Capita spesso di vedere all’interno della propria abitazione, su pareti, solai, o talvolta anche in facciata, delle crepe più o meno evidenti.

Per chi non è del mestiere è davvero complesso capire se ci si trova dinnanzi ad un quadro fessurativo importante, che merita preoccupazione, oppure se si ha a che fare con fenomeni comuni, che riguardano il normale assestamento della struttura e che interessano solo gli intonaci.

In passato ci siamo già occupati del problema, tentando di comprendere quali possono essere le cause che hanno portato al formarsi delle crepe nei muri e soprattutto quale sia la differenza tra quei casi in cui è bene correre ai ripari e quelli in cui, invece, si tratta di un problema “fisiologico”, unicamente estetico.

Oggi, vogliamo fare un passo avanti, concentrando l’attenzione su quali possano essere le soluzioni pratiche al problema. Prima, però, è bene rammentare che dissesti e crepe nei muri andrebbero sempre fatti valutare da uno strutturista.

Andare semplicemente a mascherare il problema, tappando le fessure, magari ricorrendo al fai da te, è quanto mai inutile e soprattutto pericoloso, perché si rischia di andare a creare una situazione ancor più grave che può anche portare ad un crollo improvviso.

Le crepe nei muri sono a tutti gli effetti il linguaggio dell’edificio: attraverso la loro lettura ed interpretazione è possibile capire che vi sono dei cambiamenti in atto. I segnali sono inequivocabili, ma solo se si riconoscono si può agire di conseguenza, nel modo migliore, con i tempi ed i materiali giusti.

Cedimenti di fondazione

In molti casi le crepe nei muri vanno attribuite al cedimento del terreno di fondazione su cui l’edificio appoggia. Le cause, anche in questi frangenti, possono essere molteplici: carichi eccessivi in fase di costruzione; ristrutturazioni non eseguite a dovere o con poca attenzione; variazioni del livello della falda acquifera sotterranea; o ancora fenomeni sismici.

Prima di analizzare quali siano le corrette modalità di intervento, ricordiamo che preventivamente è sempre necessario chiamare degli esperti, che effettuino un monitoraggio serio delle fessure, con misurazioni periodiche (meglio da eseguirsi su un arco temporale piuttosto lungo) che consentano si valutare se si ha a che fare con delle crepe che tendono progressivamente ad ampliarsi oppure se siano, almeno momentaneamente, stabili.

Qualora, effettivamente, ci si trovi di fronte ad un cedimento strutturale provato, si andranno ad individuare e localizzare puntualmente le cause del danno e solo a questo punto si interverrà con un consolidamento delle fondazioni.

Crepe nei muri: come risolvere

Oggi, fortunatamente, è quasi sempre possibile risolvere, definitivamente e in maniera non invasiva, i problemi di crepe nei muri dovute al cedimento del terreno di fondazione.

Effettuata una diagnosi, per intervenire correttamente, l’importante è rivolgersi esclusivamente ad imprese specializzate in questa tipologia di lavori, che abbiano accumulato sul campo l’esperienza e la competenza necessarie per operare in modo consono ed affidabile.

Quando ci si trova dinnanzi ad un cedimento del terreno di fondazione è importante ripristinare la stabilità originaria dell’edificio, per garantire la sicurezza di quell’immobile ed anche di quelli vicini, in modo tale che chi vi abita possa dormire sonni tranquilli.

Chiaramente il rispetto delle normative vigenti in fase di costruzione, così come una preventiva corretta analisi geologica, permettono di limitare nel tempo la possibilità d’insorgenza di crepe, fessure e lesioni di vario tipo. Allo stesso modo, per scongiurare danni, è importante eseguire una manutenzione ordinaria e straordinaria corretta, che coinvolga anche i diversi sottoservizi presenti (come fognature e tubature interrate).

Qualora i cedimenti differenziali del terreno siano provocati, anche solo in parte, da infiltrazioni d’acqua, dovute alla presenza di una condotta danneggiata o dal cambiamento di quota della falda acquifera, prima di procedere all’intervento di consolidamento è indispensabile eliminare la causa dell’infiltrazione.

