Spesso, nel gergo comune, si utilizza l’espressione generica “cemento”, anche per composti che, in realtà, proprio cemento non sono.

Ad esempio, cemento e calcestruzzo sono termini che molte volte vengono usati l’uno per l’altro, ma in realtà il cemento, che a sua volta può essere di vario tipo, è solo una delle componenti del calcestruzzo.

Con l’espressione cemento si possono voler indicare molte cose: si va dai cementi cosiddetti 325 e 425, utilizzati per realizzare le strutture in calcestruzzo armato, fino a quelli decorativi, come il cosiddetto cemento stampato, impiegato per pavimentazioni o rivestimenti murari.

Le varie tipologie di cemento differiscono l’una dall’altra, chiaramente per l’impiego che se ne fa, ma in prima battuta sulla base della composizione che le caratterizza.

Vediamo oggi di concentrare la nostra attenzione su quello che comunemente viene definito cemento bianco, capendo innanzitutto com’è fatto, che caratteristiche ha, per cosa e come viene utilizzato e quanto può costare.

Cemento bianco: composizione e caratteristiche

Il cemento è sostanzialmente un legante idraulico: miscelato con l’acqua forma una pasta morbida e malleabile, che, poi, essiccandosi, diventa dura come la pietra. Unendo il cemento ad acqua, ghiaia, sabbia di cava, pietrisco ed eventuali additivi di vario genere si ottiene il calcestruzzo. Mescolando, invece, il cemento esclusivamente con materiali più fini come la sabbia si ottiene la malta di cemento.

La base è sempre la medesima: si ha a che fare con una miscela di silicati e alluminati di calcio, chiamata Clinker, che si ottiene cuocendo grandi quantità di calcare e argilla ad altissime temperature.

Il cemento bianco è composto per il 75-85% da Clinker con l’aggiunta poi di calcare ed in misura minore di altri componenti. Per ottenere clinker bianchi è fondamentale controllare che la percentuale di ossidi di ferro sia davvero minima, al massimo è concesso uno 0,15%.

Altrettanto contenute dovranno essere le percentuali di altri ossidi di metalli pesanti, che spesso si trovano nelle argille e nei calcari utilizzati originariamente per ottenere il Clinker e che contribuiscono a rendere grigia la miscela.

Per avere un cemento bianco, dunque, è necessario partire da componenti mineralogicamente puri come il caolino (argilla bianca) ed il calcare bianco e sostituire l’ossido di ferro con prodotti che abbiano una funzione simile, ma che al contempo siano privi di colorazione, come i composti del fluoro, quali la Criolite e la Fluorite. Per ottenere un bianco puro è importante evitare la contaminazione e l’inquinamento con altri materiali, che non siano quelli appena elencati, durante tutto il ciclo produttivo.

D’altro canto il cemento bianco viene chiamato così perché la sua caratteristica principale è proprio quella di essere sempre dello stesso candido bianco. Inoltre se a questo vengono aggiunti particolari pigmenti è possibile ottenere cementi di vari colori, spaziando in una gamma davvero ampia. Tali tinte, peraltro, hanno il pregio di rimanere stabili nel tempo.

Principali impieghi del cemento bianco

La produzione del cemento bianco è sicuramente quantitativamente inferiore a quella del cemento grigio. Nonostante ciò esso si presta ad innumerevoli applicazioni.

In genere, si ricorre al suo impiego ogni volta che ci si trova dinnanzi a manufatti dal notevole impatto visivo, o quando si ha a che fare con applicazioni in cui il colore e l’estetica rivestano un ruolo fondamentale.

Mentre, dunque, il cemento bianco viene impiegato essenzialmente per scopi decorativi, non solo per la creazione di opere artistiche, ma anche per realizzare finiture e calcestruzzi faccia a vista, il cemento grigio, trova maggior applicazione nelle costruzioni di strutture di edifici civili, industriali, dighe e ponti.

Ecco, allora, un breve elenco degli utilizzi principali del cemento bianco:

– Per la creazione di arredi urbani, pavimentazione di piazze, sculture, panchine, fioriere e vasi gettati in opera;

– Per la realizzazione di intonaci bianchi o colorati, o di pitture a base cementizia che possono essere sia bianche che colorate grazie all’aggiunta di ossidi metallici;

– Per la preparazione di malte bianche o colorate (che si ottengono unendo cemento bianco e sabbia, più eventualmente pigmenti vari);

– Per la realizzazione di getti in opera di lastrici solari o facciate in c.a. a vista, o in cui vanno collocati inseriti in pietra a rilievo;

– Per ottenere malte premiscelate secche;

– Per la realizzazione di particolari mattonelle o piastrelle;

– Per stuccare le fughe tra le piastrelle o i mosaici che compongono rivestimenti murari o pavimenti mediante boiacca (miscela di acqua e cemento) bianca o colorata.

In molti casi, storicamente, è accaduto che architetti famosi per realizzare le loro opere abbiano fatto ricorso al cemento bianco, specie per calcestruzzi faccia a vista, ottenendo risultati estetici di grande pregio.

Anche nelle architetture più “comuni”, però, spesso vi si ricorre, soprattutto per le opere di finitura delle facciate esterne, dato che rispetto alle tradizionali superfici pitturate, quelle rivestite con malte a base di cemento bianco necessitano di minore manutenzione e risultano più stabili nel tempo.

Caratteristiche tecniche del cemento bianco

Le caratteristiche tecniche di un cemento bianco, in realtà, sono molto simili a quelle di un normale cemento grigio.

Assieme ad una buona resistenza a compressione, vanno menzionati un modulo elastico, un calore di idratazione ed un ritiro addirittura inferiori a quelli di un cemento normale di pari classe, che lo rendono adatto agli scopi più disparati.

In più il cemento bianco è molto apprezzato perché è in grado di mantenere inalterato nel tempo il suo colore bianco, senza necessitare di lavori di manutenzione costanti e risultando peraltro particolarmente resistente anche all’azione dell’inquinamento atmosferico.

Inoltre, la buona capacità di inglobare pigmenti colorati lo rende versatile e consente di ottenete una gamma amplissima di cementi colorati.

Cemento bianco prezzo

Quanto costa il cemento bianco?

Ovviamente, il prezzo di questo materiale varia in base alla qualità di prodotto che si decide di adoprare. Quest’ultima dipende dalla sua composizione specifica ed ovviamente andrà scelta in base all’impiego che bisogna farne; ma il prezzo varia anche a seconda delle quantità che si intende acquistare.

Mediamente un sacco da 25 kg di discreta qualità lo potete trovare in vendita nei negozi di bricolage e fai da te ad un prezzo che si aggira attorno ai 12-15 euro. Il cemento bianco, però, viene venduto anche in confezioni di piccola taglia, da 1 o da 5 Kg, utili per effettuare piccoli lavoretti o riparazioni. In questi casi, come potrete immaginare, il prezzo al Kg sale leggermente.

In tutti i casi ricordatevi sempre di conservare i sacchi e le confezioni di cemento in un luogo asciutto, al riparo dall’umidità facendo attenzione che siano ben chiuse e non posizionate direttamente a terra, ma quanto meno in appoggio su bancali in legno.

Concludendo

Come avrete capito, il cemento bianco si presta ad un’infinità di applicazioni diverse, non è un prodotto d’elite riservato solo alle opere d’avanguardia dei grandi architetti.

Anche per i piccoli lavoretti di casa è possibile farne ricorso, come ad esempio quando è necessario ripristinare le fughe tra le piastrelle del bagno o della cucina.

Sara Raggi

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