare le erbacce non c’è solo il diserbante naturale

Per avere un giardino e un orto invidiabile, non basta solo utilizzare un buon erbicida biologico. Le erbacce sono dure a morire! Anche quando sembra di avere vinto la battaglia sono li pronte a ricrescere.

Ci sono moti metodi naturali che si possono utilizzare per eliminare le infestanti come: l’estirpazione, pacciamatura e la falsa semina.

Il metodo più semplice ed efficace rimane quello di estirpare dal terreno le malerbe. Facile da dirsi un po’ meno da portare a compimento. In primo luogo è estremamente faticoso e dipende dall’estensione del terreno.

Se si desidera un orto che dia buoni risultati è necessario prima della semina procedere ad una scerbatura radicale. Si devono con pazienza estrarre tutte le piante facendo attenzione che non rimanga nel terreno parte delle radici.

Alcune specie offrono particolare resistenza. In questi casi è utile aiutarsi con un estirpatore di erbacce: strumento dotato di sistema a cricchetto che facilita di molto la scerbatura manuale.

Le piante vanno lasciate seccare sul terreno per poi provvedere alla loro eliminazione per evitare una disseminazione spontanea.

La pacciamatura è un sistema estremamente pratico per impedire alla erbacce di crescere. Diciamo che si tratta di un metodo preventivo molto utilizzato da chi coltiva nei vasi, nelle aiuole e per le bordure degli orti.

Consiste nel ricoprire il terreno con uno strato spesso di materiale organico come, per esempio, pezzetti di corteccia o fibra di cocco. Così facendo si impedisce alle erbacce di poter germogliare e crescere.

In alternativa al materiale organico si possono utilizzare teli biodegradabili realizzati con gli scarti della coltivazione del mais.

Un metodo ingegnoso per eliminare le erbacce senza fare troppa fatica, è utilizzare al falsa semina. Prima della semina regolare è sufficiente bagnare il terreno e ricoprilo con un telo per accelerare la crescita.

Umidità e calore generano l’habitat naturale perfetto per far prosperare le erbacce. Una volta germogliate si potrà zappare il terreno ed eliminare facilmente tutte le infestanti.

Alla fine tanta fatica sarà ripagata

Come abbiamo visto per ottenere un giardino e un orto libero dalle tante odiate erbacce, non serve fare affidamento ad un prodotto chimico. Un amante del verde e con un sano spirito ecologico non può che utilizzare un diserbante naturale.

La tentazione di cedere ai risultati più celeri e meno faticosi offerti dalle sostanze sintetica è forte. Per un giusto rispetto dell’ambiente in cui viviamo e dell’intero ecosistema, versare un po’ di sudore e impiegare qualche ora in più del nostro tempo, è un prezzo onesto da dover pagare.

La cosa importante da non dimenticare è che, pur trattandosi di diserbati naturali, sono comunque prodotti estremamente aggressivi. È consigliabile prendere tutte le precauzioni del caso per proteggere al meglio la vegetazione che stiamo coltivando.

Alla fine le nostre piante non potranno che ripagarci degli sforzi profusi, regalandoci magnifiche fioriture, prati luminosi, ortaggi sani e frutti succulenti.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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