I contenitori per il cibo rappresentano un’ottima soluzione nel momento in cui abbiamo la necessità di dover conservare i nostri alimenti, con la certezza di mantenerne inalterati fragranza e sapore.

Largamente diffusi e utilizzati, si presentano solitamente in plastica: un materiale che, data la sua potenziale tossicità, ha il potere di suscitare legittime domande circa la sua sicurezza nello stare a contatto con il nostro cibo.

Questa guida, dunque, nasce con lo scopo di fornire risposte certe a questi dubbi, spiegando tutto quello che c’è da sapere in merito ai contenitori per la cucina e al loro utilizzo. Se ritenete l’argomento di vostro gradimento, pertanto, vi auguriamo buona lettura. 

– Contenitori alimentari: come sono fatti e quali utilizzare a seconda della destinazione

I contenitori della cucina costituiscono la soluzione ottimale per la conservazione dei nostri alimenti, evitando così che essi possano danneggiarsi e diventare inevitabilmente immangiabili.

Affinché possano svolgere il lavoro per cui sono progettati, tuttavia, è di fondamentale importanza scegliere i recipienti adeguati e adatti al nostro specifico scopo che, fondamentalmente, varia a seconda del tipo di conservazione che abbiamo in mente.

In questo paragrafo, pertanto, andremo a esaminare quali contenitori si devono utilizzare in base al luogo in cui abbiamo intenzione di tenere il cibo in questione.

In altre parole, spiegheremo che tipo di recipienti occorre usare se il nostro intento è quello di conservare il cibo a temperatura ambiente, in frigorifero o nel congelatore. Come avremo modo di scoprire, infatti, stabilire il luogo in cui terremo il cibo di nostro interesse non è affatto una questione secondaria.

Contenitori per alimenti: le caratteristiche fondamentali

A prescindere dalla loro destinazione, i barattoli per alimenti si caratterizzano tutti per la presenza di alcuni requisiti fondamentali, la cui presenza è necessaria per consentire loro di svolgere la funzione per la quale sono stati progettati.

Andiamo quindi a scoprire insieme quali sono queste caratteristiche.

  • Il primo e più importante requisito riguarda l’impermeabilità dei recipienti: essi, infatti, devono possedere una chiusura tale da impedire l’ingresso di qualsivoglia agente inquinante esterno ed è per questo che vengono definiti contenitori ermetici per alimenti. L’aggettivo “ermetico” si riferisce infatti alla loro chiusura che, di fatto, li sigilla.
  • Il secondo requisito ha a che fare con gli eventuali sbalzi termici, cui il recipiente dev’essere ovviamente immune, proteggendo così il proprio contenuto.
  • Un’altra importante caratteristica riguarda la solidità del materiale con cui il recipiente è stato costruito, che deve mantenersi stabile nel tempo, non deformandosi né danneggiandosi.
  • L’ultimo requisito riguarda infine la struttura esterna del contenitore, che dev’essere progettata in maniera tale da offrire uno spazio per apporre l’etichetta.

Come possiamo notare, dunque, affinché un contenitore venga ritenuto idoneo a essere usato per scopi alimentari, deve possedere una serie d’importanti requisiti, senza i quali non può essere destinato al suddetto utilizzo.

Nella prossima sezione ci addentreremo ancora più in profondità dell’argomento, osservando come un recipiente ad uso alimentare vari anche in base alla propria destinazione.

Ad ogni destinazione il suo contenitore: quale scegliere a seconda dell’uso

Come abbiamo anticipato nella conclusione della sezione precedente, se è vero che tutti i contenitori per alimenti possiedono delle specifiche caratteristiche in comune, è altrettanto assodato che presentano anche delle differenze a seconda della loro destinazione d’uso.

Con questa espressione, infatti, ci riferiamo al luogo in cui vogliamo tenere conservato il nostro cibo: parliamo quindi di conservazione a temperatura ambiente, conservazione nel frigorifero o conservazione in freezer.

A queste tre destinazioni, c’è poi ovviamente da aggiungere quella relativa al trasporto delle pietanze, che però può tranquillamente rientrare nella prima categoria: quella della conservazione a temperatura ambiente. Partiamo dunque proprio da quest’ultima.

Conservazione a temperatura ambiente

Quando parliamo di cibi da conservare a temperatura ambiente ci riferiamo sia a quelli che intendiamo tenere nella nostra cucina, ma fuori sia dal frigo che dal freezer, sia a tutti quegli alimenti che desideriamo portarci appresso allo scopo di consumarli in un momento successivo.

In quest’ultimo caso, per esempio, risultano particolarmente apprezzati i classici contenitori in plastica: essi, infatti, oltre a possedere tutti i requisiti basilari che abbiamo elencato nella sezione precedente, hanno il merito di essere pratici e resistenti.

A questa categoria appartengono anche i contenitori specifici per il microonde, che svolgono la doppia funzione sia di conservare il cibo, che di permetterci di riscaldarlo nel momento in cui lo vorremo consumare.

Un’alternativa, eventualmente, è costituita dai contenitori in vetro per alimenti, il cui utilizzo è però preferibile all’interno di una cucina: come s’intuisce facilmente, infatti, non sono esattamente l’ideale come recipienti portatili e in alcuni contesti pubblici il loro utilizzo è perfino vietato.

Conservazione in frigorifero

La conservazione degli alimenti in frigo non prevede particolari accortezze. Possiamo infatti usare indifferentemente sia recipienti in plastica che in vetro, a patto però di prestare attenzione a sigillarli ermeticamente.

I cibi contenuti nei contenitori, in questo caso, possono essere avanzi di pietanze che pensiamo di consumare entro breve, o cibi insacchettati che abbiamo aperto e avanzato e che decidiamo pertanto di porre in frigo per evitare che diventino ammuffiti o raffermi.

