Un tempo, nel momento in cui si costruiva un nuovo edificio con strutture portanti in c.a., c.a.p. o acciaio, ma anche solo qualora si effettuassero degli interventi di una certa rilevanza che coinvolgevano strutture esistenti, andava effettuato il deposito al Genio Civile del cosiddetto “progetto di strutture”.

Vi erano, però, e volendo vi sono ancora, delle opere non soggette a deposito al Genio Civile. Vediamo quali sono queste opere e quali norme regolano tali aspetti progettuali ed autorizzativi.

Nel corso della trattazione faremo un doveroso accenno anche al cosiddetto Decreto sblocca cantieri e alla più recente normativa in materia sismica, cercando di capire che impatto abbiano questi sul deposito delle pratiche al Genio Civile, se e quando sono previste delle semplificazioni ed in cosa consistono.

Prima di tutto, però, è bene far chiarezza su cosa sia il Genio Civile e perché in alcuni casi questo potrebbe risultare ormai destituito e sostituito da altri uffici.

Cos’è il Genio Civile?

Il Genio Civile è di fatto un organo statale periferico, con compito di controllo, monitoraggio e sovrintendenza sulle opere pubbliche, a livello periferico e locale.

In Italia il Genio Civile fu istituito per la prima volta nel Regno di Sardegna, da Vittorio Emanuele I e venne denominato Corpo reale del Genio Civile.

Questo rimase sottoposto al Ministero della Guerra e Marina fino al 1818, anno in cui passò sotto la direzione del Ministero degli Affari Interni, per poi venir aggregato al Ministero dei lavori pubblici nel 1859. Dopo l’unità d’Italia il Genio Civile venne riformato grazie all’emanazione della legge n. 874, del 5 luglio 1882, che gli attribuì la struttura che a grandi linee ha mantenuto fino ad ora.

Nel corso degli anni, ovviamente, i compiti e le competenze del Genio Civile soso state oggetto di modifiche e sostanzialmente di un processo di decentramento amministrativo, definitivamente sancito dal decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1955, n. 1534.

Infine, con l’istituzione delle Regioni, le competenze del Genio Civile furono trasferite a tali enti e poi successivamente alle province.

Il Genio Civile è divenuto, dunque, un organo periferico regionale su base provinciale, che assicurava tutte le funzioni riguardanti l’esecuzione delle opere pubbliche. Dopo l’abolizione delle province, però in alcune regioni, come ad esempio in Lombardia o in Sardegna, il Genio Civile è stato chiuso e le sue funzioni sono state assorbite da altri enti.

Ecco perché non ovunque oggi si parla di deposito al Genio Civile, ciò non toglie che le pratiche concernenti le strutture vanno sempre depositate in un qualche ufficio deputato a tale funzione.

Opere non soggette ad autorizzazione genio civile

Indipendentemente dalle vicende storiche suddette e dal fatto che nella zona in cui risediate oggi giorno vi sia ancora il genio Civile oppure no, è bene chiarire che quando si parla di deposito al Genio Civile si fa sempre riferimento ad opere strutturali.

Pertanto, qualora abbiate in mente di ristrutturare casa, in termini di rinnovo finiture, rifacimento dei bagni o anche di ridistribuzione spaziale degli ambienti, il deposito delle pratiche al genio Civile normalmente non è cosa che vi tange. Questo, sempre a patto che non decidiate di intervenire in maniera sostanziale, magari approfittando del Sisma Bonus, risistemando anche le strutture e rendendo l’edificio più sicuro e a prova di terremoto.

In molti casi, però, mattendo mano ad un immobile può capitare di avere la necessità di modificarne, in qualche misura le strutture esistenti.

Un caso tipico è quello in cui si decide di annettere al proprio appartamento il sottotetto sovrastante, recuperandolo a fini abitativi e vi è dunque la necessità di bucare il solaio per inserirvi una scala. Ma le possibilità in tal senso sono le più disparate. Se si vuole creare un balcone ove non ci sia; piuttosto che qualora si voglia abbattere una parete portante, aprire una grande finestra, ecc…

Come è facile intuire, interventi di questo tipo non sempre sono possibili e anche qualora si rivelino tali è indispensabile che siano adeguatamente progettati e le strutture correttamente dimensionate da un ingegnere strutturista, che garantisca sulla stabilità e la sicurezza del tutto, nonché eventualmente anche collaudate.

Deposito al genio civile quando è necessario

Ecco allora che, prima di analizzare i casi particolari per i quali non serve consegnare alcunché al Genio Civile, è bene avere ben chiaro in mente quando invece vige l’obbligo di deposito.

Ogni qual volta ci si accinga a costruire un edificio con strutture in cemento armato, cemento armato precompresso o acciaio, oppure quando si devono effettuare interventi sulle strutture di edifici esistenti, realizzate con questi materiali, è sempre indispensabile effettuare il deposito del progetto strutturale presso gli uffici del Genio Civile, così come prescritto dalla Legge 1086 del 1971:  “Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica”.

In tali frangenti, prima ancora dell’inizio lavori sarà indispensabile presentare denuncia. Tale documento contiene i nomi ed i recapiti del Committente, del Progettista delle strutture, del Direttore dei Lavori e dello stesso Costruttore, oltre che l’indicazione del tipo di intervento da realizzare e del Comune in cui sarà ubicato.

