Se il nostro condizionatore non parte significa che abbiamo un problema, tanto più sentito quanto maggiore è l’intensità del caldo. Questo strumento, infatti, può rappresentare una vera e propria ancora di salvezza nell’afosa stagione estiva, evitandoci d’impazzire quando l’umidità la fa da padrona, trasformando le nostre giornate in difficili calvari.

Questa guida, dunque, nasce con l’intento di spiegare cosa bisogna fare quando il condizionatore non funziona, individuando le cause principali e proponendo le possibili soluzioni.

Se una simile esperienza è capitata anche a voi, o ritenete che possa capitarvi, allora vi trovate proprio nel posto giusto, motivo per cui v’invitiamo caldamente a proseguire con la lettura

– Condizionatore: come funziona e a cosa serve

Prima di concentrarci su come intervenire nel caso di un condizionatore bloccato, è bene innanzitutto avere ben chiaro in testa la funzione esatta di questo strumento e come esso riesca a svolgerla.

Capendo questo, infatti, individuare e risolvere gli eventuali guasti ci risulterà di conseguenza molto più semplice, semplificandoci non poco la vita e facendoci risparmiare tempo prezioso. Detto questo, dunque, andiamo a vedere da vicino in che cosa consiste il funzionamento di un condizionatore d’aria.

Funzionamento del condizionatore: il principio fisico di base

Il condizionatore basa il proprio funzionamento su alcuni principi fisici legati al movimento dei fluidi, allo scopo di poter rinfrescare un ambiente privandolo al contempo dell’umidità in esso presente. Un fluido, come per esempio l’acqua, può presentarsi sia in forma liquida che in forma gassosa, trasformandosi così in vapore.

Entrambi questi stati dipendono da speciali combinazioni di temperatura e pressione che, spiegate molto sommariamente, stabiliscono che l’evaporazione di un fluido assorbe il calore dall’ambiente circostante, mentre quando evapora lo cede.

Questo è esattamente quello che succede anche a noi quando sudiamo: le temperature elevate, infatti, inducono parte dell’acqua che abbiamo in corpo a fuoriuscire dai pori della nostra pelle, finendo così per evaporare su di essa.

Ciò dovrebbe teoricamente regalarci una sensazione di maggiore freschezza ma, durante le afose giornate estive, questo non avviene: il motivo è dato dal fatto che l’aria è già impregnata di suo di umidità e non ha lo spazio sufficiente a contenere anche la nostra acqua evaporata che, di conseguenza, rimane esattamente dov’è, facendoci avvertire la fastidiosa sensazione di soffocamento che tutti noi abbiamo sperimentato con il caldo torrido.

Cosa c’entra tutto questo con il condizionatore?

In realtà c’entra eccome, in quanto il processo chimico che abbiamo appena descritto è esattamente quello che è alla base del suo funzionamento. Vediamo come.

Come agisce il condizionatore

Il condizionatore presenta al suo interno il cosiddetto “liquido refrigerante” che, per poter rinfrescare l’ambiente, dev’essere fatto evaporare (per il principio spiegato nella sezione precedente) nel momento esatto in cui trova nella stanza di nostro interesse.

Questo liquido, infatti, viaggia lungo tutte le tubature e, per poterlo fare evaporare in concomitanza della stanza giusta, viene semplicemente creata una sorta di “strozzatura” nella parte di tubo corrispondente.

La strozzatura genera un aumento di pressione che, insieme all’elevata temperatura presente nell’ambiente, trasforma il liquido in vapore e… voilà! Ecco che la nostra stanza si riempie di aria piacevolmente fresca.

A questo punto, tuttavia, è necessario che il procedimento si ripeta perché mantenga la propria efficacia. Ciò è possibile grazie alle unità esterne del condizionatore, attraverso le quali il fluido passa e ritorna nuovamente liquido.

Esso, dunque, si manterrà in questo stato fino all’incontro con la successiva strozzatura, che provocherà la sua trasformazione nello stato gassoso, donandoci della nuova aria fresca.

Questo procedimento, in soldoni, è quello utilizzato dal condizionatore per funzionare. Già, ma cosa si succede se il processo si blocca per qualche motivo? Se il nostro prezioso strumento refrigerante non compie il suo lavoro come invece dovrebbe? Ne parliamo nel paragrafo successivo.

– Il condizionatore non si accende: perché succede e cosa bisogna fare

Dopo aver illustrato per sommi capi il funzionamento del condizionatore, siamo finalmente pronti ad affrontare l’argomento oggetto di questa guida: cosa dobbiamo fare nel momento in cui questo strumento smette di funzionare.

