Il deviatore per la doccia rappresenta uno strumento d’importanza fondamentale, in quanto assolve il compito di direzionare il flusso dell’acqua, consentendoci di scegliere liberamente il rubinetto dal quale far uscire il getto.

Tutti noi, infatti, abbiamo senz’altro presente com’è strutturata una vasca provvista di doccino e la semplicità con cui in un attimo decidiamo da quale dei due rubinetti ricevere l’acqua: se da quello specifico della vasca oppure dal soffione della doccia.

Ebbene, questa funzione che noi diamo per scontata avviene in realtà per merito del deviatore, il cui corretto funzionamento è dunque di vitale importanza.

In questa guida, pertanto, cercheremo di illustrare nel dettaglio cos’è e come funziona questo strumento, offrendo anche qualche piccola dritta da sfruttare nel caso in cui dovesse bloccarsi o rompersi. Buona lettura! 

– Deviatore della doccia: cos’è

Prima di descrivere in maniera specifica com’è fatto e come si presenta un deviatore, cerchiamo innanzitutto di capire cosa sia esattamente questo importantissimo strumento.

La sua funzione, infatti, non è solamente di tipo tecnico ma, come avremo modo di scoprire, anche di natura estetica: il deviatore, infatti, può presentarsi in diverse forme ed è quindi necessario scegliere quella che meglio si adatta alla struttura della nostra vasca con doccia.

Definizione tecnica di deviatore

Il deviatore, o deviatore di flusso, è una valvola facente parte dell’impianto idrico il cui scopo è quello di direzionare correttamente il flusso dell’acqua in uscita.

Si tratta di uno strumento d’importanza fondamentale, che viene installato nel momento in cui vi sia la necessità di stabilire di volta in volta da quale rubinetto far uscire il getto d’acqua.

L’esempio più tipico, per l’appunto, è relativo alle vasche da bagno dotate di soffione per la doccia: il deviatore, in questo caso, serve a stabilire se vogliamo far uscire l’acqua dal rubinetto della vasca, allo scopo di farci un bagno, o se invece preferiamo sfruttare la doccia, regolando il deviatore in modo tale da far uscire l’acqua dal soffione.

Deviatore: in quali materiali può essere realizzato

Come per tutte le cose, anche per il deviatore vale la regola che migliore è la qualità del materiale con cui viene realizzato, più efficace e duraturo sarà il suo funzionamento.

Va da sé, naturalmente, che i materiali migliori sono inevitabilmente anche quelli più costosi ma, del resto, è risaputo che la qualità si paga. Andiamo quindi a vedere insieme, nello specifico, con che tipo di materiali può essere costruito un deviatore.

  • Ottone: si tratta di un materiale molto buono che, per di più, offre anche il vantaggio di essere economico. La sua qualità, tuttavia, è legata in parte al materiale che viene utilizzato per il rivestimento esterno, che può infatti presentarsi in cromo, smalto o ceramica.
  • Nichel\acciaio: trovare dei deviatori in nichel è sempre più raro, in quanto parliamo in un materiale capace di causare forti reazioni allergiche. Per questa ragione, esso viene sempre più spesso sostituito dall’acciaio inossidabile che, pur offrendo una grande resistenza nel lungo periodo, ha il difetto di macchiarsi facilmente e necessita pertanto di una manutenzione adeguata e costante.
  • Ceramica: apparso sul mercato piuttosto di recente, il deviatore in ceramica utilizza questo materiale per le sole piastre che garantiscono il suo funzionamento e, a giudicare dalla diffusione di questa scelta, si tratta indubbiamente di un’opzione molto efficace.
  • POM: i deviatori in polimero hanno il merito di essere particolarmente resistenti e durevoli nel tempo. Lo svantaggio, tuttavia, è dato dai costi piuttosto elevati di questo materiale.
  • Leghe: alcuni dei deviatori presenti in commercio sono formati dall’insieme di più leghe. La combinazione, solitamente, prevede l’utilizzo di materiali quali ottone, alluminio e piombo. Quest’ultimo, essendo potenzialmente tossico, può essere usato soltanto in minima parte: secondo gli standard europei, per esempio, non deve superare l’1,7% del totale.

Come si evince facilmente da questo elenco, pertanto, sono molti i materiali con i quali può essere costruito un deviatore.

Questa, tuttavia, non è la scelta più importante che ci compete: quella principale riguarda infatti la struttura che deve possedere il nostro deviatore che, come abbiamo già anticipato, dev’essere in grado di armonizzarsi al design della nostra vasca. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

– Deviatore del flusso della doccia: come si presenta e cosa fare in caso di malfunzionamenti

Nel paragrafo precedente abbiamo offerto una definizione tecnica del deviatore del rubinetto della doccia, spiegando in breve come funzione e quali sono i materiali con i quali può essere realizzato.

Quello che andremo a fare ora, invece, sarà il presentare le varie forme che questo strumento può assumere: come abbiamo detto, infatti, esso non riveste soltanto un’importanza tecnica, ma anche estetica. Dovremo essere noi, infatti, a scegliere il tipo di deviatore che meglio si adatta all’arredamento del nostro bagno.

