A dispetto di quanto si pensi, tra tutti gli ambienti domestici, la cucina è uno di quelli che necessita di una maggior attenzione in fase di progettazione.

Specie se, come purtroppo accade sempre più spesso, ci si trova a fare i conti con piccoli spazi, magari ad uso non esclusivo, è più che mai necessario focalizzarsi, non solo su questioni estetiche e stilistiche, bensì piuttosto sull’aspetto più pratico, logistico ed organizzativo della questione.

Quando ci si accinge a progettare una cucina, grande o piccola che sia, abitabile piuttosto che inserita all’interno del living, non ci si può esimere dal considerare il cosiddetto “triangolo di lavoro”. Questo serve ad identificare tre aree funzionalmente distinte, una destinata alla cottura, una al lavaggio ed una alla dispensa ed alla preparazione delle pietanze.

Esistono regole ben precise che, in virtù del rapporto reciproco esistente tra queste tre attività, permettono di dislocarne in modo strategico le rispettive funzioni di appartenenza, così da renderne più pratica ed automatica l’interazione e la fruizione.

La razionalizzazione delle funzioni e degli spazi è essenziale: non basta che optiate per un ben determinato stile, che capiate quali materiali, finiture, textures e colorazioni preferite; non è neppure sufficiente stabilire quale sia la conformazione che maggiormente si addice ai vostri spazi e alle vostre esigenze, ma è assolutamente indispensabile tener conto del rapporto reciproco che si instaura tra le varie parti di una cucina, in modo tale che l’insieme risulti non solo bello, ma in primo luogo pratico e adatto all’utilizzo quotidiano.

Oggi vogliamo concentrare la nostra attenzione sulle cucine angolari, riferendoci in particolar modo a quelle destinate ad occupare piccoli spazi confinati, come i cucinini.

Il cucinino: come fare per attrezzarlo al meglio

Nelle case più vecchie, specie quelle risalenti agli anni 50-60 del secolo scorso, sovente, ci si trova a fare i conti con il cosiddetto cucinino.

Sì tratta sostanzialmente di un locale esclusivamente dedicato alla preparazione dei cibi, cosi piccolo però da non consentire di mangiarvi al suo interno. I pasti dunque andranno consumati nell’adiacente sala da pranzo, con cui peraltro in genere il cucinino comunica in maniera diretta.

Se una cucina per essere definita abitabile deve misurare almeno 9 mq, la metratura dei vecchi cucinini va  generalmente dai 4-5 mq fino ai 6-7 al massimo. Sono questi i casi più difficili da risolvere perché non solo lo spazio è davvero ridotto ai minimi termini, ma a differenza di quanto avviene con gli angoli cottura, è anche chiuso e pertanto sono diverse le cose a cui è necessario prestare attenzione.

Innanzitutto bisogna valutare la conformazione del locale: nei cucinini se possibile è bene sfruttare sempre almeno due pareti per alloggiarvi i mobili. In genere se la pianta è quadrata, o rettangolare ma egolare e con i due lati non molto dissimili, la cosa migliore è optare per una cucina ad angolo, ad L o al limite anche ad U.

In quest’ultimo caso l’importante è che tra una parete attrezzata è quella frontale vi siano sempre come minimo 120 cm di spazio. Soltanto per locali estremamente stretti e lunghi non c’è altra soluzione che ricorrere alla più classica soluzione in linea.

Indipendentemente da tutto, per non rischiare di appesantire eccessivamente ambienti già di per sè molto piccoli, che se troppo pieni potrebbero finire per generare un vero e proprio senso di claustrofobia, il consiglio è quello di limitare quanto più possibile l’uso di pensili.


Mai utilizzare pensili alti!

L’imperativo è leggerezza. Una bella cappa d’arredo, mensole a giorno e al massimo un paio di box lunghi e stretti con apertura a vasistas.

È necessario prestare molta attenzione anche a dove è posizionata la porta d’accesso al cucino, soprattutto se questa è a battente perché la sua apertura potrebbe interferire con quella di ante e cassetti dei mobili; allo stesso modo è bene tenere conto anche della dislocazione di finestre e porte finestre anche perché l’ingresso della luce naturale in ambienti piccoli è fondamentale ed anche  lo studio di un’adeguata illuminazione artificiale non è da meno.

Infine nel tentativo di ingannare l’occhio è importantissimo anche far attenzione alla scelta delle finiture, dei materiali e dei colori che caratterizzano le ante della vostra piccola cucina, ma anche quelle di rivestimenti e pavimenti.

Se proprio non sapete che pesci pigliare e non riuscite a trovare la quadratura del cerchio, consultate un architetto, di certo saprà consigliarvi la soluzione migliore!

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Spero dunque di riuscire a fornirvi preziosi consigli, mettendo a vostra disposizione, non solo la mia esperienza professionale, ma anche quella di mamma di due bimbi e di moglie, che ama vivere la propria casa, ogni giorno, nel migliore dei modi.
Sara Raggi

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