Attenzione, però, perché per interventi su edifici esistenti realizzati in muratura, come banalmente l’apertura di una nuova porta all’interno di un muro portante in mattoni, piuttosto che un sopralzo o un ampliamento, andrà comunque depositata la verifica sismica delle strutture. La normativa di riferimento, in tal caso, è rappresentata dalla Legge 64 del 1974 “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche” e dalle più recenti Norme Tecniche per le costruzioni del 2008.

Normalmente in passato non veniva richiesto il rilascio dell’autorizzazione e dunque il deposito della pratica al Genio civile:

  1. a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, purché essi in alcun modo non compromettano la sicurezza statica della costruzione, ovvero non riguardino le strutture portanti e sempre che non alterino l’entità e la distribuzione dei carichi;
  2. b) per gli interventi di manutenzione straordinaria, purché essi in alcun modo non compromettano la sicurezza statica della costruzione, ovvero non riguardino le strutture portanti e sempre che non alterino l’entità e la distribuzione dei carichi.

Anche in questi casi però era bene far attenzione perché ogni Regione era autorizzata a legiferare in materia per interventi di limitata consistenza ed era dunque possibile che in alcuni Comuni non fosse obbligatorio procedere al deposito ed in altri sì.

In effetti, anche tra gli addetti ai lavori, sono sempre stati i cosiddetti interventi locali, quelli di limitata entità a creare maggiori perplessità sull’obbligo di denuncia e deposito al Genio Civile.

Oggi però con il DM del 14 gennaio 2008, ovvero con le Nuove Norme Tecniche per le costruzioni entrate in vigore dal primo luglio 2009, aggiornate poi con il Nuovo D.M. 17/01/2018, un po’ tutto è stato rimesso in discussione. Ed ecco che ogni dubbio è fugato.

Oramai tutti i comuni italiani sono classificati in zona sismica e da qui ne deriva l’obbligo di presentazione della documentazione di progetto riferita alla sicurezza sismica.

Ecco dunque che, qualsiasi intervento edilizio ad eccezione di quelli di semplice manutenzione ordinaria, va preventivamente denunciato all’ufficio tecnico al fine di consentire i dovuti controlli in merito al rispetto della disciplina vigente in materia di costruzione in zone sismiche.

Per lavori di manutenzione ordinaria si intendono quegli “interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”, così come definiti all’art. 3 del DPR 380/2001 (Testo Unico per l’Edilizia). Per ulteriori approfondimenti in merito vi rimandiamo all’articolo dedicato.

Con il cosiddetto decreto “Sblocca cantieri”, in vigore dall’aprile 2019, vengono poi modificate certe disposizioni riguardanti gli interventi in zone sismiche e la denuncia delle opere strutturali.

Nella pratica alcune opere, vengono esentate dall’autorizzazione sismica preventiva e viene definito un diverso regime autorizzativo, a seconda dell’importanza che le opere possono avere rispetto all’incolumità pubblica.

Solo per gli interventi definiti “rilevanti” permane l’obbligo di autorizzazione preventiva del Genio civile, che decade invece per gli interventi ritenuti dal legislatore di “minore rilevanza” così come a maggior ragione per quelli definiti “privi di rilevanza”.

Per tali interventi le regioni possono istituire controlli con modalità a campione e dovranno dotarsi di specifici elenchi che chiariscano i tre gradi di rilevanza e gli interventi che rientrano in ciascuna categoria.

Inizio lavori senza autorizzazione genio civile

Cosa accade se si eseguono dei lavori senza preventiva autorizzazione?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14761/2019, ha chiarito definitivamente che qualsiasi intervento in zona sismica, anche non in cemento armato, va preventivamente denunciato al competente ufficio, in modo da consentire eventuali controlli preventivi e necessita, inoltre, del rilascio del titolo abilitativo.

È bene far attenzione, perché anche qualora ci si affidi ad un tecnico, come presumibile a mono che non si sia tecnici a propria volta, è comunque obbligo del Committente accertarsi che questo faccia tutto quanto previsto e necessario.

La Corte di Cassazione ha stabilito infatti che: “quando le opere in cemento armato siano eseguite senza la redazione di un progetto esecutivo e senza la prevista denuncia al Genio civile, anche nel caso che le opere fossero state eseguite dal direttore dei lavori, permane la responsabilità del committente, che trova il fondamento nell’omissione della dovuta vigilanza, cui egli è tenuto in considerazione del fatto che l’opera soddisfa un suo preciso interesse. Ogni committente ha l’obbligo infatti di accertarsi che i lavori siano eseguiti in conformità alle prescrizioni amministrative, perché la responsabilità penale, che grava sul destinatario di un obbligo imposto dalla legge, non può essere delegata ad altri”.

Concludendo

In poche parole, oggi, per qualsiasi costruzione che interessi la pubblica incolumità indipendentemente dalle dimensioni e dal tipo di opera, nonché a prescindere del tipo di costruzione e dei materiali usati (calcestruzzo, legno, metallo, muratura in pietra ecc.) e anche in zona 4 (ovvero a bassissima sismicità) è necessario osservare gli adempimenti amministrativi previsti dalla legge sismica, tra i quali è previsto il deposito al Genio Civile.

Qualora, pertanto, ristrutturando casa dobbiate intervenire, a qualunque titolo, su strutture esistenti è bene sempre che vi affidiate sia dal principio ad un tecnico strutturista che si occupi di adempiere a tutti i riferimenti normativi del caso.

Sara Raggi

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