Sfruttare ogni spazio possibile è un concetto molto apprezzato dagli interior designers, e la possibilità di poter gestire con gusto l’inserimento di una cucina sottoscala, per incrementare la funzionalità di ambienti sovrastanti, è una prerogativa che esprimerà la personalità ricercata di chi li abita.

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La peculiarità di abitazioni a due o più livelli è la presenza di strutture che consentono gli accessi ai piani, il cui spazio che si crea al disotto della rampa viene categorizzato come non fruibile, o comunque destinato a contenere mobili di nessuna utilità se non estetica.

Contrariamente, esiste la potenzialità di porre nel vano sottoscala degli elementi utili alla composizione di un’intera cucina lineare o semplicemente complementari di una struttura che insiste in spazi o pareti attigue.

La rampa come metro di valutazione

L’innalzamento prospettico della scala, e di conseguenza il dimensionamento del vano sottostante che si verrà a creare, incideranno sulla tipologia funzionale e sulla metratura utili a colmarne il vuoto.

Una scala interna a struttura è la tipologia che più comunemente immaginiamo, con gradini che poggiano su delle linee portanti dette montanti o fascioni, che dal piantone di partenza sviluppano la forma fino al piantone di arrivo, con le varie colonnine che reggono il corrimano.

Questa struttura può essere chiusa o a giorno, e la sua peculiarità è di essere un’aggiunta a sé stante, quindi non inserita in nessuna parete eccetto che per i punti di fissaggio o ancoraggio.

La struttura chiusa è la classica scala interna americana, la cui parte sottostante è usata come ripostiglio o come porta di accesso a livelli sottostanti come le cantine.

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La struttura a giorno è invece la scala interna i cui gradini poggiano su un unico pilone centrale, o gli uni sull’altri mediante distanziali, applicabile ovunque, grazie alla sua modularità di geometrie che possono raggiungere qualsiasi dislivello di altezza.

 

Diversamente, la scala a struttura autoportante è costituita o dall’inserimento dei gradini detti a sbalzo su di una struttura totalmente ancorata alla parete, o dalla creazione apposita di strutture portanti che fanno parte della parete in cui i gradini sono inseriti.

Tutte queste caratteristiche incidono sulla possibilità o meno di giostrare sulle altezze, non solo per i mobili bassi che andranno a coprire fino all’ultimo spazio utile ed eventualmente realizzati su misura, ma anche per valutare l’inserimento di pensili o colonne e il posizionamento di cappe, estrattori e punti luce.

Da dove iniziare la progettazione

La presenza di una scala interna in un ambiente può essere perimetrale ad una parete ovvero trovarsi come elemento centrale alla stanza.

Sono due tipologie che finalizzano approcci progettuali differenti, poiché nel primo caso avremo delle altezze degradanti ma una linearità maggiore, mentre nel secondo ci ritroveremo a dover gestire uno spazio relativamente piccolo ma con possibilità di sviluppo sulle parti confinanti aperte della rampa, ovvero quelle poste ai laterali.

Solitamente entrambe le situazioni portano alla conclusione di trovarsi in zone alquanto sacrificate, per quanto la facoltà di sbizzarrire l’estro creativo potrebbe dare dei risultati sorprendenti.

Nel nostro progetto di sfruttamento del vano sottoscala consideriamo sempre la parte utile più alta per avere un’idea dell’inserimento degli elementi utili primari, come frigo o dispensa, a meno che non si possa sfruttare una parete o uno spazio limitrofo.

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L’idea migliore è quella di impegnare la parte progressivamente più bassa con cassettoni, magari muniti di sistema a scorrimento a cremagliera piuttosto che ricorrere al classico ripiano con apertura ad ante, che mangerebbe ulteriore spazio.

La zona cottura dovrebbe posizionarsi sempre verso la parte più alta per ovvi motivi di evacuazione dei fumi, prevedendo l’implementazione di aspiratore o cappa, e per garantire una fruibilità operativa maggiore, come anche il lavello, e dove previsto il più vicino possibile a finestre o punti di aria.

L’ambiente conta

La metratura nonché la pianta che possiamo avere a disposizione nell’ambiente in cui insiste la scala, può ipotizzare l’inserimento di elementi accessori.

Quindi se la stanza è più larga che lunga si potrebbe pensare a un’eventuale isola, da sfruttare come piano di lavoro con intelaiatura aperta, per garantire la disponibilità di ulteriore spazio, che in cucina sembra non basti mai.

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Se l’appartamento è in fase di ristrutturazione architettonica potremmo addirittura ipotizzare di render tale isola il centro nevralgico in cui inserire fuochi e lavello, deputando il vano sottoscala a faccia vista come dispensa a giorno, o a scomparsa con mobili a tutt’altezza.

Diversamente, se l’ambiente si sviluppa in lunghezza, un’idea che dia un certo senso di spazio e continuità può essere rappresentata da una penisola di opportune dimensioni, cui affidare il compito sia di piano lavoro che di side brunch con sgabelli, il che richiamerà un certo senso di ospitalità e calore, quasi da pub.