Tipologie di deviatore: la forma che può assumere

Di deviatore, come dovrebbe essere ormai chiaro, ne esiste più di un tipo. Di seguito, quindi, andiamo a elencare le due principali tipologie in cui si suddivide questo strumento, lasciando a voi il compito di stabilire quale sia la più indicata per il vostro bagno.

  • Deviatore con meccanismo a pulsante: si tratta di una delle strutture maggiormente diffuse, proprio per via della sua enorme semplicità di utilizzo. Questo deviatore, in sostanza, si presenta come un pulsante che fuoriesce dalla superficie in cui è incassato: se lasciato così com’è, il rubinetto che emetterà il flusso dell’acqua sarà quello della vasca; se, al contrario, viene premuto e spinto verso l’interno, allora l’acqua uscirà dal soffione della doccia.
  • Deviatore a leva, girevole o bandiera: il funzionamento alla base di questo tipo di deviatore è di tipo direzionale. Esso, infatti, è costituito per lo più da una semplice leva, che è sufficiente girare nella direzione voluta a seconda di quale rubinetto vogliamo vedere in funzione.

Per quanto in commercio sia possibile trovare anche deviatori di ulteriori tipologie, le due che abbiamo indicato in elenco rappresentano quelle attualmente più richieste e utilizzate. In entrambi i casi, inoltre, parliamo di deviatori per doccia esterni, che rappresentano per l’appunto il tipo più diffuso.

Molto semplicemente, vengono chiamati in questo modo in quanto rimangono visibili sulla parete, a differenza di altri modelli a incasso che risultano invece più discreti.

Si tratta, tuttavia, di una differenza piuttosto minima e che non si ripercuote per nulla sul funzionamento tecnico dello strumento (che, a conti fatti, è ciò che c’interessa maggiormente).

Cosa fare quando il deviatore non funziona

Come abbiamo affermato nella conclusione della sezione precedente, a prescindere dalla forma che il deviatore può assumere, ciò che c’interessa veramente è che esso funzioni correttamente, regalandoci così dei momenti di relax sia quando facciamo il bagno, sia quando optiamo invece per una lunga doccia rilassante.

In questa sezione, dunque, cercheremo di capire come bisogna intervenire quando il deviatore della doccia non funziona, ovviamente sempre nei limiti delle nostre competenze idrauliche.

Il problema, infatti, può essere duplice e comprendere sia la possibilità di un deviatore per doccia bloccato, nel qual caso la questione può effettivamente essere risolta con relativa facilità; sia un deviatore per doccia rotto, un problema che potrebbe al contrario essere fuori dalla nostra portata.

Nel primo caso, quando cioè ci ritroviamo alle prese con un blocco che impedisce al flusso dell’acqua di passare correttamente da un rubinetto all’altro, il problema potrebbe semplicemente essere causato da un tappo di calcare che, per l’appunto, blocca la fuoriuscita dell’acqua laddove si verifica.

La maniera migliore di procedere, dunque, consiste nello svitare delicatamente il piccolo pomello che si trova in cima al deviatore, allo scopo di aprirlo ed esaminarne l’interno. Fatto questo, avremo una visione chiara dello stato della guarnizione del nostro deviatore che, se vittima di un eccesso di calcare, apparirà certamente usurata.

La cosa migliore da fare, dunque, consiste nel sostituire la vecchia guarnizione con una nuova, facendo molta attenzione a eseguire l’operazione con delicatezza, onde evitare di rovinare le fragili componenti del nostro deviatore.

Il consiglio, pertanto, è di darci al fai da te soltanto se ci sentiamo sicuri di ciò che facciamo, onde evitare di causare inavvertitamente un danno peggiore. Se, dopo aver effettuato correttamente la sostituzione, il nostro deviatore torna a funzionare in maniera impeccabile, allora possiamo complimentarci con noi stessi.

In caso contrario, invece, le questioni sono due: o abbiamo sbagliato qualcosa o, sfortunatamente, il danno è peggiore di quanto credessimo. In entrambi i casi, ad ogni modo, non ci resta altro da fare che rivolgerci a un bravo idraulico.

– Conclusione

Siamo ufficialmente giunti al termine di questa guida dedicata a uno strumento diffusissimo e utilizzato da tutti, sebbene a conti fatti sottovalutato: il deviatore per la doccia.

Come abbiamo avuto modo di scoprire, infatti, senza questo prezioso attrezzo non potremmo regolare il flusso dell’acqua, stabilendo a nostro piacimento se concederci un bagno o una doccia.

Per questa ragione, dunque, è d’importanza fondamentale mantenere il deviatore nelle condizioni migliori, curandone il funzionamento e prestando attenzione a qualsiasi variazione nel flusso dell’acqua, anche minima.

Così facendo, potremo infatti essere certi di riuscire a stoppare un eventuale malfunzionamento sul nascere, sia se decidessimo di darci al fai da te, sia se preferissimo rivolgerci umilmente a chi ne sa più di noi.

Luca Padoin

Trevigiano DOC, falegname di professione, padre di 2 splendidi bambini e da sempre appassionato di fai da te. Trucchi, segreti, scorciatoie, suggerimenti, questo è quello che voglio condividere con chi mi leggerà qui su Casina Mia.

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