Quale che sia la loro natura, si parla comunque di alimenti diversi dalla verdura e dalla frutta, per le quali esistono invece gli appositi cassettini.

Conservazione in freezer o nel congelatore

Nel caso in cui ci ritroviamo nella necessità di dover congelare determinati alimenti, le opzioni che ci si parano di fronte sono due: i già menzionati contenitori di plastica che, grazie alla loro resistenza, per congelare vanno benissimo; o i classici sacchetti specificatamente pensati per il congelamento dei cibi.

La regola generale prevede di usare i primi per gli alimenti liquidi o quelli già iniziati e parzialmente consumati. I sacchettini, invece, funzionano meglio per la conservazione di tutti gli alimenti freschi, come la frutta, la verdura e la carne.

Queste indicazioni, idealmente, dovrebbero essere seguite sempre: ciò significa che se intendiamo congelare un alimento contenuto in una scatola di cartone, dovremmo prelevarlo e metterlo in uno dei già citati recipienti per il freezer.

Non tutti, però, si attengono a questo consiglio ed è ormai diventato normale utilizzare anche recipienti in carta o cartone, sebbene si tratti di materiali che non dispongono dei requisiti base per la conservazione.

Come si deduce facilmente da quanto abbiamo detto finora, dunque, il materiale maggiormente utilizzato per i contenitori alimentari è senza alcun dubbio la plastica, per via della sua notevole resistenza e praticità.

Il suo utilizzo corretto, tuttavia, prevede di tenere in considerazione alcune importanti raccomandazioni, tra le quali figura anche quella di evitare di usare la plastica per la conservazione di determinate pietanze. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

– Contenitori per cibo in plastica: quando non devono essere usati

Come abbiamo affermato al termine del paragrafo precedente, per quanto la plastica sia ormai largamente diffusa come materiale per la conservazione dei cibi, sarebbe meglio astenersi dall’usarla nel momento in cui ci troviamo nella necessità di dover conservare determinati alimenti.

Di seguito, dunque, proponiamo un elenco dettagliato dei suddetti, insieme alle ragioni per cui sarebbe meglio optare per un altro materiale (per esempio il vetro).

I sette alimenti che non devono essere messi nei contenitori di plastica

Qui sotto potete visionare l’elenco dettagliato dei setti alimenti che non dovrebbero mai essere conservati all’interno di recipienti di plastica.

  1. Uovo crudo e derivati: vi siete cucinati una bella frittata ma non siete riusciti a mangiarla tutta e vi dispiace buttarla via? Ben venga il conservarla allo scopo di finirla in un momento successivo ma, assolutamente, non utilizzate la plastica. L’uovo, infatti, può essere portatore dei batteri responsabili della salmonella che, a contatto con la plastica, prolifererebbero a dismisura. Molto meglio, dunque, optare per un buon contenitore termico.
  2. Carni processate: le carni processate, ossia quelle già cucinate, dovrebbero essere conservate lontane dalla plastica. Il problema, in questo caso, non è tanto relativo alla nostra salute, quanto al loro sapore: la plastica, infatti, non riuscirebbe a mantenerlo inalterato in quanto inadeguata a conservare la freschezza della carne già trattata e, di conseguenza, sarebbe meglio evitarla.
  3. Stufati e zuppe: questa tipologia di alimenti liquidi andrebbe preferibilmente conservata in recipienti di vetro, in grado di mantenerne inalterato il sapore. In alternativa, è possibile anche metterli in contenitori di plastica, a patto però di lasciarli prima raffreddare.
  4. Latte e derivati: tutti gli alimenti derivati dal latte, se conservati nella plastica troppo a lungo, sono soggetti alla contaminazione dei batteri. Onde evitare il problema alla radice, dunque, è sempre meglio optare fin da subito per altri tipi di recipienti.
  5. Insalate condite: le verdure fresche, una volta che sono state trasformate in insalata, non dovrebbero più entrare in contatto con la plastica, che potrebbe facilmente alternarne il sapore. Molto meglio, dunque, un decisamente più sano recipiente in vetro.
  6. Té e caffè: vale lo stesso discorso fatto per le zuppe e gli stufati. Trattandosi di bevande calde, a contatto con la plastica rischierebbero di perdere il loro sapore: molto meglio scegliere recipienti di altro tipo.
  7. Formaggi: essendo latticini, anche in questo caso vale il discorso precedentemente affrontato per il latte e i suoi derivati. I formaggi, tuttavia, se conservati all’interno della plastica per più di tre giorni, possono trasformarsi in un rischio per la nostra salute. A contatto con questo materiale, infatti, finirebbero per essere soggetti alla contaminazione di funghi e batteri, il che ce li renderebbe inevitabilmente indigesti. Ciò, fortunatamente, si può facilmente evitare scegliendo uno sterile recipiente in vetro.

– Conclusione

Siamo ufficialmente giunti al termine di questa guida dedicata ai contenitori per gli alimenti che, come abbiamo avuto modo di scoprire, sfruttano moltissimo la plastica. Questo materiale, pur essendo molto pratico e resistente, non rappresenta sempre la scelta migliore, soprattutto quando decidiamo di conservare determinati tipi di cibo.

La soluzione migliore, dunque, consiste nel saper scegliere i recipienti corretti a seconda della loro destinazione d’uso e degli alimenti che intendiamo conservare.

Eliana Tagliabue

Scrittrice per vocazione, dopo la laurea in Lettere e svariate collaborazioni con le testate web, inizia a collaborare con Casina Mia, appassionandosi alla casa, intesa sia come tematica che come luogo di lavoro.
Eliana Tagliabue

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