Ma ci si potrebbe imbattere nella situazione in cui lo spazio da riempire con la cucina sottoscala sia a vista e inserito in un open space.

In questo caso una soluzione alternativa alla penisola potrebbe essere la collocazione strategica di vetro cemento a tutt’altezza, magari degradante con lo stesso angolo di inclinazione della rampa, oppure semplicemente l’aggiunta di una libreria a giorno divisoria, che darà comunque un senso di comunicazione fra gli ambienti.

Il giusto equilibrio

Esagerare è sempre un’idea sbagliata in arredamento, in particolare quando ci troviamo di fronte l’esigenza di dover arricchire o rivalutare degli spazi piccoli.

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Una cucina sottoscala è un’ottima alternativa allo sfruttamento di uno spazio che diversamente potrebbe rimanere incompiuto, e ci aiuta a recuperare una buona parte dell’ambiente in cui è posizionata, ma non bisogna esagerare e renderlo troppo affogato con mobili non necessari.

Un aspetto da valutare è la grandezza dei gradini con relative pedata e alzata, e se questi sono collocati su una struttura autoportante a sbalzo o inseriti a parete, poiché sarebbe da riconsiderare l’opportunità di posizionarvi al di sotto spazi in cui si manipoleranno cibi, per conseguenti e opportuni motivi di igiene.

Inoltre, bisogna valutare la componente materiale che ne descrive lo stile e su questo costruire l’apparato decisionale per la scelta della cucina sottoscala.

Se ad esempio abbiamo la presenza di gradini in ciliegio, di certo non accosteremo una cucina sottoscala in laminato viola lucido, che si sposerebbe magari bene con gradini in vetro temperato o in metallo.

Il senso dell’equilibrio che dovremo donare coinvolge anche la tipologia di illuminazione, ideale alla valorizzazione di un anfratto che diversamente potrebbe risultare angusto e buio.

Cucina sottoscala: artigianale o industriale?

Abbiamo più volte sottolineato l’importanza delle misure utili che lo spazio sottoscala può sviluppare nella progettazione degli elementi per allestire una cucina.

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Ma un aspetto che giocherà un ruolo fondamentale per la costruzione dei mobili per una cucina sottoscala, è la tipologia di intradosso ovvero di rampa che la struttura reca.

Se questa si sviluppa per perpendicolarità, la scelta dei componenti della cucina potrebbe risolversi anche con un acquisto di mobili industriali, dato che la natura squadrata dello sviluppo verticale segue un concetto di squadratura delle forme, e quindi una realizzazione di più facile reperimento.

Volendo anche tener da conto una modifica diagonale, non si tratterebbe di opera di difficoltà elevata, addirittura da brico, potremmo azzardare.

Contrariamente se la scala è disegnata con linee curve o inclinate, ad esempio se si sviluppa lungo un pilone centrale di sostegno, la realizzazione su misura artigianale è d’obbligo, facendo anche lievitare il budget necessario.

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Per quanto concerne invece il materiale da costruzione, questo potrebbe essere tanto in massello quanto in mdf o multistrato, laccato o laminato, a seconda delle necessità stilistiche e delle possibilità finanziarie!

Da non trascurare la possibilità di realizzazione della cucina in muratura, con l’impiego di gasbeton o cartongesso per alleggerire la struttura che poggerà a muro.

L’esigenza per cui invece si considera il vano sottoscala solo per l’implementazione di uno spazio da adibire a dispensa, ci lasca un certo grado di autonomia.

Si può paventare la possibilità di utilizzare dei kit di montaggio fai da te, avendo cura, se le misure non corrispondono perfettamente a quelle disponibili in commercio, di preferire sempre profondità inferiori allo sviluppo dei gradini.

Pro e contro della cucina sottoscala

La presenza di una scala all’interno di un’abitazione comporta la conseguenza di rinunciare ad una parte di spazi fruibili, e la soluzione di piazzare sotto le sue rampe gli elementi utili di una cucina, può rappresentare un risvolto importante per ovviare al problema, anche se comporta tutta una serie di considerazioni.

In primis, che la stessa non vada a “imbottigliarsi” in uno spazio troppo risicato o comunque difficilmente agevole e di conseguenza non risultare più funzionale come dovrebbe.

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Poi bisogna tener conto che tutti gli impianti dovranno adeguatamente essere predisposti per consentire attacchi idrici, di scarico e del gas, nonché contatti elettrici e prese, e ciò potrebbe influenzare spesa e decisione.

I costi da sostenere per costruire, o comunque adattare una cucina sottoscala, sono di gran lunga superiori rispetto alla realizzazione di cucine standard, e in caso di sostituzione di alcuni componenti non è detto che la reperibilità sia comoda e immediata.

1 COMMENT

  1. Ho dovuto sfruttare il sottoscala interno per “infilare” una parte del salotto, scegliendo mobili personalizzati e illuminando il tutto con profili led quasi invisibili. Il risultato è davvero particolare e anche divertente, trovo dia un tocco unico all’arredamento!

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