Non sono infrequenti i casi in cui l’autoclave non parte e si blocchi del tutto. Talvolta, con un po’ di manualità e anche se non si è maghi del fai da te è possibile ripristinare il funzionamento, senza dover chiamare per forza l’idraulico o altro tecnico specializzato.

Mettendo in atto alcune semplici mosse e con l’aiuto di qualche attrezzo presente in ogni casa è possibile risparmiare i soldi del tecnico.

Come noto, l’autoclave svolge la funzione di incrementare la pressione e la portata d’acqua che vengono forniti dalla normale rete idrica di distribuzione. Un impianto di autoclave viene generalmente installato in condomini, stabili e palazzi in modo da soddisfare il fabbisogno dell’acqua a coloro che abitano ai piani più alti.

L’impianto autoclave può tornare indispensabile anche in palazzine con altezze medie o basse, specie quando le colonne di carico hanno diametro ridotto e non permettono di far scorrere un ampio flusso d’acqua. In questi casi l’autoclave riesce ad aumentare in modo considerevole la portata d’acqua e anche in tempi assai brevi.

In alcuni edifici possono essere presenti anche più autoclavi, con pressione opportunamente diversificata, in modo da servire ottimamente i piani posti alle diverse altezze. L’autoclave viene impiegata anche in ambito agricolo, per eseguire le attività di irrigazione di campi e giardini: in questi casi, però, il compito dell’autoclave sarà quello di fornire un’ampia portata d’acqua con una pressione in genere media o bassa.

L’impianto potrebbe non funzionare correttamente, presentando problemi di varia natura e spesso legati al motorino d’acqua bloccato, oppure al condensatore autoclave guasto. In queste ipotesi è possibile intervenire in maniera autonoma per risolvere i problemi e riattivare il corretto funzionamento dell’impianto.

L’articolo ha, infatti, lo scopo di spiegare in modo esaustivo come fare quando l’autoclave non parte. Prima di capire quali comportamenti adottare è necessario aver chiaro il funzionamento della pompa autoclave e i vantaggi che ne conseguono dall’installazione dell’impianto.

– Funzionamento della pompa autoclave

Nelle normali costruzioni ad uso abitativo vengono installati impianti di distribuzione dell’acqua potabile con serbatoio aperto o autoclave. I primi sono poco diffusi e hanno una pompa che ‘pesca’ acqua dall’acquedotto, per poi mandarla ai serbatoi aperti e posti al di sopra dell’ultima utenza da servire. Il fabbisogno d’acqua avviene per caduta. Diversamente, gli impianti autoclave prevedono l’installazione di serbatoi chiusi e che contengono aria in pressione.

Una volta che l’acqua giunge alla pompa ed entra nel serbatoio l’aria si comprime, così da generare un aumento di pressione. Conseguentemente, ogni volta che viene aperto il rubinetto collegato al serbatoio aumenta l’aria compressa e diminuisce la pressione. Una volta che la pressione raggiunge il minimo del valore prefissato la pompa riparte e il ciclo continua.

Nei moderni impianti l’aria compressa è stata sostituita da una membrana realizzata con un particolare materiale elastico. L’autoclave è largamente preferita negli edifici civili, in quanto offre tanti vantaggi. Infatti, installando un impianto autoclave è possibile alloggiare i serbatoi e le vasche di raccolta direttamente nei vani interrati dello stabile.

Inoltre, è innegabile che un impianto autoclave garantisca anche igiene, dal momento che le vasche di raccolta sono chiuse e non vengono a contatto con l’esterno. Infine, la possibilità di graduare la pressione secondo le specifiche necessità permette di ottimizzare il reale fabbisogno idrico e di adattarlo all’altezza del piano da servire.

– Autoclave non parte: motorino acqua bloccato

Una delle cause che determinano il guasto dell’impianto è il motorino dell’acqua bloccato. Questo problema si presenta il più delle volte quando l’impianto è rimasto fermo a seguito di un periodo di inutilizzo. Senza temporeggiare, la prima cosa da fare, è quella di staccare subito la corrente elettrica per evitare che il motorino surriscaldandosi bruci del tutto l’avvolgimento al suo interno.

