Sempre più persone stanno scegliendo i caminetti a bioetanolo per rendere uniche ed efficienti le loro case. Anche chi ha già un caminetto tradizionale a legna, per ovviare ai vincoli e limitazioni imposti dalle normative a tutela dell’ambiente. I camini a bioetanolo sono infatti anche chiamati biocamini.
C’è chi li sta scoprendo come perfetta soluzione per sostituire il tradizionale camino a legna, che è nel mirino della legge perché inquina. Basta “sovrapporre” il biocamino a quello vecchio. Chi invece non ha il caminetto di una volta, ma desidera il fascino della fiamma vera (e pulita) in casa, li sceglie perché si installano nel giro di qualche ora e senza grane burocratiche. Non richiedono particolari interventi né autorizzazioni. Anche in Italia queste novità sono state sviluppate da un’azienda lombarda, che tra poco vedremo. Sono innovazioni che hanno reso famoso il made in Italy all’estero anche in questo settore, con un mix di design elegante e funzionale ed efficienza tecnica.
Una volta messi in casa, quando si rientra è sufficiente accenderli e parte la fiamma. In un attimo l’ambiente si scalda e ti vivi la magia del calore e del fuoco rilassante.
Tutti pazzi per i camini a bioetanolo
Che si tratti di rimpiazzare quelli a legna oppure no, questi sistemi stanno ormai incontrando ovunque il favore di chi vuole arredare con gusto e riscaldare la propria abitazione senza inquinare.
I dati parlano chiaro. Una recentissima ricerca di Verified Market Report Research, importante società di analisi di mercato attiva in 120 Paesi, registra un trend in continua crescita. Il mercato mondiale dei camini a bioetanolo è salito in un solo anno di circa il 25%. Gli esperti prevedono che il volume di vendite da 1,25 miliardi di dollari nel 2023, schizzerà a oltre 29 miliardi nel 2031.
In buona sostanza, da qui al 2031 si stima un incremento di vendite di camini bioetanolo pari al +132%!
Sono numerose le caratteristiche tecnologiche e i vantaggi che spiegano questo gradimento da parte delle persone. Accanto alla grande versatilità troviamo i vantaggi nella funzionalità, praticità e convenienza per le tasche e per il pianeta. Vediamo meglio, alla luce dei dati di mercato, questi punti di forza.
Ma perché hanno tanto successo?
Insieme al valore green, c’è sicuramente la bellezza. I caminetti a bioetanolo stanno riscuotendo tanto successo perché rendono unico e personale il salotto e ogni altro spazio domestico. I pregi estetici e il “bio” non significano rinunciare all’efficienza e alla sostenibilità economica. Come riporta la testata giornalistica inglese “Leicestershire Live Mercury”, nel Regno Unito “le persone stanno sostituendo i bruciatori a legna con caminetti a bioetanolo, più economici da gestire”.
Quindi, alla base di questo dilagante successo dei caminetti a bioetanolo ci sono 3 aspetti essenziali:
- Efficienza
- Eleganza
- Praticità
I biocamini consentono di portare il fascino del fuoco vivo in qualsiasi ambiente, senza opere murarie costose e invasive. Alcuni modelli possono addirittura essere installati su una parete come un quadro, protetti de un vetro trasparente. Bastano un paio di buchi e due viti.
Inoltre, un camino a bioetanolo offre altri vantaggi, molto sentiti dalle persone:
- Elimina il problema della canna fumaria (niente burocrazia)
- Non richiede nessuna manutenzione (solo una pulita al vetro protettivo)
- Evita di doversi caricare la pesante legna (il bioetanolo si vende in bottiglie anche da 1 litro e dura anche 7-8 ore)
- Non sporca (perché non fa cenere né fuliggine)
- Non emette fumi (e relativo particolato nocivo per la salute)
Cosa rende sicuri i camini a bioetanolo
I camini a bioetanolo sono sempre più richiesti anche per i progressi tecnologici, che li rendono più sicuri, sottolineano gli esperti di VMR. L’importante è scegliere prodotti realizzati a regola d’arte da aziende riconosciute e non in anonimi stabilimenti chissà dove. Va ricordato che il Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente ha sancito che è atossica la combustione di questi biocamini.
