Oggi, continuiamo la nostra carrellata tra le varie classi energetiche immobili per cercare di capirci qualcosa in più. In particolare, vogliamo focalizzare la nostra attenzione sulla cosiddetta classe E, che di fatto risulta essere la terzultima in classifica.

Anche in questo caso, come abbiamo fatto per le classi precedenti, vi porteremo a capire, innanzitutto quali sono le caratteristiche ed i consumi di una classe energetica E; come sono fatti e a che anni risalgono, in termini di costruzione, gli edifici in classe E e soprattutto come si può intervenire per migliorarne le prestazioni.

Una cosa è certa: se la vostra casa ha una certificazione energetica E è doveroso pensare di fare qualcosa per incrementarne l’efficienza e questo, anche grazie agli incentivi statali, potrebbe proprio essere il momento giusto per farlo.

Classe energetica E cosa significa

Una casa in classe energetica E è caratterizzata da un indice di prestazione energetica Epgl,rencompreso tra 2,00 e 2,60 kWh/m2anno.

Come abbiamo già detto a proposito delle classi C o D, anche tra gli edifici che ricadono all’interno della classe E ve ne sono di più energivori di altri.

Quelli al limite della classe F, chiaramente, avranno prestazioni inferiori a quelli che invece si attestano al limite superiore della categoria e tendono ad una classe D, ma in entrambi i casi, migliorare le performance dell’edificio è decisamente consigliabile.

In una casa classe E, oltre a trovarsi ad avere bollette decisamente sopra la mediaa causa dei consumi elevati, imputabili in parte alla poca efficienza impiantistica e sicuramente in parte anche ad un involucro coibentato davvero al minimo ed in maniera inefficace, chi vi abita ne risente anche in termini di comfort.

Non è infrequente soffrire il freddo d’inverno e/o il caldo d’estate e talvolta è possibile imbattersi in problematiche inerenti l’umidità, con presenza di infiltrazioni, muffe e quant’altro.

Partiamo dunque dal presupposto che, se ci si trova ad avere a che fare con un’abitazione in classe E, qualche domanda è bene porsela, perché senza dubbio è possibile e decisamente conveniente intervenire in modo da migliorarne le prestazioni, limitando i consumi e ottenendo un maggior comfort all’interno della propria abitazione. I tempi di ritorno dell’investimento, peraltro, potrebbero non essere così lunghi.

Quali sono le caratteristiche di una casa classe E? come si riconosce?

Sovente ricadono in classe E gli edifici costruiti negli anni ’90 per i quali non sono ancora stati fatti interventi di alcun tipo.

In questi frangenti, solitamente, per ciò che concerne l’impianto di riscaldamento si ha a che fare con caldaie murali di tipo tradizionale, con rendimenti piuttosto scarsi, gestite da un unico termostato interno che non consente una regolazione differente per ogni singolo ambiente.

Internamente troveremo i classici termosifoni, che potrebbero essere peraltro incassati nella muratura. Un tempo si usava posizionare i caloriferi sotto le finestre, ritagliando apposite nicchie in cui andare ad inserirli, perché non risultassero esteticamente evidenti.

Questo però fa sí che il calore non si irradi a dovere verso la casa e si disperda con maggior facilità verso l’ambiente esterno, anche perché la muratura in tali porzioni essendo ridotta potrebbe anche non essere isolata o avere uno spessore di isolante di un paio di cm al massimo.

L’isolamento in questi casi non è del tutto assente, ma si rivela comunque insufficiente, sia per ciò che concerne le pareti esterne, che per quanto riguarda la copertura, dove si potrebbe fare davvero molto meglio.

Al tempo la coibentazione veniva normalmente realizzata nell’intercapedine, tra il tavolato interno da 8 cm e quello esterno da 12, ma di rado lo spessore del materiale isolante superava i 4-5 cm. In questi casi, poi, i solai contro terra sono quasi sempre dotati di vespaio, ma non coibentati, così come non vi è attenzione ai ponti termici, tant’è vero che osservando le facciate si vede chiaramente la sagoma di travi e pilastri.

Anche per ciò che concerne l’involucro trasparente, sebbene rispetto a case più vecchie ed in classe G, all’interno di case anni ’90 in classe E troviamo già infissi con doppi vetri e caratterizzati da una discreta tenuta, probabilmente non saranno a taglio termico e quasi mai i cassonetti delle tapparelle saranno coibentati.

Senza contare che rispetto ai serramenti odierni, a taglio termico con tripli vetri e gas basso emissivi all’interno delle camere d’aria, quelli di vent’anni fa (ma anche solo di 10) hanno comunque prestazioni decisamente inferiori e pertanto sono suscettibili di miglioramento.

Come intervenire sfruttando gli incentivi

Ora che abbiamo capito che caratteristiche ha una casa in classe E vediamo come intervenire. Ovviamente una ristrutturazione globale che consenta di isolare a dovere l’involucro in ogni sua parte ed al contempo di modificare l’impianto in toto sarebbe la cosa migliore.

Dunque, non si parla solo di sostituire la caldaia tradizionale con una a condensazione, ma anche di agire in termini di sistema di distribuzione e regolazione, passando dai vecchi caloriferi ad un sistema a pavimento e rimpiazzando il termostato unico con sistemi che consentano di regolare in maniera autonoma la temperatura di ogni singolo ambiente.

Non sempre però questo è possibile. Se si abita in condominio, ad esempio, si potrà isolare le pareti ed eventualmente i solai, ma solo dall’interno e solo a patto che ci siano lo spazio e l’altezza sufficienti per farlo, peraltro perdendo preziosi cm in ogni stanza.

Inoltre, non è detto che si abbia voglia di affrontare lavori ingenti. Infatti, per rimuovere la pavimentazione, smantellare e rifare il sottofondo per sistemare un impianto a pannelli radianti si deve essere disposti a svuotare e lasciare la propria casa, trasferendosi per qualche tempo altrove.

Ecco perché è sempre necessario considerare anche il budget di cui si dispone, perché se è pur vero che con gli incentivi una quota parte di tutto quanto speso (che va dal 50 al 65%) nei 10 anni successivi si recupera, bisogna però disporre nell’immediato della cifra necessaria a fare i lavori.

Ecco allora che molto spesso ci si limita a sostituire la caldaia con una a condensazione. Anche andare ad inserire dei pannelli termoriflettenti dietro ai termosifoni, dotandoli di valvole termostatiche, già consente rendimenti più alti e comporta un miglior utilizzo dei corpi scaldanti, aumentando le prestazioni ed in alcuni casi consentendo già il passaggio alla classe D; a volte anche solo coibentare i cassonetti può rivelarsi una strategia vincente.

Concludendo

La classificazione energetica, ovviamente se ben condotta, non mente e dunque come avrete capito, se la vostra casa è in classe E qualche problemino di certo, nel tempo lo avrete riscontrato, sia in termini di comfort che di spese di gestione.

Ricordate che, oggi, grazie agli incentivi statali dedicati al miglioramento dell’efficienza energetica, intervenire conviene davvero: non aspettate oltre!

Che poi riusciate ad arrivare in classe A, B o C, comunque, vedrete che avrete tutto da guadagnarci sotto ogni punto di vista.

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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