La classe energetica delle abitazioni è un parametro fondamentale da considerare per riuscire a capire quanto la nostra casa sia performante da un punto di vista energetico e di conseguenza quali siano i consumi che ci si può aspettare di avere.

Oggi, dopo aver affrontato le prime tre classi, cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche casa classe D, ma soprattutto quali problemi e quali costi comporta vivere in un’abitazione di questo genere, per la quale certamente una riqualificazione energetica se non d’obbligo è, quanto meno, caldamente raccomandabile.

Classe energetica D cosa vuol dire

Una casa che rientra in classe energetica D è caratterizzata da un indice di prestazione energetica Epgl,ren compreso tra 1,50 e 2,00 kWh/m2anno. Se per le abitazioni in classe C, abbiamo visto che, tutto sommato, le prestazioni sono accettabili, dalla D in giù cominciamo ad allontanarci dalla sufficienza e dunque è consigliabile pensare di attuare qualche intervento per migliorare le cose.

D’altro canto, quale sia la situazione si evince chiaramente dai colori riportati accanto alle varie classi energetiche nello specchietto contenuto in bella vista sulla prima pagina dell’APE.

Tutte e quattro le classi A sono verdi e la B è anche lei di un verde acido, tendente al giallo; la classe C è gialla; la D è giallo-arancio; poi la E è proprio arancione e la F e la G, sebbene con sfumature, diverse sono entrambe rosse.

Come accade per un semaforo, finché è verde tutto va bene; mentre a partire dal giallo (e sempre più spingendosi verso l’arancio ed il rosso) è bene fare attenzione. Una casa classe D non è di certo delle peggiori ed è lontana dai consumi folli di una classe G, ma è altrettanto distante dall’eccellenza di una classe A.

Sorge spontaneo chiedersi: com’è fatta una casa classe D?

A prima vista, è davvero difficile dirlo. Potrebbe trattarsi di un’abitazione abbastanza recente, costruita non più di una quindicina d’anni or sono, dove dunque tutto, specie agli occhi di un profano, all’apparenza sembra essere più che a posto.

Altre case in classi D, invece, potrebbero essere più datate, ma avere già subito interventi di riqualificazione energetica, magari non così evidenti, come il cambio degli infissi e della caldaia.

In generale, comunque, in una casa classe D, l’isolamento non è mai del tutto assente, ma quasi sicuramente non è sufficiente; oppure non è completo; o ancora, probabilmente, non si è fatta attenzione ai ponti termici ed a isolare correttamente la copertura.

A volte, per passare da classe D a C, o B, e migliorare concretamente la situazione, aumentando il comfort all’interno dei locali d’abitazione e riducendo gli sprechi e le spese, basta poco; in altri casi, invece, l’operazione è decisamente più complessa. Vediamo, allora, di capire cosa è possibile fare, ma soprattutto come scegliere l’intervento più consono alla nostra situazione specifica.

Come intervenire? L’importanza dell’APE per capire

Normalmente ci si fa redigere un APE solo nei casi in cui è strettamente previsto dalla legge, dunque per lo più quando di deve vendere o affittare, o ancora nel caso in cui tramite una manutenzione ordinaria o straordinaria si vadano a modificare le prestazioni energetiche di un edificio.

In realtà, specie quando si gira alla ricerca della casa perfetta da acquistare bisognerebbe sempre fare una valutazione rispetto alla sua classe energetica, in modo da conoscere subito di che entità saranno le spese di gestione dovute al riscaldamento che potreste trovarvi ad affrontare, ma anche in modo da capire se in qualche modo è possibile ridurle.

Ecco, allora, che sarebbe auspicabile non fermarsi alla sola lettera che decreta la classe di appartenenza. Neppure valutare il valore dell’indice di prestazione energetica è sufficiente.

La cosa giusta da fare sarebbe chiedere di visionare l’APE, in modo da leggerlo attentamente in ogni sua parte, per capire com’è fatta la casa, di che impianti è dotata, quali interventi sono consigliati e dove si arriverebbe attuandoli. In questo modo potrete farvi un’idea davvero chiara di come stanno le cose ed anche fare una valutazione di massima di quanto vi verrebbe a costare una ristrutturazione.

Magari a prima vista gli infissi non vi sembrano niente male ed esteticamente hanno il loro fascino, ma se poi dall’APE si evince che cambiandoli si passa alla classe C, allora è bene mettere in conto (e soprattutto a budget) che si tratta di un lavoro assolutamente da fare!

Purtroppo oggi, quasi sempre, la classe energetica è una delle ultime cose che si valutano nel momento in cui si sceglie un’abitazione, specie se non ci si trova dinnanzi ad una super performante classe A, o ad una pessima classe G. Infondo, specie per chi non se ne intende, dire classe C, D o E fa davvero poca differenza, ma nella pratica non è così!

Anche il salto di una sola classe, in alcuni casi, può portare ad un risparmio sui costi di gestione di ben il 25%; senza contare che anche rispetto al comfort ambientale noterete un bel miglioramento.

Quando ci si trova dinnanzi ad una classe D è possibile intervenire in vario modo: sostituendo gli infissi e coibentando i cassonetti; agendo sull’involucro opaco coibentandolo bene, in toto o solamente concentrandosi sulle parti che risultano più deboli; lavorando sull’impianto di riscaldamento; o ancora aggiungendo delle fonti rinnovabili.

Come abbiamo già visto per le atre classi, la valutazione sul fatto che convenga unire più strategie d’attacco o limitarsi ad una o due dipende da molte cose, tra cui anche la disponibilità finanziaria del momento. Detto ciò ricordate che oggi ci sono gli incentivi e per lavori che comportino una riqualificazione globale potrete detrarre il 65% fino ad un massimo di spesa pari a 100.000 euro.

Sull’APE, comunque, troverete già un’indicazione di massima di quali siano gli interventi più giusti da attuare e volendo potrete sempre far ricorso ad una più accurata diagnosi energetica che vi darà conto anche dei tempi di ritorno effettivi.

Concludendo

Come avrete capito, se la vostra casa dalla certificazione energetica è risultata in classe D, non vi trovate in una situazione pessima, ma neppure idilliaca. Insomma, è possibile e doveroso pensare di intervenire, specie per limitare le spese.

Sicuramente, anche grazie all’Ecobonus, di certo se deciderete di farlo non ve ne pentirete!

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Sara Raggi

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