Tra le tendenze di arredamento più in voga, la cucina è al top dell’interesse di architetti ed interior designer che studiano e progettano le soluzioni migliori per ottimizzare lo spazio, anche con una metratura ridotta.

Questo riguarda soprattutto i monolocali e i mini appartamenti, sempre più frequenti nelle grandi città e nei contesti universitari. Inoltre, è sempre più alta la percentuale di persone single, oppure di amici che condividono dei bilocali di pochi metri quadrati.

In queste situazioni abitative, la cucina non deve essere soltanto a norma d’uomo, ma anche bella e accattivante, sfruttando strategie come mobili componibili e soluzioni ad angolo che utilizzano anche i centimetri che si trovano in mezzo alle due pareti. D’altra parte, se hai la fortuna di usufruire di molto spazio, potrai godere di un ambiente open space, molto amato dagli architetti, in cui il tinello e il living convivono in un continuum suggestivo.

Andiamo a conoscere insieme le dimensioni della cucina essenziali per vivere in un ambiente confortevole, con mobili e combinazioni ad hoc per tutti i gusti, tutte le metrature e tutti i budget. Perché è così importante constatare le dimensioni della cucina migliori per questo ambiente? Prima di tutto perché è una stanza in cui trascorri molto tempo, cucinare e mangiare sono tra i fabbisogni più importanti di una persona e necessitano di particolare attenzione.

Non si tratta solamente di uno spazio che soddisfa una necessità primaria, ma anche di un ambiente di lavoro, soprattutto per gli chef o i blogger, gli imprenditori digitali e gli appassionati di cucina che scrivono sul web, sempre più numerosi in questi ultimi anni.

Se ci pensi, ogni qualvolta accendi la televisione assisti ad un cooking show differente, appena sfogli una rivista o navighi sul web incontri un nuovo aspirante cuoco che lavora e filma le sue creazioni, anche in spazi ridotti.

Le misure della cucina devono rispondere a specifiche regole ergonomiche e si basano sull’altezza dell’individuo: questo è strettamente necessario per garantire un ambiente sicuro e funzionale.

– Misure standard della cucina componibile

Le cucine componibili sono le soluzioni migliori per arredare uno spazio dalla metratura ridotta. In questo modo si possono usare questi moduli per ottimizzare tutto lo spazio a disposizione e ottenere un ambiente fruibile e allo stesso tempo esteticamente piacevole.

Si tratta di elementi rettangolari o quadrati che si incastrano perfettamente tra di loro come pezzi del meccano, un pò come i mattoncini colorati delle costruzioni con cui giocano i bambini.

E se si divertono i più piccoli, anche gli architetti e gli interior designer amano progettare e realizzare cucine componibili in modo da soddisfare la richiesta del cliente e affrontare nuove sfide di spazio, tipiche della contemporaneità.

Le dimensioni della cucina componibile si aggirano generalmente sui multipli di 15: per questo motivo, quando sarai di fronte al tuo architetto di fiducia, sentirai parlare di misure che virano dai 30 ai 90 centimetri. I moduli delle cucine componibili più comuni misurano dai 45 centimetri in su; le misure inferiori, dai 15 ai 30 centimetri, sono più diffuse se devi scegliere un’anta, uno sportello, un cassetto per riempire uno spazio vuoto.

La prima cosa di cui devi tenere conto quando progetti la tua cucina è la base dei mobili che ne faranno parte, la profondità che deve aggirarsi al minimo sui 60 centimetri. Questa è la misura a norma, ma in commercio puoi trovare dei modelli con misure maggiori, per dare alla cucina un effetto ottico più ampio ed avere una visuale migliore.

Se hai a disposizione una metratura ridotta, è consigliabile riservare più spazio ai supporti dove cucini le pietanze e lavori, invece del tavolo dove consumi le pietanze. Cucinare vuol dire compiere delle determinate operazioni che richiedono attenzioni specifiche, come usare la fiamma viva del fornello o il calore ad induzione, lame e coltelli: avere a disposizione una metratura maggiore significa godere di migliori funzionalità e sicurezza, avere una visione d’insieme e tenere tutte le cose sotto controllo.

Per quanto riguarda lo spazio dove consumare i pasti, puoi applicare un modulo a penisola e arredarlo con i tipici sgabelli ispirati ai bistrot americani. Può essere il proseguimento del modulo principale dove si trovano i fuochi, in modo da generare un effetto serpente orizzontale, anche ad U: fatti consigliare dall’architetto con cui stai progettando la tua cucina.