La prima cosa da capire, in questi casi, è come e quanto non funzioni. Il problema è forse il fatto che il condizionatore parte e poi si ferma? Oppure non si accende del tutto? Capire questo rappresenta già un ottimo punto di partenza.

In questo paragrafo andremo infatti a esaminare quelle che rappresentano le due principali cause legate al malfunzionamento del condizionatore, analizzandole una per una e proponendo le possibili soluzioni.

L’unità esterna del condizionatore non parte: cosa bisogna fare

Se il motore esterno del condizionatore non parte avremo inevitabilmente un problema che si ripercuoterà sulla ventola che, in presenza di un motore non funzionante, non sarà in grado di girare come dovrebbe.

Cosa fare in questi casi?

La prima cosa, quella più importante, è individuare l’esatta tipologia di guasto che ha colpito il nostro condizionatore. Un caso come questo, infatti, può essere provocato da due differenti tipi di guasti:

  • guasti meccanici: se il guasto che provoca il malfunzionamento è di origine meccanica, il problema può essere dovuto a una potenziale ostruzione fisica localizzata nell’area del motore esterno. Parliamo di elementi esterni come fogliame, polvere e sporcizia che possono essersi accumulati fino a generare un vero e proprio tappo in grado di bloccare il funzionamento dell’unità esterna e, di conseguenza, della ventola.
  • Guasti elettronici: i guasti di tipo elettronico, che rappresentano il caso più grave, sono da attribuire ai circuiti elettrici interni del motore e, in quanto tali, necessitano assolutamente dell’intervento di un tecnico competente. Se, nel caso precedente, ci sentiamo abbastanza abili da provare a smontare la grata giusto per dare un’occhiata alla ventola, in questo un nostro intervento è invece assolutamente sconsigliato: non solo perché i guasti elettronici richiedono elevate competenze tecniche, ma anche perché pasticciare con i fili elettrici potrebbe esporci a un pericolo mortale.

Il telecomando del condizionatore non funziona: come intervenire

Se il problema è dato dal fatto che il condizionatore non risponde più agli input del telecomando, allora la questione può diventare fastidiosa e per ben due motivi: il primo perché dobbiamo ingegnarci a capire se il problema è proprio del condizionare o piuttosto del telecomando.

Il secondo è che senza quest’ultimo strumento non potremo nemmeno mettere in atto una delle soluzioni più semplici e immediate per risolvere velocemente i malfunzionamenti: resettare il condizionatore. Un’operazione che, per essere messa in atto, necessita per forza di un telecomando funzionante.

La prima cosa da fare, dunque, è testare il telecomando per verificare se sia tutto a posto. Ciò si può fare eseguendo alcune semplici prove, vale a dire:

  • aprirlo e assicurarsi che le batterie siano inserite correttamente e che siano entrambe ancora cariche.
  • Prestare attenzione a puntare bene il telecomando quando premiamo i tasti: l’input dev’essere diretto verso il sensore del condizionatore, che si trova solitamente in basso a destra.
  • Verificare che tra il telecomando e il condizionatore non vi siano ostacoli che possano interferire con il suo raggio d’azione o luci troppo forti che potrebbero condizionarne il funzionamento.
  • Infine, è possibile anche effettuare la prova del nove accendendo il condizionatore tramite il comando manuale: così facendo, infatti, sapremo sicuramente se il problema è legato al solo telecomando o all’intero impianto.

Una volta che avremo scoperto cos’è che non funziona esattamente, cioè se il problema è proprio del telecomando o piuttosto del condizionatore stesso, allora potremo valutare come intervenire.

Ad ogni modo, per ripristinare il telecomando è spesso sufficiente limitarsi a cambiare le batterie, in quanto il suo malfunzionamento potrebbe proprio dipendere da una cattiva alimentazione.

– Conclusione

Siamo ufficialmente giunti al termine di questa breve guida dedicata ai più comuni malfunzionamenti che possono colpire il condizionatore. Trattandosi di uno strumento che d’estate assume un’importanza vitale, è perfettamente normale che un guasto improvviso abbia il potere di farci uscire dai gangheri.

Proprio per evitare ulteriori arrabbiature, è importante intervenire il prima possibile, possibilmente facendoci assistere da un tecnico specializzato: scopo di questa guida, infatti, era quello di aiutarci ad avere un’idea del problema verificatosi ma, per la risoluzione definitiva, è sempre meglio affidarsi a chi ne sa più di noi.

LEAVE A REPLY

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.