È possibile, poi, che le crepe nei muri ed i conseguenti problemi insorgano a seguito di un evento sismico. In questi casi, per capire come operare, è bene effettuare una valutazione complessiva del manufatto e della sua stabilità.

Generalmente, però, per consolidare le fondazioni si può procedere secondo due modalità distinte: tramite l’iniezione di resine espandenti, oppure attraverso l’impiego di micropali.

Crepe nei muri e iniezioni di resine

La modalità operativa meno invasiva per il consolidamento strutturale è l’iniezione di resine a lenta espansione e a densità differenziata. Si tratta di interventi piuttosto rapidi e semplici anche nell’esecuzione; inoltre le resine sono ecocompatibili e non hanno alcuna controindicazione. È sufficiente, infatti, eseguire alla base della muratura da consolidare, delle perforazioni di soli 2,5 cm di diametro, che possono essere effettuate agevolmente con mezzi manuali, senza alcuna necessità di ricorrere a demolizioni o scavi.

Le resine vengono iniettate tramite tubicini all’interno di questi fori, sempre sotto monitoraggio, attraverso livelli laser e prove penetrometriche pre e post iniezione, che confermino i risultati ottenuti.

Inizialmente si procede utilizzando resine ad alta densità che vanno a saturare le cavità più grosse presenti nel terreno, ripristinando maggiori valori di resistenza meccanica ed impedendo fughe incontrollate di materiale.

In un secondo tempo si iniettano resine ad alta espansione, capaci di esercitare spinte isotrope più forti, permettendo di raggiungere massimi livelli di compattazione anche in presenza di terreni poco o per niente permeabili.

In questo modo si va a compattare il terreno, ripristinando completamente l’impronta fondale dell’edificio, ridistribuendo omogeneamente i carichi, impermeabilizzando ed evitando così ulteriori cedimenti.

Perché il trattamento sia efficace le resine impiegate devono essere il più omogenee possibili. Per quanto riguarda invece il numero dei fori necessari e il punto di iniziazione degli stessi è necessario predisporre ogni volta un progetto ad hoc, motivo per cui i lavori, come detto, devono essere condotti da personale specializzato che garantisca un’esecuzione a regola d’arte.

Crepe nei muri e micropali

Qualora il terreno di fondazione risulti particolarmente friabile, con una percentuale significativa di torbe e/o argille organiche, è facile che sugli edifici si legga un quadro fessurativo importante, con lesioni passanti da lato a lato della muratura.

In questi casi, a seguito di idonee indagini geologiche, prove penetrometriche e saggi in situ, il modo migliore di intervenire è utilizzate micropali in acciaio pressoinfissi e messi a contrasto con la struttura esistente mediante l’impiego di idonei martinetti idraulici.

Questi micropali sono disponibili in vari diametri, da scegliere a seconda della gravità del cedimento, che inciderà anche sul numero di elementi da posizionare, sulla loro lunghezza e sulla pressione da infiggere in modo da sviluppare esattamente la portata di progetto voluta.

I micropali, una volta posizionati vengono precaricati con un carico superiore a quello di esercizio, così da indurre un cedimento primario nel nuovo terreno fondale, evitando futuri assestamenti futuri indesiderati ed infine vengono solidarizzati tra loro utilizzando piastre in acciaio.

Ora che sapete che intervenire è possibile e non crea particolari problemi, né impedimenti allo svolgimento della vostra quotidianità domestica, se avete dubbi sulla stabilità del vostro edificio o avete notato crepe sospette, non attendete oltre.

Interpellate degli specialisti del settore che eseguano una diagnosi precisa.

Ricordate: la sicurezza viene sempre al primo posto!

Inoltre, tenete presente che tutti gli interventi di consolidamento possono sfruttare le detrazioni fiscali dedicate alle ristrutturazioni, consentendovi di recuperare, in dieci anni, il 50% di tutte le spese sostenute. In alcuni frangenti è possibile addirittura, in alternativa, usufruire del cosiddetto Sisma Bonus, con aliquote maggiorate e tempi di ritorno inferiori.

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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