Staccata la corrente, anche dall’interruttore generale, non resta che capire se il motorino acqua bloccato dipenda dal condensatore autoclave guasto oppure da un semplice intoppo. In entrambi i casi è possibile effettuare una riparazione e fare in modo che l’autoclave riprenda il suo normale funzionamento. Torneranno utili un serra-tubi, un giravite e anche un martello. Si procede smontando la copertura posteriore del motore dell’elettropompa.

Sarà necessario togliere le viti o fare leva se il modello monta un coperchio ad incasso. A questo punto sarà necessario controllare l’asse del motore dell’elettropompa: in condizioni normali dovrebbe girare liberamente. Qualora fosse bloccata, spento il motore, si può tentare di sboccarla con le mani. Se il problema persiste bisogna rimuovere la ventola in plastica dall’asse del motore, girando la vite o facendo leva.

In tantissimi casi la formazione di ruggine impedisce la normale rotazione. Provando a girare manualmente l’asse avanti e indietro, fino a sbloccarla e lasciarla scorrere liberamente si dovrebbe risolvere il problema. Accendere l’interruttore e lasciando girare il motore per qualche minuto aiuterà a normalizzare il funzionamento. Alla fine servirà solo rimontare il tutto.

– Condensatore autoclave guasto

Tuttavia, se l’asse del motore ruota liberamente ma l’autoclave non parte comunque è molto probabile essere di fronte al condensatore guasto. In questa ipotesi non resta molto da fare: occorre sostituirlo completamente. Il condensatore è un componente sempre presente nei vari circuiti elettrici. Nell’impianto autoclave serve per influire sulla tensione, in modo che il motore possa funzionare correttamente.

Generalmente, un condensatore autoclave guasto emana ronzii. In aggiunta, per capire facilmente se il condensatore è guasto, basta controllare eventuale presenza liquidi o se il componente è gonfio, come se volesse espandersi.

Chi dispone di conoscenze tecniche adeguate e di attrezzatura idonea, come un voltmetro analogico o digitale, potrebbe scaricare il condensatore ed eseguire test opportuni per verificare la sua integrità.

In alternativa, la cosa più semplice rimane quella di cambiare il condensatore guasto con uno nuovo. In questo caso si può interpellare un tecnico specializzato oppure acquistare e sostituire il pezzo da soli, avendo cura di prenderlo compatibile. A tal fine, occorre acquistare un condensatore con le stesse caratteristiche di quello da sostituire. Si possono annotare le caratteristiche riportate sul dorso.

In caso di dubbi, si stacca la corrente, si smonta il condensatore e lo si mostra al negoziante specializzato in materiale elettrico, elettronico o di idraulica. Preso in mano il condensatore è facile notare la presenza di faston, ovvero di connettori a lama, molto semplici da montare. Il nuovo condensatore va inserito alla morsettiera, prestando cura a far coincidere i terminali. Non rimane che accendere l’interruttore e verificare il corretto avviamento della pompa.

Quando tutto procede in modo regolare basta rimontare il coperchio, facendo ben aderire le guarnizioni e stringendo bene le viti. Quanto spiegato fino a questo punto rappresentano meri consigli generali. Il motorino acqua bloccato o il condensatore autoclave guasto sono problemi piuttosto ricorrenti, spesso dipesi dallo stato d’usura dell’impianto, da una pressione mal graduata, dalla formazione di ruggine oppure da periodi di inutilizzo.

Nel caso in cui, pur seguendo i descritti passaggi, l’impianto non dovesse ripartire sarà necessario rivolgersi ad un tecnico specializzato, al fine di non peggiorare il guasto, ed evitare danni a cose e persone. Del resto, anche quando non si è particolarmente abili nel fai da te chiamare un tecnico è sempre la migliore cosa da fare.

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