«È proprio così, al contrario di quanto si sente dire ogni tanto, i camini a bioetanolo sono sicuri, a patto che rispettino i migliori standard tecnici e normativi», conferma Alessandro Gatti, l’imprenditore brianzolo che ha portato in Italia i caminetti ecologici, come ricorda la rivista Forbes. La sua azienda MaisonFire è la pioniera nazionale in questo settore, da inizio anni 2000. I suoi bruciatori riportano le 3 marcature di sicurezza richieste dalla normativa europea “EN 16647”.
Un elemento in particolare garantisce la sicurezza. I biocamini MaisonFire oltre a impiegare bruciatori di alta qualità made in Italy, utilizzano pietra refrattaria nel serbatoio. Questa pietra è porosa e perciò assorbe il combustibile liquido, catturandolo. Grazie a questa soluzione viene eliminato alla radice ogni eventuale rischio di gocciolamento o fuoriuscita di combustibile. Sono camini realizzati al 100% in Italia e il loro stile italiano piace molto anche all’estero, dove arredano le dimore più belle e le residenze di lusso.
Come scegliere il bioetanolo (il dato da guardare prima di comprare)
Il bioetanolo non produce alcuna sostanza tossica quando brucia. Può però risultare sgradevole al naso ed emettere sostanze e vapori durante la combustione.
In commercio ne esistono moltissime varietà, con differenze anche vistose in termini di resa e qualità. Perciò è bene stare attenti a scegliere sempre una marca di combustibile di qualità. Come si fa?
Un modo semplice per capire la qualità di un bioetanolo è il prezzo. Il consiglio di base è non acquistare bottiglie o taniche che costano troppo poco rispetto alla media. Un prezzo stracciato è segno di prodotto scadente.
In ogni caso, per andare sul sicuro, basta guardare un dato tecnico.
La percentuale alcolica dovrebbe essere intorno al 96%. Questa informazione si trova scritta sull’etichetta del prodotto. Al di sotto di questo valore, oltre ad abbassarsi l’efficienza del camino, si producono cattivi odori e vapori nocivi per la salute. Un buon combustibile e un bruciatore efficiente garantiscono la totale assenza di odori sgradevoli. Meglio perciò chiedere sempre chi ha progettato e realizzato il bruciatore, che è il “motore” della macchina.
Occhio alla potenza. Ecco come regolarsi
Anche con un buon bruciatore, si può avere qualche brutta sorpresa. Può succedere, vuoi perché non si conosce la materia, vuoi perché qualcuno può essere portato a venderci un prodotto magari ottimo (e più costoso…) ma non adatto al caso nostro.
Per non rovinare il sogno del camino senza canna fumaria, dobbiamo considerare un fattore cruciale: la giusta potenza. Bisogna dimensionare in modo adeguato il bruciatore: deve essere proporzionato allo spazio in cui viene installato.
Un bruciatore troppo potente finisce per disturbare il comfort e la salubrità della stanza perché brucia troppo ossigeno ed emana una potenza di calore non necessaria. Sì, è vero: per reintegrare l’ossigeno si può mettere una semplice presa d’aria verso l’esterno. Ma è un peccato comunque. Infatti, anche in questo caso dopo una ventina di minuti devi spegnere il camino per non far diventare la stanza troppo calda. Significa non godersi l’incantevole spettacolo della fiamma viva. Quando invece la potenza è calibrata sulle dimensioni dell’ambiente, puoi tenere la fiamma accesa anche a lungo e così il piacere del camino a bioetanolo è massimo.
Dunque come regolarsi?
In pratica, consigliano gli esperti di MaisonFire, per una stanza da 30 metri quadrati va bene un bruciatore da 60 centimetri. Scopri gratuitamente le altre informazioni essenziali sui camini a bioetanolo.
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