Se invece disponi di una metratura più generosa, puoi creare la tua penisola in maniera verticale, dove apporre i fornelli o il lavandino, o la zona giorno in cui mangiare e ricevere gli ospiti. In questo caso, tieni conto di una profondità di almeno 90 centimetri.

– Profondità pensili cucina

Se ci pensi, la profondità dei pensili della cucina è sempre minore di quella delle basi e questo serve a non urtare con la testa quando la si solleva o quando si aprono le ante per cercare la pentola giusta o l’ingrediente per la ricetta che si sta preparando.

Per evitare questi incidenti domestici, anche molto gravi, la profondità degli sportelli della cucina e delle mensole deve essere almeno di 35 centimetri, poco più della metà della misura standard delle basi e dei supporti dove cucinare o mangiare. Generalmente, i pensili di una cucina tradizionale percorrono il tinello in maniera continua, partendo dalla zona dei fuochi fino a quella del lavello, soprattutto nelle cucine lunghe e strette, d’ispirazione anni ’80 per intenderci.

Gli architetti e gli interior designer più innovatori, invece, amano creare una sorta di pareti attrezzate, assemblando pensili di differenti dimensioni e forme geometriche, lunghezze e materiali, assieme a vani porta oggetti, vetrine basculanti e mensole minimali e sottili.
In questo modo otterrai un puzzle di quadrati e rettangoli, alcuni chiusi ed altri a vista, un patchwork di forme differenti funzionali e d’impatto, per riporre piatti, spezie, barattoli di confettura e di passata di pomodoro.

Questa sorta di pensili creativi servono ad arredare la parete della cucina e renderla allo stesso tempo utile, soprattutto nei piccoli spazi e nelle soluzioni componibili. Nonostante la creatività di queste soluzioni, i pensili devono rispettare le dimensioni della cucina a norma, 35 centimetri di profondità, anche se in commercio si trovano delle alternative più voluminose e proporzionate a basi più larghe. Seguire queste regole è importante per non rischiare di farsi male e sbattere la testa.

– Altezza pensili cucina

L’altezza dei pensili della cucina, invece, varia molto a seconda dell’ambiente che abbiamo a disposizione. Ad esempio, se il tinello è vicino ad una finestra, è meglio considerare un piano di lavoro inferiore ai 90 centimetri, in modo da non sbatterci contro e bloccare le ante della stessa. Inoltre, l’altezza dei pensili della cucina è proporzionata al piano di lavoro.

La tradizionale profondità che si aggirava sui 60 centimetri è aumentata all’interno delle nuove tendenze di design, in modo da agevolare le operazioni e migliorare l’ergonomia. Aumentando le dimensioni della cucina delle basi è quindi possibile abbassare l’altezza dei pensili che le sovrastano, con l’obiettivo di consentire una maggiore visibilità.

Con una profondità tradizionale del piano di lavoro di 60 centimetri, si consiglia un’altezza dello schienale sui 54 centimetri, per poter lavorare agevolmente sul piano. Queste misure, però, causano un senso di chiusura poco piacevole e non riesci a prendere visione totalmente del contenuto dello scaffale. Pensa di aumentare la profondità della base di appoggio ai 65 centimetri, avrai la possibilità di abbassare il pensile, con una misura dello schienale sui 45 centimetri, maggiore fuoco visivo e minore sensazione di oppressione.

Nel caso in cui tu disponga di una maggiore metratura, puoi spingere la profondità del piano di lavoro alla misura di 80 centimetri, equipaggiando la base di 60 centimetri con una striscia attrezzata di 20 centimetri, in modo da consentire ancora più visibilità mentre impasti o affetti le verdure. In questo specifico caso, la distanza dai pensili ottimale è di circa 42 centimetri, in modo da ottenere una completa visione delle mensole e degli scaffali, da quelli inferiori a quelli più alti.

– Altezza piano cottura

Per quanto riguarda l’altezza delle basi da terra, le dimensioni della cucina standard si aggirano sugli 85 centimetri, ad esclusione del piano di lavoro che può essere più alto o più basso, soprattutto se è slegato, ad esempio nelle soluzioni scomposte a isola.

Anche l’altezza del piano cottura è fondamentale per poter cucinare in maniera ottimale e quindi deve essere proporzionata al restante dei mobili. La misura standard è 85 centimetri ma può essere abbassata o alzata a seconda delle tue esigenze e della statura del cliente che commissiona il progetto.

