Ultimamente si sente sempre più spesso parlare del cosiddetto CIS. Specie da quando il Comune di Milano nel nuovo regolamento Edilizio, in vigore dal 26 novembre 2014, ha previsto per tutti gli edifici realizzati o collaudati da più di 50 anni l’obbligo di verifica dell’idoneità statica, proprio al fine di ottenere il relativo Certificato di Idoneità Statica, rilasciato da parte di un tecnico abilitato.

Entro 5 anni dall’entrata in vigore del Regolamento, dunque, tutti i fabbricati milanesi costruiti da 50 anni o più dovranno essere sottoposti a tale verifica e certificazione.

La data di scadenza è sempre più vicina ed è fissata al 26 novembre 2019. Invece, per i fabbricati esistenti con data di collaudo delle strutture superiore o pari a 50 anni sono stati previsti 5 anni in più per provvedere all’esecuzione del CIS.

Ecco allora che, avendo stimato che nella sola città di Milano ci sono più di 26.000 gli edifici che andranno sottoposti a verifiche di idoneità statica, il problema diventa di forte attualità.

Cerchiamo dunque di far chiarezza a riguardo, capendo bene cos’è un certificato di idoneità statica, quando serve, chi lo redige, come e a che costi.

Certificato di idoneità statica: cos’è?

L’Italia è un paese bellissimo e ricco di storia. Proprio per questo motivo, però, una parte consistente del suo patrimonio edilizio è piuttosto datato e risalente a più di cinquant’anni or sono.

Anche sull’onda delle tragedie registratesi a seguito gli ultimi terremoti in centro Italia, molti comuni hanno introdotto l’obbligo di procedere ad un a accurata verifica di idoneità statica, da effettuare sugli edifici esistenti, quanto meno in caso di interventi strutturali, di richiesta dell’agibilità, o in alcuni frangenti anche solo per motivi di tutela della pubblica incolumità.

Il cosiddetto CIS, ovvero per esteso il Certificato di Idoneità Statica di un edificio, è un documento che attesta che, allo stato di fatto, il fabbricato si trova in condizioni di sicurezza per ciò che riguarda le sue strutture portanti, secondo quanto stabilito delle norme in vigore al momento della sua costruzione.

Certificato idoneità statica per agibilità

Probabilmente vi starete chiedendo: che mi importa del certificato di idoneità statica se non abito a Milano o il mio Comune non ha previsto l’obbligo di redazione per edifici di oltre 50 anni?

In realtà, il certificato di idoneità statica, che va redatto a cura di un tecnico abilitato ai sensi dei DD.MM. 15/05/1985 e 20/09/1985 ed è uno dei documenti fondamentali che vengono richiesti dal Comune ai fini del rilascio dell’agibilità, qualora per quell’edificio non esiste o non sia reperibile il certificato di collaudo statico, redatto ai sensi della Legge 1086/71 e riguarda dunque molte persone in molte parti d’Italia.

Chi redige il certificato di idoneità statica

Per ottenere un CIS è necessario rivolgersi ad un professionista, architetto o ingegnere, che sia regolarmente abilitato alla professione ed iscritto al proprio ordine.

Attenzione, mentre per il collaudo statico (che va depositato al Genio Civile) è indispensabile che il professionista incaricato sia iscritto al proprio albo da almeno 10 anni, per la dichiarazione di idoneità statica, non vi è alcun limite di questo tipo.

Basterà affidarsi ad un tecnico di fiducia e di comprovata serietà che, seppur giovane, effettui non solo diversi sopralluoghi interni ed esterni all’edificio, ma anche le dovute indagini documentali, analizzando tutti i progetti reperibili, da quello originario, fino all’ultima variante esistente, anche qualora questa abbia interessato solo una minima parte dell’edificio.

Certificato di idoneità statica condono

All’inizio degli anni ottanta del secolo scorso, con il boom dell’edilizia, l’abusivismo era una problematica piuttosto presente, tanto che per “sanare” le situazioni irregolari sono stati approvati diversi Condoni edilizi, grazie ai quali, a fronte del pagamento degli oneri e di un’ammenda era possibile mettersi in regola.

Tra i documenti richiesti per istruire la pratica ed ottenere il Condono vi era anche il Certificato d’idoneità Statica, che poteva essere esibito al posto del certificato di collaudo statico qualora la volumetria da condonare fosse inferiore ai 450 mc o nel caso in cui l’abuso edilizio fosse di epoca anteriore rispetto all’entrata in vigore delle norme sismiche (1982).

Questo documento, di fatto, altro non era che una dichiarazione resa da un tecnico competente, iscritto all’Ordine professionale ed appositamente incaricato, che comprovasse l’idoneità delle opere strutturali già realizzate. In ogni caso era previsto il deposito al Genio Civile.

Certificato idoneità statica sanatoria

Oggi il condono tout court degli abusi non è più previsto, né probabilmente lo sarà più, quanto meno nel prossimo futuro.

È possibile però, in alcuni casi, qualora gli interventi edilizi siano stati realizzati senza permesso, ma nonostante ciò risultavano comunque conformi alla normativa vigente all’epoca dell’abuso e lo sono ancora oggi rispetto a quella attuale, ricorrere ad una sanatoria.

Per le sole sanatorie edilizie molto dipende dal Comune con cui avete a che fare.

Alcuni richiedono la sottoscrizione di una semplice Dichiarazione Statica da allegare alla pratica edilizia di SCIA e contenente una formula standardizzata in il tecnico incaricato asserisce che ad un attento esame non si sono riscontrate tracce di lesioni, né di cedimenti, né di deterioramento delle strutture portanti, per cui il fabbricato/l’unità di cui sopra è da considerarsi staticamente idoneo per l’uso a cui è destinato. Altri comuni invece richiedono un vero e proprio Certificato di idoneità statica con le verifiche del caso.

Certificato idoneità statica costo

È difficile stabilire a priori quale possa essere il costo di un certificato di idoneità statica. Innanzitutto molto dipende dalla tipologia di edificio con cui si ha a che fare: le verifiche per una villetta singola saranno indubbiamente più semplici e meno gravose di quelle necessarie per analizzare un condominio di 3,5 o addirittura 10 piani!

Poi bisogna considerare l’epoca del fabbricato, le sue condizioni, il luogo in cui è ubicato, il terreno su cui sorge, le modifiche che sono intervenute sullo stesso nel corso del tempo e la facilità (talvolta anche la possibilità) di reperire la documentazione di progetto e la sua mole.

Diciamo che per una villetta bifamiliare in buono stato il costo del CIS, esclusi oneri ed iva, può partire dai 1500-2000 €. Poi, però, ogni caso va analizzato a sé, in base a quanto appena detto.

Sara Raggi

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