Per questo motivo il tuo architetto dovrà assicurare un’ottima proporzione tra la tua altezza e quella delle basi della tua cucina, creando un’armonia bella ma soprattutto funzionale. Questo è più semplice quando si sta assemblando una cucina componibile. È possibile realizzare delle basi alte 83 centimetri, per le persone di statura inferiore, fino ad arrivare ad un’altezza di 90/100 centimetri, per il cliente più alto.

Un altro fattore importante da tenere in considerazione per quanto riguarda le dimensioni della cucina, è sicuramente la distanza del piano cottura dalla cappa d’aspirazione che generalmente lo sovrasta, quella che assorbe il vapore acqueo e odori di frittura pesanti. La distanza è regolamentata ad una misura standard che si aggira sui 65 centimetri, ma può essere minore (a seconda se si tratta di un fornello a gas o elettrico), dai 45 ai 50 centimetri.

Alcune cappe, addirittura, sono talmente sollevate dalla testa dello chef che lui stesso ha la possibilità di chinarsi il meno possibile per annusare il profumo che emerge dalle pentole scoppiettanti, senza toccare con la testa. Si tratta di cucine professionali, molto grandi, dove la cappa è lunga e ridotta ad una serpentina sottile, sopraelevata e molto potente. In alcuni casi, questo strumento è appeso al soffitto, soprattutto nelle cucine di design e molto ampie.

– Altezza da terra del lavandino

Il lavabo è un altro elemento fondamentale per una cucina funzionale, ed è anche un motivo decorativo che può cambiare in un baleno l’intero stile dell’ambiente.

Le soluzioni più contemporanee contemplano l’uso del miscelatore per avere sempre a disposizione il getto dell’acqua calda o fredda, in un unico gesto. Il materiale più gettonato è l’acciaio inox, resistente e durevole, con qualche accorgimento (come i detergenti delicati e anti-graffio). Questo materiale, inoltre, risponde ai canoni di gusto moderno e industriale, in voga in questi anni.

Di solito, si consiglia un lavandino a doppia vasca, per una maggiore comodità: se non hai molto spazio a disposizione, ricorda che le dimensioni della cucina standard richiedono almeno una larghezza tra i 30 e i 40 centimetri. Nel caso in cui tu abbia la fortuna di possedere una buona metratura, oltre a permetterti il lusso e il comfort di una lavastoviglie, puoi aumentare l’ampiezza del lavabo ad un ingombro pari tra i 100 e i 120 centimetri.

Le idee di cucina più eleganti e chic vogliono il lavabo unico, mentre il gusto classico e rustico preferisce la doppia vasca free-standing, magari in marmo, presente ancora in alcune abitazioni anni ’50, nei casolari e nelle massonerie di campagna. Stessa cosa vale per la rubinetteria, con i pomelli distinti per la temperatura dell’acqua calda/fredda, nella classica foggia a fiore.

– Altre tipologie di cucina

Finora hai conosciuto le dimensioni della cucina standard che garantiscono un ambiente funzionale ed ergonomico.

Rispettando queste norme, l’architetto può giocare con alcune strategie salva-spazio che ottimizzano lo spazio a disposizione, anche quello più ridotto, magari ricavato da un angolo.
Una soluzione interessante, proprio per questa situazione, è la cosiddetta cucina a corner che sfrutta anche lo spazio tra le due pareti.

Nell’angolo si possono installare anche il piano di cottura o il lavandino, provvedendo ad adeguare in maniera ottimale l’impianto elettrico o a gas, e quello idraulico. Sistemando i fuochi e il lavandino nell’angolo, si possono sfruttare i restanti centimetri lungo la parete come piano di lavoro o addirittura per consumare i pasti.

Un altro escamotage salva-spazio è la cucina ad U, dove il piano cottura si trova nel cuore dei due moduli, mentre la zona adibita al pranzo è parallela al piano di lavoro. Si tratta di una soluzione conviviale: il commensale osserva direttamente il proprio ospite mentre cucina ed è servito vicino ai fornelli, con la pietanza che dalla pentola finisce nel piatto, ancora fumante.

– Cucina ad isola

Ora che sai tutto sulle dimensioni della cucina standard e su alcuni trucchi per risparmiare centimetri preziosi, concludiamo sognando con quella ad isola, in cui il piano lavoro troneggia in mezzo alla stanza, free-standing. Può comprendere anche i fuochi o il lavello.Si tratta delle soluzioni per chi ha a disposizione un’ampia metratura e desidera focalizzare l’interesse della casa sulla zona giorno, in cui living e cucina convivono in un matrimonio perfetto.

Luca Padoin

Tevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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